La Fata delle Rose: incipit

"Più che bella!", si sarebbe potuto dire, parlando di lei. "Peggio che bella!", avrebbe potuto soggiungere un osservatore perspicace. Perché in quella donna giovane, slanciata, dalle linee armoniose, c'era qualche cosa d'incomparabile: la bellezza, l'espressione dello sguardo. Erano così profondi, quegli occhi color viola cupo di cui bastava il lampeggiare, in certi momenti, per rendere fulgido quel viso, in tutto il resto assai comune, nonostante la carnagione lattea e i magnifici capelli color del fuoco. In quel momento essa scriveva, e le palpebre abbassate rivelavano la riflessione. Il pennino d'oro della stilografica scorreva sul foglietto di carta [...] "Mi trovo in campagna; come vedete, la mia lettera è datata da Tamsay Castle. Seduta su una terrazza con la balaustrata di pietra, ho sotto gli occhi un paesaggio veramente meraviglioso. Il castello, in stile gotico misto ad elementi sassoni, costruito in pietra arenaria di un grigio azzurrognolo molto gradevole all'occhio, mi circonda di un'ombra fresca e protettrice, mentre salgono dalle aiuole i profumi semplici dei piselli odorosi, delle verbene e del rosmarino."

[…] Ma a sud-ovest, nello splendore del sole al tramonto, c'era il più romantico lago delle Terre Basse scozzesi: color ametista, disseminato d'isolette: le une, semplici boschetti di sorbi dalle frutta rosse, o di bianchi ligustri; altre, custodi di ruderi sgretolati, inghirlandati di pampini e d'edera… come sfondo, l'ombra violacea ravvivata, sulle cime dei colli, dai tocchi dell'ultima luce che illuminava debolmente le brughiere porporine e i muschi dorati. Piano piano calava la sera."






"Il Palazzo Innamorato" di Liala

Trama: Eleonora Manto, star dell'equitazione, ferma in autostrada con l'auto in panne, viene soccorsa da Mirko, figlio di uno scienziato  La donna ha alle spalle due matrimoni falliti e non crede più all'amore, ma si innamora, ricambiata, di Mirko, mentendogli però sull'età: lui ne ha 19 e mezzo, lei 32: e lei dice di averne 25. Al loro travagliato rapporto si aggiungono le vicende e i flirt dei vicini del palazzo dove vive Eleonora...

Commento di Lunaria: Anche se qui e lì si riconosce l'inimitabile ed originale "stile di Liala" con i suoi "tocchi lialeschi", purtroppo "Il Palazzo Innamorato" avanza  prolisso e piatto per 453 pagine (!) con una trama esile (che si poteva svolgere, a dire tanto, già in 50 pagine): una donna di 32 anni si innamora, ricambiata, di un 19enne e non fa altro che crogiolarsi per l'intero romanzo sul fatto che non dovrebbe, non è possibile, chissà che penseranno gli altri, lui l'abbandonerà per donne più giovani e così via, in un loop continuo. Non è scritto male e come spesso avviene nell'universo letterario lialesco "il finale è indimenticabile, intenso e risolleva le sorti del romanzo", ma è decisamente prolisso e pedante nel suo incedere alla moviola e non è il miglior romanzo di Liala dal quale partire (suggerisco da iniziare da altri suoi romanzi più avvincenti, come "Ombre di Fiori sul mio cammino" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/ombre-di-fiori-sul-mio-cammino-di-liala.html , "Bisbigli nel piccolo mondo" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/bisbigli-nel-piccolo-mondo-di-liala.html , "Riverberi lontani" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2024/12/riverberi-lontani-di-liala.html o "Tempesta sul lago" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/liala-tempesta-sul-lago.html, "Di ricordi si muore" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/12/di-ricordi-si-muore-di-liala.html

Ne consiglio la lettura solo a chi di Liala vuole leggere tutto.

