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"Luna di Miele con Fantasmi" (Mystère)


Trama: Il giorno delle nozze di Eve e Lucien si avvicina e tutto è pronto. Il tanto desiderato matrimonio, già annullato due anni prima a cerimonia iniziata, sta per essere celebrato. Questa volta niente può andare male… finché il presidente della Società dei Fantasmi di Plummerville non racconta di ectoplasmi che infestano l'Honeycutt Hotel e il richiamo è troppo forte per il famoso medium Lucien. Solo Eve potrà salvare la sua anima dallo spirito del male.


Commento di Lunaria: discreto romanzo che fonde atmosfere rosa (anche a tinte osé per quanto non eccessive) ad una trama ed ambientazione da ghost story (ma non si scende mai nell'orrore puro). Buone le pagine dedicate ai fantasmi, ma purtroppo, per come è strutturato e anche perché la trama si svolge quasi del tutto in un'unica ambientazione (e i dialoghi delle volte sono ridondanti), 230 pagine sono eccessive.




"Joy La Strega" (Mystère)


Trama: Joy ha degli strani poteri paranormali. Arrivata da poco in Inghilterra è subito affascinata dal duca di Castlemaine, che, abbandonato dalla fidanzata, non perde tempo e sposa Joy per ripicca. La cosa inquietante è che l'arrivo di Joy è stato predetto da una vecchia signora... e che Joy non tarda a mostrare i suoi poteri da strega davanti al duca! Tutto questo crea molte situazioni imbarazzanti ed equivoche e il duca, ormai impossibilitato a far finta di niente, decide di far cambiare Joy... 


Commento di Lunaria: un romanzo che adotta un approccio molto scanzonato, alla trama fantasy, ma che si tende ad afflosciarsi data la prolissità (282 pagine per una storia d'amore dove più che leggere scene hot leggiamo scene umoristiche dove Joy fa buffi incantesimi sono troppe) Mancano, purtroppo, pagine dedicate al culto della Dea Madre, che avremmo apprezzato e che avrebbero conferito un tono "wicca" all'intera vicenda. Anche la critica al pregiudizio monoteista che ha sempre perseguitato le donne e il concetto stesso di Dea non è citata manco di striscio. Compare anche una citazione al "Macbeth" di Shakespeare anche se Joy si diverte a scombussolare lo spettacolo teatrale!


Comincia così...

"Anche se pochi se ne accorgevano, l'aria era intrisa di magia. Agli occhi dei mortali si trattava solo di un temporale improvviso e violento che soffiava come un fiato del diavolo sulle acque ventose del Sound of Mull. Il tuono rombava e i lampi squarciavano il cielo notturno. La pioggia scrosciava e il mare si infrangeva con violenza contro la costa di granito, alzando la spuma a ridosso della scogliera su cui si ergeva il castello di Duart. (...) Il cielo tuonava. Il mare muggiva. Per i semplici mortali si trattava solo di un temporale, ma per coloro che sapevano, per quelli di antica fede, c'era in ballo qualcosa di più. Le streghe erano sveglie."




"Il Principe Negromante" (Mystère)

Il principe Florian vive in esilio da quando il malvagio Richard di Valinor ha conquistato il regno di Venya. Il giorno in cui si imbatte nell'affascinante Rose, nipote ribelle del nuovo sovrano, non può neppure immaginare le sfide che dovrà ancora affrontare. Mentre la passione li infiamma, solo le arti magiche potranno salvare le loro vite.




"Passione Barbara" di Lois Greiman (Mystère)


Trama: Sono passati sette anni dalla morte di Thomas, ma Lady Fleurette non intende sostituirne la memoria nel proprio cuore. Fino a un contatto tanto arcano quanto travolgente: quello con la pietra ancestrale della statua di Killian, il Celta Nero, implacabile mercenario dei secoli passati. E secondo la leggenda l'incontro con una donna in grado di conquistare il suo cuore può riportarlo in vita...


Commento di Lunaria: Dalla trama pensavo di trovarmi di fronte ad una sorta di "Barbaric Romance", che dipingesse di Rosa "elementi alla Conan"; e invece... è stata una delusione. Prolisso oltre modo, dialoghi inconcludenti e tediosi, zero "esoterismo, fantasy", l'eros che compare solo a pagina 189, qualche caduta nel triviale animalesco (si parla di genitali di cavalli!) che mi ha abbastanza disturbato, trama confusa e comunque portata avanti in modo soporifero.


Gli stralci più belli:

"Killian si trovava in cima sulla collinetta e spaziava con lo sguardo sulla terra sottostante. La notte era nera e silenziosa, come sempre. Ma ora c'era qualcosa di nuovo. Sotto di lui il nero stallone inarcò il collo poderoso per osservare a sua volta la valle immersa nella luce lunare. (...) I ricordi tornavano a frammenti, avvolti nella nebbia dell'incertezza. Perché nulla aveva senso. Gli sembrava di essere arrivato lì da un altro tempo. Ma era assurdo."

"Un istante dopo era nuda. La luce della luna l'avvolgeva di un alone dorato, scintillante su quella sua pelle perfetta e sui capelli scompigliati."




"Magie d'Amore: In un Sogno" di Nora Roberts (serie Mystère)

Una delle Regine del Rosa, che ha scritto centinaia di romanzi di grande successo... Dopo "Morgana"(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/morgana-di-nora-roberts-collezione.html) e "Liam" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/12/liam-di-nora-roberts-collezione-harmony.html) Anche "Magie d'Amore" (2002) riprende atmosfere fantasy romantiche, raccogliendo ben tre racconti lunghi. (qui trovate la recensione ai primi due: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/magie-damore-incantesimo-di-nora.html  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/03/magie-damore-per-sempre-di-nora-roberts.html)


IN UN SOGNO

Trama: Lui, Flynn, è un mago del Rinascimento, destinato, per condanna dei Guardiani, a vivere in eterno fuori dalla realtà eccetto una settimana ogni secolo. Lei, Kayleen, si ritrova trasportata, per magia, nel suo maniero. Questa volta per Flynn, ingannato in passato da una donna infida e traditrice e punito dai Guardiani per aver trasgredito le regole della Magia, saranno sette giorni in compagnia della donna dei suoi sogni... Riuscirà il loro amore e la perseveranza di Kayleen a far annullare la condanna che pesa su Flynn, al finire della settimana?


Commento di Lunaria: Esattamente come gli altri due racconti ("Incantesimo" e "Per Sempre") anche "In un sogno" è un racconto Rosa dalle atmosfere magiche e oniriche, che piacerà a tutte le appassionate di Paranormal Romance.  Il bosco incantato che circonda il maniero di Flynn e le scene col cavallo conferiscono un tocco "alla Avalon" a tutto il racconto.  Delicate ed intense le pagine erotiche.


Gli stralci più belli: 

"Tutto ciò che aveva erano i sogni. Senza di essi era solo, sempre e per sempre solo. Nei primi cento anni di solitudine era vissuto di arroganza e di collera. Ne aveva in abbondanza di entrambe. Nei successivi cento anni era vissuto di amarezza. (...) Nel terzo secolo era piombato nella disperazione e nell'autocompassione (...) Però le sue azioni, il suo atteggiamento meritavano un così duro giudizio da parte dei Guardiani? Il suo errore, seppure era stato un errore, meritava secoli d'imprigionamento con un'unica settimana per ogni cento anni in cui vivere realmente?"

"Vuoi ballare con me Kayleen?" Mentre parlava, l'aria si riempì di musica. Candele a centinaia, si accesero. La luce ora era un pallido bagliore d'oro, e i fiori sbocciarono sulle pareti, trasformando il salone in un giardino. "Mi piacerebbe", disse e gli andò fra le braccia. Danzarono nel Grande Salone in mezzo alle fiammelle ondeggianti delle candele e al profumo delle rose che sbocciavano ovunque. Porte e finestre si aprirono, accogliendo il bagliore della luna e delle stelle e la fragranza della notte. (...) "Non sono mai stata così felice in vita mia." La sua mano scivolò dalla spalla di lui, scese lungo il collo, per fermarsi sulla guancia. L'azzurro dei suoi occhi si fece più profondo. Divenne sognante."

"è qui che sognavo di te nella notte." La portò nella sua camera, dove il letto era coperto di seta rossa e di petali di rose bianche, dove le candele risplendevano e il fuoco brillava tremolante. "Ed è qui che ti amerò, per questa prima volta."

