"L'Indifferente" di Shirley Hart (Collana Bluemoon)

Trama: Tarra, avvocata, reduce da un matrimonio disastroso, è contesa tra due uomini, fratelli eppure rivali: Eric e Kaynon. Tra litigi, malintesi e riappacificazioni, Tarra deve sapersi districare tra l'orgoglio e la passione erotica che prova nei confronti di Kaynon, deciso ad averla.  Un furto al museo nel quale lavorano i due darà una svolta decisiva alla situazione ingarbugliata…

Commento di Lunaria: romanzo di maniera ma ben narrato (soprattutto nelle poche pagine che descrivono i rapporti sessuali tra i due protagonisti), anche se il personaggio maschile, Kaynon, a tratti è insopportabile nella sua boria (come nelle pagine 127 e 128, dove paragona Tarra ad un pezzo d'antiquariato da possedere) e Tarra è "arrendevole" come solitamente avviene in questo tipo di romanzi Rosa con protagonisti maschili arroganti e donne un po' succubi. Comunque, un romanzo abbastanza consigliato.

"Quell'uomo aveva un potere terribile su di lei e quel pensiero le fece tornare in mente la notte precedente, quando si era abbandonata tra le sue braccia, non potendo far altro che assecondare il desiderio che lui le aveva suscitato. Non fece alcun tentativo per liberare la mano da quelle carezze, anche se così non poteva mangiare. Kaynon la stava fissando, lo sguardo aveva un qualcosa di rapace, di suadente, di arrogante. Mio Dio! che uomo pericoloso! Sapeva di aver vinto e sapeva anche come aveva vinto!"


"Biancaneve e il Cacciatore": recensione libro

Re Magnus è in guerra contro un terribile nemico. Ma armi e battaglie non lo distraggono dal doloroso ricordo della moglie perduta. Di lei gli rimane solo la piccola Biancaneve. Fino al giorno in cui, nella Foresta Tenebrosa, il re incontra una donna bellissima, capace di farlo innamorare di nuovo: la malvagia Ravenna. è la regina del Male, che con le sue arti di magia nera, assorbe dal cuore delle fanciulle l'eterna giovinezza, uccidendole. La prossima vittima è Biancaneve. Ma sotto il candore della pelle e l'ingenuità dello sguardo, la ragazza cela un animo guerriero. Ed Eric, il cacciatore destinato a sopprimerla, si troverà di fronte una donna coraggiosa, affascinante, e decisa a combattere… nonché una banda di nani ribelli che darebbero la vita per lei. La perfida Ravenna ha i giorni contati…

La celebre fiaba di Biancaneve si trasforma in un racconto epico, dark e romantico.

Commento di Lunaria: il film purtroppo non l'ho visto, anche se dopo la lettura del libro, ho recuperato qualche spezzone su YT. Solitamente, quando si "stravolge" una fiaba (o si fanno remake e reboot di classici immortali del passato) la fregatura è dietro l'angolo, ma devo dire che "Biancaneve e il Cacciatore" pur rivisitando completamente la fiaba (che la Disney stessa, a suo tempo, aveva modificato) non fallisce: rende tutta la vicenda più cupa, togliendole "l'aria caramellosa cartoonesca" e spingendo molto di più sugli elementi oscuri, morbosi e d'azione: Biancaneve non è una "figurina passiva" men che meno "una bellezza svenevole rosa confetto" (come ce la si immagina), nonostante cada vittima dell'inganno della Regina, ma assume tratti decisi, volitivi, quasi marziali (nel finale è lei che guida la rivolta e i ribelli al palazzo della regina, per riconquistare il regno di suo padre) Protagonista maschile indiscusso è il Cacciatore, alle prese con un tormentato passato (la morte della sua amata); i due dovranno fidarsi l'uno dell'altra per sopravvivere alla Foresta Tenebrosa (abitata da mostri come i troll carnivori!) fuggendo dall'inseguimento del fratello della Regina, che dà loro la caccia; molto in secondo piano William, "l'innamorato di Biancaneve", che compare sempre sottotono, nonostante il lieto fine corredato dal matrimonio. Molto belle le scene che mostrano la perfida regina, nei suoi monologhi (lei stessa comunque è stata vittima, da piccola, di violenza, nella razzia del suo villaggio) e nei suoi poteri magici (forse la scena migliore è quando richiama i corvi, che sfondano la finestra, e quando riesce a "succhiare" la bellezza giovanile dalle sue vittime, fanciulle immolate affinché lei possa restare giovane in eterno) In conclusione, un bel romanzo avvincente che pur stravolgendo la famosa fiaba che tutti conosciamo (gli elementi classici rimasti sono pochi e anche questi sono comunque rimaneggiati) si lascia apprezzare come una rivisitazione accattivante.

