''Rapimento'' di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)


Trama:  Due anni prima Marisa aveva abbandonato Gabriel, il marito, e per non farsi ritrovare, si era nascosta tra la folla anonima della Grande Londra. Non si era mai considerata una vera moglie per quell'uomo autoritario e snob, sempre circondato da parenti e tirapiedi, che l'aveva coperta di regali e gioielli fino a soffocarla... Ma in due anni le cose sono cambiate. Lei, Marisa, è cambiata: e adesso ha Jamie, il figlio che ha allevato da sola, che adora e che le ha ridato fiducia in se stessa e nella vita. Un giorno, però, Jamie scompare, vittima di un rapimento... e il mondo di Marisa crolla... e Gabriel la ritrova...

Commento di Lunaria:  Ci risiamo! Come "Notturno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html) e "Possesso" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/possesso-di-charlotte-lamb-collezione.html), "Obbligo d'Amare" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/obbligo-damare-di-charlotte-lamb.html), "E le Mura Caddero" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/08/e-le-mura-caddero-di-charlotte-lamb.html) "Lo Sconosciuto di quella Notte" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/01/lo-sconosciuto-di-quella-notte-di.html) anche "Rapimento" di Charlotte Lamb è un romanzo Rosa atipico, che presenta quello che ormai possiamo considerare "l'argomento preferito dell'Autrice": l'uomo ricco, potente, megalomane e la donna vittima, innamorata, che pure cerca di ribellarsi, di andarsene, di cambiare sentimenti ma non ci riesce.

Charlotte Lamb in ben tre romanzi


ha presentato "lo stesso tipo di personaggi" anche se in "Rapimento" il protagonista, Gabriel, non è così tremendo come Steve ("Notturno") e Dan ("Possesso") perché riesce a mitigare in parte la sua possessività e la sua megalomania "intenerendosi" per il figlioletto Jamie, rapito da una donna rimasta traumatizzata dalla perdita del proprio bambino.

Esattamente come le eroine precedenti (Lisa e Cordelia) anche Marisa è fragile, debole, incapace di sottrarsi a Gabriel (anche se ci prova per tutto il romanzo...) e come anche nei romanzi precedenti salta sempre fuori il fantasma della violenza fisica.
Potrei infatti "riciclare" quanto già scrissi nelle precedenti recensioni. Esattamente come Lisa e Cordelia anche Marisa è un personaggio tragico: vorrebbe ribellarsi e non riesce a farlo, malgrado ci sia in gioco la sua dignità (e, in un paio di passaggi, a pagina 70 e 71, per esempio, anche la sua incolumità)

Perché l'Autrice ha scritto ben tre romanzi incentrati sulla stessa tematica (l'uomo cinico, manipolatore e possessivo e la donna debole vittima che si sottomette)? Riflettono una vicenda autobiografica o una sottile misoginia introiettata?
E come già dicevo per "Notturno" e "Possesso", anche "Rapimento" è scritto benissimo, con una profondità psicologica e un buon ritmo, che molto spesso manca in romanzi rosa "più frivoli e leggerini", ma è decisamente un "rosa disturbante", per chi abbia letto libri come questi: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html



e conosce i meccanismi di dipendenza amorosa dall'altro. 

PER CUI, LEGGETE CON ATTENZIONE QUESTO POST: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html

Tuttavia, rispetto a "Notturno" e "Possesso", "Rapimento" non calca troppo i toni compiacendosi di descriverci gli scatti iracondi dell'uomo (che solo per un soffio si trattengono dallo sfociare in femminicidi), risulta molto più "soft" rispetto agli altri due romanzi anche se presenta Marisa, giovanissima ragazza-madre, come "oggetto di proprietà" di Gabriel, che ovviamente è ricchissimo e abituato ad avere subito quello che vuole, mentre lei non vuole essere "la docile moglie-bambola" (qualcuno ricorderà la Nora di Ibsen... ma anche il disagio femminile delle casalinghe "segregate in comodi lager domestici" narrato in libri come "La Mistica della Femminilità")


