"Una Guaritrice per l'Highlander" (I Grandi Romanzi Storici)



Trama: Scozia, 1371. La strega di Caig Fall è tornata! La voce si sta diffondendo velocemente ad Achnacarry. Nessuno sa perché anni prima se ne sia andata e il motivo per cui ora sia ricomparsa nel misterioso e remoto cottage in cima alle cascate, ma per Davidh, comandante del clan dei Cameron, non ha importanza. L'unica cosa che conta per lui è che la vecchia, nota guaritrice, sia in grado di aiutare il suo piccolo Colm, affetto da una malattia sconosciuta che gli ruba il respiro e che presto lo strapperà dalle sue braccia. Quando decide di portarle il bambino, Davidh non immagina certo di scoprire che la strega in questione, Anna, è in realtà una bellissima donna, capace di irretirgli il cuore e i sensi e di restituirgli il sorriso e la speranza... né che nasconde un pericoloso segreto che potrebbe distruggere l'intero clan.


Commento di Lunaria: "Una guaritrice per l'Highlander" è un romanzo interessante, ma purtroppo è carente dal punto di vista della... stregoneria. Infatti, leggendo la trama, avevo pensato di trovarmi di fronte ad un libro incentrato sulla demonizzazione della donna guaritrice\strega magari il tutto presentato sotto una verniciata di "Wicca femminista", similmente ad altri romanzi incentrati sulle donne indipendenti "che facevano di testa loro" nel Medioevo. Invece non solo Anna viene accolta quasi con entusiasmo fin da subito dall'intero clan (a parte l'inevitabile rancore che le porterà l'ex amante di Davidh) ma la storia vira presto sullo scopo di Anna: far accettare il figlio avuto con Malcolm, anni prima, dal clan dei Cameron... c'è solo un unico problema: Malcolm era il migliore amico di Davidh e nessuno sa che ha avuto un figlio con Anna, quindi la donna è costretta a mentire. Tutta la trama verte su questo, anche se non mancano le scene dove Anna è intenta a "paciugare con le erbe" nel tentativo di salvare il figlioletto di Davidh... però, nel complesso, mi aspettavo di più, anche se è ben scritto. Tuttavia 315 pagine sono un po' troppe per una trama così lineare nel suo svolgimento. Piacevoli le (sporadiche) scene erotiche. In secondo piano i paesaggi, visto che quasi tutta la vicenda si svolge al chiuso, all'interno delle mura del castello; peccato, perché la Scozia medievale si prestava molto ad atmosfere brumose alla Macbeth...

N.B: Ho visto altri due romanzi, sempre ambientati nel Medioevo, firmati dalla stessa Autrice: di uno non ricordo il titolo, l'altro è "Fuga dal destino". Se ricordo bene nel primo che ho visto il protagonista era un vichingo e veniva soccorso, anche lui, da una misteriosa donna dei boschi.


Gli stralci più belli: "Toccatemi, Davidh. Ho desiderato sentire le vostre mani su di me da quando vi ho visto dall'alto delle cascate." Alzando le gambe, Anna gli strinse le ginocchia attorno ai fianchi. "Toccatemi, adesso." La sua virilità prese vita, anelando a colmare il posto segreto fra quelle cosce ben tornite. (...) Quando lui si chinò per baciarli, Anna emise un gemito che si riverberò nella sua virilità eretta, filtrandogli nelle ossa." 





"Complice la Luna" di Diana Hamilton (Collezione Harmony)

Trama: Prosperosa e di altezza decisamente superiore alla media, Susanna non è proprio quel che si dice una silfide! Per questa ragione lei punta più sulle doti intellettuali che sull'aspetto fisico per riuscire nella vita. Ma il magico incontro con il misterioso Jackson in una notte di plenilunio le cambia completamente l'esistenza. Fra le sue braccia il brutto anatroccolo diventa un cigno e Susanna si sente addirittura una Venere. Purtroppo Jackson è uno spirito ribelle e...


Commento di Lunaria: "Complice la Luna" affronta due temi tipici (e problematici) dell'identità e del ruolo femminile e maschile: il sentirsi brutta ed inadeguata e il sentirsi apprezzati unicamente per la propria "posizione economica"; per questa immagine distorta che ha di sé e del proprio corpo (colpa anche della cattiveria di sua madre, il personaggio più nefasto dell'intera vicenda) Susanna è fragile e lascia che sia la madre e il calcolatore Edmond, a cui "è stata fidanzata per volontà dei parenti", a decidere per lei. Jackson invece è rimasto ferito in passato e teme che anche Susanna possa "amarlo solo per la ricchezza", da qui il suo anticonformismo nel rifiutare un ruolo sociale maschile basato sul possesso di beni e sullo sfoggio degli stessi per acquisire "status symbol".

Il romanzo è interessante per questi due temi, anche se carente dal punto di vista erotico.


Gli stralci più belli: 

"Era un estraneo. Non sapeva assolutamente nulla di lui. E sarebbe stata una follia lasciare tutto quello per cui aveva faticato tanto, un lavoro gratificante, una casa sua, una buona posizione sociale, e affidare il proprio futuro nelle sue mani, come secondo lui avrebbe dovuto fare. All'improvviso lo sguardo corse al di là della siepe, verso la radura. Avrebbe soltanto dovuto attraversare la distesa d'erba bagnata di rugiada per andare da lui... (...) Jackson se ne sarebbe andato e lei non lo avrebbe rivisto mai più. A quel pensiero gli occhi le si riempirono di lacrime e pianse a lungo per quello che stava perdendo e gettando via. Solo quando il sole ruppe finalmente la fitta coltre di nebbia, voltò le spalle alla radura e ritornò a casa."