N.B altre notevoli rivisitazioni di fiabe che avevo letto erano "Cappuccetto Rosso Sangue" e "La Bella Addormentata" (in versione erotica https://intervistemetal.blogspot.com/2024/01/la-bella-addormentata-di-anne-rice.html ) oltre che la raccolta "La Camera di Sangue".


Per approfondire i significati allegorici e profondi delle fiabe, suggerisco la lettura di questo volume

Gli stralci più belli:

"Era l'inverno più gelido che il regno avesse mai conosciuto. La brina copriva le lapidi del cimitero. I cespugli di rose nel giardino del castello erano quasi del tutto spogli, le foglie avvizzite e scure. Re Magnus era immobile sul limite della foresta insieme al duca Hammond, ad attendere l'arrivo dell'altro esercito. Poteva vedere il vapore del proprio respiro. Nuvole lente e dense che si spandevano davanti al suo viso prima di dissolversi nella fredda aria mattutina"

"Eric era fermo sulla soglia della tomba gelida, la fiaschetta in mano. Era strano vedere la ragazza così silenziosa ed immobile, le braccia incrociate sul petto. Era distesa sul blocco di pietra, quasi volesse riposare. Se non fosse stato per il pallore del viso e le labbra livide nessuno avrebbe mai immaginato che fosse morta." 








"Il Sentiero delle Viole" di Barbara Cartland

1802. Il phaeton sul quale sta viaggiando il maggiore Adrian Chester viene danneggiato: la ruota esce dell'asse e il maggiore è costretto a chiedere ospitalità in una villa, un po' malmessa, poco distante: Buckden Manor. Qui incontra Petula, orfana, che vive con la fedele Annie e il tuttofare Ned. Tra Adrian e Petula è amore al primo sguardo. Ma lui è promesso sposo ad un'altra donna, che non ama, e lei, giovane fanciulla da maritare, è "messa all'asta", al miglior offerente, dallo zio che spera di incassare una ricca dote…

Commento di Lunaria: Bel romanzo di Barbara Cartland, con tutti gli stilemi che hanno reso celebre questa Autrice: l'atmosfera ottocentesca patinata, il galateo tra i protagonisti, gli abiti e gli interni descritti con perizia di dettagli… Al solito, i protagonisti si scambiano solo qualche bacio (in questo genere di romanzi non si arriva mai ad un amplesso vero e proprio, tutto è sempre ammantato da una sobrietà quasi puritana) e devono affrontare "obblighi morali" che oggigiorno a noi sembrano quasi ridicoli (una costante è la preoccupazione per la "reputazione" e di quello che penserà "la società") Difficile che una storia così, molto ben narrata e che scorre piacevole tra l'altro, "sia attuale" e serva alle lettrice per immedesimarsi "con i rapporti sentimentali di oggi", ma per chi ama sognare su atmosfere vintage confetto, questo "Il Sentiero delle Rose" è una lettura più che consigliata (anche se non arriva alle vette dei precedenti capolavori di Barbara Cartland come "Passione sotto la cenere"  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/12/passione-sotto-la-cenere-di-barbara.html , "Il Mistero del Castello" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/il-mistero-del-castello-di-barbara.html , "Incontro al Chiaro di Luna"  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/09/incontro-al-chiaro-di-luna-di-barbara.html , che mi erano piaciuti moltissimo perché velati da atmosfere gotiche)  Il titolo scelto per la traduzione in italiano, "Il Sentiero delle Viole" è molto più poetico che non l'originale inglese "The twists and turns of Love"