"Quel calore, quel piacere del corpo di un altro contro il proprio. Quel dono del cuore, e tutti i sospiri e i segreti che offriva. Lui le diede piacere, come aveva promesso, inondandola di un godimento che dilagava in lei in lente ondate. 

Kayleen sarebbe potuta giacere lì per sempre. (...) Attraverso la luce delle candele e la vista abbagliata, vide il suo volto, i suoi occhi. Adesso erano verdissimi, come scuri gioielli. Satura d'amore, gli mise una mano sulla guancia e mormorò il suo nome."

"Il corpo di Kayleen luccicava. Era certa che se si fosse guardata allo specchio avrebbe visto che era d'oro. (...) Che fantastica sensazione era stare sotto il corpo di un uomo che si amava e sentire il suo cuore battere per te."

"Flynn congiunse la mente alla sua, eccitato da ogni grido soffocato, da ogni gemito. Era aperta a lui nella luce della luna, piena di piacere e fremente per il suo ardore. (...) Ebbro di lei, sollevò entrambi dal suolo."

"Lei sognò, ma i sogni non erano tranquilli. Si era persa nella foresta, ingoiata dalle nebbie che velavano gli alberi e offuscavano il sentiero. La luce penetrava attraverso di esse, cosicché le gocce di umidità brillavano come gioielli. (...) Mentre il panico le invadeva l'anima, cercava di lacerare le nebbie. Di strapparle con le dita, di prenderle a pugni. Ma le sue mani si limitavano a passarvi attraverso e la cortina rimaneva intatta. Finalmente, attraverso la nebbia, vide la debole luce di un maniero. Le guglie delle sue torri, la linea dei bastioni erano morbide come cera nell'aria densa."

"Magie d'Amore: Per Sempre" di Nora Roberts (serie Mystère)

Una delle Regine del Rosa, che ha scritto centinaia di romanzi di grande successo... Dopo "Morgana" e "Liam" Anche "Magie d'Amore" (2002) riprende atmosfere fantasy romantiche, raccogliendo ben tre racconti lunghi.

PER SEMPRE

Trama: Un'isola, dove si racconta che le fate arrivino lasciando la loro dimora sotto le colline per stare sugli scogli sotto forma umana... Una ragazza, Allena, con la testa tra le nuvole e costantemente criticata dalla sua famiglia che, dopo aver acquistato un misterioso ciondolo, si ritrova su quell'isola deserta... un affascinante eremita, Conal, dal passato tormentato e da un magico segreto che coinvolgerà anche Allena... che saprà far breccia in quel suo cuore indurito e cinico con la sua innocenza, premura e dolcezza. Un cocktail esplosivo di passione, che un sortilegio ancestrale sembra ostacolare...


Commento di Lunaria: Esattamente come "Liam" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/12/liam-di-nora-roberts-collezione-harmony.html e"Morgana" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/morgana-di-nora-roberts-collezione.html anche "Magie d'Amore" è un romanzo Rosa dalle atmosfere "medieval" e magiche.  Raccoglie ben tre racconti lunghi: "Incantesimo" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/magie-damore-incantesimo-di-nora.html), "Per sempre", "In un sogno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/magie-damore-in-un-sogno-di-nora.html).  L'Autrice è riuscita con abilità a narrare storie appassionanti "con un tocco alla Terra di Mezzo", per le atmosfere, le ambientazioni, i dialoghi, i personaggi (Conal è di origine elfica e compare il tema del gioiello magico che riunisce due anime gemelle destinate a trovarsi...) Devo dire che questi tre racconti mi hanno decisamente emozionato e fatto sognare ad occhi aperti...


Gli stralci più belli: 

"Perché lui l'aveva baciata a quel modo? No, non era vero. Non era stato lui a farlo. Era semplicemente successo ad entrambi. Per entrambi. Aveva avvertito un rombo nella testa, nel sangue, mai provato fino a quel momento. Più che passione, si disse, più che brama. Una sorta di disperato riconoscimento. (...) Si fermò, lasciò che il vento la colpisse con le sue ali frenetiche, che la spuma delle onde le si avventasse contro. Sopra di lei un gabbiano bianco come la luna emise il suo strido rauco e si lasciò trasportare dalle correnti d'aria. Oh, come invidiava quella sua libertà. Poter volare via, ovunque il vento l'avesse voluta portare. E sapere che, quando fosse atterrata, lì sarebbe stato il suo posto, il suo tempo, il suo trionfo."

"Se già non lo avesse amato, si sarebbe innamorata di lui in quel momento, mentre le sue parole ancora echeggiavano nell'aria e i suoi occhi si erano oscurati per l'insofferenza."

"Chiusero fuori il mondo. Spinsero il tempo. Conal non avrebbe accettato l'idea che entrambi stessero tessendo una sorta di magia, ma per Allena non c'era altra parola più adatta."

"Allena non riusciva a dormire. Per quanto breve fosse la notte, lei non poteva sprecarla nei sogni. E allora se ne stava distesa in silenzio, del tutto sveglia e riviveva ogni momento del giorno che era trascorso. Lo avevano concluso facendo l'amore. (...) Conal fu trascinato nel desiderio come si viene trascinati tra le nebbie."

"Si vestì in silenzio e uscì ad aspettare l'alba del giorno più lungo. Adesso non c'era la luna e neppure c'erano stelle, nulla a infrangere quell'oscurità infinita che si andava diffondendo. Vedeva il declivio delle scogliere frastagliate là dove c'era il cerchio delle pietre, in attesa. (...) Le brume scivolarono sul terreno, si levarono nell'aria come un sipario umido (...) Nell'aria il grigiore assunse il luccichio di una perla."

"L'Isola di Dolman è a dieci miglia della costa sudoccidentale dell'Irlanda. Qui siamo a cavallo tra l'Atlantico e il mar Celtico. C'è chi sostiene che le fate vengono qui lasciando la loro dimora sotto le colline per stare al sole sugli scogli sotto forma umana (...) C'è chi sostiene che la mia bisnonna ha lasciato la propria dimora, il palazzo sotto la collina, e si è promessa al mio bisnonno la notte del solstizio d'estate, mentre stavano accanto alla pietra della danza sulla scogliera. Cent'anni fa. Così come, cent'anni prima, un altro mio consanguineo è stato nello stesso posto con la donna con la quale si è impegnato. E anche un altro secolo prima è successo lo stesso, e sempre la stessa notte nello stesso luogo in cui la stella si fa vedere."

"Era un sogno. Il sogno più stupendo e reale che avesse mai fatto.  E che avrebbe conservato per sempre nella memoria. (...) C'erano due giorni di tempo per aprirgli il cuore. L'amore non era affatto quello che si era immaginata. Era ancora più splendido. Lei aveva bisogno della speranza, della fiducia che, nei pochi giorni di tempo che le restavano, sarebbe riuscita a risvegliarlo e a fargli sentire quello che lei provava. Aveva scoperto che l'amore era così enorme da riempire ogni spazio interiore di luce. Non c'era posto per le ombre, per i dubbi."

"I suoi sospiri erano come musica, il suo canto mormorava il nome di lui. Allena gli sfilò il maglione, traendo di nuovo un sospiro allorché i loro corpi si toccarono di nuovo, e bisbigliando il nome di lui con le labbra premute sul suo collo. Bastò questo a dargli quella dolcezza che lui si era negata. E tutto ciò che Conal aveva dentro di sé, glielo offrì a propria volta. Si muoveva e si sollevava sotto di lui come se avessero danzato quella danza insieme da un'intera vita.  Si arrendeva in lui e con lui, ora fluida, ora forte. E le pulsazioni affrettate dentro il suo corpo erano come quelle di lui. Il suo profumo era il sapone, il suo sapore fresco come la pioggia. Conal la guardava librarsi ed era nuovamente una fata con le ali spalancate. Mentre raggiungeva l'acme aprì gli occhi e lo guardò. E sorrise. Nessuno mai le aveva dato tanto e neppure mostrato quanto lei aveva da offrire. Il suo corpo vibrava in quei fremiti e il suo cuore sperimentava la gioia illimitata di essere finalmente giunta a casa.  Si arcuò tutta, aprendosi perché lui occupasse ogni parte del suo essere e mentre la possedeva tutto ciò che era bello iniziò a splendere e tutto ciò che era potere a cantare sommessamente.  E mentre si prendevano reciprocamente, nessuno dei due notò la stella incisa nell'argento che scintillava azzurra come una fiamma."




