"Biancaneve e il Cacciatore": recensione libro

Re Magnus è in guerra contro un terribile nemico. Ma armi e battaglie non lo distraggono dal doloroso ricordo della moglie perduta. Di lei gli rimane solo la piccola Biancaneve. Fino al giorno in cui, nella Foresta Tenebrosa, il re incontra una donna bellissima, capace di farlo innamorare di nuovo: la malvagia Ravenna. è la regina del Male, che con le sue arti di magia nera, assorbe dal cuore delle fanciulle l'eterna giovinezza, uccidendole. La prossima vittima è Biancaneve. Ma sotto il candore della pelle e l'ingenuità dello sguardo, la ragazza cela un animo guerriero. Ed Eric, il cacciatore destinato a sopprimerla, si troverà di fronte una donna coraggiosa, affascinante, e decisa a combattere… nonché una banda di nani ribelli che darebbero la vita per lei. La perfida Ravenna ha i giorni contati…

La celebre fiaba di Biancaneve si trasforma in un racconto epico, dark e romantico.

Commento di Lunaria: il film purtroppo non l'ho visto, anche se dopo la lettura del libro, ho recuperato qualche spezzone su YT. Solitamente, quando si "stravolge" una fiaba (o si fanno remake e reboot di classici immortali del passato) la fregatura è dietro l'angolo, ma devo dire che "Biancaneve e il Cacciatore" pur rivisitando completamente la fiaba (che la Disney stessa, a suo tempo, aveva modificato) non fallisce: rende tutta la vicenda più cupa, togliendole "l'aria caramellosa cartoonesca" e spingendo molto di più sugli elementi oscuri, morbosi e d'azione: Biancaneve non è una "figurina passiva" men che meno "una bellezza svenevole rosa confetto" (come ce la si immagina), nonostante cada vittima dell'inganno della Regina, ma assume tratti decisi, volitivi, quasi marziali (nel finale è lei che guida la rivolta e i ribelli al palazzo della regina, per riconquistare il regno di suo padre) Protagonista maschile indiscusso è il Cacciatore, alle prese con un tormentato passato (la morte della sua amata); i due dovranno fidarsi l'uno dell'altra per sopravvivere alla Foresta Tenebrosa (abitata da mostri come i troll carnivori!) fuggendo dall'inseguimento del fratello della Regina, che dà loro la caccia; molto in secondo piano William, "l'innamorato di Biancaneve", che compare sempre sottotono, nonostante il lieto fine corredato dal matrimonio. Molto belle le scene che mostrano la perfida regina, nei suoi monologhi (lei stessa comunque è stata vittima, da piccola, di violenza, nella razzia del suo villaggio) e nei suoi poteri magici (forse la scena migliore è quando richiama i corvi, che sfondano la finestra, e quando riesce a "succhiare" la bellezza giovanile dalle sue vittime, fanciulle immolate affinché lei possa restare giovane in eterno) In conclusione, un bel romanzo avvincente che pur stravolgendo la famosa fiaba che tutti conosciamo (gli elementi classici rimasti sono pochi e anche questi sono comunque rimaneggiati) si lascia apprezzare come una rivisitazione accattivante.

N.B altre notevoli rivisitazioni di fiabe che avevo letto erano "Cappuccetto Rosso Sangue" e "La Bella Addormentata" (in versione erotica https://intervistemetal.blogspot.com/2024/01/la-bella-addormentata-di-anne-rice.html ) oltre che la raccolta "La Camera di Sangue".


Per approfondire i significati allegorici e profondi delle fiabe, suggerisco la lettura di questo volume

Gli stralci più belli:

"Era l'inverno più gelido che il regno avesse mai conosciuto. La brina copriva le lapidi del cimitero. I cespugli di rose nel giardino del castello erano quasi del tutto spogli, le foglie avvizzite e scure. Re Magnus era immobile sul limite della foresta insieme al duca Hammond, ad attendere l'arrivo dell'altro esercito. Poteva vedere il vapore del proprio respiro. Nuvole lente e dense che si spandevano davanti al suo viso prima di dissolversi nella fredda aria mattutina"

"Eric era fermo sulla soglia della tomba gelida, la fiaschetta in mano. Era strano vedere la ragazza così silenziosa ed immobile, le braccia incrociate sul petto. Era distesa sul blocco di pietra, quasi volesse riposare. Se non fosse stato per il pallore del viso e le labbra livide nessuno avrebbe mai immaginato che fosse morta." 