In conclusione, e consapevole che ho volutamente riscritto quanto dissi parlando di "Notturno" e "Possesso", anche "Rapimento" resta un ottimo romanzo - ben narrato, con personaggi complessi e vividi, descritti a tutto tondo, scene profonde - quindi ne consiglio la lettura (e se li trovate, leggeteli tutti e tre, a mo' di trilogia)
Charlotte Lamb è sicuramente la scrittrice di genere Rosa che più mi ha suscitato perplessità. Ho apprezzato il suo modo di scrivere, ma mi ha decisamente inquietato e disturbato. E si badi bene: io non sono contraria all'Horror. Anzi, lo amo come genere. Solo che se voglio leggere un romanzo Rosa non mi aspetto di trovarci dentro situazioni inquietanti e angoscianti di mariti o ex mariti che "menano le mani" e stalkerizzano. Se ho voglia di questo tipo di atmosfere, mi leggo - appunto - un romanzo Horror o Thriller. E non un romanzo che "dovrebbe essere Rosa"
Ammesso e non concesso che i suoi tre romanzi presi in esame possano definirsi "Rosa", visto che nelle storie di questa Autrice si respirano lacrime femminili, uomini dispotici, un senso di condanna senza via d'uscita, dialoghi cinici, possesso maschile che arriva quasi al "rapimento" se non al quasi-stupro, gelosia patologica, donne deboli e incapaci di staccarsi da storie sentimentali tossiche, il tutto narrato in pagine decisamente pesanti ed inquietanti nell'atmosfera.
Ripeto: Charlotte Lamb scrive benissimo, le storie sono avvincenti, ma qui non siamo dalle parti del Rosa, siamo piuttosto dalle parti del dramma tutto al femminile, di una debolezza, della mancanza di autostima, della vittima-sacrificale immolata all'altare del cinismo strafottente maschilista che considera la donna "una sua proprietà, una bambola da dominare". E queste cose sono tematiche fisse che compaiono in ben tre libri di questa Autrice (peraltro, molto prolifica)
Più che far sognare ad occhi aperti e intrattenere, i tre romanzi di Charlotte Lamb inquietano e sembrano quasi suggerire alla lettrice di evitare rapporti con gli uomini... Che sia stato questo, in realtà, il vero scopo dell'Autrice? Terrorizzare le sue lettrici? Suggerire che è meglio stare alla larga dagli uomini? Come negli altri due libri, per giunta, ricompare lo spettro della violenza fisica, con Gabriel che a pagina 63 schiaffeggia Marisa. Come può essere fatta passare per una storia d'amore sano?!
Certo, "Notturno" era molto più pesante in tal senso,  ma anche solo uno schiaffo è grave.
Rispetto agli altri due romanzi, comunque, in "Rapimento" le scene di sesso sono pressoché inesistenti, il libro è incentrato soprattutto sull'angoscia e le ore di attesa di Marisa, a seguito del rapimento del figlioletto, e sui tentativi di "ri-sedurla" di Gabriel. Ripeto, il tutto è narrato molto bene, con profondità, e "sa prendere" la lettrice.
Quanto all' "innamoramento" che la triade Lisa\Cordelia\Marisa provano per Steve\Dan\Gabriel, bhè, deve essere chiaro che NON è amore, ma masochismo e sudditanza psicologica femminile. Che può - anzi, deve - essere raccontata anche a fine di "finzione romanzesca" ma sempre con la consapevolezza che nella realtà storie "sentimentali" del genere sono pericolose e vanno denunciate per quello che sono: possessività morbosa, stalking e stupro coniugale. Perciò nel 2019 non facciamo passare queste cose (che esistono da sempre, a monte fomentate anche da ideologie androcentriche religiose) come "amore tra uomo e donna" e "comportamenti che un uomo ha per dimostrare che ama la donna" perché sono meccanismi perversi che andrebbero estirpati e non "sentimentalizzati" o "erotizzati" come "forme di amore dell'uomo verso la donna" così come la passività docile e la sottomissione di Lisa\Cordelia\Marisa non vanno fatte passare come "amore e abnegazione femminile all'uomo dei propri sogni."