"Magie d'Amore: Incantesimo" di Nora Roberts (serie Mystère)

 Una delle Regine del Rosa, che ha scritto centinaia di romanzi di grande successo... Dopo "Morgana" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/morgana-di-nora-roberts-collezione.html e "Liam"https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/12/liam-di-nora-roberts-collezione-harmony.html anche "Magie d'Amore" (2002) riprende atmosfere fantasy romantiche, raccogliendo ben tre racconti lunghi.


INCANTESIMO

Trama: Viaggiando per le magiche terre d'Irlanda, un fotografo di successo, Calin, perseguitato da strani sogni e visioni, si ritrova irresistibilmente attratto da una bellissima fanciulla, Bryna... in preda ad un incantesimo! Infatti, secoli prima, un malvagio mago, Alasdair, innamorato di Bryna, pur di averla e di mettere le sue grinfie sulla sfera magica che lei custodisce, con l'inganno e servendosi della magia nera è riuscito a dividere Bryna dal suo amato Caelan, facendolo morire.  Ma, con l'aiuto della magia, Bryna riesce ad annullare in parte il maleficio di Alasdair e Caelan si reincarna, dopo molti secoli, in Calin, che, da uomo moderno, non crede a fate e streghe... Certo, non sa spiegarsi come ha fatto ad essere arrivato in quel castello irlandese... e come Bryna sappia così tante cose sul suo conto, ma... proprio non vuole credere a quanto Bryna le rivela! Se Calin non ricorderà di essere sempre stato innamorato di Bryna, Alasdair avrà vinto e Bryna gli apparterrà per sempre... 


Commento di Lunaria: Esattamente come "Liam" e"Morgana" anche "Magie d'Amore" è un romanzo Rosa dalle atmosfere "medieval" e magiche. Raccoglie ben tre racconti lunghi: "Incantesimo", "Per sempre" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/03/magie-damore-per-sempre-di-nora-roberts.html),  "In un sogno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/magie-damore-in-un-sogno-di-nora.html).  L'Autrice è riuscita con abilità a narrare storie appassionanti "con un tocco alla Avalon", per le atmosfere, le ambientazioni, i dialoghi, i personaggi (Bryna è ricalcata su personaggi come Viviana). Non mancano descrizioni con amplessi anche a tinte esplicite. Devo dire che mi hanno decisamente emozionato e fatto sognare ad occhi aperti...

Provate a leggerlo con questo sottofondo musicale: 

Per approfondire la Wicca Dianica (Wicca fondata da donne) vedi: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/10/wicca-le-frasi-piu-belle.html

Gli stralci più belli: 

"Amore. Amore mio. Fammi entrare nei tuoi sogni. Aprimi ancora una volta il tuo cuore e ascolta la mia voce. Calin, ho tanto bisogno di te. Non allontanarti da me, altrimenti tutto è perduto. Io sono perduta. Amore. Amore mio..." Calin si agitava inquieto nel sonno, affondando il volto nel cuscino. In qualche modo sentiva la presenza di lei. Pelle morbida color alabastro. Mani morbide e rassicuranti. Poi passò a sognare brume fresche e tranquille, colline di un verde intenso e rorido che si susseguivano all'infinito. E infine un profumo ammaliante di donna. Il castello si ergeva sulla cima di una scogliera, le sue pietre argentee trafiggevano cieli tempestosi, la parte inferiore affondata in diafani strati di nebbia che scorreva come un fiume. (...) Si lasciò alle spalle le verdi colline, salendo sulle rocce sempre più in alto. A ovest echeggiò il rombo del tuono, sopra il mare. Ed echeggiò pure nel suo cuore di guerriero. Lei lo aveva aspettato? Fece vagare lo sguardo dagli occhi grigi come la pietra del castello, osservando, scrutando rocce e nebbia alla ricerca di qualche nemico nascosto alla vista. (...) Il castello, con tutti i suoi segreti, si ergeva in cima alla solitaria scogliera, torreggiante sopra il mare tempestoso. E nessun uomo cavalcava lungo questo sentiero senza udire i bisbigli di antichi fantasmi e nuovi spiriti. Lei lo aveva aspettato? (...) Arrivò ai piedi del torrione proprio nell'attimo in cui una saetta incrinò il cielo nero con una fiammata di bianca luce accecante. E lei era lì, proprio lì, apparsa all'improvviso nell'aria sferzante dalla tempesta (...) Avanzò verso di lui in mezzo alle brume che le arrivavano sino alle ginocchia. Era di una bellezza incredibile. Fissandola, smontò di sella, bramoso di quella donna che era strega e amante. (...) La scostò da sé. Il castello era scomparso, restavano solo rovine, svuotate con le ferite della battaglia. (...) "Ora c'è poco tempo", gli disse. "Devi venire, Calin, devi venire da me. Il destino non può essere rinnegato, un incantesimo non può essere spezzato. Senza di te, con me, lui vincerà. (...) Ti ho amato attraverso il tempo". Mentre parlava indietreggiava, le brume che le fluttuavano attorno alle gambe. "Sono legata a te attraverso il tempo."

"Il castello in rovina apparve alla vista non appena ebbe imboccato la curva. Il mastio era quasi intatto, ma le mura erano state demolite. Dal cielo temporalesco sfrecciò la lancia di una saetta, che lampeggiò in un'esplosione di luce riempiendo l'aria dell'odore di ozono. (...) Non gli importava che l'Irlanda fosse punteggiata di ruderi e di antichi castelli, lui aveva bisogno di quello. Banchi di nebbia si diffondevano alla base della costruzione, simili a un fiume. Lui era così assorto a studiare la luce e le ombre che si alternavano sulle pietre, sulle erbacce e sui fiori selvatici che si facevano strada attraverso le fenditure, che non vide il cottage fino a quando non se lo trovò davanti. (...) Poi comparve lei, in piedi sotto la pioggia sferzante, mentre la nebbia le fluttuava attorno."

"Quante notti aveva passato agitandosi senza requie nel sonno, bramosa di sentirsi addosso quelle mani lunghe e sottili? Oh, sentirsi toccare da lui una solta volta! Quante notti aveva provato il desiderio bruciante di vedere i suoi occhi, grigi come nuvole burrascose, fissi nei propri mentre la penetrava profondamente dandole il suo seme? Oh, poter essere per una sola volta un tutt'uno con lui, mormorare teneri e intimi segreti nella notte."

"Ti ho aspettato tutta la vita", gli rispose sommessamente. "E un millennio prima che avesse inizio." Gli posò le mani sul volto. (...) "Il fantasma delle tue carezze ha ossessionato ogni notte della mia vita." 

"Una volta, molto tempo fa, questo castello proteggeva la costa e i suoi segreti. Svettava, argenteo e luminoso, sopra il mare. (...) Coloro che vivevano qui - proseguì Bryna - praticavano la loro arte e non facevano male a nessuno. (...) Le mura di questo luogo furono colpite dalla loro furia, mentre la magia si scatenava libera. Bryna proteggeva il suo amore e si batteva come un guerriero impazzito. E il cielo rombava di tuoni, le nubi scure e pesanti coprivano la luna, cancellando le stelle. 

Il mare rumoreggiava e la terra tremava e si sollevava. Debole e morente Caelan dentro il cerchio di pietra cercò di prendere la spada. Ma queste armi nulla possono contro la stregoneria, se non sono brandite con la forza. (...) Morì col suo nome sulle labbra."

"Lui sapeva che la bocca di Bryna sarebbe stata perfetta per la propria, conosceva i movimenti erotici della sua lingua, la suggestiva rotondità dei suoi fianchi. Le passò le mani sul corpo, lentamente, inspirando il suo respiro ansante, si riempì i palmi con il suo seno, poi le stuzzicò i capezzoli con la lingua e con i denti fino a che la udì gemere e mormorare il suo nome quasi fosse una preghiera (...) L'amore così a lungo imprigionato nel cuore sbocciò come una rosa selvatica. (...) 

La penetrava sempre più profondamente (...) nel piacere ansante e reciproco. E Bryna prese a volare, come per una vita aveva atteso di volare, lasciando che liberasse il proprio seme in lei."

"Roteò un polso e fece arrivare il vento che prese a ululare contro i vetri delle finestre. Invocò la nebbia perché la aiutasse a proteggere quanto le era stato affidato. Calin indietreggiò, gli occhi sbarrati. La nebbia ora stava salendo lungo i vetri, il vento sembrava l'ululato dei lupi."