N.B: come altri romanzi Rosa "vintage" scritti 40, 30 anni fa, anche "Il Palazzo Innamorato" veicola idee anacronistiche e pericolose di rapporti tra uomini e donne: in particolare, la gelosia di Mirko (che fa capolino in quasi tutto il romanzo, e raggiunge l'apice con la sfuriata contro il costume di Eleonora, a pagina 346) veicola l'idea della donna "come possesso personale" del fidanzato geloso che è autorizzato a diventare violento (contro la donna, curandola in tutto e per tutto, e contro gli altri uomini) Idea che "al tempo in cui Liala scriveva il romanzo" poteva essere "la normalità e la consuetudine" per la società del suo tempo, ma che oggigiorno è inaccettabile e non va "romanticizzata" come facevano Liala e le Autrici dei Rosa anni '40 e '80: il controllo ossessivo dell'altro non è mai "amore".

"Glielo doveva pur dire che i sei anni erano quasi dodici. Ma non glielo poteva dire in quel momento, perché aveva troppo paura di perderlo. Dodici anni di differenza avrebbero spaventato l'amante, perché l'amante era troppo giovane a confronto di una donna che aveva superato la trentina."

"Tacquero. E nel silenzio delle loro anime, repentinamente, qualche cosa parlò, si creò, si concluse in una frase quasi uguale. Si trovarono l'uno nelle braccia dell'altro e insieme dissero: "Io sono tuo, Eleonora." "Mirko, io sono tua." Un cipressetto solitario sorgeva immobile innalzato verso il cielo. E il vento dai soffi rari e leggeri era sufficiente per sfogliare le rose che durante il giorno, nel gran sole, s'erano disfatte. 


Il Bacio della Morte

Quando hai diciotto anni, vivi nelle remote foreste della Romania e il tuo unico obiettivo è dare la caccia alle spietate creature che popolano il Mondo Sotterraneo, non puoi permetterti distrazioni.

E questo Thea lo sa molto bene.

Abile mezzo demone dotato del potere dei sogni, è una ragazza ribelle ed irriverente.

Ma quando riceve il pugnale con cui cacciare gli Azura, è più che determinata ad impegnarsi fino in fondo negli allenamenti che la renderanno ufficialmente una Cacciatrice, mettendo da parte tutto il resto.

Però non sempre le cose vanno come previsto e Thea si ritrova costretta non solo a combattere contro un nemico infido e crudele, ma anche a resistere al costante impulso di azzuffarsi col padre, dal quale ha ereditato i poteri da Incubo.

Ma soprattutto deve cercare di contenere l'attrazione per il nuovo compagno di caccia, un affascinante mezzo Succubo dal passato oscuro.

Inaspettate rivelazioni ed inquietanti avvenimenti sconvolgeranno pericolosamente la vita di Thea, divisa tra il desiderio di seguire chi ama e compiere il proprio dovere.



"Forte come l'Amore" di Milly Dandolo


Adesso era tardi. Il mare si oscura, perdeva la sua lucentezza: qualche luce che pareva lontana, era solo fosforescente, immobile, e non poteva indicare il cammino. Dov'era la sua casa? Forse era scomparsa veramente: e la fanciulla camminava in una delle fiabe care alla sua infanzia. Che importa, ormai, tornare a casa, avere una casa? Un'ombra apparve dinanzi a lei, immobile: le parve di conoscerla, anche se non era che un'ombra. O forse non poteva esservi altro abitatore, in quel mare oscuro e incommensurabile? Non si sorprese quando una voce disse: "è Lei, non è vero? L'ho aspettata stamani, tanto..." La voce era commossa, piena di tenerezza e di gioia. L'ombra era così vicina, che le sue mani nude si trovarono chiuse nelle due mani inguantate, strette.

(...) Si fermarono al limitare della nera muraglia di querce. Si vedeva una fosforescenza piccola e debole, una finestra illuminata. Egli disse soltanto, prima di lasciarla: "Cara".

Poi le lasciò le mani, le prese la testa fra le mani e la baciò sulla bocca.