"Era mille volte meglio un futuro incerto con lui che la sicurezza e la comodità materiale senza di lui. (...) Per la prima volta nel corso della sua esistenza aveva seguito il suo cuore invece della sua testa e si sentiva meravigliosamente bene!"


"I Segreti del Labirinto" di Deborah Simmons (Romanzi Storici)


Trama: Inghilterra, XIX secolo. Sydony e suo fratello Kit giungono a Oakfield, la tenuta che hanno ereditato da una lontana parente, in una notte buia e tempestosa. La casa deserta sembra uscire da uno dei romanzi gotici tanto amati da Sydony e in giardino sorge un impenetrabile labirinto di siepi altissime. Ma ciò che più turba la coraggiosa Syd è il fatto che tutto ad un tratto nella sua vita sia ricomparso il visconte Bartholomew Hawthorne... lui non è più il gentile compagno di giochi della sua infanzia, bensì un uomo dal fascino misterioso ed inquietante che l'attrae e al contempo la spaventa... 


Commento di Lunaria: un romanzo molto intrigante, che fonde abilmente atmosfere da romanzo gotico (per tutta la prima parte, con la magione spettrale e la protagonista che prova inquietudini e strani presentimenti pensando al labirinto che troneggia nel giardino...) per acquisire via via atmosfere più thrilling e paranoiche (con qualche particolare tendente all'horror e al soprannaturale) inserendosi nel filone del "protagonista perseguitata da una misteriosa setta che complotta alle sue spalle: di chi fidarsi?"

Poco erotismo, purtroppo, ed è questo l'unico difetto del libro.

N.B dalla stessa autrice avevo apprezzato moltissimo anche "Luci e Tenebre" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/10/luci-e-tenebre-di-deborah-simmons.html Vedi anche https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/tesori-sepolti-di-deborah-simmons-i.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/04/la-strega-e-il-cavaliere-di-deborah.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/04/la-gorgone-e-il-cavaliere-di-deborah.html


Gli stralci più belli: "Al posto dei prati verdi ben curati e delle dolci colline cui era abituata, Sydony vide dell'erba alta e incolta e, più oltre, la brughiera spoglia. Scossa da un brivido, si voltò per cercare qualche aspetto più gradevole. Doveva esserci un giardino da qualche parte, pensò mentre imboccava un vialetto coperto di ghiaia, invaso dalle erbacce, che portava sul retro della casa. Aveva fatto pochi passi quando vide un'impressionante ammasso di vegetazione cupa."Che cos'è?", gridò rivolta a Kit, indicandoglielo."Un labirinto", rispose lui con un sorriso e un cenno di saluto. (...) Sydony continuò a camminare fino al retro della casa. Lì c'era una terrazza in rovina circondata da quello che un tempo era stato un giardino. Dietro, le altissime siepi scure nascondevano tutto il resto. Sydony si strinse nel mantello per ripararsi dall'aria fattasi di colpo gelida.

Quell'intrico di vegetazione emanava un fascino che la invitava a scoprire i suoi segreti, eppure, al tempo stesso, il suo aspetto selvaggio e minaccioso la teneva lontana."

"Non pioveva più, ma i rami grondavano acqua e il vento incessante muoveva la vegetazione del labirinto dando l'impressione che fosse abitato. Guardando attraverso il vetro sporco, Sydony avrebbe giurato che c'era qualcosa di nero tra le siepi cupe."

"Accennando con il mento al giardino, abbassò la voce. "Quel luogo appartiene a loro [i Druidi] fin da prima che noi nascessimo. Da secoli, credo. Meglio che se lo tengano." (...) Sydony andò alla finestra per guardare di nuovo il labirinto con le siepi che si avvolgevano su loro stesse come un gigantesco rettile. (...) Quel pensiero attirò il suo sguardo verso il centro del labirinto, dove la quercia secolare montava la guardia, e Sydony rabbrividì."

"La luce della luna era altalenante e gettava ombre capricciose sulla vegetazione incolta del giardino. Il vento, come sempre, gemeva piano sollevando nell'aria le foglie per condurle in una folle danza e poi farle ricadere a terra con un fruscio. Quel paesaggio fantastico avrebbe intimorito chiunque, soprattutto in quei giorni prossimi alla vigilia di Ognissanti. Sydony aveva la mente affollata di avvertimenti, immagini di teschi e interiora, labirinti dove gli incauti potevano smarrirsi e smarrire la ragione, maghi e Druidi."

"Barto rimase di stucco quando lo stretto paesaggio si aprì di colpo in un'ampia radura, dove le siepi formavano un cerchio intorno alla imponente quercia. "Il centro del labirinto", annunciò sottovoce la fanciulla. Barto la osservò mentre avanzava, il mantello che formava uno strascico dietro di lei sull'erba secca, la testa alta, la mano protesa per toccare la corteccia nodosa. Con la grazia innata che la caratterizzava, sembrava una sacerdotessa druidica che si avvicinava a un albero molto venerato."





