"La Città Fantasma" di Anna James (Harmony Intrigue)

Trama: Sam, guida esperta per i safari, e Jenna, attrice di teleromanzi, formano una coppia formidabile. Uniti nella ricerca disperata, nel cuore dell'Africa, della tomba del padre di lei, scopriranno anche una misteriosa e antica città, Zaphir, sede di loschi traffici. Il tutto in un'atmosfera magica e tenebrosa, spesso illuminata dalla luce dell'amore.


Commento di Lunaria: Discreto romanzo Rosa avventuroso, con situazioni "alla Indiana Jones", anche se la suspense non si sussegue a ritmo mozzafiato e qualche inutile pagina (specialmente nei primi capitoli) rallenta il ritmo facendo da zavorra. Notevole il capitolo sull'esplorazione della città perduta nella foresta (l'Autrice avrebbe dovuto aggiungere più pagine in quel frangente, magari descrivendo qualche passaggio segreto e cunicolo e qualche trabocchetto...). Pagine erotiche nella media, anche se col contagocce.


Gli stralci più belli: "Se mai Jenna aveva sentito accendersi il fuoco al suo tocco il bacio finale lo fece divampare. Il fuoco divenne sempre più devastante quando il corpo di lui si allungò completamente sopra il suo. Jenna si lasciò sfuggire un gemito e cercò di gridare il suo nome, ma il suono le rimase soffocato in gola. Riuscì solo ad emettere un bisbiglio (...) La lingua di lui guizzava insaziabile sulla sua pelle."





"Orizzonti di Gioia" di Barbara Cartland

Trama: La giovane Ina, rimasta orfana di entrambi i genitori, viene ospitata, da malavoglia dall'asprigna zia Lucy. è in età da marito, e Lucy, vanitosa e arrogante, si rifiuta di cercare cavalieri per quella sua nipote che non ha mai amato e considera goffa e sgraziata. Quando il Marchese Irvine, concupito anche da Lucy, si sente attratto da Ina...


Commento di Lunaria: Ero partita con le migliori aspettative, ma purtroppo questo "Orizzonti di Gioia" è il meno riuscito tra i romanzi di Barbara Cartland, i capolavori che avevo apprezzato: 


una trama ridotta all'osso e persino banale e noiosa, pochissime descrizioni d'impatto sui personaggi o sugli ambienti (considerato che in altri romanzi Barbara Cartland descriveva minuziosamente abiti e arredamenti...), protagonisti inconsistenti. Insomma, un romanzo non all'altezza delle aspettative e decisamente sottotono rispetto agli altri capolavori di questa Autrice. L'unica scena degna di nota e che si ricorderà per dolcezza, incanto e poesia è quella dei due protagonisti sotto i mandorli in fiore. 

Per il resto, un romanzo che mi ha molto deluso!


Gli stralci più belli:

"Ina sapeva perfettamente che cosa cercasse di dirle, e sapeva, poiché era stretta tra le sue braccia, sul suo cuore, che dopo sposati niente al mondo, neppure la zia Lucy, avrebbe potuto ferirli. Vedeva Chale avvolto di sole, e aveva l'impressione che i fiori di mandorlo cadessero di nuovo intorno a loro rendendoli prigionieri di un incantesimo che nessuno avrebbe potuto rompere o sciupare. "Così sarà il nostro amore", disse il marchese osservando i suoi occhi. "Non torneremo a casa finché i mandorli non saranno di nuovo in fiore, la prossima primavera."



"La Casa delle Lodole" di Liala



Trama: è la storia fresca e commovente di quattro sorelle, quattro gaie lodolette che anelano a lasciare il nido pur dolce e protettivo della loro casa. Donata si fidanza, Thea studia canto, Lelia sogna un mondo diverso da quello infantile che ha attorno ed Eva si innamora di un amore impossibile, e la sua disperata vicenda sconvolgerà la quieta "casa delle lodole"


Commento di Lunaria: una sorta di "Piccole Donne" ma in versione più tragica; al solito, secondo lo stile di Liala, c'è pochissimo amore fisico (e quel poco che c'è, è casto) e molto dramma. Di per sé l'azione è ridotta al minimo (come nei primi romanzi di Liala), a prevalere sono i dialoghi e i personaggi colti in dettagli e sullo sfondo di un paesaggio quasi da cartolina, con i soliti tocchi poetici di Liala.


Gli stralci più belli:

"Allora, posso... posso abbracciare la prima lodoletta che se ne va?" Donata si prese fra le braccia Eva, e poiché questa era più bassa di statura, ella posò, su quel capino d'oro, un bacio pieno di affetto. "Piccola Eva cara! Non ti spiace, vero, se... se me ne vado? Non sarà troppo gravoso, per te, badare a tutto ciò che rimane?" "Sarò degna di te", rispose Eva. "Sii tranquilla e rendi presto felice Cori. Se una lodoletta se ne va, altre resteranno, nella casa, a ricordarla, ad aspettarla, per quando, sposa felice, vorrà, di tanto in tanto ricordarsi di tornare al nido." "La casa delle lodole diventerà a poco a poco silenziosa", sospirò Thea. "Donata seguirà il suo marito, io la mia carriera, Eva..." S'interruppe. Guardò la sorella. Ma Eva la fissava con i limpidi occhi e Thea proseguì: "Eva avrà il suo nido, e anche Lelia prenderà il volo. E quella che Luciano Cori battezzò la "Casa delle Lodole" diventerà una casa silenziosa, perché le lodole se ne saranno andate, una di qua, una di là, a fare il nido." Una malinconia improvvisa stava per avvolgere le tre sorelle, quando la voce di Lelia, chiara e alta, gridò: "Luciano! Vieni! Ho già imparato a darti del tu. Ho fatto le prove con [il gatto] Mustafà..."

