''Alta Marea di Mezzanotte'' di Sara Craven (Collezione Harmony)

Trama:  Rimasta orfana e scacciata di casa dagli unici parenti che le restano, Morwenna decide di rifugiarsi in Cornovaglia da un vecchio amico di sua madre. Ma al suo arrivo si trova ad affrontare l'ostilità e il cinismo di un Dominic Trevennon ben diverso da quello che credeva di incontrare... Perché? Perché le ombre di una secolare leggenda e di un più recente dramma incombono ancora minacciose sull'antica casa patrizia. Riuscirà Morwenna a dissiparle? A portare alla luce la verità? A vincere la diffidenza di Dominic?

Commento di Lunaria: La trama e l'ambientazione intrigavano, ma "Alta Marea di Mezzanotte" resta un romanzo riuscito a metà: inizia bene, con la giusta dose di dramma familiare (Morwenna ha perso il padre e il fratello in un incidente, è completamente sola, senza soldi ed esposta alle angherie e ripicche della cugina Patricia che non esita a scacciarla dalla lussuosa magione...), di mistero e leggenda (il finale si chiude con un pizzico di soprannaturale riguardante il quadro che raffigura Lady Morwenna, sacrificatasi secoli prima, durante la marea di mezzanotte, insieme al suo amato, condannato a morte dal padre di lei...) ma lo stile narrativo dell'Autrice è deficitario in almeno tre aspetti:

1) Il paesaggio della Cornovaglia non viene granché descritto, se non in sintesi, ed è un peccato, perché con le sue bellezze paesaggistiche si potevano costruire atmosfere cariche di sentimento

2) Vengono narrati ben tre amori contrastati, il tutto causato da un furto successo decenni prima, per il quale venne accusata la madre di Morwenna, ma la sensazione che si ha è che il tutto appesantisca la lettura rallentando il ritmo e disperdendo l'attenzione in scene non essenziali, perché manca la suspense e la tensione che ci si aspetta in una storia basata su una faida ed intrighi familiari...

3) Il personaggio di Dominic non è ben caratterizzato dal punto di vista sentimentale, anzi, è decisamente odioso e stizzoso e solo verso il finale, quando Morwenna rischia di morire, "diventa improvvisamente dolce e protettivo"... troppo tardi, insomma, quando ormai il romanzo è finito e ci ha lasciato a bocca asciutta, senza scene hot.

"Alta Marea di Mezzanotte" mi è piaciuto, facendomi venire in mente il più suggestivo "Quando sale la marea", https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/01/quando-sale-la-marea-di-lucy-gillen.html

proprio nei riferimenti alle scogliere rocciose lambite dal mare selvaggio e dalla marea, e le pagine migliori del libro sono quelle dove si narra la leggenda di Lady Morwenna, figlia di un antenato dei Trevennon dedito alla pirateria durante il regno di Elisabetta I, e del suo amore contrastato, durante la guerra tra Inghilterra e Spagna, per il nemico  Don Esteban, catturato dal padre di Lady Morwenna... ma confesso che mi aspettavo di più, in termini di suspense e mistero, oltre che di erotismo (è diluito col contagocce), e le mie aspettative sono rimaste parzialmente deluse, anche se devo dire che l'ho finito in tre giorni perché, salvo i difetti che ho rilevato, la vicenda scorre e la si legge con piacere.

Più che non Dominic, davvero odioso nella scena dello "stupro simulato" su una Morwenna in lacrime, a pagina 128 (vicenda che l'Autrice ci poteva risparmiare e la parte più orrida del romanzo), a farmi tenerezza è stato il vecchio Nick, tra i pochi personaggi limpidi e onesti in un covo di vipere assetate di potere e intrighi, che assumerà il ruolo di "padre putativo" per la giovane e fragile Morwenna, proteggendola dalla cattiveria.

Nota bene: "Alta Marea di Mezzanotte" è il numero 9; purtroppo non possiedo i primi numeri.


Gli stralci più belli: 

"Ma sentì un brivido di paura al pensiero di essere sola al mondo, avendo davanti un avvenire incerto (...) Più tardi, mentre il treno si stava muovendo, le si formò un nodo in gola. (...) Verso quali chimere stava correndo? Per il meglio o per il peggio, comunque, il viaggio era cominciato. Qualcuno (ma chi, poi?) aveva detto un giorno: Viaggiare felici è meglio che arrivare."

"Chinò la testa scura. Colta dal panico, Morwenna alzò le mani per cercare di respingerlo: era come tentare di sgretolare un pezzo di granito di Cornovaglia! Ma lui non era fatto di pietra! Sotto le dita irrigidite, lei ne sentiva il corpo muscoloso... e ardente."

"L'attirò a sé con tale forza che le tolse il respiro. Poi la sua bocca le dischiuse le labbra in un gesto di brutale sensualità (...) Tentò di respingerlo con tutte e due le mani, ma lui gliele bloccò contro il proprio petto, e lei sentì il calore che la sua pelle emanava (...) Gemette dolcemente. Non pensava più a niente: provava soltanto emozioni. Con le braccia gli circondò lentamente il collo, insinuandogli le dita fra i capelli"

"La sua bocca era una dolce carezza e le mani, scivolandole lungo il corpo, la incatenavano in una specie di cerchio magico."



"Obbligo d'amare" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)


Trama: Luc Ferrier, inveterato giocatore professionista con una fortuna del Diavolo - non per niente lo chiamano Lucifero - vagabonda per il mar dei Caraibi con il suo yacht, la "Regina di Picche", e il destino lo porta un giorno sull'isola, in cui, tenuta nella bambagia da Chris, compagno d'infanzia e fidanzato devoto, vive Lissa.
Lissa la dolce, Lissa la bella, Lissa l'ingenua, che non conosce ancora le emozioni sconvolgenti dell'amore vero né i tormenti del dubbio né le lacerazioni del terrore, eppure si sente respinta e attratta dall'avventuriero. 
Poi Chris e Luc si sfidano ad una partita a poker la cui posta é...  