"Gli stava tra le braccia mentre la luna bianca si levava"

"Sopra di lui la luce accecante di un fulmine oscurò per qualche istante lo splendore della bianca luna piena (...) mentre lui, sanguinante, cadeva nella radura, dove la luce della luna combatteva attraverso le nubi per posare i suoi raggi su un cavallo di un nero corvino."


N.B La gatta di Bryna si chiama Ecate.

Chi era la Dea Ecate?


Ecate, la Dea dei Crocicchi, Ecate Trivia, Ecate, Dea Lunare, ma non passiva, connessa anche alla menopausa, alla fertilità, al ciclo della vita. Ecate Trina: della fanciulla, della madre e dell' anziana: Luna Nuova, Luna Piena, Luna Nera (o Calante).  Passato, Presente, Futuro. Ecate è la Dea che con i suoi tre volti vede nelle pieghe del Tempo. Altre due Divinità lunari erano Selene e Artemide. 

“Celebro Ecate trivia, amabile protettrice delle strade, terrestre e marina e celeste, dal manto color croco, sepolcrale, baccheggiante con le anime dei morti, figlia di Crio, amante della solitudine superba dei cervi, notturna protettrice dei cani, regina invincibile, annunciata dal ruggito delle belve, imbattibile senza cintura, domatrice di tori, Signora che custodisce le chiavi del cosmo, frequentatrice dei monti, guida, ninfa, nutrice dei giovani, della fanciulla che supplica di assistere ai sacri riti, benevola verso i suoi devoti sempre con animo gioioso.”

Esiodo canta Ecate come "Regina delle Stelle", "Figlia della vergine madre Asteria (stellata)" "Regina del Cielo".

è Una e Trina; viene rappresentata con tre facce, intenta a reggere una torcia, una chiave e un serpente. 

Penso che siano simboli ancora chiari, nel 2021: la torcia, illumina: Ecate porta conoscenza; è la Sapienza Divina. La chiave, apre le porte del mistero o dell'Ade. Ovviamente i cattolici hanno rubato il simbolismo della Chiave per metterla al loro papa...

Il serpente è legato a tutto ciò che è ctonio, autosufficiente, eterno, che si autorigenera (potremmo vedere un parallelo con l'Ouroboros: "La mia fine è il mio inizio"). 

Un'altra rappresentazione, la vuole con tre teste: una di cane, una di serpente, una di cavallo.

Nei tempi antichi, venivano lasciate delle offerte di carne ai crocicchi (che sono un luogo sacro anche agli Dei AfroBrasiliani Exu e Pomba Gira); anche i cani le venivano sacrificati (è probabile che questo indichi un'origine non greca, e molto più antica, per questa Dea, essendo i cani abbastanza al di fuori della mentalità religiosa greca).  

Il cane era l'animale sacro di Ecate, il cane (Cerbero, Custode dell'Ade) come guida verso l'Oltretomba, e che latra alla Luna, per chiamare la Dea. Come sulla carta del Tarocco XVIII. https://cartedeitarocchi.blogspot.com/2015/03/la-luna.html

Ai crocicchi, le statue di Ecate, proteggevano i pellegrini e i viandanti in viaggio.

Alcuni nomi di Ecate:

Chtonia (Del mondo sotterraneo) Antaia (Colei che incontra) Apotropaia (Protettrice) Enodia (La Dea che appare sulla via) Kourotrophos (Nutrice di fanciulli) Propulaia/Propylaia (Colei che sta davanti alla porta)  Propolos (Colei che serve) Phosphoros (Portatrice di luce) Soteira (Sapiente) Triodia/Trioditis (Che frequenta i crocicchi) Klêidouchos (Che porta le chiavi) Trimorphe (Triplice)

Come è da aspettarsi, il cristianesimo ha visto in Ecate una manifestazione diabolica e satanica. Essendo legata ai crocicchi e alle strade, e metaforicamente alle possibilità di scelte delle vie\percorsi nella vita, è una Dea che rappresenta la libertà di scelta (potremmo persino fare un collegamento col discorso della Libertà e della Scelta caro a Sartre e ad altri Esistenzialisti!). Anche in alcuni Tarocchi sullo sfondo vediamo spesso vie e sentieri: il destino dell'uomo, le sue scelte.

Ovidio celebra Ecate nei “Fasti”: 

“… Le facce di Ecate si volgono verso tre parti / perché guarda i crocicchi che si dividono in tre strade… ”

Anche il coltello è un simbolo di Ecate: taglia il cordone ombelicale ai neonati, accompagna nella morte, scindendo il corpo dallo spirito. Accompagna le anime nell'Oltretomba, ma accompagna anche alla nascita, l'entrata nella vita. è una Dea psicopompa, legata al potere di viaggiare nel mondo degli umani e in quello dei morti. 

Siccome Ecate era associata alla Luna Calante, era connessa anche con la menopausa, per esteso, alla Matriarca (figura che manca totalmente nelle religioni patriarcali). 

La Matriarca non è più fanciulla ingenua, né donna in evoluzione: è saggezza, è introspezione, è esperienza. Non più legata alla "condanna" della gravidanza, è potere e godimento sessuale allo stato puro (pensiamo alla nostra società, che invece vede nella "donna vecchia" solo un peso e una cosa da buttare!). La Matriarca ha vissuto la pienezza della vita, e si prepara alla morte (la fase conclusiva della vita materiale). La Matriarca è guida, è sciamana, è guaritrice.

Relativamente al danno che il cristianesimo ha portato alla condizione spirituale/materiale delle donne, non dobbiamo considerare solo quello per le donne giovani, ma anche quello per le donne anziane: mancando l'idea/modello di una "Madonna vecchia", invecchiata come il resto delle donne, ma celebrata solo come vergine-madre perennemente giovane (e bellissima!) ecco che il ruolo della Matriarca/Donna Anziana e Saggia viene annullato. Alle donne anziane, ormai "inutili" secondo i precetti patriarcali, non resta che l'oblio, di fronte invece alla considerazione enorme del patriarca.

Non esiste alcuna figura femminile di saggezza, di sapienza, di riferimento nella quale immedesimarsi: alle donne resta solo la degradazione delle figure come le mogli dei patriarchi (Sara), obbedienti ai mariti, nelle quali "immedesimarsi"! 

Ma, ed è importante farlo notare, anche l'idolatria che si porta ad una "madonna giovanissima e bellissima" è una forma di misoginia: infatti, ad essere celebrata non è una ragazza o giovane donna come tutte, a prescindere che si abbia l'imene, ma una concezione umiliante di giovane donna, ritenuta "degna e stimabile" solo perché "ha miracolosamente mantenuto un imene intatto anche dopo aver partorito" e "ha concepito senza piacere sessuale, e senza coito" 

Nell'ideologia cristiana, la vecchiaia maschile è associata a dio, è un suo attributo, per meglio lasciare intendere che chi guida la sua religione in terra... dev'essere vecchio come lui.

Ma non esiste affatto una rappresentazione di Dea Matriarca o Dea Anziana nel cristianesimo e l'unica figura femminile che c'è, maria, non è neanche celebrata in quanto donna comune, vera, con una biologia naturale, ma è celebrata come ideale femminile perennemente giovane, fresco e bello; il che, oltre ad essere offensivo nei confronti di tutte le donne vere (destinate ad invecchiare e non per questo meno valide di un "imene mariano giovane, fresco e intatto") rientra pure nell'idolatria della bellezza fisica (peraltro, biancocentrica, pur essendo gesù e maria "dei mediorientali"...) concepita come "qualità che dio scelse per se stesso e per sua madre".

Ovviamente chi ha un barlume di razionalità e non si lascia gabbare dai santini cattolici, farà notare che

1) Non sappiamo minimamente che aspetto avessero gesù e maria.

2) Raffigurarli come belli è lusingare una certa estetica materiale; lusingare l'estetica è idolatria di sé o dell'apparenza.   

Nulla di male, ma le religioni che lusingano l'estetica e la cura di sé (quindi il culto della materialità, della corporeità) sono il Paganesimo (gli Dei greci sono bellissimi e raffigurati come tali: Venere, Apollo...) e il Satanismo Razionalista, che verte sul culto di Sé. 

I cristiani cattolici, quindi, se fossero coerenti con quanto sostiene la loro religione (il disprezzo di tutto ciò che sia terreno, come insegna il loro messia gesù, a favore del "tesoro del regno dei Cieli"... l'idolatria della povertà, della rinuncia, dell'odio di sé: vedi il "discorso della montagna"), non dovrebbero affatto idolatrare due supermodelli di bellezza terrena, ma raffigurarseli brutti e deformi esteticamente, perché è il corpo la sede del peccato, e ciò che conta - secondo loro - è l'anima. 