"Dormire e non Sognare" di Liala

Nota di Lunaria: "Dormire e non Sognare" è primo volume della trilogia di Lalla Acquaviva ("Dormire e Non Sognare - Lalla che torna https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/01/lalla-che-torna-di-liala.html - Il Velo sulla Fronte" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2025/03/il-velo-sulla-fronte-di-liala.html )

Ecco la trama: Lalla Acquaviva, bellissima e capricciosa, impulsiva e ribelle, orfana, mantenuta dal fratello Vasco che fa l'attore, si innamora, al primo istante, di Morello, un nobile ormai decaduto che vive in una villa poco distante dalla dimora degli Acquaviva. Ma l'attrice compagna di Vasco, Erica, nasconde qualcosa e sembra conoscere molto bene Morello, anche se continua a negare. Quando Lalla li scopre insieme, nascosti in camerino, durante uno spettacolo teatrale del fratello, reagisce, furibonda, e rompe il fidanzamento con Morello. Nel frattempo, un pittore, Maurizio, innamorato di Lalla, si fa avanti nella vita della giovane donna, che flirtando con lui, ubriaca, cerca di dimenticare il tradimento di Morello. Apparentemente sembra che Lalla si sia innamorata di Maurizio, ma in realtà poco dopo aver ceduto a lui, Lalla si stanca e si rammarica. Non sopportando più i tentativi dell'uomo di riappacificarsi, Lalla va a Barcellona, poi torna in Italia e conosce Dino, del quale si innamora... Ma Maurizio è di nuovo sulle sue tracce... L'idillio finirà tragicamente.


Gli stralci più belli: "Una primavera alquanto scura!", ribatté Lalla. "Una primavera di vallata. Tutta ombra e luci, come le vallate stesse, che sanno essere a un tempo aspre e morbide, deliziose e infide." "Tutto questo pensate di me, voi?" "Questo e altro, Lalla."

"Erano sul divano posto d'angolo (...) Alle spalle, gli oleandri rosa sbocciavano quasi con gioia, ché erano tanto folti da celare le foglie. E tutto attorno, drappeggi di damasco cupo facevano nicchia. (...)  A occhi chiusi, perduto il cuore nell'incanto svanito, Lalla mormorò: "Anche Morello aveva il tuo profumo... (...) Quando mettevo il capo sulla sua spalla, e sognavo, sognavo, sempre mi avvolgeva questo odore..."

"Dormi ora, non sognare..." "Se si potesse, Maurizio... Se si potesse dormire e non sognare... Ma non si può, sai. Non si può. Io penso..." Tacque. Due lacrime silenziose le scesero lentamente dagli occhi. (...) Ella si abbandonò. Vide gli oleandri immobili su lei, percepì ancora quel profumo delizioso e terribile che le ricordava il suo triste amore lontano. Chiuse gli occhi e le parve di vagare senza meta verso abissi oscuri, dai quali saliva la voce di Maurizio, che le ripeteva calde parole d'amore."

"La passione, la disperazione, il pentimento mettevano in lei una volontà omicida, le svegliavano, nelle radici dell'essere un istinto ostile all'essere, un bisogno di annientamento, di dissolvimento. 

Ella si disperava cercando in sé e intorno a sé una potenza fulminea che colpisse, distruggesse, così che il recente passato ne venisse sconvolto senza lasciar traccia. (...) Incolpava i vivi e i morti della sua caduta, sentiva un'infinita pietà di se stessa. Il gran pianto la spossò. (...) Immobile sul tappeto, Lalla Acquaviva pareva una grande rosa troppo presto sbocciata, troppo presto caduta al suolo, stroncata dalla bufera o da un troppo vivido sole."

"Grazie, Dino." Aveva risposto con slancio, Lalla, e il suo viso, nella luce morente della sera, aveva tante ombre che lo affinavano.

"Tornò a letto. E i pensieri, ora tristi ora lieti, le danzarono attorno, come fantasmi. Poi, il sonno, amico pacificatore di ogni creatura affannata, chiuse le palpebre di Lalla."


Vedi anche: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/melodia-dellantico-amore-di-liala.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/ombre-di-fiori-sul-mio-cammino-di-liala.html  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/03/una-notte-castelguelfo-di-liala.html


"Innamorata di un Vampiro" di Jennifer Armintrout (Blue Nocturne)

Trama: Dopo essersi innamorata di Nathan e aver accettato l'idea di doversi nutrire di sangue, Carrie è convinta che la sua vita sia finalmente avviata verso una relativa tranquillità. Ma quell'illusione dura poco: all'improvviso, infatti, Nathan si trasforma in un essere crudele. E come se non bastasse, a possedere la sua mente è una delle creature più potenti e malvagie che esistano, il Divoratore d'Anime. Come farà la giovane ed inesperta Carrie a salvare lui e a non farsi uccidere da chi vorrebbe sterminare tutti i vampiri del mondo?


Commento di Lunaria: "Innamorata di un Vampiro" è il seguito di qualche altro libro (non so quale possa essere il titolo che è stato usato per la traduzione in italiano) e fa parte di una trilogia che si conclude con "L'Ora dei Vampiri".

Purtroppo, se non si è letto il primo volume, è molto difficile stare dietro al filo della trama: troppi personaggi, troppi rimandi al volume 1, qualche passaggio confuso e in definitiva, pochissimo sesso e poche atmosfere paranormali...

Non è scritto male, ma 379 pagine sono davvero troppe per una vicenda che nella sua essenzialità si riduce a "Nathan impazzisce, scappa, Cyrus viene resuscitato da dei vampiri che lo tengono in ostaggio, Carrie ritrova Cyrus, lo libera, lui odia lei, lei ritrova Nathan"

Inoltre, l'intero romanzo è carente di sesso, a parte tre pagine dove il morso che Cyrus dà ad una donna viene erotizzato, non c'è molto altro. Non pessimo, come romanzo, ma mi aspettavo di più.


Gli stralci più belli: "La donna girò la testa e aggrottò la fronte nel sonno. I capelli spenti le ricaddero all'indietro, scoprendo il collo. La giugulare pulsava in modo familiare e invitante. Solo un morso. Non era più un vampiro. Non aveva zanne, non aveva sete di sangue, non fisica, almeno. Ma la sua anima lo desiderava ancora. (...) La collera lo riempì. La stretta si fece crudele; pur non avendo più la forza di un vampiro, sapeva che le avrebbe lasciato un livido. (...) Finalmente la carne cedette e uscì il sangue (...) Le aveva fatto del male, l'aveva fatta gridare. Umano o non umano, possedeva ancora quel potere e la cosa lo eccitava. (...) Si abbandonò all'orribile piacere del sangue che usciva dal collo e del dolore che emanava la sua anima."




