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"Su un pianeta lontano" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)

Trama: "Sei anni di matrimonio e un figlio, eppure non ci conosciamo molto di più che il giorno della cerimonia", dice Andrew a sua moglie Helen, ed è vero. Si sono sposati per motivi di reciproco interesse, hanno messo al mondo un figlio per gli stessi motivi, ma sono due estranei che non vivono quasi mai sotto lo stesso tetto. Ma ora, ecco che Andrew rivendica i suoi diritti di marito e Helen si trova impreparata di fronte a questa svolta improvvisa. Chi o cosa l'aiuterà a uscire dalla fortezza di gelo, portandola a dire gioiosamente "ti amo" ad Andrew?

Commento di Lunaria: ORRENDO romanzo di Charlotte Lamb dove si erotizza e giustifica un uomo che stupra per ben due volte una donna, sposata solo per interesse egoistico, ha impulsi omicidi nei confronti di lei e dell'unico uomo che la sostiene (Philip), è manesco, violento, arrogante, tiranno (immancabilmente ha gli occhi grigi, come quasi tutti i personaggi dei romanzi lambiani).

155 pagine e ben venti pagine dove questo Andrew commette uno o più reati e dove alla fine "i due si scoprono innamorati".

Il giudizio assolutamente negativo che riservo a questo PESSIMO romanzo non è dato dallo stile narrativo (al contrario: Charlotte Lamb scriveva molto bene) ma dal messaggio che veicola: LA VIOLENZA SU UNA DONNA CHE NON RIESCE NEANCHE A RIBELLARSI.

Si obietterà che quando il romanzo è stato scritto (1979) cose come lo stupro coniugale non erano neanche giudicati reati; sì, probabilmente è così, probabilmente l'Autrice neanche se ne rendeva conto di quanto fosse moralmente ripugnante questo suo modo di "romanticizzare" lo stalking e la violenza coniugale, ma resta il fatto che OGGI TUTTO QUESTO è REATO. (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html)

Riporto qualche stralcio, per dare l'idea.

Pagine 21 e 22: "Era la sera del giorno del matrimonio. Tranquillamente, Helen si spogliò e si mise a letto nella sua camera, nella villa della Giamaica, fidando nella promessa di Andrew che la loro unione sarebbe stata platonica. Quando lui entrò (...) rise, una risata aspra, strana. Ed Helen si drizzò di scatto nel letto, impallidendo." 

Andrew la informa che il padre di lei ha deciso che lei debba avere un figlio, perciò LA STUPRA.

"Andrew tese lentamente un braccio e spense la lampada. Lei continuò a dire di no, a intervalli, ma quella notte scoprì che, sotto la scorza indolente, lui era spietato."

E da qui in poi la Lamb si diletta a sciorinare i particolari di uno stupro coniugale, per esempio, facendoci sapere che "le mani di lui esploravano il corpo tremante, la presa salda quando lei volle sottrarsi, i sordi gemiti, verso la fine, mentre lei lo subiva in silenzio e lo odiava."

Dopo che lui ha finito di stuprarla, si addormenta, ma all'Autrice non basta, infatti specifica che "la incatena a sé con un braccio, mentre lei resta sveglia, gelata e dolorante."

"Nonostante la sua delicatezza" (si esprime proprio così, dopo che ha descritto la scena di uno stupro su una donna vergine, la Lamb usa "delicatezza") "le aveva fatto male, molto male."

Ci risparmia solo il particolare splatter del lenzuolo insanguinato, chissà perché, forse per non far etichettare il suo romanzo nel genere "splatterpunk".

Ma non è finita qui.

Alla pagina 22 c'è pure il dialogo. 

"La mattina dopo, leggendole negli occhi azzurri l'amarezza, lui fece una smorfia" (il che lascerebbe pure intendere che "lui si aspettava che a lei piacesse", tanto per aggiungere altro degrado a delle pagine che sono stomachevoli) 

"Non guardarmi così", le disse. "Tutto quello che ti chiedo è un figlio."

"Cioè, dovrò passarci ancora e ancora finché non sarò incinta?", replicò, glaciale e piena di disgusto.

"Sì", sibilò lui, arrossendo.

Perciò, non contenta di averci descritto uno stupro coniugale fatto su una fanciulla vergine, l'Autrice pensa bene di aggiungere altro orrore: lo stupro si ripete poco righe sotto, con Andrew UBRIACO.

"La seconda notte andò da lei dopo aver bevuto abbondantemente, per eliminare dalla sua mente ogni eventuale scrupolo, e la prese senza dilungarsi in preliminari. Helen rimase in silenzio, ma alla fine due lacrime le scesero sulle guance."

A pagina 43, dopo che per tutte le pagine precedenti, Helen evita il più possibile lo stupratore Andrew, lui è pure capace di rinfacciarle che "la tua avversione per l'altro sesso rasenta la fobia."

Quando lei replica che "il fatto che non abbia perso la testa per te non significa che tutti gli uomini mi siano antipatici!" lui sibila "Qualche volta mi vien voglia di suonartele!", ritornello che sentiremo più volte, anche altrove.

A pagina 45 lei replica "Se mi tocchi anche solo con un dito, mi metto ad urlare" e lui, ovviamente, le tocca i seni.

A pagina 46 la bacia (senza il consenso di lei), mentre lei mette le mani sulle sue spalle per respingerlo. Lui ovviamente è troppo forte, e "la costringe contro i cuscini".

Lei intontita "chiude gli occhi, si lascia andare" e lui commenta "A cosa ti servirà la tua verginità nella tomba?"

nonostante l'abbia già stuprata due volte.

Lei scappa, "tremante e sconvolta", si rifugia in camera e da lì inizia a pensare che "forse desidera Andrew" pur sapendo che lui "aveva impiegato più la forza che la persuasione, probabilmente perché sapeva che lei non avrebbe ceduto altrimenti (...) avrebbe respinto con disgusto ogni approccio."

A pagina 58 la minaccia nuovamente, perché geloso di una semplice amicizia tra lei e un collega, Philip.

"Ti insegnerò ad avere paura di me, Helen!"

"Non l'aveva toccata, ma lei tremava già di paura. (...) Aveva visto il vero Andrew, l'uomo dalla volontà d'acciaio, capace di tagliare la gola ad un concorrente in affari"

A pagina 86, Andrew vuole picchiarla: "Sì, ti meriti un ceffone, ma a te penserò dopo."