Curiosamente tale precisazione teologica venne fatta anche da alcuni padri della chiesa secondo i quali... gesù doveva essere statao deforme (!) perché in Isaia il "figlio dell'uomo" è descritto come un vilo servo. San Giustino, Clemente Alessandrino e Eusebio di Cesarea immaginavano il loro dio gesù cristo come deforme (!) e logicamente, questo andava a rivedersi anche per maria (brutta pure lei, per poter partorire un gesù deforme...). Difatti, la bellezza, il fascino, la perfezione estetica, dal punto di vista di certi padri della chiesa piuttosto pessimisti e avversi al corpo, erano qualità da attribuirsi al Maligno: il dio cristiano, quindi, l'opposto del Diavolo, avrebbe, logicamente, dovuto preferire la bruttezza corporea.

Ritorniamo ad Ecate:

Ecate era Dea Lunare, come si è detto, ma non passiva. Essendo una Dea Notturna, era connessa alle Tenebre, e quindi anche alla distruzione e al terrore dell'ignoto. Sotto questo punto di vista è una Dea che rappresenta il Femminile oscuro, come Kali, Morrigan o Lilith. Si pensa che Ecate fosse in correlazione con la Dea Egizia Levatrice, Heket, che invece era legata alle rane: la Dea Heket, Dea Rana, anfibia, umida, con le gambe aperte, dalle quali fluisce la vita. (*) In questo caso, credo la si possa associare soprattutto al Tarocco della Stella (**), dove la fanciulla lascia scorrere l'Acqua di Vita. Su alcuni simulacri dedicati alla Dea Heket sono state trovate alcuni iscrizioni: "Io sono la resurrezione" - molto prima di cristo.

Venere è appunto la Dea dell'amore, della bellezza e si può rivedere nella donna del tarocco XVII che versa l'acqua una raffigurazione di Afrodite Urania, la Dea dell'amore puro e non l'Afrodite dell'amore carnale. Afrodite\Venere inoltre aveva anche un aspetto di Dea floreale, Signora dei giardini e della vegetazione; per questo il verde era il suo colore.

Ovviamente, il cristianesimo relegò Ecate al ruolo di "Dea delle streghe", di tutto ciò che è diabolico. Non potendo accettare che l'aspetto della vita, della Resurrezione, della Rigenerazione perpetua fosse affidata ad una Dea, ecco che Ecate viene dipinta come "diavolessa". Le sue sacerdotesse vengono dipinte come streghe orripilanti e malefiche. I riti di venerazione della Dea vengono associati ai sabba (tipico del cristianesimo: fare di tutta l'erba un fascio, e di tutti gli Dei "degli altri", un unico "Diavolo"...)

Possiamo adorare ancora Ecate (ovvero, Noi Stesse)? Sì, se la invochiamo come una Dea che ci aiuti nel passaggio nelle varie fasi della vita, nelle quali dobbiamo compiere delle scelte (e ci troviamo fermi ai crocicchi della vita). Ecate aiuta a fare scelte, a meditare sulle fasi della vita: dimenticare ciò che non ci appartiene più, ed entrare in una nuova fase, trasmettere conoscenza, meditare. Essere donne complete, nelle tre fasi della nostra vita: giovinezza, maturità, vecchiaia, ma sempre Dee, esattamente come Ecate, Una e Trina.


(*) Un'altra Dea Rana è Dzalarhons, Dea adorata sulla Costa Pacifica e connessa anche ai vulcani. 

(**) Una grande e luminosa stella con 8 raggi (come quella rappresentata sul Tarocco XVII, "La Stella") rappresenta Venere, che brilla di luce riflessa. Le più antiche rappresentazioni di Ishtar (conosciuta poi nell'area mediterranea come Astarte) la rappresentano con il suo emblema: la stella ad 8 punte (che spesso i cattolici hanno rubato e usato per la loro "madonna"); Venere è il pianeta più luminoso dopo il Sole e la Luna e quindi viene considerato "bello", "femminile".


Infine, Ecate è molto citata nella musica metal e pagan folk:

Wendy Rule, i Necromantia e i Kawir hanno dedicato ad Ecate delle canzoni... E gli Hecate Enthroned prendono proprio il nome da lei!




"Giochi d'Amore" di Jo Ann Ferguson (serie Mystère)


Trama:  Una festa in costume, con tanto di compagnia di teatranti in costumi shakespeariani! Ecco la brillante idea di Lord Stenborough per celebrare il proprio compleanno: Lady Priscilla e il suo compagno Sir Neville ne sono entusiasti. Ma la lieta occasione è funestata da strani avvenimenti: un autore viene ucciso, mentre Neville, Priscilla e altri ospiti rischiano più volte la vita, e la donna si ritrova addirittura imprigionata nelle segrete di un sinistro maniero.  Riuscirà il suo Neville a liberarla e a scoprire chi si nasconde dietro gli inquietanti incidenti?


Commento di Lunaria: A dispetto di una trama che "vorrebbe ricalcare il meccanismo di Dieci Piccoli Indiani", con personaggi riuniti in una villa e fatti fuori, uno dopo l'altro, da un assassino che sembra invisibile e inafferrabile, questo "Giochi d'Amore" è veramente noioso!  Ritmo "alla moviola", prolissità ridondanti su inezie e bazzecole come "cosa ha mangiato il figlio della protagonista" poco prima che si scopra un avvelenamento, pochissima suspense tra il prima e il dopo per ogni omicidio o incidente, subito appesantita da dettagli che confondono e continui dialoghi esasperanti e ripetitivi, personaggi abbastanza bidimensionali, eros assente (se non qualche bacio casto e puritano che i due protagonisti si scambiano un paio di volte). Persino il motivo per il quale vengono compiuti gli omicidi è banale oltre ogni dire... Le uniche due scene che risollevano un po' l'apatia asfissiante di questo romanzo di 234 pagine sono quando Priscilla viene chiusa dentro e rischia di morire soffocata dal fumo dell'incendio e il finale ambientato nelle segrete del maniero... e proprio quando si pensa che finalmente si godrà con un po' di atmosfere "alla romanzo Nero stile Ann Radcliffe" ecco che giunge lo scontato e asettico "happy end" e gli strumenti di tortura e le secrete del maniero sono già belli che dimenticati.  Per il resto, stendiamo un velo pietoso su un romanzo fallimentare sia dal punto di vista del meccanismo del Giallo, sia dal punto di vista delle atmosfere Rosa.  Ci ho messo anche parecchi mesi per finirlo, perché già nei primi capitoli era proprio noioso e infarcito di prolissità, un continuo disperdersi in mille particolari inutili, mentre le scene dei delitti... quelle sono in sintesi!  234 pagine, per uno stile narrativo del genere, prolisso, inconcludente, con pochissima suspense che invogli a leggere, sono troppe!

Insomma: che delusione!!! Almeno, ad una prima lettura mi ha proprio lasciato l'amaro in bocca.

Certo, lo ricorderò come romanzo... ma proprio perché con il suo ritmo narrativo alla moviola mi ha decisamente esasperato. Peccato, perché la trama sembrava interessante, e ho gradito la strizzata d'occhio a Shakespeare, ma per il resto... A tema Rosa-Giallo ho letto cose più emozionanti e adrenalitiche.

N.B: a pagina 137 compare Byron


Gli stralci più belli:   "La colazione! Nella colazione c'è qualcosa che non va. Stanno tutti male. (...) Sono stati avvelenati! Moriranno tutti!" (...) Voci spaventate le colpirono gli orecchi, e sentì dei lamenti che provenivano dalle persone che stavano male, allineate come altrettante tombe di un cimitero."

"Priscilla accolse le labbra di Neville sulle sue mentre le braccia scivolavano sulla sua schiena, infilandosi sotto la giacca."

"Cadde in ginocchio accanto alla viscontessa. Il sangue si spandeva sul pavimento. Dopo aver spostato una ricca collana di rubini, tastò le pulsazioni di Lady Stenborough. Era ancora viva, ma poteva non rimanerlo per molto se veniva lasciata dove si trovava. Si rialzò mentre un'ombra si stagliava sulla parete di fronte. Prima che potesse gridare di cercare il dottor Dommel, un dolore atroce le attraversò il cranio. Tutto scomparve in un pozzo senza fondo di sofferenza."