"Un improvviso e violento scroscio di pioggia si rovesciò sulla vetrata. Eva si alzò, chiuse la parte di vetrata rimasta aperta. Nell'improvvisa e rapida luce dei lampi, si vedevano gli alberi agitarsi furiosamente, come sotto lo sforzo d'una mano brutale e gigantesca che volesse sradicarli."

"La mente si smarriva, le membra erano stanche e sulle palpebre le gravava un gran peso. Staccò le mani dal viso e, nello specchio che aveva di fronte, Eva si vide pallida, d'una pallidezza quasi mortale, profonda, cupa, che, sotto gli occhi, illividiva. Quell'insolito pallore la fece pensare alla morte. Ma alla morte di chi? di Fabio? Un urto violento le colpì il cuore. Alla sua? Una gran pace subentrò, improvvisa, nel cuore dolente."

"Il cielo s'illuminava. Era l'alba del loro gran giorno. Gli olivi si disegnavano già, bianco-argentei. Il mare non aveva ancora splendori, ma era in pace. L'aria, nel primo chiarore, perdendo l'umidità della notte, s'andava saturando di mille effluvi."

"Fuori, la luna illuminava le vette degli alti pini, dei cipressi snelli, dei dritti pioppi. Un leggero soffio di vento bastava per sfogliare gli ultimi fiori autunnali e per staccare le prime foglie morte. E il frusciare delle foglie secche e dei petali accartocciati pareva, nel completo silenzio, un grande, malinconico sospiro."

 





"Lei: il mio Sogno" dei Delly (Romanzi della Rosa primo numero!)

Incredibilmente sono riuscita a trovare il primo numero dei Romanzi della Rosa!

Ovvero "Lei: il mio Sogno" dei Delly!


I ROMANZI DELLA ROSA

Tutte le lettrici e tutti i lettori troveranno ampiamente in questa nuova collezione così attraente sotto ogni riguardo, i lavori più conformi alle proprie preferenze e desideri, i romanzi che faranno loro trascorrere le ore più liete e serene, ponendoli a contatto di personaggi, paesi, vicende, che desteranno l'interesse più vivo e l'attrazione più grande suscitando nel loro cuore non solo l'incanto dei sogni più dolci ma anche quello delle "cose che potrebbero essere"... e che forse saranno


"LEI, IL MIO SOGNO" di DELLY

I Romanzi della Rosa non potevano incominciare meglio la loro vita. La collezione si apre infatti con una novità assoluta del grande Delly: l'autore più letto del mondo.

In questo suo nuovo lavoro, lo scrittore (Nota di Lunaria: pseudonimo usato da una coppia francese, fratello e sorella, Jeanne-Marie e Frédéric Petitjean de la Rosière) descrive con mano maestra la storia di una giovane donna che, pur desiderando con tutte le sue forze le dolcezza di una vita serena, diviene la vittima di una serie di intrighi senza fine che l'avvolgono nelle loro spire sempre più fitte.

La delicata maestria con la quale Delly sa tratteggiare le più fini sfumature dei sentimenti, è trasfusa mirabilmente anche nelle pagine di questo prima Romanzo della Rosa.

Inizia così...

"Era il giardino di un convento alle porte di Parigi. Qualche eco dei rumori della grande città varcava i vecchi muri rossicci fioriti di ranuncoli, ma non riusciva a turbare la dolce quiete del recinto ombroso e fresco dove gli uccelli si davano alla pazza gioia, sicuri di essere poco disturbati quel secondo giorno di vacanze che vedeva sciamare le ultime allieve delle Madri Domenicane. Tuttavia due ragazze passeggiavano ancora lentamente lungo un viale ombroso..."

e la "bibliografia Dellyana" pubblicata in Italia



"Un Battito d'Ali" (Harmony Cieli Blu)

Trama: Giamaica. Sensibile, dolce, determinata, Ali ha avuto l'incarico dalla casa d'aste in cui lavora di occuparsi del trasporto a Londra di rari pezzi d'antiquariato. Ma, all'ultimo momento, un imprevisto fa saltare tutti i piani. Alcuni turisti britannici, reduci da una brutta esperienza sull'isola, chiedono di salire sul piccolo aereo noleggiato da lei, l'unico mezzo per far ritorno a casa. Il solo in grado di aiutarla è il pilota, Fly Donovan, lo stesso che giorni dopo per caso rincontra nella romantica Venezia...


Gli stralci più belli:

"Però a tratti, fissandola negli occhi, lui provava una specie di vertigine. Come se si trovasse sull'orlo di un precipizio sul quale era rischioso affacciarsi. (...) Le sfiorò con le labbra e la sentì rabbrividire."