Quando a pagina 88 Helen viene molestata da un ragazzo in una discoteca, Andrew la trascina via ed è pure capace di darle la colpa!

"Per un istante aveva visto sul viso di Andrew una furia omicida e aveva temuto che ammazzasse il ragazzo in maglietta arancione. (...) Correva dietro di lui come una schiava fuggiasca ricatturata dal padrone".

Quando Philip interviene in sua difesa "Non mi piace veder maltrattare le donne", Andrew minaccia anche lui.

Una volta in casa, la spintona (pagina 90) e la chiude in camera. "Helen lo fissò, terrorizzata."

A pagina 92 e 93 la violenta di nuovo, afferrandola, denudandola mentre lei cerca di fuggire.

"Ti avrò, che tu lo voglia o no. Dibattiti, e ti farò male. Ti avevo avvertito, Helen, che ti avrei insegnato ad avere paura di me."

Pagina 95: "Gettò un grido atterrito e si dibatté, e lui fu costretto a farle male per bloccarla e ributtarla sui cuscini. Lei tremava in tutto il corpo per il freddo e i denti le battevano."

Dopo un po' "Helen cede".

A pagina 115, roso dalla gelosa, l'accusa di essere "una sgualdrina frigida" e non la picchia solo per un soffio.

A pagina 154 le confessa che l'avrebbe uccisa, insieme a Philip (che ha picchiato, a pagina 143)

A pagina 146, credendo che lei sia andata a letto con Philip, la bacia in modo talmente violento che il sangue esce dalle labbra di lei mentre "le sue mani la stringevano impietose, artigliandola, ghermendola, strapazzandola come se volesse farle male."

A pagina 148 ripensando al primo stupro, Andrew commenta "Lo so che per te è stato orribile, ma per me... Non voglio più dirti bugie, per me è stato meraviglioso. Anche quando ti dibattevi e lottavi mi è piaciuto."


"Il Doppio Volto dell'Amore" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)


Trama: Nella brughiera inglese sommersa dalla nebbia, una notte... e all'alba una giovane donna bionda riprende conoscenza ai piedi di un masso, ma nella sua mente un'altra nebbia, ancora più fitta di quella esterna, le impedisce di ricordare. Perché Jack, pittore, che pure la soccorre, la odia e la disprezza? è stata davvero la sua fidanzata dalla condotta tutt'altro che irreprensibile? Una donna sleale, sfacciata, egoista? Se la memoria le tornasse, a quale orribile verità dovrebbe far fronte?  Quanto sarebbe meglio restare per sempre nell'oblio piuttosto che affrontare la realtà!


Commento di Lunaria: il solito romanzo di Charlotte Lamb, con la donna vittima (questa volta pure con un'amnesia!) e l'uomo dispotico, totalitario, arrogante che alla fine "le confessa di amarla" dopo che per tutto il romanzo tra i due sono volati schiaffi. C'è da dire che rispetto al fiacco "Illusione" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/12/illusione-di-charlotte-lamb-collezione.html , questo "Il Doppio Volto dell'Amore" ha una bella cornice di sottofondo (la brughiera nebbiosa che conferisce un leggerissimo tocco gotico alla Ann Radcliffe) Il problema, al solito, è l'erotizzazione dello stalking e della violenza maschile (a pagina 66 e 67, Jack obbliga Lynn ad un matrimonio di interesse, per sfruttarla come domestica! "Il matrimonio non è solamente badare alla casa..." "Di solito sì, acconsentì lui, glaciale. "Nel nostro caso non ci sarà nient'altro", per poi puntualmente semi-violentare Lynn qualche pagina dopo, a pagina 96: "Le strappò la camicia da notte e le prese il viso tra le mani con brutalità", "Non fu né dolce né tenero, fu... diabolico e anche crudele", tanto che lei poco dopo si raggomitola, nasconde il viso nel cuscino e piange. "Se ci sposiamo, nessun altro dovrà ronzarti intorno, o te ne pentirai!" Negli occhi gli passò un lampo terrificante. "Se mi sposi non andrai più via di qui. Mettitelo bene in testa! Ci resterai per sempre (...) altrimenti per te sarà l'inferno, te lo garantisco!" Lynn tremava davanti a quell'implacabilità. (...) "Sarai mia prigioniera a Wind Tor" (...) Davanti alla finestra della camera, Lynn fissava la brughiera, senza vederla. Sospirò. Jack le offriva la scelta tra due tipi di inferno"; a pagina 74: "Jack la strinse ancora di più, e il respiro gli si fece affannoso. Poi la respinse brutalmente e uscì dalla stanza sbattendo la porta." A pagina 84: "Jack la scosse, furibondo. "Cretina!" Lynn represse un grido di dolore sotto la pressione delle dita di ferro. Avrebbe avuto i lividi, il giorno dopo, pensò.")

La storia è anche originale (c'è il colpo di scena) e ben narrata, ma è proprio dal punto di vista del messaggio che veicola che non va: trattasi di abuso, non di storia d'amore. Come ho sempre detto: oggigiorno "un uomo come quelli descritti da Charlotte Lamb" finirebbe in galera per i reati di percosse, stalking e stupro coniugale. Non so perché questa Autrice in praticamente quasi tutti i suoi romanzi continuasse imperterrita a presentare questo tipo di uomo (magari pure considerando questa condotta l'apice del romanticismo) ma resta il fatto che oggigiorno tutto questo è REATO. https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html





"Illusione" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)


Trama:  Per dimenticare Robert, l'uomo di cui si è innamorata e che l'ha respinta, ormai convinta che l'amore sia un'illusione, Deborah, valente giornalista inglese, decide di trascorrere da sola una settimana di vacanza a Venezia. Ma appena arrivata incontra Matthew, ricco, affascinante e... nemico dichiarato di cronisti e paparazzi. In una girandola di situazioni e di avventure in bilico tra il tragico e il comico, Deborah riesce persino a dimenticare i suoi guai sentimentali vivendo nella magica Venezia, oltre ai romantici chiari di luna in gondola, anche i momenti più tumultuosi della sua vita. 

