"Alta tensione a palazzo" di Nora Roberts (Harmony Intrigue)


Trama: Eve torna nel Principato di Cordena su precisa richiesta di Alexander, futuro erede al trono, insieme alla sua compagnia teatrale per un ciclo di rappresentazioni. Eve non ha dimenticato l'infatuazione presa per il bel principe anni prima. Alexander dal canto suo si sforza per "ragioni di Stato" di contenere la propria attrazione nei riguardi dell'attrice. Ma quando la giovane rischierà la vita per salvare quella del principe minacciato da un sicario, ogni dubbio svanirà, spazzato via dall'incontenibile amore dei due giovani.

Commento di Lunaria: "Alta tensione a palazzo" è un discreto romanzo rosa appena appena venato di suspence "spionistica". Infatti, all'intreccio e al brivido viene dato il minor spazio possibile, prediligendo i monologhi e i dialoghi dei personaggi nei loro scontri\incontri amorosi. E tuttavia, anche qui c'è un po' l'effetto "palude", specie nella prima parte, perché non è neanche ben sviluppato "il passaggio da antipatia ad amore" di Eve nei confronti di Alexander... che sospetta che Eve sia in realtà innamorata del fratello... I dubbi vengono fugati soprattutto nella seconda parte del romanzo. Le scene d'amore fisico sono rade e brevi (anche se la prima scena di contatto fisico totale tra i due è ben narrata), la conclusione della vicenda con il colpo di scena che rivela l'identità del sicario (per giunta, già facilmente intuibile fin dalla scena dell'attentato dinamitardo...) è troppo striminzita e fa l'effetto "scritta in fretta e furia". Insomma, un romanzo sufficiente nel complesso per chi non avesse troppo aspettative (l'Autrice è comunque molto nota nel genere Rosa e ha scritto dozzine di romanzi), ma carente di pathos, sia quello thrilling sia quello erotico, preferendo dilungarsi in dialoghi e monologhi, anche dal vago sapore malinconico. Non è scritto male, comunque, perché la sintassi è molto curata, eppure manca proprio la verve e l'approfondimento che ci si aspetterebbe da un romanzo che debba fare dell'intrigo e della tensione palpabile il suo punto di forza, come contorno ad una storia d'amore.

P.s la storia comunque dovrebbe proseguire in "Vendetta a corte", (che non ho), perché il responsabile della congiura contro la Casa Reale ha ordito un vero e proprio complotto, ma solo un sicario (tra gli altri coinvolti nella congiura e nell'attentato terroristico) è stato scoperto e ucciso a fine libro.

Gli stralci più belli: "Alexander si girò, la vide, e restò senza fiato. Eve era bellissima, e non certo per merito dell'abito di seta o dei gioielli: sarebbe stata splendida anche vestita di stracci. C'era qualcosa di primitivo nella sua bellezza, qualcosa di assolutamente naturale che scatenava il desiderio. Una dote innata, che lei indossava come un manto invisibile. Ma lui non poteva permettersi di abbandonarsi al tumulto ribollente dei sensi. Soprattutto non adesso, mentre lei cercava Bennett con gli occhi."

"Alexander si girò di scatto, un istante prima di raggiungere la porta. "Lei non capisce niente. E io non sono tenuto a spiegare le mie idee o i miei sentimenti né a lei né a chiunque altro." Eppure, avrebbe voluto farlo. L'uomo che si nascondeva dietro il titolo di erede al trono desiderava, disperatamente, che quella donna potesse capire. (...) Quella donna gli stava facendo dimenticare ciò che era, ciò che doveva essere. Era suo dovere mantenere una precisa distanza fra sentimenti e obblighi, fra l'uomo e il titolo. (...) Eve stava smantellando le sue difese col suo calore umano, con la sua comprensione. E lui aveva bisogno di molto, molto di più. Lasciò le mani appoggiate sulle spalle di lei, pur ardendo dal desiderio di attirarla a sé. Il profumo dei suoi capelli, della sua carne, gli invase il corpo, ma lui non fece una sola mossa."