"Fu Vero Amore?" di Smedley (I Romanzi della Rosa)

Trama: Mary era un'impiegatuccia qualsiasi quando uno strano avvenimento e una zia sconvolgono la sua vita già inquadrata in schemi prestabiliti. Ma Mary era anche una donna d'affari, capace di battersi per una posizione di rilievo, andando contro i preconcetti e le aspettative degli altri che la vorrebbero "femmina docile e bella, remissiva". In questa lotta, non perderà il bello della vita: la femminilità, l'amore...


Gli stralci più belli: "Aspetta di incontrare l'uomo che ti piacerà... Rinunzierai allora a tutta la tua indipendenza, per essere guardata da lui... come un uomo guarda la donna che gli dà ciò che desidera da lei." Mary non rispose subito. Ripensava all'angoscioso momento in cui un certo giovane l'aveva guardata con una specie di compassione... Non l'avrebbe rivisto mai più, si capisce... Il ricordo, però, non era privo di amarezza. Cominciava a capire di aver perso tutta la grazia femminile."

"Era già buio, e una luna bianca splendeva fredda sulle loro teste e sopra i salici del fiume (...) Una specie di nebbia avvolgeva ora la figura di Ferroll. Solo gli occhi ardenti di lui erano ancora vividi, e la chiamavano... la chiamavano..."





"Lo Sconosciuto di Quella Notte" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)

Trama: Si può volere bene ad un uomo dall'età dell'asilo in poi, si può considerarlo l'eroe dei propri sogni, l'amico fidato, il fratello che non si è mai avuto, l'ideale di marito, in attesa che anche lui si accorga di noi, che smetta di trattarci come bambine, che scopra finalmente che siamo diventate donne... è quello che Magda fa con Tom, il medico di famiglia. Poi in una notte ventosa, dal nulla compare uno sconosciuto, Randall, arrogante, appassionato, selvaggiamente possessivo, che non indietreggia davanti a nessun inganno, a nessun tranello pur di sposarla... che vuole il suo corpo e non il suo cuore...


Commento di Lunaria: Ci risiamo, al solito, questa Autrice erotizza la molestia, la strafottenza maschile, la gelosia, il possesso, l'arroganza, la violenza sessuale. Randall è insopportabile: non esita ad usare il suo potere economico per ricattare il padre di Magda, alle sue dipendenze nella stessa ditta (anche se il padre di Magda ha commesso uno sbaglio) pur di sposare Magda, con tutto che lei è contraria e accetta pur di salvare il padre e la madre malata... e in quelle pagine, 76-77-78, è difficile non pensare alla celebre "monaca di Monza" di manzoniana memoria, Gertrude, che, pur di "far contento il padre", accetta di monacarsi contro la sua volontà...  E poi continue umiliazioni verbali e anche fisiche verso Magda, persecuzioni disseminate un po' per tutte le pagine, un'atmosfera pesante e plumbea per tutto il romanzo... Manesco, possessivo, stupratore e persino quasi omicida: ecco chi è Randall, "partorito" dalla penna di questa scrittrice che mi suscita sempre delle perplessità.

Anche in questo caso, come negli altri romanzi che ho letto, (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/la-torre-nel-bosco-di-charlotte-lamb.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/08/e-le-mura-caddero-di-charlotte-lamb.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/obbligo-damare-di-charlotte-lamb.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/03/il-ragazzo-della-spiaggia-di-charlotte.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/06/rapimento-di-charlotte-lamb-collezione.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/possesso-di-charlotte-lamb-collezione.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html) (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/01/conquista-dautunno-di-charlotte-lamb.html) Randall, odioso esattamente come i precedenti personaggi maschili, ha gli occhi grigi: evidentemente all'Autrice "gli uomini con gli occhi grigi" dovevano ispirare cose come "possesso morboso", "violenza sessuale" e "arroganza".

Il mio commento è il solito: i comportamenti maschili che trovate nei romanzi di questa controversa scrittrice di romanzi Rosa sono REATI. (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html)

Mi domando se una simile fissazione, nel continuare a presentare sempre lo stesso canovaccio, sempre lo stesso tipo di uomo possessivo, cinico e crudele, fosse dovuto a qualche trauma o violenza subita dall'Autrice...

Perché in tutti i romanzi che ho letto di lei, ad oggi, c'è sempre questo canovaccio: cambiano i nomi dei personaggi, i nomi delle città e delle "location" dove la storia è ambientata, cambiano i dettagli fisici delle protagoniste, ma l'andazzo è sempre quello lì, in quasi ogni pagina (come sempre, descritta nel dettaglio, con analisi psicologiche intensissime) fluttua lo spettro dello stupro e persino dell'omicidio passionale.

Alcuni stralci per dare un'idea dell'opera: si parte con una lugubre descrizione di Londra che fa quasi venire in mente la Londra di Jack lo Squartatore...

"Il vento che soffiava sul Tamigi, increspandone le acque cupe e facendo dondolare le barche ormeggiate che si urtavano cigolando, s'infilava a raffiche, gemendo, tra i rami spogli dei platani e gelava fino alle ossa i barboni addormentati nei vani delle porte. Nelle viuzze le insegne dei pubs oscillavano sui sostegni arrugginiti e le foglie morte danzavano in vortici con vaghi mormorii. Magda Hallam rabbrividì. "Londra è spettrale, la notte", mormorò."