Commento di Lunaria:  Esattamente come "Notturno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html), "Possesso" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/possesso-di-charlotte-lamb-collezione.html) e quasi tutti gli altri romanzi di Charlotte Lamb che ho letto, questo "Illusione" ripete il mantra della "relazione" tra un uomo arrogante,  tirannico, egocentrico, egoista, insopportabile, e la donna charlottelambiana per definizione: la vittima debole, passiva, destinata a soccombere, incapace di reagire alle angherie se non per qualche istante (a pagina 44 lui afferra lei e lei si dimena dando qualche calcio, lui insiste, la tiene ancora più ferma, la bacia mentre la tiene stretta, lei si dimena, riesce a fuggire e lui impreca, cercando di afferrarla per l'abito, ed è tanta la violenza con cui lui tira, che la stoffa si lacera, il vestito si rompe e Debora resta lì, col vestito a brandelli. Abbiamo appena letto la descrizione di un tentato stupro, ma l'Autrice ovviamente esattamente come tutte le altre volte non lo definisce stupro, prosegue nelle pagine successive nella sua narrazione di lui che cerca lei e avanti così fino a fine romanzo)

Giunte alla fine di ogni romanzo-fotocopia di questa Autrice, la domanda è sempre quella: perché scriveva sempre la stessa vicenda? Per motivi autobiografici? Misoginia introiettata? Parodia all'acido muriatico del rapporto uomo-donna? A cosa serviva continuare ad erotizzare, continuamente, lo stupro coniugale, la sopraffazione quasi manesca, la tiranna maschile? Il lieto fine obbligatorio non cancella tutte le pagine precedenti e soprattutto non cancella che quanto è stato narrato trattasi di reato e rapporto morboso, non di "storia d'amore".

Con l'aggravante che rispetto ai precedenti romanzi che lessi, che per quanto criticabili sotto l'aspetto "del messaggio di fondo" erano ben scritti e narrati, questo "Illusione" è noioso e prolisso, e il suggestivo scenario di Venezia non viene neanche reso al meglio.

Ripetiamolo per la miliardesima volta: nella realtà, tutto ciò che avviene nei romanzi di Charlotte Lamb con le modalità nelle quali si relazionano i suoi uomini e le sue donne "di carta", è REATO e rientra nella violenza psicologica e nell'abuso. Non è amore, ma rientra nel disturbo di dipendenza amorosa. 

La cosa disturbante di questo genere di romanzi Rosa anacronistici (del resto vennero scritti prima degli anni '90) non è tanto la descrizione delle scene di quasi-violenza fisica che lui esercita su di lei (nella narrativa horror e thriller troviamo scene molto più esplicite) ma il fatto che tutto questo (lui che afferra i polsi e la butta su un divano o su un letto, la bacia a forza, lei che si dimena, ricatti vari, donne "vendute come spose" dai padri a colleghi imprenditori - per altro Charlotte Lamb ha sempre questa smania classista del "maschio ricco finanziere" - stupri coniugali, schiaffi, urla) sia fatto passare per "amore, attrazione", con lei che si innamora in ugual modo, che non reagisce e alla fine arriva il matrimonio "riparatore" che si chiude con il "e vissero felici e contenti". 

è evidente che sono romanzi scritti in epoche dove la disuguaglianza tra uomini e donne era "socialmente approvata e pure la normalità" ma oggigiorno questa modalità affettiva e sessuale è intollerabile (e lo sappiamo benissimo in cosa sfocia e che fine fanno le donne che si ostinano a frequentare uomini del genere oppure non vengono aiutate dalle istituzioni per sfuggire a questi rapporti tossici) perciò le storie narrate da questa Autrice DEVONO restare vicende di finzione letteraria che si concludono "con l'happy end", scritte in epoche dove "era la consuetudine sociale del tempo comportarsi così", perché se diventano realtà il nome per definirli non è "rapporto d'amore" ma REATO. (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html)



"Il Barbaro del Deserto" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)

Trama: Esprimete un desiderio e... se la fortuna vi è amica, può darsi che esso venga esaudito, come quello di Mary, fino in fondo e anche oltre... In effetti vedere il deserto, conoscere gli uomini che lo percorrono, studiarne per qualche giorno i costumi, è un conto. Un altro è sentirsi all'improvviso rapite da un barbaro del deserto e non sapere che cosa vi succederà...

Commento di Lunaria: al solito, l'ennesimo romanzo di Charlotte Lamb che erotizza l'arroganza e la strafottenza maschile. Peraltro, questa volta, si eccede addirittura nel rapimento (col tizio mascherato da predone del deserto) anche se poi "trattasi di uno scherzo". La vicenda poi si trasferisce in India, dove il rapimento di Mary avviene per davvero e nel complesso c'è persino qualche riferimento molto salgariano (tigri, giungla...).  Dal punto di vista stilistico, questa volta il romanzo è più fiacco e scontato, rispetto ad altri romanzi della Lamb che avevo letto che, al netto di una trama discutibile, per lo meno avevano belle descrizioni. Qui non si va oltre il 6 come voto, ma a parte questo, è il messaggio che c'è dietro che è inaccettabile: la docilità femminile, la strafottenza maschile. C'è da chiedersi perché questa prolifica Autrice abbia scritto dozzine di romanzi sempre basati su questo copione: cambiano i nomi dei personaggi e le location, ma non cambia la manfrina recitata. è questo continuo ricamare sempre sugli stessi personaggi canonici (lei debole, passiva, sottomessa, lui arrogante, strafottente, egoista, quasi manesco, per esempio a pagina 17 e 18 Stonor la afferra, le grida "idiota", se la carica sulle spalle come un sacco di patate, la sculaccia davanti ad una folla di arabi che sghignazzano e lo incitano a picchiarla e a violentarla, la scaraventa a terra su dei cuscini e la minaccia di stuprarla. E dopo aver descritto questa roba, l'Autrice conclude "Emanava una tale energia, una tale forza magnetica, che ebbe improvvisamente consapevolezza della propria femminilità, della propria debolezza di fronte alla potenza del maschio. E se lui avesse fatto davvero quello che aveva detto? Come avrebbe potuto difendersi?". A pagina 19 Stonor obbliga Mary a mettersi una tunica e la minaccia con "Se non imparerai a ubbidire immediatamente a ogni mio ordine sarò costretto a riempirti di botte" A pagina 20 la minaccia di frustarla e l'Autrice commenta così la scenetta "Era un demonio, d'accordo, ma possedeva un fascino fisico al quale non sapeva resistere. Del resto, aveva sempre ammirato gli uomini che sanno montare bene a cavallo!" A pagina 77 la bacia brutalmente mentre lei cerca di divincolarsi e poi la butta sul divano) che alla lunga, rende i romanzi "lambiani" tediosi, specialmente se li si legge "uno dietro l'altro" come ha fatto la sottoscritta. 