Commento di Lunaria: Ci risiamo! L'ennesimo romanzo di Charlotte Lamb nel quale la protagonista è vittima di spietati intrighi maschili, trattata come una pupattola e costantemente minacciata e angariata, eternamente prostrata in lacrime di fronte agli affascinanti carnefici che se la contendono.
Come avevo già scritto recensendo "i Rosa di piombo" scritti da Charlotte Lamb ("Notturno", "Possesso" e "Rapimento") 

anche in "Obbligo d'amare" ("Compulsion" il titolo originale) ci trovate atmosfere drammatiche e che sfociano quasi nella violenza. Poi certo, obbligatoriamente il tutto viene "ridimensionato", se non "dimenticato", poco prima del finale con il solito happy end che deve esserci senza se e senza ma nel romanzo Rosa.

Come avevo già scritto, Charlotte Lamb scrive benissimo, l'analisi psicologica dei personaggi è dettagliata, i paesaggi descritti nei minimi dettagli, tutta la vicenda scorre senza impaludamenti e prolissità, il tutto è ben calibrato e funzionale al ritmo narrativo, ma quello che è "un colpo al cuore" è questo costante "erotizzare" a tinte rosa la violenza psicologica (che di tanto in tanto arriva quasi alla violenza fisica, se non fosse che ci si ferma appena in tempo...) (1)  questo costante "flirtare" con l'arroganza, la megalomania, lo "stalkeraggio" dei personaggi maschili che trattano le protagoniste come se fossero dei ninnoli, delle bambolotte da possedere, da sgridare, da rinchiudere sotto chiave, da sfoggiare. (2)

C'é da dire che le atmosfere drammatiche e "violenteggianti" non arrivano comunque ai livelli di "Notturno", "Possesso" e "Rapimento", men che meno dell'agghiacciante "Una notte da dimenticare" di Noelle Berry McCue, romanzo che recensirò prossimamente (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/una-notte-da-dimenticare-di-noelle.html) e che si candida ad essere il romanzo Rosa più violento di tutti i tempi, probabilmente, una vera e propria apologia allo stupro coniugale e alla violenza domestica, talmente disturbante da avermi decisamente depresso (altro che solleticare le fantasie sessuali!)... 

"Obbligo d'amare" non arriva a questi livelli, ma resta comunque un romanzo Rosa da maneggiare con cautela: ci trovate lacrime, violenza psicologica, tensione, angoscia, possesso e magalomania maschile, una donna che viene sballottata e contesa tra due maschi rivali, cinici e arrivisti.

Tanto per dare subito un'idea, l'Autrice, a pagina 45, descrive con toni come questi l'atteggiamento di Luc: "Con la bocca secca, fissava Luc Ferrier che si avvicinava e si sentiva irresistibilmente spinta a fuggire di corsa, a nascondersi. (...) La sua femminilità le era diventata improvvisamente evidente, e in contrasto con la virilità minacciosa di quell'uomo. E siccome non sapeva come comportarsi, il suo primo impulso fu quello di fuggire."

Infatti, similmente agli altri romanzi della Lamb, il "consenso femminile" è sempre "successivo" e dato al "rallentatore", anche durante il rapporto sessuale (che si svolge sempre in un'atmosfera tesa e angosciante, quasi a confine con lo stupro e con toni di minaccia e di coercizione); i baci maschili sono dati a forza, per rivendicare il possesso, e senza nessun preavviso né tantomeno richiesta di consenso da parte di lei. (5)

Certo, sono consapevole che anche questo scenario basato su uomini crudeli e strafottenti e di donne alla mercé dei loro capricci trattasi di una fantasia sessual-sentimentale diffusa nella libido di alcune donne, ma resta il fatto che certi comportamenti sono già reato e quindi suggerisco alla lettrice di stare alla larga da uomini che abbiano i comportamenti "dei protagonisti maschili dei romanzi di Charlotte Lamb". 

Non importa quanto siano belli, ricchi, potenti, come poi di fatto sono questi personaggi da romanzo Rosa, essere stalkerata, chiusa a chiave nelle stanze, obbligata "a darla", quasi schiaffeggiata e spintonata, afferrata e palpata senza consenso esplicito SONO TUTTI REATI e non importa che negli anni Settanta e Ottanta, mentre Charlotte Lamb scriveva i suoi romanzi, non lo fossero e\o che le sue eroine, "qualche riga più sotto" dopo aver subito la molestia, dimostrano di provare piacere. (6)

Oggigiorno QUESTI COMPORTAMENTI SONO REATI, per cui se per un qualche motivo vi sentite "come Lissa", non esitate a chiedere aiuto. (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html)

Baciare qualcuno senza il consenso dell'altra persona è violenza. Palpare il seno, il fianco, il sedere, mettere le mani addosso alla gola, senza aver chiesto il consenso dell'altra persona, prendendola alla sprovvista, è VIOLENZA SESSUALE, è REATO.

Specificato ciò, ribadisco che Charlotte Lamb è una scrittrice davvero talentuosa, che è riuscita a creare personaggi e trame torbide e angoscianti che resteranno a lungo nella memoria della lettrice. Se cercate un romanzo Rosa dolce, sbarazzino e rilassante, state alla larga da "Obbligo d'amare" (e dagli altri romanzi di Charlotte Lamb): il suo Rosa "a tinte di piombo" non è pane per i vostri denti. Al contrario, se siete alla ricerca di atmosferiche drammatiche e cupe, la narrativa di Charlotte Lamb fa al caso vostro.