Qui di seguito evidenzio le frasi che segnalano pericolosi "campanelli d'allarme" che, se succedono nella realtà, non devono essere sottovalutati.

In sintesi: se un uomo si comporta così, come i personaggi maschili ideati da Charlotte Lamb, lasciatelo immediatamente e chiedete protezione a chi è competente se vi sentite in pericolo. Tenete conto di queste cose, testimoniatele con prove e rivolgetevi a chi monitora queste cose.
Chi mette addosso le mani, minaccia di uccidere, considera l'altro\a una sua proprietà, fa subire atti sessuali senza chiedere il permesso, è una persona pericolosa. Non è amore, non è innamorato di voi e non importa quanto sia bello o seducente, la VOSTRA VITA e la vostra incolumità è più importante dell'"amore" (degenerato e masochistico) che sentite "per lui" o che lui "dice di sentire per voi".

"Durante uno scontro violento, l'aveva schiaffeggiata: la sua mano le aveva lasciato un segno rosso sulla guancia e lei gli aveva lanciato accuse ingiustificate. Dopo di che lei si era sentita del tutto isolata perché da quel momento aveva visto in lui l'estraneo, l'egocentrico che non solo la considerava una sua proprietà ma la biasimava per avere l'ardire di pensare con la propria testa."

Gli occhi gli lampeggiarono  e la ferocia gli indurì la linea della bocca. "Non respingermi... così." "Non voglio che mi tocchi." Lui si arrabbiò e si tese. "P*ttanella! Non mi importa un accidente di quello che vuoi! Per due anni sono diventato matto per causa tua, chiedendomi di continuo dov'eri, con chi eri, che cosa facevi... e adesso tutta calma vieni a dirmi che non vuoi che ti tocchi? Potrei ucciderti, sai?"

Gabriel storse la bocca in una smorfia amara. "Peccato!", mormorò con voce strozzata. "Perché [le mie mani] te le sentirai addosso, e non ti piacerà!" Le lasciò ricadere su di lei con tale violenza da toglierle ogni residuo di coraggio. Poi la strinse a sé e l'obbligò, ansante, a subire un bacio che voleva punirla, che non procurava piacere ma soltanto dolore."

 "Ho continuato a chiedermi perché ho desiderato subito afferrarti per i capelli e trascinarti via con me, con o senza la tua approvazione, e ancora l'ignoro. Forse dipende dal fatto che sei tanto fragile. Ho sempre avuto l'impressione che, se ti avessi sfiorata anche solo con un dito, ti sarebbe rimasto il segno." "Se non ricordo male, non hai fatto niente per evitarlo", replicò lei con un sorrisetto amaro, pensando alla notte in cui l'aveva schiaffeggiata. "Non credere che sia stato fiero di quello che avevo fatto. Mi sono odiato per quello. Ma ogni volta che ti allontanavi da me, era come se qualcosa mi si rompesse dentro. Se almeno una volta mi avessi lasciato sperare che avresti potuto amarmi..." "Non si può costringere nessuno ad amare, nemmeno ad amare se stessi", ribatté Marisa. Lui aveva tentato: le aveva dimostrato di essere pronto a forzarla a fare quello che voleva lui. Proprio quella era una delle ragioni che l'avevano indotta a credere che la vedesse unicamente come una sua proprietà, un oggetto senza volontà."

"Reagì come aveva sempre reagito a ogni minaccia emotiva: si alzò per fuggire. "No!", mormorò Gabriel, tendendo una mano per fermarla. Lei lo respinse con entrambe le mani, lottando contro la sua stretta possente. Si divincolò e, nello sforzo di liberarsi, inciampò, perse l'equilibrio e gli finì addosso, sul divano. Lui la strinse a sé e la baciò con furia selvaggia, sulla bocca, sulla gola e alla base del collo. (...) Non aveva speranza di sfuggirgli. E in quel momento rivisse la notte in cui la sua ira era esplosa e l'aveva picchiata, lasciandola poi sola e piangente."