"Il Sentiero delle Viole" di Barbara Cartland

1802. Il phaeton sul quale sta viaggiando il maggiore Adrian Chester viene danneggiato: la ruota esce dell'asse e il maggiore è costretto a chiedere ospitalità in una villa, un po' malmessa, poco distante: Buckden Manor. Qui incontra Petula, orfana, che vive con la fedele Annie e il tuttofare Ned. Tra Adrian e Petula è amore al primo sguardo. Ma lui è promesso sposo ad un'altra donna, che non ama, e lei, giovane fanciulla da maritare, è "messa all'asta", al miglior offerente, dallo zio che spera di incassare una ricca dote…

Commento di Lunaria: Bel romanzo di Barbara Cartland, con tutti gli stilemi che hanno reso celebre questa Autrice: l'atmosfera ottocentesca patinata, il galateo tra i protagonisti, gli abiti e gli interni descritti con perizia di dettagli… Al solito, i protagonisti si scambiano solo qualche bacio (in questo genere di romanzi non si arriva mai ad un amplesso vero e proprio, tutto è sempre ammantato da una sobrietà quasi puritana) e devono affrontare "obblighi morali" che oggigiorno a noi sembrano quasi ridicoli (una costante è la preoccupazione per la "reputazione" e di quello che penserà "la società") Difficile che una storia così, molto ben narrata e che scorre piacevole tra l'altro, "sia attuale" e serva alle lettrice per immedesimarsi "con i rapporti sentimentali di oggi", ma per chi ama sognare su atmosfere vintage confetto, questo "Il Sentiero delle Rose" è una lettura più che consigliata (anche se non arriva alle vette dei precedenti capolavori di Barbara Cartland come "Passione sotto la cenere"  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/12/passione-sotto-la-cenere-di-barbara.html , "Il Mistero del Castello" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/il-mistero-del-castello-di-barbara.html , "Incontro al Chiaro di Luna"  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/09/incontro-al-chiaro-di-luna-di-barbara.html , che mi erano piaciuti moltissimo perché velati da atmosfere gotiche)  Il titolo scelto per la traduzione in italiano, "Il Sentiero delle Viole" è molto più poetico che non l'originale inglese "The twists and turns of Love"

"Senza indugiare a indossare il cappellino, poiché il sentiero che avrebbe seguito dietro il villaggio si snodava fra i cespugli e gli arbusti, Petunia si mise in cammino, e si avvide che il giardino, già incolto e lussureggiante, era stato potato a dovere. I prati erano stati tagliati, ed ella aveva appreso da Adam che si sarebbero estesi fino al margine del bosco. Attraversò il campo senza badare ai ruvidi steli di paglia, senza pensare ad altro che a raggiungere i primi alberi di betulla. Ma quando finalmente li vide essi ondeggiarono davanti ai suoi occhi accecati dalle lacrime. Le violette, le primule e le genziane erano sfiorite. Le foglie più fitte, ma il sole filtrava dorato fra i rami disegnandone l'ombra sull'erba del sottobosco. Era il sole del pomeriggio e non aveva il pallido fulgore dorato del sole che splendeva nel terso cielo mattutino, quando ella aveva scorto il maggiore venirle incontro fra i tronchi delle betulle." 



"Una Rosa lungo il Fiume" di Liala

Trama: Duilia e Renato sono i protagonisti di questo romanzo narrato con squisita sensibilità da Liala. Durante gli anni angosciosi dell'ultima guerra, i due giovani si conoscono e si amano. Ma Duilia è legata ad un marito che forse non vedrà mai più, che l'ha lasciata sola per andare a fare l'archeologo in Egitto, e Renato deve combattere e rischiare la vita per la Patria. I due vivono una passione proibita, aiutati dall'amica di Duilia, la fedele Mariarda, anche lei alle prese con il primo amore (Valdimiro) che è disposta a dare una mano a Duilia, ingannando la famiglia della giovane quando Duilia dovrà affrontare la maternità: il frutto dell'amore proibito con Renato, amore che illumina i cieli gonfi di nuvole di guerra.