Le pagine problematiche:

(1) "[...] E sarei tentato di sculacciarti, se non pensassi che ti potrebbe piacere." Posò rumorosamente il bicchiere sul tavolo, si diresse verso la porta a grandi passi e se la sbatté dietro. Lei si nascose il viso tra le mani, tremando. Luc l'aveva guardata come se la odiasse e lei ne provava un tal dispiacere che le fu difficile trattenere le lacrime che le bruciavano gli occhi. [...] Si sentiva gelata, sola, abbandonata."

"Devi starmi a sentire, dovessi costringerti con la forza." "La forza, la forza... Sembra che tu non conosca altro!", replicò lei con voce sferzante.

(2) "Benissimo. Allora torna nella tua cabina e restaci!" L'afferrò per un braccio e la trascinò nel sottoponte. Poi la spinse nella sua cabina, senza cercare di controllare la collera. "Stai pure lì dentro finché vuoi! Vedrai che prima o poi ti passerà!", gridò sbattendo la porta. Poi la chiuse a chiave."

"Smettila di lottare contro di me, Lissa", le sussurrò in un orecchio. "Nonostante le tue proteste, le mie carezze ti piacciono molto."

Lei fece di no con la testa, ma il suo cuore si mise a battere troppo in fretta, quasi da farle male.  [...] "Non mi darò a te, Luc. Sono scappata da Chris perché non volevo che mi usasse o approfittasse di me. Non mi amava. Mi considerava un oggetto... un bell'oggetto da portare a letto. E tu mi stai trattando allo stesso modo! Io sono una donna, non un oggetto" [...]

Lissa lo guardò uscire, impettita e rigida. Poi, quando la porta si fu chiusa dietro di lui, scoppiò a piangere. [...] Se si fosse lasciata convincere a cedergli, poi si sarebbe disprezzata, ed era contenta che se ne fosse andato. Perché, allora, piangeva? Le sue lacrime erano inspiegabili."

(3) Pagina 59: "[Chris] Stava parlando con una violenza che non aveva mai manifestato prima. (...) Lui la prese per le spalle, stringendola fino a farle male, e la scrollò violentemente. "Brutta stupida!", sibilò tra i denti. "Dio, non so che cosa mi trattiene dal darti un ceffone!"

Lissa ebbe uno scatto all'indietro e lo fissò, tremante, con uno sguardo pieno di orrore. (...) Un po' per il dolore provocato dalla stretta di Chris, un po' per il dispiacere di vederlo così fuori di sé, non riuscì a trattenere le lacrime."

Pagina 62: "Chris l'afferrò per un braccio, quasi volesse aggredirla (...) Il tono di minaccia e l'espressione gelida dei suoi occhi la fecero rabbrividire."

Pagina 75: "I suoi occhi [di Luc] fissi su di lei le facevano percepire lo sforzo che lui stava facendo per non cedere alla tentazione di picchiarla"

(4) Pagina 75: "Di colpo, la testa bruna le nascose il cielo notturno e le labbra umide tornarono a baciarla cercando di vincere la sua resistenza. Le mani possessive [di Luc] s'immersero nella scollatura e le dita le circondarono con una carezza la rotondità dei seni."

(5) "Troppo sconvolta dall'emozione che la faceva rabbrividire da capo a piedi, lei non riusciva a dire nemmeno una parola, spaventata dalle proprie reazioni e dall'intraprendenza che Luc dimostrava." [...] "Mi lasci!" riuscì a dire finalmente con le labbra riarse. [...] "No!", esclamò lei, tutta indolenzita per il continuo tremare e in preda ad un panico folle. [...] I suoi occhi fissi su di lei le facevano percepire lo sforzo che lui stava facendo per non cedere alla tentazione di picchiarla."

(6) "Ne sei proprio sicura, Lissa?", le bisbigliò lui, con il viso indecifrabile che si avvicinava sempre di più. Improvvisamente lei si sentì invadere da una strana sensazione di debolezza e si scostò con un sussulto. Poi balzò in piedi, gridando con voce ancora tremula: "Non mi tocchi!" "Ma se non aspetti altro!", sussurrò Luc, rialzandosi lentamente. "No!", disse lei scuotendo con forza la testa. [...] Riaprì bruscamente gli occhi, terrorizzata, sentendo il corpo di Luc che si posava sul suo."

"Quello che la umiliava di più era il pensiero che Luc non avrebbe nemmeno avuto bisogno di usare la forza: lei non sarebbe riuscita a resistergli [...] Al solo pensiero delle sue carezze provava una strana sensazione di benessere che le faceva piegare le gambe."

"Non lo hai mai amato, Lissa. è per questo che non volevi fare l'amore con lui. Non lo volevi. Tu vuoi me." Soffocò le sue proteste con un bacio sulla bocca e lei sentì che il cuore cominciava a batterle all'impazzata. (...) Le carezze delle mani che, scivolando sotto il maglione, percorrevano le curve del suo corpo, le suscitarono una vampata di desiderio. Cercò di voltare la testa, ma Luc la immobilizzò con una mano, costringendola con le labbra ad aprire le sue. Incapace di resistere al desiderio, gli mise le braccia al collo e cominciò a rispondere febbrilmente ai suoi baci."