"Potrei ucciderti, sai?", borbottò Gabriel tra i denti, continuando a scuoterla. Pallida e tremante, Marisa non tentò nemmeno di liberarsi."

Le pagine più belle:

"Anche Gabriel era una realtà, d'accordo: esisteva... da qualche parte, ma lontano dal suo mondo. Ruotava come una stella nera in un'orbita troppo distante dalla sua perché potesse trovarla."
"Per un attimo rimase immobile, tremante, accettando il fatto che la sua fuga fosse terminata. Gabriel l'aveva trovata. Sapeva che sarebbe successo fin dal momento in cui aveva saputo che la sua fotografia era apparsa sul giornale. Ma non si era aspettata che arrivasse così presto. O aveva perso a tal punto la cognizione del tempo da non sapere neppure più che ora fosse?"

"Lei ricordava con spaventosa lucidità il giorno in cui vi era entrata per la prima volta. Si era sentita molto piccola e giovane quando Gabriel le aveva fatto superare il cancello, e i suoi occhi colmi di paura si erano posati sulla casa. Avrebbe voluto fuggire già allora, dato che aveva capito subito che non avrebbe mai provato la sensazione di appartenere a quel posto. Aveva vent'anni, quel giorno, ma se n'era sentita dieci mentre Gabriel l'aiutava a scendere dalla macchina e la conduceva verso il portico decorato di stucchi. Le era stato impossibile spiegargli quello che provava: a quell'epoca  osava appena rivolgergli la parola. Era riuscita soltanto a guardarlo da sotto le ciglia, attonita e incerta, incapace di credere di essere davvero sua moglie. Come avrebbe potuto Gabriel capire quello che lei provava? Per lui era tutto normale, noto, addirittura familiare. (...) Tra loro esisteva un abisso... si conoscevano soltanto da poche settimane, allora, e lei non sapeva  come fare a parlargli, non sapeva come fosse realmente, non sapeva nemmeno perché l'avesse sposata e che cosa provasse nei suoi confronti. Sapeva solo perché lei lo aveva sposato, ed era qualcosa su cui preferiva non fermare la mente... "

"Non aveva mai avuto l'impressione che i doni che lui le aveva fatto fossero suoi. Erano caduti intorno a lei come una pioggia d'oro e lei se n'era staccata, semplicemente (...) Marisa non li aveva mai sentiti suoi. Non avevano nessun legame con lei: erano solo ornamenti che doveva indossare quando Gabriel la portava in società, simboli della loro condizione sociale, la dimostrazione esteriore che lei era la moglie di Gabriel Radley. Ma nel suo intimo aveva sempre saputo di non esserlo affatto: era stata soltanto un giocattolo che lui aveva voluto acquistare d'impulso, un altro oggetto da aggiungere ai molti che già possedeva."

"Era rimasta inerte fra le sue braccia, la bocca fremente, e dopo un gemito lui aveva preso a baciarla con ardore. Lei non aveva nemmeno tentato di ricambiarlo: il suo abbandono non era frutto di una passione nascosta, la sua eccitazione era per metà paura, la sua docilità per metà resistenza passiva."

"Il senso di isolamento era aumentato nei mesi successivi anche perché Gabriel passava lunghi periodi lontano da lei. Nell'immensa ed elegante casa a lei estranea, Marisa si era sentita sempre più tagliata fuori dalla vita. Non sapeva come trattare la servitù né gli ospiti, tutte persone appartenenti al mondo di Gabriel, che guardavano a lei, la sua pallida e giovane moglie, con un misto di pietà e disgusto. (...) Gabriel era talmente ricco che si era sempre comperato tutto quello che aveva voluto (...) Lei si era sentita uno degli oggetti che lui aveva acquistato e che accarezzava divertito quando non aveva niente di meglio da fare. Non erano riusciti a comunicare; non avevano niente da dirsi, non si conoscevano; non avevano niente in comune."