"Non provava proprio nulla?, si chiese Eve. Era così disumano da non aver sentito niente, quando lei era stata assalita da una vampata di passione? Per un attimo aveva pensato... No, era stata un'idiota a pensarlo, a illudersi che lui potesse avvertire le stesse  sconvolgenti reazioni nell'attimo in cui i loro corpi si erano toccati."

"Alexander", ripeté lei, poi premette le labbra sulla bocca di lui. Era tutto ciò che voleva. Tutto ciò che aveva sempre aspettato. Al di fuori del tempo e dello spazio lo abbracciò forte, stringendo il corpo a quello di lui. Il freddo autocontrollo di Alexander era svanito. La sua bocca era aperta, ansimante, imperiosa. Dimenticò tutto, perdendosi nel sapore di lei. (...) L'aveva sempre voluta, dovette ammettere. E aveva sempre combattuto quel sentimento in nome dell'autocontrollo e della compostezza indispensabili a un erede al trono."

"Ed Eve... Eve non era abituata a mentire a se stessa, a negare la realtà. Le calde fiamme del desiderio si erano impossessate dei suoi pensieri. Voleva Alexander, l'erede al trono. In modo estremo, disperato, incontrollabile. Nel momento stesso in cui cercava di trovare una soluzione logica alla situazione, il suo corpo vibrava e pulsava di passione. Essere sua, era quella l'unica cosa che importasse."

"Forse è meglio che tu non dica più niente". Riuscì persino a sorridere. "Dimmi solo perché sei venuto." "Ho bisogno di te." Nel silenzio, l'aria parve assorbire quelle parole. Lui vide negli occhi di Eve lo stupore, la dolcezza, l'accettazione della verità. Il chiarore della luna la illuminava da dietro, e lei sembrava così terribilmente lontana. Poi gli tese le mani. Le loro dita si toccarono, si strinsero. I loro corpi erano entrati in contatto, e il tempo delle parole era finito. (...) Sentimenti nutriti in segreto per tanti anni sbocciarono e fiorirono nei primi istanti del nuovo giorno; desideri soffocati vennero infine accettati. (...) Si persero nel primo bacio del mattino."

"Era la prima volta che Eve si svegliava tra le braccia di Alexander. Il chiarore dell'alba era intriso di una sottile nebbia che presto sarebbe svanita. Il rumore del mare era solo un sussurro che entrava dalle finestre. (...) La bocca di Alexander scese su quella di lei, imperiosa e furibonda (...) percorse con le dita tutto il suo corpo, eccitando con violenza i centri del piacere che aveva scoperto in maniera tanto più dolce (...) Stretta al suo uomo, accettò ciò che lui era disposto a darle e si abbandonò al fiume della passione."


Della stessa Autrice vedi anche:
https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/cera-una-voltail-passato-di-nora.html

"Frammenti di memoria" di Linda O. Johnston (Harmony Emozioni)



Trama: Il loro matrimonio è una messinscena e rientra in un piano ben congegnato per tendere una trappola a un pericoloso assassino. Il Giustiziere ha colpito ancora. E ora Jordan si ritrova con una moglie che non ricorda nemmeno il suo nome e con l'ingrato compito di doverle dire che suo padre è morto. Non è il modo migliore per cominciare una nuova vita insieme. Ma Sara ha davvero perso la memoria o ha finto l'amnesia per tenere a bada il criminale che…

Commento di Lunaria: Nonostante la trama abbastanza ripetuta più e più volte non solo nei libri ma anche nei film (la vittima che ha visto l'assassino ma ha perso la memoria) "Frammenti di memoria" si lascia apprezzare per lo stile narrativo veloce e scorrevole; qualche breve accenno dal tono leggermente splatter (cadaveri mutilati e pezzi sparsi in giro...) e l'attrazione sessuale-sentimentale in bilico tra Jordan e Sara rendono il tutto a tinte thriller. L'Autrice non si è dedicata molto nel descrivere la psicologia dell'assassino (e anche il movente sembra "buttato lì" come riempitivo) comunque la storia scorre senza impaludarsi e si legge con piacere. Notevole l'incipit, che inizia subito con un ritmo da cardiopalma, così come le pagine più hot (purtroppo, rare).