Altri stralci:

"Lei mi sta seguendo!", esclamò lei come per accusarlo. "Certamente", rise lui, osservandola con aria beffarda, appoggiato a un ramo basso del salice. (...) Se la sera prima l'aveva spaventata e mandata in confusione, adesso era giorno e lei non si sarebbe più lasciata impressionare! Alzò il mento con aria di sfida e lo trafisse con uno sguardo: i suoi occhi verdi si erano fatti di ghiaccio. (...) Lissa cercò di riprendersi, ma era sempre più sgomenta e sconvolta. Eppure, lui non le piaceva. Le faceva paura. Allora, perché tremava tanto? (...) Non avrebbe mai immaginato di poter provare un giorno quello strano timore che stava impadronendosi di lei: un istinto proveniente dalle profondità dei tempi, emerso dagli strati più nascosti del suo subconscio. Con la bocca secca, fissava Luc Ferrier che si avvicinava e si sentiva irresistibilmente spinta a fuggire di corsa, a nascondersi. (...) La sua femminilità le era diventata improvvisamente evidente, e in contrasto con la virilità minacciosa di quell'uomo. E siccome non sapeva come comportarsi, il suo primo impulso fu quello di fuggire."

"Ma lui continuò a tenerla stretta: le sue mani la circondavano quasi completamente. I loro sguardi si incontrarono e lei si sentì pervadere da una strana emozione che le impediva di pensare. Quando Luc la sollevò per posarla sul suo stesso gradino, ebbe l'impressione di galleggiare nell'aria, come se si trattasse di un sogno, mentre la sua volontà era completamente svanita.  Luc chinò la testa e le sfiorò le labbra con le sue. Era una carezza leggera, ma per lei fu come una scottatura. Involontariamente, indietreggiò. Con la schiena contro la pietra fredda e rudiva del muro, rimase incantata di fronte allo sguardo intenso degli occhi blu, con le labbra che le tremavano. (...) Ma questa volta le sue labbra erano ferme ed esigenti. E lei rispose alla loro richiesta. All'improvviso, lui le prese i polsi, le sollevò le braccia e se le mise intorno al collo. Solo a questo punto lei ritornò in sé e, voltando la testa, lo respinse spingendolo per le spalle. (...) Lissa restò sulla difensiva per qualche secondo ma quasi subito non poté più resistere alla violenza del bacio. Spostò le mani dalle spalle alla nuca di Luc e fece scorrere le sue dita tremanti tra i suoi folti capelli bruni." 

"Non riusciva a capire che cosa fosse cambiato. Lei, forse? Si sentiva diversa dalla ragazza spensierata che era stata fino a una settimana prima. Erano successi fatti insoliti, tutti in qualche modo ricollegabili a quell'uomo, quello strano giocatore professionista, e lei si rendeva conto di essere riuscita a malapena a controllare le proprie reazioni."

"La baciò nuovamente sulla bocca, senza lasciarle il tempo di rispondergli. Lei avrebbe voluto difendersi, ma sarebbe stato combattere contro il proprio desiderio. Le sue carezze la facevano letteralmente impazzire."

"Voglio sentirti confessare che mi vuoi", le sussurrò appoggiandole le labbra nell'incavo della gola, mentre il sangue le pulsava all'impazzata. "Non hai mai voluto stare con Brandon, Lissa. Ma hai voglia di stare con me!" "Sì", ammise lei, incapace di resistere al desiderio che la trasportava."

"Tu vuoi me, Lissa", ripeté lui. "Smettila di mentire a te stessa." L'espressione che avevano adesso gli occhi blu socchiusi la spaventò,  e cercò di andarsene. Ma lui fu più rapido e l'afferrò per il polso.

[...] Gli occhi che mandavano lampi color dell'acciaio, lui la trasse violentemente a sé e la bloccò contro il parapetto. Con l'altra mano le spinse la testa indietro e cominciò a baciarla selvaggiamente, mentre il vento mescolava i loro capelli e impregnava di sale la loro pelle. Quando finalmente rialzò la testa, Luc aveva il fiato mozzo. Lei, invece, tremava, con le labbra doloranti e calde. [...] "Sei qui e ci resterai", le disse ancora. "Anche se rimpiangi Brandon, ormai è troppo tardi. Io ti ho e ti tengo."

"Quello che lei temeva non era che lui la violentasse, ma la propria debolezza di fronte alla seduzione tentatrice delle sue mani e della sua bocca. Quello era il vero pericolo!"


Dalla stessa Autrice: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/un-altro-uomo-unaltra-vita-di-charlotte.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/01/conquista-dautunno-di-charlotte-lamb.html

"Morgana" di Nora Roberts (Collezione Harmony)

Altra Regina del Rosa, Nora Roberts, che ha scritto centinaia di romanzi di grande successo...

Questi due, "Liam" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/12/liam-di-nora-roberts-collezione-harmony.html) e "Morgana" fanno parte di una miniserie di quattro romanzi pensati per Halloween e hanno tinte Urban Fantasy.

Trama: Nash Kirkland, noto sceneggiatore di film dell'orrore, chiede una consulenza a Morgana Donovan, diretta discendente di una famiglia di streghe e stregoni. Dapprima scettico circa i poteri di questa affascinante ragazza, ben presto Nash si deve ricredere. E infatti, con lei, si ritrova a condividere successo e... amore. Ma l'amore con Morgana è una sensazione che non ha dimensioni terrene, purtroppo. E così, la loro relazione è destinata ad avere vita breve. Quando tutto pare perduto, però...

Commento di Lunaria: Esattamente come "Liam" anche "Morgana" è un romanzo Rosa dalle atmosfere romantiche e magiche (molto "wiccan e lunari", a confine tra il sogno e la realtà - Morgana può trasportare Nash in dimensioni oniriche).  Insomma, Nash è vittima della sua incredulità e anche della paura di innamorarsi, e Morgana riuscirà a far breccia in quel cuore indurito e testardo!

"Morgana", come "Liam", mi ha incantato e si piazza ai primi posti delle mie preferenze a tema Rosa.  Personaggi affascinanti, ritmo narrativo scorrevole, emozionanti scene d'amore rese ancora più preziose dal "contesto Wiccan\Avalon Style" di candele e giardini illuminati al chiaro di luna. 