"Seduzione" di Jo-Ann Power (serie Mystère)


Trama: Madelaine è morta: la notizia arriva in Italia alla sorella minore Cerise come un fulmine a ciel sereno. La bella Madelaine, cultrice raffinata di opere d'arte, è infatti annegata mentre si trovava ospite sull'isola di Wight nella magione di un famoso mercante d'arte.
Cerise non ha altra scelta che partire alla volta dell'Inghilterra e sistemare i numerosi affari della sorella.
Ma giunta a destinazione, capisce che c'è qualcosa di strano: Madelaine sembra aver perso tutto il suo patrimonio poco prima di morire e la stessa sua scomparsa potrebbe non essere dovuta a un incidente. Per fortuna, ad aiutarla nelle indagini arriva il misterioso conte di Sandown, Blake…

Commento di Lunaria: "Seduzione" è un romanzo discreto, con una sottile (praticamente non sviscerata nelle sue potenzialità) trama gialla (si deve indagare su chi abbia ucciso la sorella di Cerise, visto che il presunto annegamento è alquanto sospetto)
Non è scritto male, il linguaggio è medio-alto, ma per una trama così esile (per come poi l'ha dipanata l'Autrice nell'intreccio e nello svolgersi degli eventi) 248 pagine di dialoghi (spesso ripetitivi, tediosi, ripetuti) e quasi zero azione "suspence thrilling" sono troppe.
Una vicenda del genere (priva di brivido thrilling, priva di suspence e molto risicata) avrebbe acquisito maggior pregio e si sarebbe letta con maggiore interesse se fosse stata trattata in 100 pagine e niente più.
L'ho letto con discreto interesse, ma ci ho messo diversi mesi a finirlo; non mi prendeva, come intreccio, appunto, sensazione di intorpidimento, stasi, "impaludamento".
I personaggi protagonisti sono ben delineati ma nel complesso i dialoghi sono stantii, ripetitivi, inconcludenti e si percepisce un po' un senso di affossamento che rende la lettura poco spedita (cioè, con poco interesse "a divorare" il libro)
Blake, che ha una pessima fama, non è delineato con quel "tocco in più" che lo avrebbe reso affascinante, "bello e dannato e stuzzicante", come ci si aspetterebbe nel leggere un romanzo Rosa che abbia come protagonista "un conte molto ambito e con fama di libertino, coinvolto in una fosca storia di omicidio".
Tutto sommato, l'atmosfera in generale resta sbiadita e non incisiva.
Nella media le scene "hot", piuttosto di maniera.
Di pregio e di un certo interesse solo quei pochi riferimenti all'"autonomia della donna", (basata su istanze che erano già in fermento nella seconda metà dell'Ottocento e la vicenda inizia a partire dal 1880), specialmente la donna "scultrice, pittrice, artista" che chiedeva di non dipendere né farsi rappresentare o tutelare dal marito, men che meno a dover rinunciare a "fare arte" perché "costretta al ruolo di moglie e madre" a tal punto l'Autrice si è ispirata, per il personaggio di Cerise, ad una donna artista storicamente esistita: Mary  Cassatt (che iniziò a dipingere nel 1861, in una delle poche scuole d'arte aperte alle donne, a Philadelphia).
A tema di giallo storico ottocentesco ho letto decisamente di meglio e di più stuzzicante.
Quindi il voto che do a questo "Seduzione" è un 6 decisamente tirato per le orecchie.

Gli stralci più belli:

"Le infilò la mano dietro la schiena, tenero come mai era stato prima d'ora, poi, lieve come ali d'angelo, le sfiorò le labbra con le sue.
Risa rabbrividì, ma la sua bocca calda e voluttuosa si aprì alla sua. Con un gemito Blake le passò le dita tra i capelli. E la baciò, la gustò come se la desiderasse da una vita e non soltanto dal giorno prima. Feroce e imperioso, dopo quel primo timido omaggio alle labbra si fece concedere gli umidi anfratti della bocca di lei. Da languido che era, quel bacio si mutò in una selvaggia esplorazione che lo portò a chiedersi se avesse mai baciato così a fondo una donna prima d'ora"

"(..) gli appoggiò il palmo delle mani sul cuore, le dita aperte per non perdere un solo muscolo del torace. Le si mozzò il respiro, avvertendo la potenza di quel corpo. Il tocco delle sue dita fece lo stesso effetto a lui. Blake tremò e instintivamente Risa sollevò le braccia e gli posò le mani sulla nuca. Poi si alzò e posò le labbra sulle sue (...) D'un tratto si mosse tra le sue braccia, la fece voltare e le fu sopra. Risa sentì con gioia il peso del suo corpo, ne godette il calore. Assecondò la foga sfrenata con cui Blake le possedeva la bocca e si contorse contro di lui, cingendogli il collo e attirandolo a sé."


"Segreti di Mezzanotte" di Jennifer St. Giles (serie Classic Mystère)


Trama: I sogni di Cassie Andrews ogni tanto raccontano il vero, ma purtroppo sono sogni di morte. Quando le visioni riguardano la cugina Mary, scomparsa dal castello dei Killdaren, in Cornovaglia, dove lavorava come istitutrice. Cassie sente che la sua morte non è accidentale. Decisa ad indagare, si fa assumere come cameriera al castello, e ben presto si ritrova affascinata dal tenebroso padrone di casa, Sean Killdaren, un uomo che vive solo di notte e sul quale grava una maledizione. Nonostante Sean non desideri coinvolgere la giovane nella propria vita, l'attrazione che fra loro nasce è troppo forte per essere repressa...


Commento di Lunaria: Esattamente come "Dopo Mezzanotte"
http://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/11/dopo-mezzanotte-di-teresa-medeiros.html
anche "Segreti di Mezzanotte" di Jennifer St.Giles delinea un'affascinante figura maschile, complessa e tormentata, "giocando molto" su un fascino notturno e vampiresco, almeno per tutta la prima parte del libro.
L'Autrice mescola alla trama anche una certa vena gialla (due donne sono morte e sembra che qualcuno cospiri nell'ombra) e una leggerissima aura soprannaturale che aleggia impalpabile (maledizioni di antiche regine irlandesi? sacrifici commessi dai druidi?) a tratti decisamente horror-erotica (gli stralci del libro "Potenti vampiri e loro amanti", che Cassie legge all'amica Bridget). Il tutto forma un romanzo avvincente, dal ritmo sostenuto, con ottime descrizioni (del paesaggio marino, del cupo castello cui si svolge gran parte della vicenda, i personaggi principali e secondari...), monologhi e dialoghi profondi (le riflessioni dedicate alla morte dell'amata cugina della protagonista sono struggenti e percepiamo tutto il dolore di Cassie). Molto intense le scene erotiche e l'intreccio seduttivo-amoroso, tra il tormentato e il non-detto, di Cassie e Sean. L'uso della prima persona come io narrante aumenta la tensione e l'emozione che viene trasmessa fedelmente alla lettrice, che non può che immedesimarsi.
C'è da dire che comunque non a tutto c'è proprio risposta, o non tutto è descritto nei dettagli, perché probabilmente l'Autrice pensava ad un seguito (se non con protagonisti Sean e Cassie, col fratello di Sean e le sorelle di Cassie...) e quindi a riprendere in modo più approfondito questa fantomatica "Maledizione del Drago" che aleggia per tutto il romanzo.
In conclusione, un ottimo libro, ben descritto, ben narrato, con personaggi intensi e capaci di emozionare. Se avete amato Adrian Kane di "Dopo Mezzanotte", troverete altrettanto irresistibile Sean Killdaren...


Gli stralci più belli

Rimasi senza fiato e indietreggiai davanti al ritratto a figura intera sopra la mensola di un imponente camino di pietra.
Gli occhi verdi dell'uomo, di un vibrante realismo, mi fissavano direttamente da sotto le scure sopracciglia, che sovrastavano un naso cesellato e una mascella squadrata (...) Era la prima volta che vedevo una persona ritratta alla luce lunare. Mentre lo studiavo, mi chiesi se quell'uomo avesse bisogno della notte per nascondere peccati che non voleva fossero conosciuti. Una luna ossessiva e un inquietante cielo nero accentuavano la tetraggine del suo carattere.