Da leggere, per farsi un'idea della scrittrice (anche se le opere migliori sono altre: "Notturno" e "Possesso" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html) (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/possesso-di-charlotte-lamb-collezione.html), con tutto che trattasi di romanzi problematici anche quelli) ma da prendere come quello che è: un romanzo che rievocava una figura femminile e maschile, in ruoli di genere, che oggigiorno non hanno più ragione di esistere. (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html)





"Dalle Ceneri della Fenice" di Flora Kidd (Collezione Harmony)


Trama: La Fenice è il leggendario uccello che rinasce eternamente dalle proprie ceneri, ma è anche il marchio delle Auto Castelli di cui Cesare è il pilota nelle gare di Formula Uno, nonché l'erede. Ma un brutto giorno, lo stesso giorno nel quale sua moglie Kathryn lo ha abbandonato, durante una corsa Cesare è stato avvolto dalle fiamme insieme alla sua auto. Si è salvato, ma ha perso la memoria. Ma se Kathryin tornasse? Ritornerebbero i ricordi, dolorosi e appassionati della loro vita in comune? E lei, potrebbe dimenticare il profondo baratro che li ha separati? Vale la pena di tentare? Di far rinascere il loro amore dalle ceneri?


Commento di Lunaria: trama molto alla Liala (in "Melodia dell'Antico Amore" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/melodia-dellantico-amore-di-liala.html si parlava di macchine da corsa ) ma poco avvincente, forse perché i dialoghi ridondanti fanno calare l'attenzione della lettrice. Si risolleva nel finale.


Gli stralci più belli:

"Le loro labbra si unirono di nuovo e Kathryn capì, grazie ai dolci fremiti di voluttà che le percorrevano il corpo, che le ombre nere venute ad oscurare il suo matrimonio erano ormai scomparse, consumate dalla fiamma del loro amore rinato dalle ceneri, come la Fenice. Il passato non era più altro che un sogno buio, già semidimenticato. Il presente, invece, era ben reale, visibile, tangibile. E il futuro fiammeggiava di promesse."




"La Sposa del Rif" di Margaret Rome (Collezione Harmony)

Trama: Nel deserto marocchino, le dolci dune di sabbia vanno a morire come onde ai piedi delle aspre montagne del Rif. E aspre sono le usanze ancestrali di quella regione ancora poco conosciuta, dove arriva la bella Vanessa, a torto ritenuta una pericolosa seduttrice. E che cosa può fare la giovane e indifesa europea contro Don Felipe, orgoglioso figlio del roccioso Rif e della dolce Spagna, se non sottomettersi? E dove la porterà questa sottomissione forzata? Saprà convincere della propria innocenza il suo sposo-padrone?


Commento di Lunaria: un romanzo che inizia anche in modo accattivante, alla "Delly", nel guadagnarsi l'attenzione della lettrice (con il dramma della morte del nonno della protagonista e lei che si ritrova a vagare tutta sola e disperata, stile "Mitzi" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/01/mitzi-dei-delly-romanzi-della-rosa.html ) ma che poi, durante lo svolgimento, va incontro ad una serie di criticità, dal momento che Vanessa viene letteralmente rapita e sposata contro la sua volontà dal personaggio maschile della vicenda, Don Felipe. Certo, alla fine "c'è l'amore, i due si amano", ma oggigiorno vicende del genere che erotizzano lo stalking e il maschilismo non sono più "scusabili"(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html) perciò "La Sposa del Rif" va letto per quello che è: un romanzo, ormai anacronistico, che riporta schemi ormai improponibili (oltre che reati) di relazione uomo-donna. Non è scritto male, anche se i paesaggi del deserto non sono resi al meglio (autrici come Hull, Hilliard o Sellers hanno scritto dei Desert Romance decisamente migliori) (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/03/lo-sceicco-di-edith-m-hull-romanzi.html) (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/08/la-citta-dei-tamarindi-di-nerina.html) (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/il-sigillo-di-shakur-di-alexandra.html) ma, a meno di non soffrire della Sindrome di Stoccolma, è assolutamente impossibile "ritrovarsi invaghite" di Don Felipe, tipo di uomo che esiste ancora in zone arretrate del mondo ma che qui in Occidente non si può proprio "vedere". Difatti, per tutta la lettura, l'ho trovato assolutamente borioso ed insopportabile.



"La Casa del Mistero" (Collezione Harmony)


Trama: Christie, giovane antiquaria, riceve in eredità dalla madre un'antica casa in Bretagna di cui tutti ignoravano l'esistenza: Kerandraon. Quel nome cupo rende ancora più oscuro il mistero della sua provenienza, e la bella Christie decide di scoprirlo. A contrastarla però c'è l'affascinante ed intraprendente Luca, che accampa dei diritti in nome di una vecchia storia sorta a suo tempo fra i loro genitori. Fra i due è subito guerra, che però si conclude con un finale a sorpresa...


Commento di Lunaria: discreto romanzo che inizia con capitoli abbastanza interessanti (notevole l'incontro tra i due protagonisti sotto il chiaro di luna) ma poi si affloscia un po', con continue schermaglie tra i due. 




"Fuga dal Desiderio" di Penny Jordan (Collezione Harmony)


Trama: Tamara si reca ai Caraibi in cerca di sole e relax ma la sua vacanza si trasforma improvvisamente in un incubo: durante un'escursione viene fatta prigioniera di un gruppo di guerriglieri che la tiene in ostaggio insieme con Ray, un ex militare dal fascino inquietante.  Per fortuna Ray riuscirà a mettere a punto un audace piano di evasione e Tamara lo seguirà...

Commento di Lunaria: Romanzo che mi ha deluso; la parte migliore è quella ambientata nella giungla, dopo il sequestro e la fuga (e lì il romanzo si tramuta in un survival) ma poi appena i due escono dalla giungla, il romanzo si assesta su binari narrativi piatti e mediocri. Insopportabile il protagonista maschile, acido, cinico e prepotente fino alla fine. 