Provate a leggerlo con questo sottofondo musicale:


N.B Anche "Magie d'Amore" era incentrato su tre racconti a confine tra realtà e magia. https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/magie-damore-incantesimo-di-nora.html  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/03/magie-damore-per-sempre-di-nora-roberts.html

Per approfondire la Wicca Dianica (Wicca fondata da donne) vedi:



https://intervistemetal.blogspot.com/2019/10/wicca-le-frasi-piu-belle.html




Gli stralci più belli: 

Prologo

"Morgana nacque la notte in cui l'albero delle streghe si abbatté al suolo. Con il suo primo vagito, la graziosa neonata gridò al mondo il suo potere; con il suo primo respiro, si riempì i polmoni del suo trionfo e del suo tormento. La sua nascita non era che un anello di una catena che aveva attraversato secoli e che, con il tempo, era stata rivestita dalla patina dorata di leggende e credenze popolari. C'erano altri mondi, altri luoghi, altre dimensioni in cui venivano uditi i vagiti della bimba, a chilometri e chilometri di distanza dalla vecchia casa di pietra arroccata sulla costa californiana. Negli anfratti segreti in cui ancora si praticava la magia bianca, tra le verdi vallate d'Irlanda, sulle ventose brughiere della Cornovaglia, lungo le coste scoscese della Bretagna, il pianto della neonata riecheggiava come un dolce canto. L'albero nodoso, incurvato dal tempo e dalle intemperie come la schiena di una vecchia e decrepita fattucchiera, venne sacrificato alla nascita di una nuova strega, come voleva la tradizione. [...] La bimba (...) sarebbe cresciuta e la donna che sarebbe stata un giorno avrebbe potuto usare la magia tramandata nei secoli. [...] quella scritta nel canto del vento, nel volo degli uccelli, nello stormire delle fronde e nell'infrangersi potente delle onde, nel calore del sole e nei pallidi raggi misteriosi della luna, la verità che a loro era concesso di vedere con maggiore chiarezza dei normali esseri umani: che l'unica, vera magia è l'amore."

"Arrivato a Monterey, seguì le indicazioni che gli avevano dato e trovò il negozio di Morgana Donovan senza difficoltà. Sopra la porta c'era una semplice insegna di legno su cui era dipinta la parola Wicca. Nash sorrise fra sé, perché sapeva che era il termine in inglese antico che significava strega."

"Accese le candele, bruciò dell'incenso e del legno di sandalo, s'inginocchiò nel cerchio magico e sollevò le braccia. Mormorò la formula evocatrice e sentì il potere della divinazione scendere lentamente in lei, illuminandole il fluire del tempo come un cristallo purissimo. Guardò nella sfera dove apparve il suo giardino in una notte di luna piena. Lei vide se stessa nella scena.  Era nel boschetto incantato, nel suo cerchio magico, tra le candele accese, con indosso la sua veste cerimoniale. Poi venne lui, nel giardino, tra i cipressi. Aveva lo sguardo colmo di desiderio e, nei suoi occhi, Morgana lesse il suo fato ineluttabile. Nella sfera c'era lei che lo accoglieva tra le sue braccia. Amarlo era il suo destino, pensò mentre spegneva le candele, rammaricandosi. Avrebbe preferito non saperlo."

"Hai percepito la magia", osservò Morgana fermandosi in mezzo a una piccola radura e voltandosi a guardarlo.  "Qui siamo nel centro da cui si irradia l'energia della natura." Forse fu la luna a convincerlo, o la suggestione del momento. Però Nash le credette istintivamente, senza la minima ombra dello scetticismo che lo accompagnava di solito in ogni sua incursione nel mondo del sovrannaturale, dell'inspiegabile. Sentì un brivido percorrergli tutto il corpo, come un battito d'ali. E da un punto imprecisato nel fondo della sua memoria ancestrale seppe con irrefutabile certezza di essere già stato lì, con lei.

"La mano di Morgana scivolò via dalla sua fronte. Le sue dita s'intrecciarono con quelle di lui. Lei incrociò il suo sguardo e Nash si perse nelle sue iridi azzurre come il cielo d'Irlanda a primavera. Lo baciò a lungo, poi si staccò con un sorriso malizioso."

"Allora, perché esitava? Riconosceva distintamente il desiderio profondo che stava crescendo dentro di lei e aveva visto con altrettanta chiarezza che da lì a poco sarebbero stati amanti. [...]  La luna diffondeva un chiarore latteo su piante e alberi. Morgana si addentrò nel boschetto silenzioso, in cui l'unico rumore che si udiva era lo stormire leggero delle foglie scosse da una brezza tiepida, balsamica."

"La luce della luna risplendette sui loro corpi uniti quando si scambiarono il più prezioso dei doni, sui petali di fiori stropicciati dai loro abbracci appassionati. Le fiamme delle candele si fecero più alte, racchiudendoli in un anello di luce e proteggendoli dal resto del mondo. [...] Lei fissò il cielo oltre le chiome degli alberi e vide una stella cadente solcare la volta oscura con la sua scia luminosa."

"Era strano come la luce delle candele le si addicesse così tanto, pensò Nash spogliandosi a strattoni. Faceva risplendere la sua pelle di porcellana, esaltava i riflessi corvini delle sue chiome e accendeva nei suoi occhi bagliori oscuri, misteriosi."




"Liam" di Nora Roberts (Collezione Harmony)

Trama: Le sembra di essere vittima di un incantesimo. La bella, ingenua Rowan Murray è irresistibilmente attratta dal bel tenebroso Liam Donovan. Ben presto, però, si rende conto che il suo vicino, cupo ed enigmatico, è elusivo quanto il misterioso lupo che si aggira intorno al suo rustico. Qualcosa lo preoccupa e lo trattiene, impedendogli di esprimere il suo amore come invece vorrebbe. Quale segreto nasconde quell'uomo? E che cosa lo tormenta? è forse la sua vera natura la causa di tutti i problemi?