"Durante uno scontro violento, l'aveva schiaffeggiata: la sua mano le aveva lasciato un segno rosso sulla guancia e lei gli aveva lanciato accuse ingiustificate. Dopo di che lei si era sentita del tutto isolata perché da quel momento aveva visto in lui l'estraneo, l'egocentrico che non solo la considerava una sua proprietà ma la biasimava per avere l'ardire di pensare con la propria testa."
"Aveva già conosciuto la sensazione di dover trascorrere la vita in amara solitudine, e quando aveva guardato al futuro, era stato questo il quadro che le era apparso."

"Le tremarono le labbra. Erano state molte le ragioni per le quali aveva tenuto segreta la nascita di Jamie: non aveva voluto ritornare da lui; aveva paventato di diventare di nuovo una bambola nella sua lussuosa casa di bambole; era certa che, se lui avesse saputo di suo figlio, se lo sarebbe preso..."

"Gabriel era così forte! Il suo corpo possedeva una solidità che un tempo l'aveva spaventata, ma ora, in quell'attimo di debolezza, le infondeva un senso di tranquillità. Il ritmo del suo cuore era cambiato: era più veloce. E la mano che si muoveva su e giù lungo la schiena non era più molto ferma. Sentì le sue labbra toccarle l'orecchio e seguirne la curva. "Sei anche tu piccola e delicata", le mormorò. "Dai l'impressione di poterti spezzare, se qualcuno ti tratta con rudezza. è stata questa la prima cosa che mi ha colpito di te... la tua fragilità. Volevo tenerti così e cullarti, sapendo che eri mia." Le parole sussurrate con voce roca la sconvolsero, risvegliandola dallo stato di trance in cui l'avevano tenuta le sue carezze. Si staccò, arrossendo, e gli allontanò la mano. "No!". Il viso di Gabriel s'incupì. Gli occhi gli lampeggiarono  e la ferocia gli indurì la linea della bocca. "Non respingermi... così." "Non voglio che mi tocchi." Lui si arrabbiò e si tese. "P*ttanella! Non mi importa un accidente di quello che vuoi! Per due anni sono diventato matto per causa tua, chiedendomi di continuo dov'eri, con chi eri, che cosa facevi... e adesso tutta calma vieni a dirmi che non vuoi che ti tocchi? Potrei ucciderti, sai?" Gli credeva. La furia compressa dentro di lui gli traspariva dagli occhi brucianti, dal sangue che gli ribolliva, dalle mani che gli tremavano. L'affrontò, terrorizzata ma decisa a non darlo a vedere, il mento rialzato con aria di sfida. "Sei tu che mi hai fatto tornare. Io non volevo venire. Non ho intenzione di rimanere. E non voglio sentirmi addosso le tue mani!" Gabriel storse la bocca in una smorfia amara. "Peccato!", mormorò con voce strozzata. "Perché te le sentirai addosso, e non ti piacerà!" Le lasciò ricadere su di lei con tale violenza da toglierle ogni residuo di coraggio. Poi la strinse a sé e l'obbligò, ansante, a subire un bacio che voleva punirla, che non procurava piacere ma soltanto dolore. Con una mano le afferrò i neri capelli sciolti, forzandole la testa all'indietro per immobilizzarla. Non aveva speranza di sfuggirgli. E in quel momento rivisse la notte in cui la sua ira era esplosa e l'aveva picchiata, lasciandola poi sola e piangente."

"Potrei ucciderti, sai?", borbottò Gabriel tra i denti, continuando a scuoterla. Pallida e tremante, Marisa non tentò nemmeno di liberarsi. Poi lui la fissò e vide la sua paura, il suo pallore, il tremito delle sue labbra. Strinse la mascella per controllare la sua collera, poi la lasciò e si rialzò, voltandole le spalle."

"Lui l'aveva costretta al matrimonio prima che avesse avuto il tempo di riflettere e soprattutto di scoprire che cosa provava per lui. Anche la passione fisica esistente fra loro aveva avuto carattere illusorio: troppo timida per manifestare la propria passione, si era limitata a subire passivamente quella di lui, a volte persino irritata dalla propria sottomissione. Ma col nascondere i pensieri e controllare le emozioni, aveva creato dentro di sé un muro che aveva escluso Gabriel dalla sua mente e l'aveva fatta rinchiudere sempre più in se stessa."