"La Città dei Tamarindi" di Nerina Hilliard (Collezione Harmony)

 


Trama: Allo scopo di fare luce sulle misteriose origini di sua madre, il giovane Terry si trova scaraventato con la fidanzata Kay in un mondo da mille e una notte: l'Hoggar, nel cuore del deserto algerino, il regno dei Tuareg. I leggendari uomini blu, altissimi e col viso velato, incutono terrore, sanno essere spietati, ma sono alteri e di nobili tradizionali. Kay è immediatamente soggiogata dagli intensi occhi azzurri del loro capo, Alim ibn Enian e non può mentire a se stessa: quell'incontro le ha sconvolto il cuore e i sensi...


Commento di Lunaria: Notevole romanzo che descrive alla perfezione usi e costumi dei Tuareg oltre che essere arricchito con splendide descrizioni dei paesaggi desertici, tra oasi e dune; tutto è talmente ricostruito nei minimi dettagli e con tanto pathos che sembra quasi che l'Autrice ci sia stata per davvero per poterne parlarne con così tanta cognizione di causa! Non manca un riferimento quasi lovecraftiano ad antiche rovine nel deserto notturno. Curiosamente, Kay si innamora di Alim senza neanche averlo visto a viso scoperto (lui si toglie il velo blu che gli copre gran parte del viso solo verso la fine) Il titolo italiano è più suggestivo dell'originale inglese "Land of the Sun", "Terra del Sole"


Gli stralci più belli: 

"Erano accampati davanti alle rovine di un tempio antico, eretto in onore di qualche divinità sconosciuta, molti secoli prima. Quei muri decrepiti offrivano un ottimo rifugio contro i rigori della notte, ma niente avrebbe potuto riscaldare il cuore di Kay. Alla debole luce degli ultimi raggi di sole intravedeva mostruose figure incise nella pietra. Gigantesche statue disumane facevano da guardia a quello che una volta era stato un grande atrio a cupola. Ora un bagliore rosso fuoco appariva tra le crepe enormi del soffitto."



Altri romanzi consigliati: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/la-spada-di-rostam-di-alexandra-sellers.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/il-sigillo-di-shakur-di-alexandra.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/03/lo-sceicco-di-edith-m-hull-romanzi.html

APPROFONDIMENTO SUI TUAREG

Tratto da



ALLE ORIGINI DEI TUAREG: LA REGINA TIN HANAN E LA MATRILINEARITà

I Tuareg hanno eletto queste montagne a loro dimora fin da quando vi sono arrivati. 

Pare certo che essi si siano sovrapposti a popolazioni locali e che nulla abbiano in comune con quelle genti che lasciarono meravigliose incisioni e dipinti sulle pareti rocciose. Vi arrivarono, secondo le leggende, guidati da una famosa regina, Tin Hanan, la cui tomba fu scoperta ad Abalessa nel 1928, indicata dagli stessi Tuareg; 


sia le leggende (come quella della regina Tin Hanan, capostipite dei Tuareg) che le abitudini di discendenza rivelano una certa forma di matriarcato. Il rispetto per la donna, rimasto radicato anche dopo l'accettazione dell'islam, il suo diritto a partecipare all'elezione dell'Amenokal (il sovrano dei Tuareg) con diritto di voto pari all'uomo, la stessa trasmissione dei diritti (anche se in molti casi non possa esercitarli di fatto) e l'usanza ancora praticata da qualche tribù che il marito appena sposato abiti, per un certo tempo, nell'accampamento della moglie (come i Moso. Nota di Lunaria), sembrerebbe confermare questo sospetto. 

Anche se la società Tuareg non è affatto matriarcale, si ha la sensazione che un filo li leghi direttamente a un mondo neolitico. Infatti, poiché è Tuareg solo chi ha la madre Tuareg, avendo poca o nulla importanza l'origine del padre, l'Amenokal era eletto secondo norme di ereditarietà in linea femminile.

La struttura sociale prevede una gerarchia di caste che ricorda la nostra società feudale: in cima alla scala sociale vi era la tribù dei nobili: guerrieri, predoni e mercanti razziavano nell'Africa centrale imponendo protezione e balzelli; i guerrieri erano forniti dai Tuareg delle tribù nobili. 

La veste tradizionale dei Tuareg nobili prevede un'ampia tunica di cotone e un velo chiamato "Taghelmust", impregnato di tintura blu-indaco; coprirsi il volto è necessario quando si percorre il deserto (nota di Lunaria: anche per evitare gli insetti; molti bambini Tuareg, almeno fino al 1978, soffrivano di tracoma e di infezioni agli occhi portate dalle mosche; l'Autrice del romanzo "La Città dei Tamaridi" riporta che il velo maschile sarebbe di origine medievale e rimanderebbe proprio agli elmi tipici dei crociati) 


LINGUA E SCRITTURA

I Tuareg parlano una lingua berbera; grazie alla lingua comune, tutte le componenti etniche sparse dal Sahara centrale fino alle rive del Niger si riconoscono partecipi di un'unica cultura. Il tamahaq (dialetti del nord) o tamasceq (dialetti del Sudan) è l'unica lingua berbera viva che utilizza la scrittura, il tifinar, di origine antichissima; è simile all'antica scrittura libica che forse deriva da quella fenicia. L'alfabeto tifinar è costituito da 25 consonanti a cui si aggiunge un solo carattere alla fine di ogni vocabolo per indicare tutta la gamma della vocalizzazione. 

Una parola si scrive accostando le sue consonanti in un qualsiasi senso da destra a sinistra, dall'alto al basso o viceversa. è chiaro che decifrare un testo tamahaq è lungo e complicato e pochi Tuareg sanno scrivere nella loro lingua (Nota di Lunaria: prima dell'islamizzazione, le donne sapevano leggere e scrivere, come riporterò più sotto).

LITOLATRIA E CULTO DELLE MONTAGNE?

L'autore, Edoardo Borzatti von Löwenstern, ha vissuto per un periodo tra i Tuareg, raccogliendo informazioni dalla voce degli abitanti. C'è un passaggio molto interessante che, per quanto stringato, ci permette di ipotizzare che prima dell'arrivo dell'islam i Tuareg adorassero le montagne e forse anche le pietre, concepite come Dee. 