L'uomo mi aveva intrappolata in una rete di consapevolezza dalla quale non potevo scappare. Tremavo ogni volta che chiudevo gli occhi e rivivevo l'attimo in cui l'avevo visto per la prima volta, il suo tocco, l'intonazione della sua voce, e la seduzione del suo profumo. Occupava la mia mente, i miei pensieri, specialmente di notte. Un uomo così pericoloso sembrava capace di qualsiasi cosa. E allora perché avevo questa curiosità di rivederlo che non se ne andava, qualunque cosa facessi per scacciarla?

Il vento mi sferzava, gettandomi indietro i capelli, premendomi addosso il vestito e carezzandomi il corpo con la delicatezza decisa di Sean Killdaren. Lui mi ricordava il mare, così potente, così cupo, e sapevo che sarei stata perduta se mi fossi addentrata nelle sue profondità. Eppure era così bello, così affascinante, che non sarei stata in grado di sottrarmi a lui.

Tese una mano, mi tolse la cuffia e mi passò un dito sul collo, scatenandomi il fuoco in posti che non sapevo neanche esistessero. Avevo la sensazione che i seni mi si fossero gonfiati e fossero diventati più pesanti e vogliosi. Mi si mozzò il fiato quando scese col dito lungo la clavicola fino al centro del petto e si fermò sui bottoni del vestito. Poi con abilità aprì i primi due. Era certa che da un momento all'altro sarei svenuta, o avrei preso fuoco. Ne sbottonò altri due. Non potevo respirare né muovermi. (...) "Respira, Cassie. Non ti lascerò andare via facilmente."
Scostò i lembi del vestito, mi prese per i fianchi e mi attirò a sé, facendo scorrere lo sguardo su ciò che aveva messo allo scoperto. (...) Ogni paura che poteva provocarmi e ogni dubbio svanirono quando il desiderio che provavo si tradusse in un bisogno quasi ossessivo di essere baciata. (...) Il potere della sua brama mi consumava man mano che i baci diventavano più profondi, più esigenti, più appassionati. Poi si staccò e prese a baciarmi la gola, facendomi reclinare sul suo braccio.

Mi sentivo pronta a rinunciare a tutto pur di stare con lui, di placare il mio desiderio bruciante, e la sua sofferenza (...) eppure volevo con tutta me stessa sperimentare con lui tutte le cose che una donna non sposata non avrebbe dovuto pensare e tanto meno bramare ardentemente. Lui per me era come il tenebroso principe di un mondo misterioso al quale non potevo e non volevo resistere.

"Non voglio che sia così"
"Non c'è un altro modo. Io vivo all'ombra di una maledizione che morirà con me."
"Cosa intendi dire?"
"Hai sentito le voci che corrono. La Maledizione del Drago. Quando nascono due gemelli Killdaren, uno è destinato a uccidere l'altro."
"Non può essere vero. è solo una leggenda... come quella dei vampiri."

Sospirai e mi si chiusero gli occhi mentre le mormoravo che era quasi l'alba e che doveva dormire. La successiva cosa di cui fu consapevole era che era mattina e che Sean aveva nuovamente riempito di seduzione i miei sogni. Questa volta ballavamo sotto le stelle, sulla sabbia resa argentea dalla luna, prima che i suoi baci ci conducessero a un letto di argento e di rose.

"Adesso pensa solo al piacere che voglio darti."
Con un rapido movimento m'infilò le mani sotto i fianchi e mi sollevò fino a che solo le mie spalle restarono contro il terreno e la sua faccia fu...
"Santo cielo!", esclamai, "Cosa mi stai fa..."
"Ti assaporo". Mise la bocca sulla mia femminilità, stuzzicandomi con le labbra e leccandomi, facendomi piagnucolare per l'intensità del godimento che provavo... (...) "Sean!", gridai quando spirito, anima e corpo si levarono al di là delle stelle raggiungendo un'acceccante luce di estasi tanto squassante che non vidi più nulla, e la mia mente si svuotò.

"Sì", dissi, inginocchiandomi anch'io davanti a lui, prendendogli il volto fra le mani e avvicinandolo al mio. Ora ero consapevole appieno di ciò che prima non avrei potuto capire. "Sì, condividerò con te la luce della mia anima nell'oscurità." Poi lo baciai, offrendo il mio cuore e la mia vita a qualsivoglia destino saremmo riusciti a ricavare per noi da un luminoso futuro all'ombra delle stelle.



P.s qui riporto gli stralci più belli dello pseudobiblion "Potenti vampiri e loro amanti"

La donna entrò nella tetra chiesa di pietra, timorosa di ciò che avrebbe potuto trovare, ma troppo sola nella vita per rinunciare a parlare di nuovo con quell'uomo. In precedenza mentre pregava davanti all'altare per ottenere l'amore che non aveva mai conosciuto, era arrivato lui. Si era inginocchiato davanti all'altare e aveva pregato ad alta voce, quasi allegramente, invocando il sangue benedetto dell'Agnello. I suoi modi disinvolti con Dio l'avevano indotta a smettere di pregare. L'aveva studiato, notando il suo abbigliamento, tutto nero, con un tocco di bianco conferito dal colletto (...) Dopo aver parlato per un po', lui si era alzato, accennando a un incontro importante. Poi, prima di andarsene, l'aveva invitata a raggiungerlo quella notte stessa per pregare di nuovo. E lei lo aveva fatto. (...) Esitò per qualche istante, osservando la luce che tremolava sulle pareti. Poi, dopo essersi guardata alle spalle, cominciò a scendere i gradini (...) invece di provare paura, si sentì spinta verso di lui, attratta dalla sua solitudine che eguagliava la propria. Con passo incerto, si avvicinò e toccò le parole sconosciute e le forme geometriche scolpite sul sarcofago. (...) Presa da un impulso irresistibile, mise entrambi le mani sulla pietra. Le vibrazioni cominciarono a scuotere il sarcofago e, in un'esplosione di luce, il coperchio si sollevò. L'uomo che aveva incontrato poco prima, ancora riccamente vestito di nero, si drizzò.
"Sei venuta" disse afferrandola per le braccia, con un atteggiamento ancor più tenebroso di prima. Lei urlò, spaventata dalla luce minacciosa dei suoi occhi. Lui sorrise, mettendo in mostra i canini aguzzi. "Non temere. Il tuo piacere sarà grande. Come lo sarà il mio."
Cercò con le labbra la vena pulsante della sua gola e lei gemette.

[...]

Invece di affondare i denti nel collo della donna, il vampiro passò le labbra sulla vena pulsante e le sfregò delicatamente la pelle coi canini. "Sento il calore del tuo sangue, Milady. Posso quasi gustarne l'abbondanza. Mi fai ribollire il sangue per il piacere della caccia e il bisogno di una compagna", disse il vampiro, attirandola nel suo letto di velluto fino a che lei fu in ginocchio fra le sue gambe. Anche la donna lo sentiva, sentiva il suo calore, sentiva il richiamo del desiderio che provava per lei. Aveva conosciuto solo il disprezzo per la sua semplicità, il peso del rifiuto e il morso della solitudine. (...) "Guardami", le ordinò.La spinta crescente del desiderio che provava lei stessa la indusse a cedere. Sollevò lo sguardo, e lui le sorrise, fissandola negli occhi con un'intensità che le arrivò all'anima.
"Sei mia, mia bella". (...) "Chi siete?" sussurro lei.
"Chiamatemi Armand. E come Salomone banchettò col suo amore, così farò io con voi per l'eternità." Le abbassò il vestito dalle spalle mettendo a nudo il seno e le pulsazioni del suo cuore. Poi si chinò ad assaporare la morbidezza cremosa delle sue carni.

[...]

"Chi siete?"
Lui sorrise, mostrando i denti aguzzi.
"Drago, un vampiro che non ha bisogno di una nazione né della ricchezza, ma solo dell'amore di una donna. Una donna che mi ami per me stesso e non per l'immortalità che rende grevi i miei giorni."

[...]

Mi s'inginocchiò accanto, lo sguardo bruciante che mi attraversava gli indumenti. "Ti offro tutto ciò che sono e tutto ciò che ho. Vieni con me stanotte."
(...) Si alzò in piedi e mi prese fra le braccia. "Sei mia. Non ci sono scuse questa volta."
Come aveva già fatto, mi trasportò velocemente lungo il corridoio fino alla sua camera, ma questa volta mi depose sul letto delicatamente. Chinatosi, mise la labbra sulle mie.

[...]