Dopo che improvvisamente Magda, accompagnata dall'assistente sociale in quel quartiere malfamato di Londra, viene "approcciata" da alcuni giovani e baciata da quello sconosciuto prepotente che poi la rintraccerà, cioè Randall, iniziano subito le scene di stalking, così tipiche dei romanzi di Charlotte Lamb:

"Rossa per la collera, lei lo fulminò con lo sguardo, poi con un gesto rabbioso si tolse i guanti e li gettò nel laghetto. (...) Magda gli voltò le spalle e si allontanò a passo svelto, ma si accorse subito che lui la seguiva. (...) Era terrorizzata dalla sua espressione arrogante e dalla luce sardonica presente negli occhi chiarissimi. (...) "Devo chiamare una guardia e dirle che mi sta molestando?", lo affrontò."

"Sentiva su di sé gli occhi grigio chiaro che parevano due ferri roventi... la bruciavano, la marchiavano con il segno del possesso, la facevano tremare e sognare di poter sfuggire al loro sguardo..."

"Scappò a gambe levate giù per il viale (...) presto si accorse di essere finita in un angolo del parco, deserto e schermato da un filare di abeti. Allarmata, si fermò e si girò per tornare sui propri passi, ma lui le era alle spalle..."

"Lei era più che terrorizzata: era prigioniera di quella mano che, pure, non la stringeva, era incatenata da quegli occhi chiari, insistenti... (...) Alla fine le loro labbra si sfiorarono. A occhi aperti lei fissava il cielo senza vederlo, travolta da un'onda di emozioni dolcissime e terribili."

"E credo che sia per questo che mi piaci tanto. è più eccitante dare la caccia alla selvaggina in fuga che a quella che si arrende senza lotta!" La nota di crudeltà e di determinazione contenuta in quella voce indifferente le fece correre un brivido per la schiena."

Similmente ad altri romanzi lambiani, c'è di nuovo la scena della segregazione con Randall che chiude Magda in una stanza chiusa e commette quasi uno stupro:

"Qualcosa negli occhi chiarissimi di Randall le metteva paura. (...) Spaventata, agitata, lei si guardò in giro, ma la stanza non aveva altre uscite (...) lui si avvicinò facendola indietreggiare di nuovo, intimorita, e quando le sue mani l'afferrarono per le spalle emise un'esclamazione e alzò su di lui gli occhi verdi, supplichevoli. "No... per favore... no (...) Si dibatté, inarcando il corpo flessuoso. "Mi lasci! Mi lasci!" (...) La sollevò di peso tra le braccia come se fosse una bambolina (...) scelse quell'attimo per baciarla furiosamente. (...) Lei aveva chiuso gli occhi e stringeva le palpebre, ancora aggrappata a lui, rigida e contratta. Il bacio sembrò durare un'eternità e alla fine, quando lui rialzò la testa, lei non riusciva nemmeno più a respirare."

Magda, non avendo la forza fisica e morale per opporsi a queste molestie, perché nei primi capitoli quando lui le mette le mani addosso "lei è paralizzata dalla paura", le subisce, ad un certo punto "il suo corpo reagisce al tocco" (con la sua mente ben lontana dall'aver dato un consenso totale ed esplicito!) e a fine molestia si autocolpevolizza:

"Quando lui l'aveva fatto [baciarla] non solo non aveva protestato, ma aveva reagito alla passione con passione. Come faceva, quell'uomo, a renderla tanto sottomessa, tanto partecipe? Perché non poteva illudersi: non era stata una vittima passiva..."

A pagina 47 compare la minaccia di stupro; davanti allo sguardo libidinoso di Randall che la vuole "portare a letto" Magda "Si sentì soffocare: che volesse mettere in atto..."

"Una grande mano le si posò sulla gola e la costrinse a rovesciare all'indietro la testa"

"Lui le andò più vicino e le mise una mano sulla gola, accarezzandole il collo. Lei cercò di scostarsi, ma l'altra mano le era risalita sulla schiena e adesso la premeva contro di lui, tanto forte da immobilizzarla."

Adesso ditemi dove sarebbe "il consenso e il rispetto dell'altro" in queste pagine di Charlotte Lamb!

La cosa disturbante non è il fatto che una donna possa scrivere o avere fantasie di sottomissione o stupro (che piaccia o meno, esiste un masochismo femminile) ma che tale libro pieno zeppo di violenze sessuali e psicologiche a tinte maschiliste sia etichettato come "Romanzo Rosa" e non "Romanzo erotico a tinte esplicite sul masochismo femminile", come un romanzo in stile "Histoire d'O" (ovvero il masochismo femminile al suo apice). Voglio dire: chi (maschio o femmina) vuole andare a leggere scene di stupri, umiliazioni e violenze psicologiche o fisiche, a tinte più o meno esplicite, può già trovare queste cose in romanzi espliciti come "Histoire d'O" o nei romanzi di de Sade, per l'appunto, che sono stati scritti con l'intento di parlare proprio di quello e sono considerati romanzi sul sadomasochismo, non sull'amore (anche se O subisce quelle cose "per amore" più che non per godimento, componente che compare immancabilmente nei romanzi BDSM femminili odierni).

Quello che disturba e spiazza è il fatto che nei romanzi Rosa (quindi non "erotici, non BDSM") di Charlotte Lamb si ritrovino stupri coniugali ed umiliazioni\vessazioni della protagonista, che ovviamente subisce e si immola a mo' di agnello sacrificale perché incapace di sottrarsi, di reagire, di ribellarsi all'aguzzino, e che il tutto sia etichettato sotto la generica dicitura di Romanzo Rosa. Peccato che di romanticismo e spensieratezza, nei romanzi della Lamb, ci sia poco o niente, con protagoniste continuamente vessate, umiliate e in lacrime.