"Senza indugiare a indossare il cappellino, poiché il sentiero che avrebbe seguito dietro il villaggio si snodava fra i cespugli e gli arbusti, Petunia si mise in cammino, e si avvide che il giardino, già incolto e lussureggiante, era stato potato a dovere. I prati erano stati tagliati, ed ella aveva appreso da Adam che si sarebbero estesi fino al margine del bosco. Attraversò il campo senza badare ai ruvidi steli di paglia, senza pensare ad altro che a raggiungere i primi alberi di betulla. Ma quando finalmente li vide essi ondeggiarono davanti ai suoi occhi accecati dalle lacrime. Le violette, le primule e le genziane erano sfiorite. Le foglie più fitte, ma il sole filtrava dorato fra i rami disegnandone l'ombra sull'erba del sottobosco. Era il sole del pomeriggio e non aveva il pallido fulgore dorato del sole che splendeva nel terso cielo mattutino, quando ella aveva scorto il maggiore venirle incontro fra i tronchi delle betulle." 



"Una Rosa lungo il Fiume" di Liala

Trama: Duilia e Renato sono i protagonisti di questo romanzo narrato con squisita sensibilità da Liala. Durante gli anni angosciosi dell'ultima guerra, i due giovani si conoscono e si amano. Ma Duilia è legata ad un marito che forse non vedrà mai più, che l'ha lasciata sola per andare a fare l'archeologo in Egitto, e Renato deve combattere e rischiare la vita per la Patria. I due vivono una passione proibita, aiutati dall'amica di Duilia, la fedele Mariarda, anche lei alle prese con il primo amore (Valdimiro) che è disposta a dare una mano a Duilia, ingannando la famiglia della giovane quando Duilia dovrà affrontare la maternità: il frutto dell'amore proibito con Renato, amore che illumina i cieli gonfi di nuvole di guerra.

Commento di Lunaria: Bel romanzo di Liala, anche se non arriva alle vette dei precedenti che avevo letto ("Bisbigli nel piccolo mondo"  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/bisbigli-nel-piccolo-mondo-di-liala.html , "Di ricordi si muore" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/12/di-ricordi-si-muore-di-liala.html , "Ombre di fiori sul mio cammino" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/ombre-di-fiori-sul-mio-cammino-di-liala.html "Riverberi lontani" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2024/12/riverberi-lontani-di-liala.html ), si lascia leggere piacevolmente. L'amore un po' di maniera e banale tra i quattro protagonisti non viene mai "spiegato", accade e basta (dopo uno sguardo, peraltro da lontano), e Liala imbastisce il tutto con il suo inconfondibile stile melodrammatico che di tanto in tanto lascia spazio al comico e al frivolo; in "Una Rosa lungo il Fiume" compare, più che negli suoi romanzi, il tema della Patria, della morte in guerra vista come "gloriosa". Anche nelle pagine dove si piangono i morti, la scrittrice non prende mai una posizione "anti-militarista", anzi, la retorica sulla "difesa della Patria" di cui è intriso il romanzo oggigiorno è persino stucchevole.  Di tutt'altro tenore era la canzone antimilitarista di Iva Zanicchi "La riva bianca la riva nera", mentre in Liala, la sensazione è che ci sia  quasi una "tacita accettazione" di tutto ciò che comporta il patriottismo, giovani soldati sacrificati al fronte inclusi. Ad ogni modo, è un romanzo piacevole, anche se suggerisco di leggere prima gli altri romanzi di Liala che ho menzionato.

Gli stralci più belli:

"In quella visione di serena e sana bellezza, Mariarda si addormentò, e sognò che lungo il fiume era nata una rosa, e che da questa rosa sbocciava una bella bambina."

"E tutte le cose parvero tristi, morte, finite, finché il pianto d'una bimba in fasce venne a rompere quel silenzio penoso e a dare vita alle cose e alla casa. Era un pianto senza dolore, quello di Renato; era quel pianto che i bimbi lanciano nell'aria come un canto, per un bisogno d'espandersi dei loro piccoli polmoni e che può avere anche la festosità di un canto."