La giovane regina si girò, scostandosi con animo straziato da Drago, l'uomo che l'avrebbe strappata alla sua gravosa vita virginale per darle l'immortalità, l'unico del cui amore sincero sarebbe stata sempre certa.Tutti gli altri la volevano per un'altra ragione, per il potere, per la ricchezza o per diventare re. SOlo lui l'avrebbe amata per quello che era.
"Andate, vi prego. Per noi non ci sarà mai felicità. Sono vincolata a questa vita e voi a un'altra."
"Sette notti, mia regina vergine. Un'altra settimana per convincervi che il mio amore vale tutto ciò che vi lascereste alle spalle."
(...) Con le lacrime che le scendevano, lei gli premette le dita sulle labbra e lui ne mordicchiò delicatamente le punte con i canini, attento a non lacerare la pelle facendo sgorgare il sangue che desiderava disperatamente mescolare al proprio. Avrebbe potuto forzarla, premere la bocca assetata sulla sua gola e farla propria. Ma così avrebbe distrutto quella parte di sé che lo rendeva capace di amare.

"Dopo Mezzanotte" di Teresa Medeiros (serie Mystère)



Trama: Caroline Cabot è decisa a vederci chiaro: chi è veramente Adrian Kane, il misterioso visconte Trevelyan che corteggia sua sorella? Perché non si alza mai prima del tramonto? E soprattutto, cosa fa mentre vaga di notte per le strade di Londra? Ma quando Caroline lo incontra, l'attrazione irresistibile che prova fin dal primo momento le fa sospettare che sia davvero una creatura delle tenebre...

Commento di Lunaria: "Dopo Mezzanotte" è un intrigante e avvicente romanzo ambientato nella Londra del 1820. Le abitudini e consuetudini del tempo sono descritte con dovizia di particolari, tanto che l'atmosfera del romanzo è resa davvero palpabile, come se fosse un vero resoconto recuperato dalle memorie dell'Autrice! Notevoli sono le pagine soft-horror dedicate ai vampiri e l'Autrice si è davvero superata nel disseminare la vicenda con citazioni tratte non solo da Byron, ma anche da Polidori e da Horace Walpole! Si veda tutta la parte del romanzo ambientata nel castello: gli appassionati riconosceranno sicuramente gli stilemi gotici da "Castello di Otranto", nella descrizione dei corridoi, pertugi, passaggi segreti, cripte o la luna che illumina la brughiera; infine, roventi e coinvolgenti, anche se presenti solo negli ultimi capitoli, le descrizioni dell'amplesso tra Caroline e Adrian. Insomma, "Dopo Mezzanotte" è davvero un romanzo accattivante, appassionante, che vale la pena di cercare - è uscito nel 2007 - perché se cercate una bella storia d'amore erotico - a differenza del più celebre e teen-ageriale "Twilight" dove mancava del tutto l'eros carnale! - tinta di atmosfere gotiche e horror soft, "Dopo Mezzanotte" fa al caso vostro...

P.S  Notare che il romanzo si conclude con un "finale aperto"... che l'Autrice avesse pensato ad un seguito, magari dedicato alla sorella di Caroline, ovvero Portia, invaghita del fratello di Adrian? Sicuramente il nome di Teresa Medeiros resta un nome da segnarsi tra le autrici Rosa più promettenti...


Altri libri di Teresa Medeiros:





La copertina originale di "Dopo Mezzanotte", "After Midnight", nel titolo originale


Gli stralci più belli:

"Si aggirava per le strade immerse nella nebbia alla ricerca della preda. Il mantello gli svolazzava alle spalle, mentre scivolava da un'ombra all'altra e i suoi passi sussurravano sui ciottoli. Anche se attirava al suo passaggio gli sguardi cupidi delle prostitute e dei borsaioli nascosti negli androni, procedeva noncurante. La notte non riservava pericoli per lui. Almeno, da parte degli esseri viventi. Da tempo il buio era diventato il suo amante e il suo nemico, il momento più desiderato e temuto. Quando una folata di vento soffiò per il vicolo, scacciando la nebbia e le nuvole, lui alzò lo sguardo alla luna con i sensi assetati di luce. Ma nemmeno i pallidi raggi dell'astro placavano più la sete di sangue che gli infettava l'anima."

*

Con il solo avvicinarsi al camino, lo sconosciuto vestito di nero riuscì magicamente a trasformare quell'angolo di sala in un palcoscenico e l'elegante folla di invitati in un pubblico in estasi. Il suo raffinato pallore aveva il potere di rendere ancora più intenso il nero brillante degli occhi e dei capelli ondulati. Aveva spalle larghe ma fianchi stretti, un forte naso aquilino e labbra piene che rivelavano una sconcertante sensualità.

*

Era la sua immaginazione oppure lo sguardo del visconte si era soffermato sul suo collo? Sul pulsare del sangue sotto la sua pelle chiara? Istintivamente si portò le mani alla gola, ma era una ben povera difesa. [...] "Come avete fatto a riconoscermi?"
In due passi lui la raggiunse. "Dai capelli. Nessun'altra donna ha i capelli del vostro colore." Le sfilò una ciocca dallo chignon e se la passò tra le dita come se fosse la seta più preziosa. "Sembrano intessuti con raggi di luna."

*


Le campane battono mezzanotte. Lei sta immobile, con i piedi piantati tra i ciottoli del sentiero, quando lui sbuca dalla nebbia con i capelli inondati di luna e il mantello che gli svolazza dietro le spalle. Sa di essere la preda, ma non riesce né a gridare né a muovere un solo muscolo. La luna sparisce, lasciandola sperduta nelle tenebre. Lui la stringe tra le braccia con gentilezza e determinazione inesorabile. I suoi denti scintillano mentre calano su di lei. Troppo tardi lei si rende conto che non sta cercando le sue labbra, ma il suo collo. Neppure allora, comunque, riesce a smettere di porgergli la gola, di invitarlo... anzi, supplicarlo... di approfittare di lei, di bere la corrente di vita che le pulsa sotto la seta sottile della pelle.
Lui le offre solo ciò che lei desidera, ciò che ha sempre desiderato. La possibilità di arrendersi. Mentre i denti le trepassano la carne e un'ondata di estasi impura travolge la sua anima, le campane continuano a suonare, annunciando l'arrivo di una mezzanotte eterna in cui gli apparterrà per sempre...

*

Posò la fronte contro il vetro freddo e chiuse gli occhi per dominare la malinconia che la stava travolgendo. Che Kane fosse un vampiro o un semplice uomo, se l'avesse guardato negli occhi in quel momento, sarebbe stata perduta. Alzò lentamente il capo e aprì gli occhi. Il balcone era deserto, immerso in un bagliore argentato.

*

Mentre mugolava la propria resa, lui la strinse a sé in un bacio oscuro e dolce come la morte stessa. I capelli le volavano sul viso e il mantello le frustava le gambe.

*

Con un passo la raggiunse e la strinse tra le braccia, fissandola negli occhi con bruciante trasporto. "Non voglio sposarti perché ti amo troppo per farti trascorrere il resto della vita nelle tenebre."
"Preferisco trascorrere il resto della mia vita con te nelle tenebre piuttosto che vivere nella luce piena del giorno in solitudine."
[...] Adrian aprì le tende della portafinestra invitando la luce della luna a inondare il loro talamo. Poi, silenzioso come un'ombra, le tolse la rosa dall'orecchio e distrusse i petali tra le dita disperdendo nella stanza il loro inebriante profumo. Mentre cadevano volteggiando dolcemente a terra, le sfilò il turbante e liberò la cascata dei suoi capelli, ma prima le pressò sulla nuca un ardente bacio che le procurò una scarica di brividi lungo la schiena.
"Hai sempre avuto ragione su di me", sussurrò accarezzandola con le mani e con la voce. "Dal primo momento che ti ho vista, non ho voluto altro che divorarti."
Posò le labbra sulla sua giugulare pulsante. "Bere dalle tue labbra, assaggiare la morbidezza della tua pelle." Poi le sussurrò all'orecchio con voce così roca e impaziente che lei si sentì sciogliere come cera: "Suggere ogni goccia di nettare che la tua carne può offrirmi." [...] Caroline sentì una risposta di piacere inumidirle le cosce e fiaccarle le ginocchia. Chiuse gli occhi, accasciandosi contro il suo corpo... 



Aggiornamento: sì, come sospettavo! Di "Dopo Mezzanotte" c'è il seguito, tradotto anche qui da noi! "Il vampiro che mi amava"


 che dire?? Devo assolutamente cercarlo!!!!!!