"Il profondo abisso silenzioso, che un tempo esisteva tra di loro, in quell'ultima ora si era richiuso e lei non capiva più niente."

"Marisa riattaccò il ricevitore con un senso di malinconia: la fine di qualcosa è sempre triste anche quando è l'inizio di un futuro migliore. La natura umana non accetta l'idea della fine. (...) Proprio il fatto di rifuggire da ogni emozione l'aveva tenuta sospesa in un vuoto gelido per anni, e il ricordo di quella provata in sogno la perseguitò."

"Si rispose che non era psichicamente pronta ad affrontare una decisione circa il suo matrimonio: voleva avere il tempo per riflettere. Gabriel era rientrato troppo all'improvviso nella sua vita, dopo oltre due anni di assenza. Il loro primo periodo insieme si era concluso in un disastro perché lei non era riuscita a comprenderlo né a conoscere se stessa. Non voleva ripetere più quell'amara esperienza: questa volta voleva prendere una decisione ben ponderata."

"Ho continuato a chiedermi perché ho desiderato subito afferrarti per i capelli e trascinarti via con me, con o senza la tua approvazione, e ancora l'ignoro. Forse dipende dal fatto che sei tanto fragile. Ho sempre avuto l'impressione che, se ti avessi sfiorata anche solo con un dito, ti sarebbe rimasto il segno." "Se non ricordo male, non hai fatto niente per evitarlo", replicò lei con un sorrisetto amaro, pensando alla notte in cui l'aveva schiaffeggiata. "Non credere che sia stato fiero di quello che avevo fatto. Mi sono odiato per quello. Ma ogni volta che ti allontanavi da me, era come se qualcosa mi si rompesse dentro. Se almeno una volta mi avessi lasciato sperare che avresti potuto amarmi..." "Non si può costringere nessuno ad amare, nemmeno ad amare se stessi", ribatté Marisa. Lui aveva tentato: le aveva dimostrato di essere pronto a forzarla a fare quello che voleva lui. Proprio quella era una delle ragioni che l'avevano indotta a credere che la vedesse unicamente come una sua proprietà, un oggetto senza volontà."

"Reagì come aveva sempre reagito a ogni minaccia emotiva: si alzò per fuggire. "No!", mormorò Gabriel, tendendo una mano per fermarla. Lei lo respinse con entrambe le mani, lottando contro la sua stretta possente. Si divincolò e, nello sforzo di liberarsi, inciampò, perse l'equilibrio e gli finì addosso, sul divano. Lui la strinse a sé e la baciò con furia selvaggia, sulla bocca, sulla gola e alla base del collo. Un'ondata di calda eccitazione le offuscò d'un tratto la mente, e lei si abbandonò. (...) Adesso Marisa respirava affannosamente, conscia del corpo virile sotto il suo, della calda pressione reciproca. Si sentì bruciare dentro e insieme provò la sensazione che le ossa le si stessero sciogliendo. Ma, contro la sua eccitazione, combattevano le vecchie paure: il terrore della perdita, la fuga dall'emozione. Avrebbe voluto cedere, ma non poté. (...) Era straziata fra l'attrazione e la paura dell'abisso: una parte di lei era desiderosa di abbandonarsi, e l'altra lottava per allontanarsi dal precipizio, intuendo che questa volta la resa sarebbe stata totale. (...) "No", bisbigliò lei. La sua paura cresceva in proporzione al desiderio di lui e al proprio."

"Ecco qual era l'ostacolo: la possessività di Gabriel... la sua arroganza... la certezza di ottenere sempre quello che voleva... Era quello che la bloccava e le impediva di dimostrargli i suoi sentimenti."

"L'amore non è una questione di lealtà. Non c'è giustizia nell'amore. E adesso rispondimi." Lei si abbandonò, sentendosi debole e sottomessa, e chinò il viso appoggiandogli la testa contro l'ampia spalla, così forte e protettiva sotto la sua guancia."