Commento di Lunaria: Bel romanzo di Liala, anche se non arriva alle vette dei precedenti che avevo letto ("Bisbigli nel piccolo mondo"  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/bisbigli-nel-piccolo-mondo-di-liala.html , "Di ricordi si muore" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/12/di-ricordi-si-muore-di-liala.html , "Ombre di fiori sul mio cammino" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/ombre-di-fiori-sul-mio-cammino-di-liala.html "Riverberi lontani" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2024/12/riverberi-lontani-di-liala.html ), si lascia leggere piacevolmente. L'amore un po' di maniera e banale tra i quattro protagonisti non viene mai "spiegato", accade e basta (dopo uno sguardo, peraltro da lontano), e Liala imbastisce il tutto con il suo inconfondibile stile melodrammatico che di tanto in tanto lascia spazio al comico e al frivolo; in "Una Rosa lungo il Fiume" compare, più che negli suoi romanzi, il tema della Patria, della morte in guerra vista come "gloriosa". Anche nelle pagine dove si piangono i morti, la scrittrice non prende mai una posizione "anti-militarista", anzi, la retorica sulla "difesa della Patria" di cui è intriso il romanzo oggigiorno è persino stucchevole.  Di tutt'altro tenore era la canzone antimilitarista di Iva Zanicchi "La riva bianca la riva nera", mentre in Liala, la sensazione è che ci sia  quasi una "tacita accettazione" di tutto ciò che comporta il patriottismo, giovani soldati sacrificati al fronte inclusi. Ad ogni modo, è un romanzo piacevole, anche se suggerisco di leggere prima gli altri romanzi di Liala che ho menzionato.

Gli stralci più belli:

"In quella visione di serena e sana bellezza, Mariarda si addormentò, e sognò che lungo il fiume era nata una rosa, e che da questa rosa sbocciava una bella bambina."

"E tutte le cose parvero tristi, morte, finite, finché il pianto d'una bimba in fasce venne a rompere quel silenzio penoso e a dare vita alle cose e alla casa. Era un pianto senza dolore, quello di Renato; era quel pianto che i bimbi lanciano nell'aria come un canto, per un bisogno d'espandersi dei loro piccoli polmoni e che può avere anche la festosità di un canto."




La Fata delle Rose: incipit

"Più che bella!", si sarebbe potuto dire, parlando di lei. "Peggio che bella!", avrebbe potuto soggiungere un osservatore perspicace. Perché in quella donna giovane, slanciata, dalle linee armoniose, c'era qualche cosa d'incomparabile: la bellezza, l'espressione dello sguardo. Erano così profondi, quegli occhi color viola cupo di cui bastava il lampeggiare, in certi momenti, per rendere fulgido quel viso, in tutto il resto assai comune, nonostante la carnagione lattea e i magnifici capelli color del fuoco. In quel momento essa scriveva, e le palpebre abbassate rivelavano la riflessione. Il pennino d'oro della stilografica scorreva sul foglietto di carta [...] "Mi trovo in campagna; come vedete, la mia lettera è datata da Tamsay Castle. Seduta su una terrazza con la balaustrata di pietra, ho sotto gli occhi un paesaggio veramente meraviglioso. Il castello, in stile gotico misto ad elementi sassoni, costruito in pietra arenaria di un grigio azzurrognolo molto gradevole all'occhio, mi circonda di un'ombra fresca e protettrice, mentre salgono dalle aiuole i profumi semplici dei piselli odorosi, delle verbene e del rosmarino."

[…] Ma a sud-ovest, nello splendore del sole al tramonto, c'era il più romantico lago delle Terre Basse scozzesi: color ametista, disseminato d'isolette: le une, semplici boschetti di sorbi dalle frutta rosse, o di bianchi ligustri; altre, custodi di ruderi sgretolati, inghirlandati di pampini e d'edera… come sfondo, l'ombra violacea ravvivata, sulle cime dei colli, dai tocchi dell'ultima luce che illuminava debolmente le brughiere porporine e i muschi dorati. Piano piano calava la sera."






"Il Palazzo Innamorato" di Liala

Trama: Eleonora Manto, star dell'equitazione, ferma in autostrada con l'auto in panne, viene soccorsa da Mirko, figlio di uno scienziato  La donna ha alle spalle due matrimoni falliti e non crede più all'amore, ma si innamora, ricambiata, di Mirko, mentendogli però sull'età: lui ne ha 19 e mezzo, lei 32: e lei dice di averne 25. Al loro travagliato rapporto si aggiungono le vicende e i flirt dei vicini del palazzo dove vive Eleonora...

Commento di Lunaria: Anche se qui e lì si riconosce l'inimitabile ed originale "stile di Liala" con i suoi "tocchi lialeschi", purtroppo "Il Palazzo Innamorato" avanza  prolisso e piatto per 453 pagine (!) con una trama esile (che si poteva svolgere, a dire tanto, già in 50 pagine): una donna di 32 anni si innamora, ricambiata, di un 19enne e non fa altro che crogiolarsi per l'intero romanzo sul fatto che non dovrebbe, non è possibile, chissà che penseranno gli altri, lui l'abbandonerà per donne più giovani e così via, in un loop continuo. Non è scritto male e come spesso avviene nell'universo letterario lialesco "il finale è indimenticabile, intenso e risolleva le sorti del romanzo", ma è decisamente prolisso e pedante nel suo incedere alla moviola e non è il miglior romanzo di Liala dal quale partire (suggerisco da iniziare da altri suoi romanzi più avvincenti, come "Ombre di Fiori sul mio cammino" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/ombre-di-fiori-sul-mio-cammino-di-liala.html , "Bisbigli nel piccolo mondo" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/bisbigli-nel-piccolo-mondo-di-liala.html , "Riverberi lontani" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2024/12/riverberi-lontani-di-liala.html o "Tempesta sul lago" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/liala-tempesta-sul-lago.html, "Di ricordi si muore" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/12/di-ricordi-si-muore-di-liala.html

Ne consiglio la lettura solo a chi di Liala vuole leggere tutto.