è un tipo di Rosa molto disturbante, insomma, che io definisco "Rosa di piombo" per il malessere che mi fanno provare durante la lettura (anche se ormai leggendo i romanzi della Lamb mi aspetto principalmente queste scene, ma quando lessi "Notturno" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html, il mio primo romanzo di Charlotte Lamb, non sapendo a cosa stavo andando incontro, mi causò veramente malessere quel romanzo); le trame "alla Charlotte Lamb" potrebbero spiazzare le lettrici che vogliono leggere atmosfere dolci e rassicuranti e non dover leggere certi "pugni allo stomaco" come lo stupro coniugale che compare a pagina 126:

"Si girò di nuovo, lentamente, verso Randall e sobbalzò: gli occhi grigio chiaro brillavano nell'ombra, fissandola. (...) Sentendolo muovere, lanciò un grido di protesta."No, Randall!... Non voglio.""Peccato per te. Io, lo voglio. Mi hai svegliato mentre stavo facendo un sogno bellissimo...""Lasciami!", insisté, divincolandosi. Per tenerla ferma, le forti mani di Randall strapparono la camicia da notte. (...) Senza parlare, lui finì di stracciare la camicia, gliela tolse con uno strattone, poi, trattenendola per i capelli con una mano perché non potesse muoversi, l'inchiodò al letto con il peso del proprio corpo. La baciò violento e cattivo come quella volta in auto, facendole male, e, appena prese ad accarezzarle il seno e più giù, lei si dibatté ancora, cercando di respingerlo, lo picchiò e lo graffiò. (...) "Mi fai male..." si lamentò lei (...) "E io ho voglia di farti male! (...) Il tuo corpo è qui e non mi scapperà!" (...) Quella notte, lei lo indovinava, non ci sarebbero stati né tenerezza né dolcezza né giochi d'amore, solo violenza e presa di possesso, quasi uno stupro." Ti odio", singhiozzò, sentendosi vittima vulnerabile, ma provando insieme una strana esaltazione. E non smise un attimo di resistergli, mentre lui si accaniva, feroce, a forzarle corpo e mente...Quando alla fine si staccò da lei, e sempre senza una parola, si girò su un fianco voltandole la schiena, le lacrime le scesero sulle guance. Era quello l'inizio della loro vita a due?"

 Alle pagine 131 e 132 Randall, completamente fuori di sé dalla gelosia, si mette a guidare "a velocità terrificante, sfiorando pericolosamente gli altri veicoli" e mettendo a repentaglio la vita di Magda, che "senza la cintura di sicurezza lei sarebbe finita contro il parabrezza".

"Lui si girò, la prese per le spalle e la fronteggiò, minaccioso, il viso arrossato e gli occhi che gli luccicavano come l'acciaio di una lama. "Quando ti ho comprata, ti ho comprata tutta!"

Quando Magda, tremante, è a letto, "Si rigirò in silenzio e in silenzio pianse finché non si addormentò."

è davvero incredibile come questa donna, al pari delle altre donne dei romanzi di Charlotte Lamb, subisca e pianga, pianga e subisca, senza chiedere aiuto, senza scappare, senza denunciare...

In alcune scene, quando il corpo di Magda "risponde ai baci e al tocco di Randall", poi lui le rinfaccia, anche senza usare quella parola, di essere una sgualdrina perché "sta provando piacere con lui, non con Tom" e non perde occasione per sfotterlo e umiliare lei: "Magda gli si appiccicò addosso e offrì le labbra a quelle di lui, esigenti, dure, cattive. Intanto pensava "che bello se Tom mi baciasse così!"(...) "Che cosa direbbe il tuo amato bene [Tom] se ti vedesse in questo momento?", le chiese, crudele. Per un brevissimo secondo lei restò assolutamente immobile, poi con un gridolino di disperazione, come quello di un gattino spaventato si tuffò fuori dall'auto e corse verso casa. Nell'atrio si fermò, addossandosi al battente e, le guance bagnate di lacrime, si disprezzò per il suo tradimento.

Aveva tradito se stessa e il suo amore per Tom, e il traditore era il suo stesso corpo, (...) che la trascinava a offrirsi, perché era questo che aveva fatto, a un uomo che odiava. (...) "Lo odio", mormorò in silenzio. "Lo odio e mi odio..."

"Se l'integerrimo dottorino fosse stato un po' più uomo ogni volta che ti ho messo le mani addosso mi avrebbe preso a sberle. Invece... non ne potevi più per la frustrazione. Non è vero, tesoro?"

Dopo che Magda, vittima del ricatto che Randall ha messo in atto contro il padre di lei, ha dovuto dire a Tom che "si deve sposare per obbligo":

"Lei andò alla finestra e rimase un momento a fissare il cielo grigio, poi riprese a preparare il pranzo, con gesti lenti, come se ogni movimento le causasse dolore. Randall tornò nel pomeriggio. (...) Lui le passò davanti, elegante e sicuro di sé senza nemmeno salutarla. Magda lo guardò con distacco, come se si trovasse in un'altra dimensione dello spazio, senza profondità, senza emozioni, in cui l'unica certezza era quella di avere perso Tom. (...) I suoi occhi [di Randall] erano sempre color acciaio e la sua bocca una piega dura. "Ti sposerò", gli rispose. Era stato facile: le parole non significavano più niente, per lei. Dalla sera prima la battaglia per vincere la sofferenza era stata dura, ma alla fine aveva vinto e adesso era calma, assente, in una specie di limbo. Lui la esaminò attentamente, in silenzio, poi la prese per le spalle con un gesto collerico. "Sembri la morte ambulante." (...) Fin dal loro primo incontro l'aveva pungolata, tormentata, fatta reagire come voleva lui e non come lei credeva che avrebbe reagito."