Commento di Lunaria: "Liam" ("Enchanted" il titolo originale) fa parte di una quadrilogia di libri Rosa a tinte Urban Fantasy, scritti nel 1999 e dedicati, ciascuno, ad un membro della magica e antica famiglia dei Donovan, composta da streghe e maghi.  I quattro romanzi sono usciti raccolti in un cofanetto per Halloween. Purtroppo, io ho solo il primo ("Morgana" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/morgana-di-nora-roberts-collezione.html) e il numero quattro ("Liam")...

Dico purtroppo perché a giudicare da "Liam", ci troviamo di fronte ad un'emozionante saga, dalle atmosfere romantiche, incantate e fiabesche.  L'Autrice, davvero prolifica, è una delle Regine del Rosa, avendo scritto centinaia di romanzi e tra quelli che avevo già letto, https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/07/alta-tensione-palazzo-di-nora-roberts.html   https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/cera-una-voltail-passato-di-nora.html  "Liam" è sicuramente quello che più mi ha conquistato: davvero entusiasmante e con le giuste vibrazioni sexy e hot! Liam non è propriamente un licantropo inteso in senso classico, è piuttosto un mago capace di tramutarsi in lupo, ma questo non deluderà le appassionate di storie sulla Licantropia perché l'Autrice ha disseminato il libro di atmosfere lunari, arcane e nebbiose, ambientate in un bosco da sogno, narrate con maestria. 

Se penso che altri Urban Fantasy col protagonista licantropo mi avevano decisamente deluso per la loro banalità e rozzezza, 


https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/04/recensione-dark-divine.html

https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/04/recensione-dark-love.html

"Liam" è sicuramente il miglior libro che ho letto su questo tema! Me lo sono letta tutta d'un fiato sognando su ogni singola pagina. L'Autrice è riuscita a tratteggiare personaggi indimenticabili, dai sentimenti profondi (spesso contraddittori) su uno scenario davvero idilliaco. 

Certo, se cercate una storia horror a tinte splatter con protagonista un licantropo, resterete delusi: non era l'intento dell'Autrice far schizzare sangue e interiora dalle pagine, quanto piuttosto creare un'atmosfera dolce e sognante tinta di mistero e magia: l'amore tra un uomo capace di tramutarsi in lupo e una donna che riscopre le sue vere origini...

Altro romanzo consigliato: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/03/shiver-urban-fantasy.html

N.B Anche "Magie d'Amore" era incentrato su tre racconti a confine tra realtà e magia. https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/magie-damore-incantesimo-di-nora.html  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/03/magie-damore-per-sempre-di-nora-roberts.html

Gli stralci più belli: Dal Prologo

"Scuro come la notte, il lupo correva al chiaro di luna come un cacciatore in cerca di preda. Correva per il piacere di farlo e correva da solo attraverso gli alberi maestosi, le ombre color porpora della foresta, la magia della notte. Il vento che arrivava dal mare faceva fremere i pini e spargeva il loro profumo nell'aria. Piccole creature dagli occhi lucenti si nascondevano a guardare l'agile forma scura che attraversava di corsa lo strato di foschia che aleggiava sopra il sentiero battuto. Lui sapeva che c'erano, sentiva il loro odore, il rapido pulsare del loro sangue. Ma quella sera non andava a caccia di niente, se non della notte stessa. Non aveva branco né una compagna, soltanto la solitudine. In lui c'era un'inquietudine che nemmeno la velocità e la libertà potevano domare. In cerca di pace, vagava per la foresta, saliva sulle scogliere, girava intorno alle radure, ma niente lo calmava o lo appagava. (...) Arrivato nel punto più alto, dove le onde s'infrangevano come palle di cannone e la luna era bianca e piena, lui alzò la testa e chiamò. Il mare, il cielo, la notte. La magia. L'ululato riecheggiò, riempì la notte di domande con un potere naturale come il respiro. E i sussurri che gli ritornarono gli dissero solo che un importante cambiamento stava per avvenire. Fine, inizio, destino. Il suo destino lo stava aspettando. Di nuovo il lupo nero dagli occhi dorati rovesciò la testa all'indietro e gridò. C'era dell'altro e lui lo avrebbe avuto. Ora la terra tremò e l'acqua vorticò. In lontananza, sul mare, un lampo squarciò l'oscurità con una luce bianca accecante. Allora, lui ebbe la risposta. Ciò che lo aspettava era l'amore. E l'incantesimo tremò nell'aria, danzò sopra il mare con un suono che sarebbe potuto essere quello di una risata.  Piccole scintille di luce sfiorarono la superficie, ingannando, roteando in una nuvola dorata nel cielo cosparso di stelle. (...) Ci fu un vortice di fumo bianco, una luce azzurra brillò e il lupo si fece uomo."

"Devi solo dire di no", mormorò Liam. "Quando ti chiederò se vuoi che ti baci." Lei rovesciò la testa all'indietro e lasciò che la baciasse sul collo. (...) "Se ti baciassi ora, Rowan, che cosa accadrebbe?" Le tremarono le labbra ricordando una domanda fatta una volta in sogno e alla quale non era stata data la risposta. Poi Liam la baciò sulle labbra e lei non riuscì più a pensare.  Luci, un turbinio di luci dietro gli occhi." 

"Oh, sì. Lo voglio." Liam la cinse alla nuca e approfondì il bacio esplorandole la bocca con la lingua. Lei gli si aggrappò alle spalle, per non perdere l'equilibrio e per il puro piacere di sentire la forza pericolosa di quei muscoli. Gli infilò le dita nei capelli e, per un momento, ebbe una visione del lupo, del suo folto pelo nero, e subito dopo dell'uomo seduto sul suo letto che le prendeva la mano mentre lei fremeva in tutto il corpo.  Il ricordo di quello che poteva essere stato un sogno lottò contro la furia di sensazioni reali."