"Un giorno ci avviammo fuori dal villaggio, in silenzio; non diceva nulla, poiché era la stessa natura a parlare. Guardava il cielo, le montagne, respirando con soddisfazione l'aria fresca. Si stagliavano di fronte a noi alcuni picchi vertiginosamente alti e le pareti dirupate delle montagne. Ahmed intuì il mio interesse; si fermò ed incominciò ad elencare i nomi di queste montagne: "Ognuna è come un uomo, ora stanno ferme, ma come l'uomo hanno un'anima e sono ricche di sentimenti. Qualcuna prende il nome di un uomo e altre nomi da donna; nel passato vissero una vita simile alla nostra: si innamoravano, spesso soffrirono di gelosie e più di una volta si verificarono dei duelli mortali e le ferite sono ancora visibili sulle nude rocce." Poi Ahmed concluse guardandomi ironicamente (...) mi lasciava concludere che egli stesso era convinto che tutte le leggende erano frutto della fantasia. Visto che eravamo caduti in argomento ne approfittai: rivolsi cautamente qualche domanda sulle superstizioni e sulle idee più ricorrenti intorno alla magia. Ahmed da parte sua si fece ripetere la domanda più volte; mi guardava come per rimproverarmi l'ardire di indagare cose in cui non avrei dovuto occuparmi. Ahmed cercava di farmi capire che era di religione islamica e che quindi le mie domande cadevano nel vuoto; d'altraparte io ero conscio di quanto l'islam fosse superficiale ed imbevuto di superstizioni, residui di precedenti credenze: me lo confermavano le numerose tera (amuleti) al collo di Ahmed e la professione di fede animistica, sia pure velata di ironie che mi aveva fatto poco prima descrivendomi il paesaggio." 

Si noti come questi monili (originariamente amuleti) abbiano forme cruciformi, antropomizzate, triangolari, a quadrato e persino con sporgenze che ricordano le corna... sono tutti elementi magico-politeistici presenti in tante altre civiltà. Io ho un paio di bellissimi orecchini tuareg







(Nota di Lunaria: adorare le montagne, grotte e colline è una pratica ancora presente nell'Induismo; vedi per esempio Parvati, la Figlia della Montagna, la Dea-Grotta Hingraj Mataji, la Dea delle colline Saptashrungi; molte Dee vengono rappresentate con una semplice roccia o una forma ad uovo - come Ashapura - e c'è persino una Dea, Shantadurga, che viene adorata sotto forma di tumulo di formicaio!)

"La superstizione", mi disse, "c'è fra la gente più ignorante, fra quelli che vivono nel sud o in tende isolate. Esistono per essi degli spiriti maligni conosciuti con il nome di Kel es Souf, che si materializzano durante la notte o comunque in ambienti oscuri. Questi geni invisibili fanno molte cose contro i viventi, per cui è necessario difendersi con amuleti e spesso ricorrendo all'aiuto di un saggio con dei poteri magici." "Perché ce l'hanno con gli esseri umani?" "Perché gli uomini non sono buoni e spesso non li rispettano. Preghiamo e onoriamo Allah, altrimenti ci punisce con carestie e morti; i Kel es Souf sono temuti, ma nessuno li ama o li degna di una preghiera; rappresentano il male che vuole sopraffare il bene." Cercavo di fare un confronto con il nostro demonio; in realtà i Kel es Souf lo ricordano solo vagamente, relegati alla funzione di folletti. Come spesso succede nel deserto, sul pianoro si formò, all'improvviso un turbine di sabbia, un vortice simile ad una colonna, alto una trentina di metri e stretto alla base. Dimenticando i miei discorsi con Ahmed, presi la macchina fotografica e mentre mi preparavo a scattare le foto, Ahmed mi dise: "Ecco i Kel es Souf: sono essi che producono quel vortice" 

(Nota di Lunaria: leggende legate a spiriti del vento nel deserto erano presenti anche nel folklore sumero - si pensi a Lilith, Dea del vento o a Pazuzu - ma anche in Namibia, le cui leggende sugli spiriti maligni hanno ispirato il celebre film horror "Demoniaca" 


comunque i popoli del deserto adoravano le tre Dee, Allat, Manat, Al Uzza, spesso sotto forma di tronchi di legno o di pietre nere, come i meteoriti) 

LA CONDIZIONE DELLA DONNA TUAREG DOPO L'ARRIVO DELL'ISLAM

Con la scolarizzazione obbligatoria i Tuareg hanno dovuto subire una discriminazione operata contro le bambine: sembra che non siano obbligate all'istruzione e questo fatto sembrerebbe essere la conseguenza di una certa mentalità araba discriminante nei riguardi della donna. Il Tuareg aveva sempre mostrato rispetto per la donna, depositaria dell'istruzione e delle tradizioni: si sa infatti che erano solo le donne a saper leggere il tifinar, l'alfabeto, a suonare il violino e a conoscere le leggende e le storie della famiglia e delle tribù. Oggi dunque, la situazione tende a relegarle ad un ruolo del tutto secondario della società. (almeno, nel 1978, visto che il libro risale a quella data. Nota di Lunaria)

Curiosamente, nella serie di Sailor Moon, compare "Il cavaliere della Luna" ^_^








"Rivalsa" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)


Trama:  Laura ignora perché l'affascinante Simon, ex dipendente del padre, abbia chiesto a sua sorella Annette di accompagnarlo a Parigi ma, data la pessima reputazione di cui lui gode... ci sono guai in vista! Così Laura, una classica bionda un po' freddina ma con uno spiccato senso dell'umorismo, si fa in quattro per sottrarre Annette alle grinfie di Simon... e ci finisce lei. Inoltre, scopre ben presto che l'uomo di cui si è innamorata è animato da un forte senso di rivalsa nei confronti della sua famiglia, e si trova perciò tra due fuochi: ha salvato la sorella, ma come può salvare se stessa? Da quale parte buttarsi?