"Lui le stava sbottonando la camicetta. Poi, chinando la testa per posarle le labbra sulla pelle bianca, mormorò: "Non voglio il tuo stupido cuoricino sentimentale. Voglio il tuo corpo. E, dato che posso averlo solo col matrimonio, ti sposo."

Cercò di fargli rialzare la testa con la forza, afferrandola per i capelli neri, ma lui la strinse con cattiveria per le braccia, poi la baciò sulla bocca, lentamente, studiatamente, obbligandola a quella reazione dei sensi che non riusciva a dominare. Così che, quando lui si raddrizzò, sarebbe caduta, tanto era debole, se non l'avesse sostenuta. E tutto quello che poté fare fu di guardarlo con odio."

(...) "Forse non mi darai mai il tuo cuore, ma la tua mente è già mia... e presto avrò anche il tuo corpo." "Sei peggio di un negriero!" "Sì, se vuoi dire che voglio essere il padrone del tuo corpo", ribatté lui, senza nessuna vergogna.

 Quando Randall la porta a scegliere l'anello di fidanzamento, Magda non vuole neanche sceglierne uno, e Randall lo fa al posto suo, prendendo un anello con uno smeraldo, infilandolo al dito di Magda: "La pietra le pesava sulla mano, più della catena alla caviglia di una schiava" (...) In salotto, uno di fronte all'altro come due nemici, le prese la mano sinistra, le infilò lentamente l'anello all'anulare, rimase a contemplarlo per un attimo, sprazzo di luce verde sulla pelle bianca, poi chinò la testa e le baciò la mano. "Adesso sei mia", le disse, raddrizzandosi, e nella sua voce c'era una nota di trionfo. Lei si sentiva gli occhi colmi di collera amara."

A pagina 96 lui la picchia:

"Lui si incattivì: l'afferrò con brutalità e la baciò con tanta ferocia che lei sentì in bocca il gusto del sangue. Poi si mise a slacciarle la camicetta.  Lo respinse, ma inutilmente. "Smettila di agitarti. Ho pagato il diritto di fare quello che voglio, con te!"

Allora lei restò passiva, immobile, i sensi attutiti dalla collera, mentre lui la sbaciucchiava (...) l'accarezzava con labbra perverse. (...) "Posso riallacciarmi, o non hai ancora finito?", gli chiese, fredda. Lui le diede un ceffone. "Non parlarmi mai più con questo tono! E adesso vattene!" Gli occhi colmi di lacrime, lei ubbidì e corse in casa, stringendosi addosso il cappotto."

In tutta la scena del matrimonio, o meglio, una parodia di matrimonio, sembra di vedere un agnello condotto al mattatoio: "La musica dell'organo era assordante, il profumo dei fiori d'arancio nauseante... Gli si aggrappò al braccio per non cadere, pallida come una morta. Poi fu il turno delle fotografie sul sagrato, interminabili, e fu costretta a sorridere, a sorridere..."

Non pago, Randall le strappa il medaglione che Magda porta al collo con la foto di Tom, lanciandolo fuori dal finestrino della macchina, e distrugge, gettandolo a terra, il regalo di nozze di Tom: una delicata rosellina di cristallo in un minuscolo vaso d'argento.

Questa è la scena del primo rapporto sessuale durante "la luna di miele" a Venezia:

"Tirati su", le ordinò lui brusco e, dato che lei non si mosse, la prese per le spalle, la mise seduta e con un gesto solo le tolse la camicia facendola volare per terra." Magda si rifugia sotto le coperte e Randall "con uno strattone, gettò le coperte in fondo al letto e lei restò nuda, tramante e smarrita, sotto lo sguardo avido degli occhi grigi."

Cosa ci sia di "dolce e romantico" e come tutto questo si concili con l'idea di romanzo Rosa, nella prima volta di Magda, non è dato sapere, visto che tutto il preambolo ricorda uno stupro:

"Alzò una mano per picchiarlo, ma lui le fu sopra, schiacciandola contro i cuscini (...) le sue mani le facevano male". Solo quando "Magda si arrende smettendo di lottare", Randall "divenne più dolce, più delicato"

C'è da chiedersi se Charlotte Lamb conoscesse il reato di stupro coniugale e forse la risposta è no, dato che questo tipo di scene si ripetono in tutti i suoi romanzi che ho letto, e di continuo.

Che poi Magda (e le altre protagoniste di Charlotte Lamb) dopo essere state forzate "all'abbandono eccitato di tutti i sensi" (la parola è proprio quella, "forzandola") "dicano di sì e\o facciano qualche sospiro di piacere" non rende meno insostenibili questo tipo di pagine.

Quando Randall, poco dopo averla deflorata, si rende conto che Magda "sta pensando se sarebbe stato altrettanto bello con Tom", "imprecò e la maledisse e sibilò "Ti avevo avvertito! Dovrò schiacciarti questa testa dura per toglierti il suo ricordo?" E si accanì a baciarla come quella sera di una settimana prima, brutale e selvaggio, lasciandole il segno sulla pelle delicata. Lei si dibatté e lo picchiò con i pugni sul petto e sulla schiena, finché lui non smise e non si sollevò, il corpo una macchia pallida nella penombra." (...) "Mi viene già voglia di ammazzarti, qualche volta!"