Gli stralci più belli: "Fu un urlo a svegliarla. Un suono attutito, da principio, come se avesse in testa una delle cuffie che usava al poligono di tiro. Poi, divenne più intenso. Lacerante. Le penetrò nelle ossa, facendola rabbrividire. Aprì gli occhi. Vide un'ombra indistinta che sgattaiolava fuori dalla porta. Sbattè le palpebre, ed era già sparita. Ancora un urlo. Girò il capo, cercando di capire da dove provenisse. Il movimento le procurò un dolore lancinante, e un gemito le morì in gola. C'era una donna, davanti a lei. Indossava un camice azzurrino e le porgeva degli asciugamani. (...) Sentì un odore strano, tutt'altro che gradevole, che però riconobbe all'istante. Sangue. Il suo? Scostò una mano dalla testa, sentendola appiccicosa. Era insanguinata. Deglutì per scacciare un'ondata crescente di panico. Non era grave. Tranquilla. Era viva."

"Cercò di riaprire gli occhi. Solo allora si accorse che indossava un vestito bianco, di pizzo, lungo fino ai piedi. Un abito da sposa. Un abito da favola, irrimediabilmente rovinato da una grande chiazza di sangue. Ma non era il suo sangue, perché la ferita era su una tempia e non avrebbe potuto chiazzarle tutto il davanti dell'ampia gonna. Decisa a rizzarsi, fece un altro sforzo e finalmente vide la causa di tutto quel sangue. E delle urla di prima. Un uomo giaceva accanto a lei, sul pavimento (...) chiunque fosse, l'uomo era sicuramente morto."

"Stavolta, quando la guardò, era terribilmente serio.  I suoi occhi profondi sembrarono penetrarle fin dentro l'anima. E riscaldarla. E fonderla. Provocandole un languore che Sara tentò invano di ignorare (...) Lei chiuse gli occhi e inspirò lentamente. Il profumo di Jordan le solleticò le narici; profumo del sapone con cui si era fatto la doccia, prima. Ma, soprattutto, un odore maschio. Terribilmente inebriante."

"Non poté rifiutarsi. Si abbassò implacabile, e le coprì la bocca con la bocca. Se non l'avesse afferrata saldamente per le braccia, Sara non sarebbe riuscita a restare in piedi, perché fu travolta da un'improvvisa spossatezza (...) L'afferrò saldamente per la natiche e le si premette addosso, strofinando sulle gambe la sua dirompente virilità"
Fu un bacio che catturo, e acutizzò, tutti i sensi di Sara. Sentì il respiro di Jordan che si faceva sempre più affannoso, i piccoli gemiti che le sfuggivano dalle labbra. Le braccia salde che l'avvolgevano, attirandola tanto vicino da farle sentire i contorni di quel torace maschio, premuto sui suoi seni; il rigonfiamento dei pantaloni che le premeva sul bentre. Le labbra di Jordan erano incollate alle sue, che si schiusero per permetterle di tracciare i contorni di quella bocca virile con la punta della lingua. (...) Jordan la prese per mano e la guidò verso il letto. Si distese con lei sul materasso e cominciò a carezzarle prima un seno, poi l'altro, facendole venir voglia di urlare. Le sembrava come se fosse la prima volta; come se non avesse mai provato il contatto della mano di un uomo sulla pelle nuda. (...) Gli esplorò il torace, tracciandogli i contorni dei pettorali con i polpastrelli;"