"E quando Liam tornò di nuovo nei suoi sogni, lei lo accolse a braccia aperte. Si lasciò toccare, sedurre, eccitare dalla sua mente e, sospirando, si offrì a lui. (...) Nel buio, con il chiaro di luna che filtrava dalla finestra, Rowan si svegliò sola. Nascose la faccia nel cuscino e ascoltò con il cuore angosciato il suono del lupo che ululava nella notte." 

"Fu percorsa da un brivido di pregustazione. In quello stato semisognante, scese le scale appoggiandosi al corrimano. La luce nei suoi occhi, il sorriso sulle sue labbra erano quelli di una donna che andava incontro al suo amante. Uscendo dalla bianca foschia, pensò a lui, a Liam, l'amante dei suoi sogni. (...) Attraversò senza paura il mare bianco di nebbia, con la luna piena che saliva nel cielo sopra di lei e le stelle brillavano come puntini di ghiaccio. Gli alberi la circondavano come sentinelle, le felci si agitavano alla brezza umida. Sentì il lungo richiamo profondo di un gufo e, senza alcuna esitazione, si diresse verso quel suono. A un certo punto lo vide, grande e maestoso e argenteo come il velo di nebbia, con un bagliore aureo sul petto e gli occhi verdi. (...) A ogni passo, a ogni svolta del sentiero, la nebbia si apriva per farle strada. Vide le luci brillare, piccoli fuochi nella notte. Sentì l'odore del mare, della cera di candela, dei fiori fragranti. Fece un sorriso ancora più largo entrando nella radura, nel cerchio delle pietre. (...) Le loro dita si sfiorarono. Rowan lo fissò negli occhi, fiduciosa. 

"Ti sogno ogni notte". Fu un sussurro,  e avrebbe dovuto penetrarlo, invece lei gli appoggiò una mano sulla spalla e aggiunse "e ti desidero durante il giorno". (...) "La notte passa veloce e luminosa e l'alba porterà la luce più dolce. Se il sangue chiama il sangue, allora vieni da me."  Si fermò perché i loro sguardi s'incontrassero."

"Rowan si agitò sotto di lui, tutta sospiri e stiramenti lussuriosi, mentre lo accarezzava senza inibizioni, provocando piccoli fuochi. Cupi e pesanti, i suoi occhi incontrarono quelli di Liam quando lui alzò la testa. (...) Rowan (...) era una rosa che si apriva petalo per petalo. (...) L'aria fluttuava come velluto sulla pelle."

"Il lupo correva nel bosco come se cercasse di superare la notte. La Luna crescente offriva poca luce, ma i suoi occhi erano aguzzi.  Si sentiva un peso sul cuore. Di rado cercava il sonno perché temeva i sogni. Sognava sempre di lei."

"E quando loro si baciarono, le fate danzarono  nella foresta, e sulle colline lontane le cornamuse suonarono per festeggiare."


"Il Sentiero tra gli Alberi" di Quinn Wilder (Collezione Harmony Jolly)

Trama: Per sfuggire ad un matrimonio di convenienza, la ricca ereditiera Aurora Fairhurst, sostituendosi all'amica, partecipa ad una dura spedizione in una selvaggia regione del Canada. Priva di esperienza, deve affrontare molte difficoltà, ma soprattutto... l'indomabile Chance Cody, la guida del gruppo. è l'essere più arrogante, autoritario e affascinante che abbia mai conosciuto e ogni volta che i loro occhi si incontrano, sprizzano scintille. Aurora lo ama, ma riuscirà a fargli cambiare opinione su di lei?


Commento di Lunaria: Di base "Il Sentiero tra gli Alberi" analizza temi come "il ribellarsi alle aspettative borghesi-classiste del ricco parentado", il razzismo (Chance ha origini native americane) nonché la diversità di classi sociali e se l'amore "è possibile" anche quando il divario tra lei e lui è legato al vil denaro. Tuttavia, se il primo tema è stato trattato in maniera egregia, con un'Aurora caparbia, risoluta e decisa che "scappa dalla famiglia" perché non sopporta che siano i genitori a scegliere il marito per lei... ovviamente con uomini interessati a lei unicamente "per il suo cognome" e per stringere alleanze con suo padre (magistrale l'incipit del romanzo, che si apre con un pranzo "tutto in famiglia" da incubo e un padre che commenta "Puoi essere solo una deliziosa moglie di un uomo ricco. Da sola, non potresti sopravvivere per più di una settimana") il tema del classismo lascia un po' desiderare perché pur partendo da buone premesse iniziali, viene via via stemperato e banalizzato nei "capriccetti" e nelle stizze di Aurora e nelle prediche paternalistiche di Chance che dopo un po' cominciano ad essere tediose... (risultati ben diversi erano stati raggiunti nel bellissimo "La vendetta di Adis" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/10/la-vendetta-di-adis-di-anne-hampson.html) E sono proprio queste schermaglie, troppo ripetute e banali, che dopo un po' rallentano il ritmo del romanzo rendendo i capitoli centrali un po' tutti uguali e monocordi...  Peccato che l'Autrice si concentri su particolari banali o dispersivi (pure su personaggi secondari di contorno che formano "il gruppo di escursionisti"), senza sfruttare fino in fondo la bellezza selvaggia della foresta canadese, che di per sé, se fosse stata messa in primo piano, avrebbe arricchito il romanzo dandogli la giusta vibrazione avventurosa... invece niente, calma piatta e qualche screzio e marachella piccata tra Aurora, Chance e dell'invidiosa Heather che  fa di tutto per "rompere le uova nel paniera" (onde poi piangere come una bambina a fine romanzo con Aurora che l'abbraccia), ed è solo l'arrivo improvviso (e con pochissima suspense) di un orso, a ricordarci che i due protagonisti sono immersi in una foresta completamente isolati dal mondo circostante... peccato che la scena abbia quasi zero thrilling, visto che "basta che Aurora batta un piede" e l'orso fa subito dietrofront... Insomma, un romanzo che alla fine risulta discreto, ma niente più di questo: era partito con buone premesse, via via sempre più ammosciate da un ritmo senza nerbo e qualche prolissità di troppo, anche se in generale la psicologia e l'emotività dei personaggi risulta ben tratteggiata. Pochissimo presente l'eros fisico, dosato col contagocce.