Durissima anche la scena di Magda, svenuta per lo shock, in stato di gravidanza, salvata da Tom che la adagia sul letto e Randall che aggredisce Tom!, a pagina 142, mentre sbraita "Lei è mia, adesso! E sarà sempre mia! Non la lascerò mai andare, chiaro?"

Con tutto che Magda giace "pallida e disfatta", Randall sbraita e impreca, senza soccorrerla. A Tom non resta che replicare "Se Lei le farà ancora del male, sarò io che l'ammazzerò."

Magda implora Tom di andare via, lui tentenna perché ha paura che Randall l'aggredisca, ma lei insiste.

Quando Tom se ne va "Randall continuava a osservarla con occhi cupi, senza parlare. (...) "Torna a letto", le disse, secco, dopo un attimo. "Sembri mezza morta". Girò sui tacchi e uscì sbattendo la porta. Attonita, tremante, lei ricadde a sedere sul letto, ma alla fine si riscosse e andò in bagno a svestirsi. Mentre ripiegava le coperte, battendo i denti per una strana sensazione di freddo, le lacrime le inondarono il viso, e continuò a piangere in silenzio, senza potersi fermare, anche quando fu coricata, inerte sotto il lenzuolo gelido. La porta si riaprì d'un tratto e, tra le lacrime, lei vide Randall che la studiava con espressione implacabile."

Da qui in poi "Randall e Magda si chiariscono, lui le concederà il divorzio, ma lei non vuole, si amano entrambi e c'è l'happy end come se niente fosse."

Dopo che per tutte le pagine precedenti, abbiamo letto di lacrime, schiaffi, stupri coniugali...

Da pagina 146 in poi "i due scoprono di amarsi" e Charlotte Lamb ci fa sapere che "Magda si raddrizzò e gli occhi verdi lucidi di pianto e quelli grigi d'acciaio si incontrarono. E subito lei tornò a chinare la testa, mentre un delicato rossore le saliva al viso: la luce che tanto amava era di nuovo presente negli occhi grigi (...) timorosa di rivelargli il suo amore nonostante la visione di felicità che le balenava davanti, per non esporsi al suo scherno, se si fosse trattato di uno scherzo malvagio. La luce dello sguardo grigio era adesso una fiamma ardente, alta e pura, che si tuffava nel verde luminoso dei suoi occhi, le sfiorava, riscaldandole, le rosee labbra tremanti e la guancia gelida. (...) Randall disse: "Da quando ci siamo sposati ho aspettato, ogni notte, sperando di sentire la tua voce dirmi che mi amavi. Ma, e lo sai anche tu, non è mai successo." (...) "Stasera, poi, sono stato a un pelo dal saltargli addosso [a Tom] per ammazzarlo. Non ci vedevo più." "Anch'io ho creduto che mi avresti ucciso, quando hai cominciato a scuotermi in quel modo", gli confessò e rabbrividì di paura retroattiva." "Ero quello che avevo intenzione di fare e al diavolo tutti e due!" (...) "Lo baciò con passione, e lui la strinse ancora più forte a sé. "Totalmente, esclusivamente mia?" "Totalmente ed esclusivamente", ripeté con fervore."

Similmente alle recensioni precedenti, mi domando: quale era lo scopo di Charlotte Lamb? Fare una sorta di feroce parodia all'acido muriatico dei romanzi Rosa, divertendosi a dissacrarli? Esprimere una misoginia, anche inconscia, descrivendo donne vittime, deboli, perennemente piangenti e servizievoli al cospetto di despoti che molestano, stalkerizzano, sbraitano, stuprano e prima della fine "si ravvedono un pochino e confessano di amare"? Traeva piacere dal lasciare queste donne in balia di simili despoti? Si eccitava con quel tipo di uomo? Stava esorcizzando qualche trauma o violenza subita, descrivendo e rivivendo il trauma? Non è dato sapere...

Sono scene talmente vivide e "sentite" e quel particolare degli occhi grigi che torna in continuazione che ho come la sensazione che Charlotte Lamb abbia realmente vissuto, o meglio subito, certe scene o ci sia andata vicino...

I suoi romanzi sono davvero particolari e originali, rispetto ad altre Autrici di "Rosa standard" che si dimenticano a fine lettura, e trasudano un certo malessere inquietante...


Resta il fatto che questo "Lo Sconosciuto di quella Notte", al pari di tutti gli altri romanzi di Charlotte Lamb, è scritto benissimo, sintassi notevole, personaggi complessi e vividi, si ricorderà a lungo anche finita la lettura, ma presenta un rapporto uomo-donna che oggigiorno non è più possibile tollerare.

Se siete innamorate di uomini che "si comportano come Randall", se vi rivedete in Magda... il mio consiglio è di chiedere aiuto a qualche centro antiviolenza. 

Non è amore, non è sesso consenziente, è abuso, maltrattamento e violenza.

Poi, come avevo già detto: nei romanzi di Charlotte Lamb c'è "l'happy end", la protagonista non muore ammazzata durante un raptus di gelosia, alla fine lui "le sorride, l'abbraccia, la bacia, le dice che l'ama" e il romanzo finisce così, con un "e vissero felici e contenti" e tutte le angherie delle pagine precedenti sono dimenticate.

La vita reale, però, non è "un romanzo di Charlotte Lamb", nella vita reale le donne che si legano, anche per mancanza di autostima e masochismo, a quel tipo di uomini, fanno una brutta fine, delle volte.

Perciò: se vi riconoscete nelle "donne charlottelambiane", se subite quelle cose, è REATO, è VIOLENZA, E DOVETE CHIEDERE AIUTO.

LIBRI DA LEGGERE, PER PRENDERE CONSAPEVOLEZZA: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html



Dalla stessa Autrice: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/un-altro-uomo-unaltra-vita-di-charlotte.html