Di Charlotte Lamb ho recensito anche "Il Ragazzo della Spiaggia" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/03/il-ragazzo-della-spiaggia-di-charlotte.html "La Torre nel Bosco" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/la-torre-nel-bosco-di-charlotte-lamb.html "Un altro uomo, un'altra vita" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/un-altro-uomo-unaltra-vita-di-charlotte.html
 

"Nell'antro della belva" di Anne Mather (Collezione Harmony)


Trama: Perdere la strada perché sorpresi da una tempesta di neve in una regione quasi deserta del Nord dell'Inghilterra e in pieno inverno non può essere considerata una colpa e, se si incontra provvidenzialmente una casa isolata, si può chiedere ospitalità ed essere bene accolti. è quello che pensa Helen quando, all'avvicinarsi della notte, si trova nel bel mezzo di una distesa bianca e immacolata... Ma se invece il primo essere vivente che vedi è un ghepardo che ti balza contro? E il secondo, un uomo enigmatico e severo che ti considera sua prigioniera? E il terzo, un ex lottatore dal cranio pelato? Povera Helen... in fuga da un matrimonio combinato e da un padre autoritario e che dopo una settimana di "forzata convivenza" si ritroverà innamorata del tormentato Dominic!

Commento di Lunaria: "Nell'antro della belva" è un buon romanzo rosa leggermente venato di suspence (all'inizio) anche se il tono thrilling resta sempre molto soft e non cade mai nella drammaticità anche se il protagonista Dominic a tratti è molto cinico (al contrario di romanzi caratterizzati da un'atmosfera di piombo come "Notturno"e "Possesso",
https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html
 https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/possesso-di-charlotte-lamb-collezione.html
si percepisce molto bene che Dominic non è affatto un uomo pericoloso e l'atmosfera conflittuale - per esempio, i dialoghi tra Helen e Dominic - non viene mai appesantita oltre la misura). Molto originale l'inizio del romanzo, con una Helen dispersa nella neve che vede davanti a sé un ghepardo!; delicate e soffuse le scene d'amore. Il ritmo narrativo funziona e il romanzo si divora veramente in pochi giorni. (io l'ho letto sul treno, in venti minuti ero già arrivata a pagina 57)

Gli stralci più belli: "Si fermò per guardare indietro. Non si distingueva più niente, al di là di un centinaio di metri: si era persa. La notte era vicina... e lei era lontana da qualsiasi rifugio, esattamente come un'ora prima. Ebbe un fremito di paura. Che cosa fare? Era una punizione del destino, per aver messo in discussione il diritto di suo padre a sceglierle il marito? Qualcosa si mosse. Con la coda dell'occhio, Helen percepì un movimento, una macchia di colore, proprio di fronte a lei, un po' più in alto. Che cos'era? Sicuramente un animale che cercava qualcosa da mangiare. (...) Le gambe le tremarono. Si sentì morire di paura. Non era un cane! Non era un animale domestico! Era un leopardo! Un leopardo sulla neve!"

"I brividi di Helen erano aumentati. Non conosceva quell'uomo dal viso duro e dal tono di voce provocatorio né aveva voglia di conoscerlo: qualcosa in lui l'inquietava, quasi la spaventava. Si disse che forse era quel suo zoppicare... o il movimento di torsione dell'anca quando camminava... o la sua arroganza. Tuttavia, quando lui le aveva sfiorato le dita, per caso, le era sembrato che una fiamma le salisse lungo il braccio e si era sentita attratta e contemporaneamente respinta, come una falena dalla luce."

"Quello che le risultava intollerabile, oltre che doloroso, era il pensiero che lui sapesse, chissà come, dell'attrazione che esercitava su di lei, e l'avesse male interpretata. In realtà il pensiero che quell'uomo cupo, crudele, con il corpo deforme, potesse ispirarle desideri fisici la riempiva di disgusto. Non voleva essere attratta da Dominic Lyall, dalla sua personalità sconvolgente, dal suo carattere imprevedibile, dai suoi occhi..."