Commento di Lunaria:  purtroppo, non un romanzo all'altezza delle aspettative; mancano anche le consuete atmosfere drammatiche dell'Autrice (si pensi all'insostenibile "Notturno", https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html come pietra di paragone), tutto è appiattito su dialoghi incentrati sull'azienda (!) del padre di Laura ed è scontato dire che ad una lettrice di Rosa non frega niente di leggere simili dissertazioni finanziarie. Poco caratterizzati i due protagonisti, che risultano molto generici. Peccato, perché gli altri romanzi che lessi di Charlotte Lamb, pur criticabili per il loro "giustificare" lo stalking e lo stupro coniugale verniciando tali reati "con l'amore", erano scritti decisamente meglio, più incisivi, di questo "Rivalsa".


"Un Wilde da Sposare" (Collezione Harmony)


Trama: Nella vita del famoso avvocato Caleb Wilde, tanto brillante  quanto spietato, non c'è spazio per i sentimenti, il lavoro viene prima di tutto. Eppure, dopo una torrida notte di passione a New York con Sage, che ha appena salvato dall'aggressione di uno stupratore, non trova più pace, tormentato dal ricordo di quella bionda esplosiva. Così, quando scopre che lei ha qualcosa di molto prezioso che gli appartiene, un regalo inaspettato di quella loro unica volta insieme, Caleb è pronto a reclamarlo e non si fermerà davanti a nulla. 


Commento di Lunaria: "Un Wilde da sposare" fa parte di una trilogia; io ne ho letto anche un altro, "Un Wilde da domare" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/08/un-wilde-da-domare-collezione-harmony.html) che mi era abbastanza piaciuto e che affrontava il tema della sofferenza dei reduci di guerra (Jacob è rimasto privo di un occhio ed è tormentato dagli incubi e dai rimorsi) oltre a riservare delle pagine molto hot. Rispetto a "Un Wilde da domare" "Un Wilde da sposare" è meno intrigante, con una spolverata di leggero Billionaire (vedi la scena dello shopping) e con il canovaccio del "donna sola, abbandonata, povera" e "uomo ricco, influente, volitivo, che la salva dai bassifondi." (anche se a dire il vero Sage è tutt'altro che entusiasta di essere "coccolata con paccottiglia di classe"...) Nella media le pagine "hot".




"L'Anello Stregato" di Jessica Steele (Collezione Harmony)


Trama: "Ti prego, Laurie, fallo per me!", la supplica il suo capo e lei, dopo aver nicchiato un po', acconsente a custodirgli un prezioso anello, un regalo destinato a sua moglie. Laurie, però, è in procinto di partire per le vacanze e temendo che il gioiello non sia al sicuro nel proprio appartamento, decide, sconsideratamente, di portarlo con sé in Cina. Ma l'anello sembra possedere occulti poteri e, a causa di esso, Laurie si ritroverà coinvolta in pedinamenti, verrà scambiata per una spia, considerata una mangiatrice d'uomini, ma soprattutto sarà perseguitata da un un affascinante sconosciuto, un uomo irresistibile, deciso ad avere con lei un'avventura, mentre in realtà i suoi scopi sono ben altri...

Commento di Lunaria: titolo e trama fuorviante, visto che non vi è traccia di nessun elemento sovrannaturale: la vicenda è condita con un po' di "thriller" ma proprio residuale e si affloscia presto, oltre ad essere poco coinvolgente e confuso; irritanti le molteplici schermaglie litigiose tra i due protagonisti, che poi vengono dimenticate come se niente fosse successo, prima del finale, dove i due si sposano... Un romanzo molto di maniera.


"Conquista d'Autunno" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)


Trama: Nessuna donna potrebbe vivere con un marito che la considera una bambolina di porcellana, la tiene chiusa in casa, passa con lei sempre meno tempo... e infatti, dopo un anno di matrimonio con Luke, ambiziosissimo uomo d'affari, Sara, pur amandolo, lo lascia a New York e torna in Inghilterra. Ma due anni più tardi, in una triste e piovosa giornata dell'autunno inglese durante la quale si svolgono i funerali di suo padre, Sara si ritrova davanti Luke. Lei vorrebbe chiedere il divorzio, tornare libera, ma lui... intraprende nuovamente la conquista dell'amore della moglie.


Commento di Lunaria: ci risiamo, al solito, questa Autrice erotizza la molestia, la strafottenza maschile, la gelosia, il possesso, l'arroganza, la violenza sessuale. Recensire un romanzo di Charlotte Lamb significa copiare quanto si è scritto per il romanzo precedente e via così, di romanzo in romanzo... Esattamente come tutti gli altri personaggi maschili dei romanzi precedenti, anche Luke è insopportabile e manesco, ed esattamente come tutte le altre protagoniste precedenti, anche Sara è passiva, incapace di difendersi, di sottrarsi.

Pagine e pagine di continui battibecchi verbali e fisici, un'atmosfera un po' meno plumbea di altri romanzi "charlottelambiani" come "Notturno" o "E le Mura Caddero", ma siamo sempre lì, nelle vicinanze di una cosa chiamata "masochismo femminile e arroganza maschile".

Peraltro, i personaggi maschili buoni e gentili, che attorniano le protagoniste, sono sempre di contorno, sempre di serie B e sempre destinati ad essere dimenticati\lasciati\abbandonati perché "lei ama lo strafottente".

Lo dico ad ogni recensione (ormai ho letto 9 romanzi di Charlotte Lamb e sto cominciando a stancarmi di questo "plot" che continuava a scrivere, romanzo dopo romanzo) questa scrittrice mi suscita sempre delle perplessità.

Anche in questo caso, come negli altri romanzi che ho letto, il personaggio maschile odioso ha gli occhi grigi: evidentemente all'Autrice "gli uomini con gli occhi grigi" dovevano ispirare cose come "possesso morboso", "violenza sessuale" e "arroganza".

Il mio commento è il solito: i comportamenti maschili che trovate nei romanzi di questa controversa scrittrice di romanzi Rosa sono REATI. 

Mi domando se una simile fissazione, nel continuare a presentare sempre lo stesso canovaccio, sempre lo stesso tipo di uomo possessivo, cinico e crudele, fosse dovuto a qualche trauma o violenza subita dall'Autrice...

Perché in tutti i romanzi che ho letto di lei, ad oggi, c'è sempre questo canovaccio: cambiano i nomi dei personaggi, i nomi delle città e delle "location" dove la storia è ambientata, cambiano i dettagli fisici delle protagoniste, ma l'andazzo è sempre quello lì, in quasi ogni pagina (come sempre, descritta nel dettaglio, con analisi psicologiche intensissime) fluttua lo spettro dello stupro e persino dell'omicidio passionale.