N.B: come altri romanzi Rosa "vintage" scritti 40, 30 anni fa, anche "Il Palazzo Innamorato" veicola idee anacronistiche e pericolose di rapporti tra uomini e donne: in particolare, la gelosia di Mirko (che fa capolino in quasi tutto il romanzo, e raggiunge l'apice con la sfuriata contro il costume di Eleonora, a pagina 346) veicola l'idea della donna "come possesso personale" del fidanzato geloso che è autorizzato a diventare violento (contro la donna, curandola in tutto e per tutto, e contro gli altri uomini) Idea che "al tempo in cui Liala scriveva il romanzo" poteva essere "la normalità e la consuetudine" per la società del suo tempo, ma che oggigiorno è inaccettabile e non va "romanticizzata" come facevano Liala e le Autrici dei Rosa anni '40 e '80: il controllo ossessivo dell'altro non è mai "amore".

"Glielo doveva pur dire che i sei anni erano quasi dodici. Ma non glielo poteva dire in quel momento, perché aveva troppo paura di perderlo. Dodici anni di differenza avrebbero spaventato l'amante, perché l'amante era troppo giovane a confronto di una donna che aveva superato la trentina."

"Tacquero. E nel silenzio delle loro anime, repentinamente, qualche cosa parlò, si creò, si concluse in una frase quasi uguale. Si trovarono l'uno nelle braccia dell'altro e insieme dissero: "Io sono tuo, Eleonora." "Mirko, io sono tua." Un cipressetto solitario sorgeva immobile innalzato verso il cielo. E il vento dai soffi rari e leggeri era sufficiente per sfogliare le rose che durante il giorno, nel gran sole, s'erano disfatte. 


Il Bacio della Morte

Quando hai diciotto anni, vivi nelle remote foreste della Romania e il tuo unico obiettivo è dare la caccia alle spietate creature che popolano il Mondo Sotterraneo, non puoi permetterti distrazioni.

E questo Thea lo sa molto bene.

Abile mezzo demone dotato del potere dei sogni, è una ragazza ribelle ed irriverente.

Ma quando riceve il pugnale con cui cacciare gli Azura, è più che determinata ad impegnarsi fino in fondo negli allenamenti che la renderanno ufficialmente una Cacciatrice, mettendo da parte tutto il resto.

Però non sempre le cose vanno come previsto e Thea si ritrova costretta non solo a combattere contro un nemico infido e crudele, ma anche a resistere al costante impulso di azzuffarsi col padre, dal quale ha ereditato i poteri da Incubo.

Ma soprattutto deve cercare di contenere l'attrazione per il nuovo compagno di caccia, un affascinante mezzo Succubo dal passato oscuro.

Inaspettate rivelazioni ed inquietanti avvenimenti sconvolgeranno pericolosamente la vita di Thea, divisa tra il desiderio di seguire chi ama e compiere il proprio dovere.



"Forte come l'Amore" di Milly Dandolo


Adesso era tardi. Il mare si oscura, perdeva la sua lucentezza: qualche luce che pareva lontana, era solo fosforescente, immobile, e non poteva indicare il cammino. Dov'era la sua casa? Forse era scomparsa veramente: e la fanciulla camminava in una delle fiabe care alla sua infanzia. Che importa, ormai, tornare a casa, avere una casa? Un'ombra apparve dinanzi a lei, immobile: le parve di conoscerla, anche se non era che un'ombra. O forse non poteva esservi altro abitatore, in quel mare oscuro e incommensurabile? Non si sorprese quando una voce disse: "è Lei, non è vero? L'ho aspettata stamani, tanto..." La voce era commossa, piena di tenerezza e di gioia. L'ombra era così vicina, che le sue mani nude si trovarono chiuse nelle due mani inguantate, strette.

(...) Si fermarono al limitare della nera muraglia di querce. Si vedeva una fosforescenza piccola e debole, una finestra illuminata. Egli disse soltanto, prima di lasciarla: "Cara".

Poi le lasciò le mani, le prese la testa fra le mani e la baciò sulla bocca.