"Il fantasma del ponte" di Helen R. Myers (Harmony Sesto Senso)


Trama: La dottoressa Rachel Gentry, rientrando nella clinica a tarda ora, sosta, attratta da una forza misteriosa, sul ponte Black Water Creek e fruga con lo sguardo la fitta nebbia che lo avvolge alla ricerca di una presenza che sente forte e vicina. E dal nulla emerge infatti un'eterea figura maschile che indossa una t-shirt insanguinata e implora il suo aiuto con penetranti occhi blu. Gli stessi del suo vicino di camera, la cui prepotente fisicità è la fotocopia dell'uomo del ponte. Chi sono? Si conoscono? In che rapporto sono l'uno con l'altro? Sono forse la stessa persona?

Qualche stralcio per dare idea dello stile:

La nebbia, intanto, si era infittita, e ricordava adesso un'immensa nuvola di vapore. Strizzando gli occhi, Rachel osservò inquieta le lente movenze dei banchi che oscillavano sotto l'effetto della calda brezza notturna. L'oscurità pulsava come un'orribile creatura in agguato, e le travi del ponte sembravano intrecciarsi nella rigida geometria di una gabbia metallica. Un brivido le corse giù per la schiena. C'era... c'era qualcosa? O per meglio dire, qualcuno? Il suo sguardo errò tutt'intorno. Ma il ponte era deserto, e a popolarlo di ombre era soltanto la nebbia.
(...) E quella sera l'uomo della nebbia si reggeva in piedi. O per meglio dire, si puntellava contro il parapetto del ponte. Come nei giorni passati, si premeva il ventre con le mani. Ma questa volta il sangue aveva appena incominciato a sgorgargli da sotto le dita.
(...) "Me ne pentirò, lo so", aggiunse poi. "Me ne pentirò". La sua voce, adesso, era rauca, quasi rabbiosa. "Ma ti devo avere. Ora e per sempre." E senza aggiungere altro, l'attrasse a sé e incollò la propria bocca a quella di lei. Rachel rabbrividì nel buio. Un bacio, pensò confusa. Un bacio soltanto, da serbare tra i ricordi. Sì, un bacio e se ne sarebbe andata via. Prima di perdersi in lui. Prima di dimenticare che l'unica dimensione temporale di cui avrebbe potuto beneficiare il loro amore era il presente. E un presente brevissimo. Una notte, forse due e poi più nulla. (...)
C'era nebbia dappertutto, ed era difficile orientarsi adesso che era scesa la notte. La luce dei lampioni baluginava incerta, come la fiammella di una candela dietro una tenda. E il paesaggio - gli alberi, le case, persino la strada - si confondeva col nero sipario delle tenebre. Era uno scenario agghiacciante, e lei era atterrita. Ma non poteva assolutamente tornare indietro. Aveva un appuntamento. Da qualche parte. Con qualcuno.




Di questa autrice, vedi anche: http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/07/i-sussurri-del-bosco-di-helen-r-myers.html


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