Detto ciò: "Conquista d'Autunno" non è il migliore romanzo di Charlotte Lamb, visto che le atmosfere drammatiche le descriveva al meglio in "Notturno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html) , "La Torre nel Bosco" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/la-torre-nel-bosco-di-charlotte-lamb.html), "E le Mura Caddero" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/08/e-le-mura-caddero-di-charlotte-lamb.html ; è un romanzo discreto, con zero eros e piacere sessuale (anche se, ovviamente, c'è il lieto fine "E una deliziosa oscurità li avvolse", finisce proprio così, con i due protagonisti, ormai riconciliati, a letto) molta sofferenza maschile e molta arroganza maschile, mentre il buon Perry, innamorato di Sara, rispettoso e premuroso viene, alla fine, malmenato da Luke (pagina 145 "Un pugno fulmineo lo fece volare sul divano, dove rimase afflosciato, un sottile filo di sangue alle narici\Non avvicinarti più a mia moglie o ti spacco la faccia, tagliò corto Luke trascinando Sara che si dibatteva per correre in soccorso di Perry") mentre a pagina 147 Luke, furibondo, scaglia un bicchiere , va verso Sara, "con la violenza e la rapidità di una tigre" (ci fa sapere l'Autrice) e "lei si sentì svenire. L'afferrò per gli avambracci affondandole le dita nella carne. Le labbra si socchiusero in una smorfia che scoprì per un attimo i denti bianchi. "Sei mia!" Sara era come ipnotizzata. Incapace di resistere, si abbandonò alla sua stretta. "Io non appartengo a nessuno", mormorò senza convinzione, il cuore in tumulto. Sei mia..." ripeté Luke".

Come si è visto, un peana del "trionfo del possesso maschile su una femmina", preceduto da pagine come la 114 "Tu... tu eri solo il mio padrone\E lo sono ancora, disse lui con furore sordo, rovesciandola brutalmente sul letto" (nella descrizione di quello che è un quasi stupro, visto che Sara "si abbandona solo dopo e solo per un attimo" per poi fuggire terrorizzata)

A pagina 96, la violenza fisica vera e propria (non che a pagina 21 non fosse già successa...): "Luke l'afferrò per un polso e se la tirò addosso senza tanti riguardi, poi la fece catapultare sul divano e la imprigionò col proprio corpo per impedirle di liberarsi. Sara si contorceva e si dibatteva voltando la testa il più possibile da lui."

Al di là di questa continua violenza maschile del possesso, esasperante, che l'Autrice inserisce ogni 2x3, ad essere irritante, alla lunga, è anche la completa e totale remissività delle protagoniste, "belle statuine terrorizzate e lacrimanti" ma incapaci di allontanarsi definitivamente dal loro marito\fidanzato aguzzino, anzi, falene che vanno verso la fiamma ammaliante ma distruttiva.

è proprio quando Luke la maltratta e l'afferra brutalmente (pagina 21) che Sara "viene travolta dalla passione\il ricordo di Perry svanisce come nebbia al sole"

Detto ciò, mi tocca nuovamente fare il copiaincolla con quello che avevo già scritto in altre recensioni: "Conquista d'Autunno" pur risentendo dell'effetto "già sentito", è scritto bene, con personaggi che si ricorderanno anche finita la lettura, ma presenta un rapporto uomo-donna che oggigiorno non è più possibile tollerare.

Se siete innamorate di uomini che "si comportano come Luke", se vi rivedete in Sara... il mio consiglio è di chiedere aiuto a qualche centro antiviolenza. 

Non è amore, non è sesso consenziente, è abuso, maltrattamento e violenza, il tutto infiocchettato con del masochismo femminile che fa "dire sì".

Poi, come avevo già detto: nei romanzi di Charlotte Lamb c'è "l'happy end", la protagonista non muore ammazzata durante un raptus di gelosia, alla fine lui "le sorride, l'abbraccia, la bacia, le dice che l'ama" e il romanzo finisce così, con un "e vissero felici e contenti" e tutte le angherie delle pagine precedenti sono dimenticate.

La vita reale, però, non è "un romanzo di Charlotte Lamb", nella vita reale le donne che si legano, anche per mancanza di autostima e masochismo, a quel tipo di uomini, fanno una brutta fine, delle volte.

Perciò: se vi riconoscete nelle "donne charlottelambiane", se subite quelle cose, è REATO, è VIOLENZA, E DOVETE CHIEDERE AIUTO. https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html



"Attrazione Magica" di Brittany Young (Collezione Harmony)

Trama: Grazie alla sua abilità e tenacia, Samantha è diventata uno degli investigatori privati più apprezzati della città. Nel suo lavoro non mancano certo le avventure e le sorprese... anche piacevoli. A tirarla fuori dai guai, quando viene improvvisamente arrestata, è infatti un intraprendente avvocato, affascinante e sensibile, Pierce. Tra i due nasce subito un'attrazione magica. Ma come può Samantha sperare in qualcosa di più profondo, se Pierce ha sempre detestato gli investigatori privati? Nulla può cambiare, a meno che lui sia disposto a...

Commento di Lunaria: romanzo molto di maniera, che scorre in maniera lineare e non va oltre la sufficienza.



"In Fuga nel Deserto" di Jennifer Taylor (Collezione Harmony)


Trama: Natalie dovrebbe essere grata a Flynn per aver sostituito, in un'occasione per lei molto scomoda, il suo amatissimo Marcus. Invece no. Lei non accetta l'idea di essere in debito con quell'uomo che si è intromesso con prepotenza nella sua vita e dal quale è, suo malgrado, attratta. Inoltre, nonostante Flynn sostenga di essere un socio di Marcus, lei non si fida e non riesce a perdonargli il fatto di averla trascinata con lui nel deserto egiziano alla ricerca di chissà cosa. Nel deserto, però...

Commento di Lunaria: al canovaccio del "battibecchi tra un lui e una lei che in realtà sono innamorati" viene aggiunto un po' di brio thriller (Natalie viene rapita) e un tocco di survival (i due si aggirano nel deserto). Un romanzo discreto, che sa intrattenere, ma niente di epocale.