Gli stralci più belli: "Quello che desiderava veramente sembrava ingenuo, irreale e romantico. Aurora Fairhust voleva un'avventura. Voleva svegliarsi una mattina senza sapere cosa le sarebbe successo nelle successive ventiquattro ore. Voleva qualcosa di magico, voleva danzare con la vita. Ridere e vivere, esplorare qualcuno di quei misteri di cui era sicura il mondo fosse fatto. Voleva esplorare se stessa, le proprie possibilità, la propria forza, le proprie debolezze, i lati del proprio carattere che le convenzioni sociali avevano represso e che suo padre e Douglas avrebbero disapprovato. Il matrimonio e Douglas, decise alla fine, non l'avrebbero sottratta alla trappola, ma solo immersa in una triste, piatta vita in cui sarebbe stata solo un'ombra, come sua madre. Aurora dovette ammettere che una parte di lei ancora inesplorata sarebbe morta se avesse sposato Douglas."

"La foresta invece era buia, piena di misteri che le incutevano terrore, per non parlare degli orsi. La radura aveva attenuato la sua paura iniziale per quella regione selvaggia, ma ora doveva affrontare di nuovo un mondo sconosciuto e non le piaceva affatto."

"Perché non si rendeva conto di quello che le stava facendo? Ma come osava prendersi gioco di lei? Usava quella dannata virilità per annullare le sue difese nel momento in cui lei ne aveva maggior bisogno?" (...) "Si incamminarono, ma la paura di Aurora per quella foresta buia era stata sostituita da una ancora più angosciante, la paura di un uomo dagli occhi neri e minacciosi. Perché reagiva in quel modo con lui? (...) Stava inconsciamente cercando di medicare le ferite del passato, di dare ascolto alla parte più audace di se stessa che cercava di emergere?"

"Ora che non doveva più sostenere lo sguardo di quegli immensi occhi neri, le riusciva più facile odiarlo. Era arrogante, egocentrico, troppo sicuro del proprio fascino, perfido, irragionevole..."

"Il suo mondo? Adesso, questo mondo sembrava essere il suo. L'altro era tanto lontano nel tempo e nello spazio e per niente reale. Era un mondo che la teneva prigioniera, come una principessa imprigionata in un castello di ghiaccio."

"Le labbra di Chance si posarono sulle sue e un momento che le era sembrato sfocato come un sogno divenne tremendamente reale. Per un istante, Aurora cercò di ribellarsi, di riportare alla mente il disprezzo che provava per lui. Poi le sue labbra risposero a quel bacio con l'impeto selvaggio di una tigre tenuta troppo a lungo in gabbia, troppo a lungo domata."

"Sai cosa mi preoccupa maggiormente, Aurora? Il fatto che tu abbia così poca stima di te stessa da permettere a qualcuno di servirsi di te." (...) "Sven. Douglas. Suo padre. Avrebbe mai conosciuto un uomo capace di amarla per quella che era? O forse era lei che non si lasciava amare?" Chance la osservava attentamente. All'improvviso le cinse la vita, tirandola verso di sé. (...) Fu un bacio rude, rabbioso, e Aurora ebbe la netta sensazione che fosse un modo di punirla per la sua arrendevolezza a una vita programmata dagli altri e un incentivo a sfidarla a scoprire la vita da sola. Le sue labbra le ordinavano di rispondere e poi, all'improvviso, la lotta ebbe fine e la scoperta cominciò. All'inizio fu solo un sussurro, che divenne poi una leggera brezza e quindi un vento, violento come quelli che precedono la tempesta. Nel profondo di Aurora si spalancò una porta che lei aveva sempre cercato di tenere chiusa. Tutto il passato e il futuro svanirono nel nulla, sostituiti da un'intensa sensazione di vitalità che pulsava nelle sue vene annientando tutto il resto. 

Non era distruzione, ma una resurrezione. Per la seconda volta nella sua vita si sentì liberata da ogni costrizione. Una natura rapace come quella di un'aquila scaturì dall'intimo di Aurora per incontrarsi con quella altrettanto rapace dell'uomo che voleva possedere le sue labbra. Si trovò intrappolata in un vortice di passione, di estasi, e un fremito di piacere la assalì, rendendo il suo corpo un inferno di sensazioni. (...) Era come se lui le avesse posto un sigillo per sempre. Non sarebbe stata mai più quella di dieci minuti prima. Con quel bacio l'aveva liberata da una vita che lei credeva dovesse durare per sempre, ma l'aveva richiusa in un'altra trappola. Ma lui se ne rendeva conto? Dai suoi occhi non traspariva alcuna indicazione." 

"Non voglio diventare schiava del mio nome e della mia posizione sociale! (...) Quanti uomini avrebbero ceduto alla tentazione, sussurrando bugie che sarebbero state rivelate solo alla luce del giorno? Aurora sospirò (...) Forse un istante fuggitivo rubato al tempo, un momento trascorso con Chance Cody sarebbe valso il prezzo di un po' di sofferenza."