"Il lato oscuro del destino" di Sally Carleen (Harmony Sesto Senso)


Trama: Dopo che qualcuno è quasi riuscito a ucciderla, Amanda Parrish ha vissuto l'inquietante esperienza di arrivare a un passo dalla morte: ha attraversato un tunnel, ha visto una luce accecante e infine ha provato quella pace interiore che cercava da sempre. Proprio quando stava per cedere, però, si è sentita invadere dallo spirito di un'altra donna, vissuta prima di lei, con la quale ha "qualcosa" in comune. Amanda ricomincia quindi a vivere un'esistenza della quale, però, fatica a riunire i pezzi. Perché, ad esempio, nel suo cuore ci sono due uomini? Le prime ricerche dicono che...

Commento di Lunaria: "Il lato oscuro del destino" è un discreto thriller condito da qualche elemento soprannaturale (una donna che si è salvata per miracolo, "ospita" in sé due anime, la sua e quella di una donna assassinata ad inizio secolo, anche se più che anime si tratta di condivisioni di ricordi). Alla fine sarà fatta chiarezza non solo sull'omicidio irrisolto di Elizabeth, ma anche sull'intrigo che vede "qualcuno" cospirare contro Amanda. Il ritmo narrativo è veloce e scorre senza intoppi, ma le scene d'amore sono rade; l'Autrice si trova più a suo agio nel descrivere Amanda in pericolo di vita o nel ricostruire "in senso poliziesco" i dettagli della vicenda d'omicidio a cui sembra legata e che deve risolvere, tramite la lettura di un vecchio diario e soprattutto, la ricerca di un manoscritto che inchiodi il colpevole. Stranamente, non ci sono apparizioni di fantasmi veri e propri, ma solo di leggeri presentimenti e tutto si svolge nella mente della donna.


Gli stralci più belli:

Un fulmine illuminò il cielo, e in quel momento un'ombra si mosse sul ballatoio, poi esitò in cima alle scale, ma subito dopo l'oscurità reclamò tutta la casa. Piano piano, la donna si fece strada sul ballatoio, esitò in cima alle scale. Uno scricchiolio la fece proiettare su se stessa, brandendo la lampada per difendersi, ma fu inutile. Due mani forti, fredde, le si strinsero intorno alle spalle, ma erano le spalle di Elizabeth (...) Ma le tenebre fredde e soffocanti che si aspettava non arrivarono, e un gemito di sollievo le salì alle labbra quando sbattè con un tonfo sordo contro il pavimento. Prima che potesse alzarsi, però, lui la raggiunse, un'ombra scura che si chinava su di lei, soffocandola con un cuscino. Lei tentò di lottare, ma invano. Presto il buio le tolse il respiro.

Dopo tutto si era svegliata in fondo alle scale. Che qualcuno l'avesse spinta? Che qualcuno avesse cercato di ucciderla?
(...) Scuotendo sconfortata la testa, tornò a stendersi sul letto, tra le coperte. E di nuovo le immagini del sogno le tornarono alla mente, di nuovo sentì due mani forti che le serravano le spalle. No, non erano state le mani di Dylan. Lui l'aveva aiutata. C'era stata una dolcezza infinita nel modo in cui l'aveva toccata.
Eppure anche Dylan aveva mostrato un enorme interesse in ciò che lei ricordava, e quella consapevolezza la riempiva di una inspiegabile apprensione.

Il 13 aprile.
"è morta lo stesso giorno in cui tu sei caduta dalle scale", osservò con voce bassa, pacata, e quelle parole la fecero rabbrividire.
(...) Con il cuore colmo di angoscia, e dopo avere scoccato un'ultima, agghiacciante occhiata alla tomba di Elizabeth, si avviò lungo il viale del cimitero per tornare all'entrata, e soltanto allora si accorse che Dylan non la seguiva.

Lui le affondò le dita tra i capelli, accarezzandola, tirandole indietro la testa per potere guardare le fiamme di desiderio che le accendevano gli occhi, e che rispecchiavano quelle che ardevano nei suoi.
Le immagini sbiadirono mentre abbassava la testa, prendendole le labbra, prendendola tutta, e donandole tutto se stesso. Il suo bacio era caldo, languido, dolce (...) la prese tra le braccia, la depose con dolcezza sulle coperte.

Il suo sguardo era forte, penetrante, intenso, e lei tentò di raggiungerlo. Invano. La nebbia intorno a lei era troppo fitta, la cappa che la opprimeva troppo soffocante (...) Lentamente scivolò fuori dal letto, mentre la testa le girava come impazzita e lo stomaco le saliva alla gola.

Ma com'era possibile che lei amasse ancora Dylan dopo tutto quello che aveva scoperto, ben sapendo quanto male lui avesse in animo di farle?

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