"Aveva creduto che fosse colpa sua, che le mancasse qualcosa. Adesso non era più tanto sicura. Ricordò la propria reazione al contatto con Dominic Lyall e avvampò. Si rese conto di non essersi mai irrigidita al pensiero che le mani di Dominic potessero toccarla, e si sentì totalmente impotente di fronte al tradimento del suo corpo. Non aveva dunque più alcun controllo delle proprie emozioni? Era questo che volevano dire le parole attrazione fisica? Si sentiva pronta a cedere a quell'uomo crudele, distruttivo? Le sembrava impossibile, ma non c'era altra spiegazione."

"Come aveva fatto a pensare di essere incapace di emozioni? Ma nessun uomo l'aveva mai eccitata fino al punto di lasciarla in preda a un desiderio che poteva essere appagato solo con l'abbandono totale. Avvampò. Stava sognando di concedersi a un uomo che la teneva prigioniera contro la sua volontà! Doveva essere pazza!"

"Contemplando quella testa china, Helen fu presa da un tremito. Lui la guardò con gli occhi offuscati per l'emozione. Poi le mise una mano sulla nuca e col pollice le accarezzò la pelle sensibile, dietro l'orecchio e sulla spalla, scostando una spallina del vestito. Anche se avesse voluto, Helen sarebbe stata incapace di qualsiasi movimento. Dominic esercitava su di lei un tale potere che non avrebbe potuto rifiutargli nulla. Quando l'attirò a sé, lei tremeva tanto che lui si sbottonò da solo la camicia, prima di stringersela al petto, duro e muscoloso. (...) La sua bocca dura, ferma, esigente, cercò quella di lei. Non c'era più niente, al mondo, tranne lui. Helen gli circondò il collo con le braccia, e si ritrovarono distesi l'uno a fianco dell'altra sul divano, labbra e corpi uniti. Si scambiarono baci sempre più lunghi, languidi, conturbanti."

"Inutile dirsi che lo disprezzava. Sapeva che non serviva a niente. Lo amava. E questo sentimento era più difficile da sopportare della collera e delle frustrazioni dei primi giorni."


Nota: una storia simile la trovate qui: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/03/il-castello-incantato-di-anne-stuart.html

"Possesso" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)


Trama:  Dan Harland ha un carattere vincente! è uno di quegli uomini di successo che, con una buona dose di aggressività e presunzione, sanno occupare e mantenere posizioni di primo piano nel mondo del lavoro e anche nella vita privata. Cordelia ha detestato fin dal primo incontro il suo atteggiamento invadente e, per di più, si è sentita trattare con una certa, offensiva, sufficienza. Purtroppo suo nonno nutre la massima fiducia in lui e ne asseconda il desiderio di sposare Cordelia. Ma lei è decisa a non tollerare la sete di possesso di chi vuole sottometterla alla sua volontà...

Commento di Lunaria:  Esattamente come "Notturno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html)
"Illusione" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/12/illusione-di-charlotte-lamb-collezione.html
"Obbligo d'Amare" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/obbligo-damare-di-charlotte-lamb.html) "Conquista d'Autunno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/01/conquista-dautunno-di-charlotte-lamb.html)
"La Dama del Fiume" di Lilian Peake (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/07/la-dama-del-fiume-di-lilian-peake.html)
 e "Un uomo bussa alla porta" di Jill Warren (http://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/10/un-uomo-bussa-alla-porta-di-jill-warren.html)
anche "Possesso" di Charlotte Lamb (la stessa autrice di "Notturno", "Lo Sconosciuto di Quella Notte" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/01/lo-sconosciuto-di-quella-notte-di.html) e "Le Mura Caddero" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/08/e-le-mura-caddero-di-charlotte-lamb.html) è un romanzo Rosa atipico, praticamente identico a "Notturno", tanto che posso tranquillamente reciclare la recensione precedente. Esattamente come "Notturno", "Possesso" è più un romanzo drammatico che non di genere "Rosa", se al termine "romanzo Rosa" associamo figure di uomini galanti, premurosi e il lieto fine.
Tutta la vicenda è incentrata sul rapporto tra Dan e Cordelia, un rapporto burrascoso, angosciante e che sfocia quasi nello stupro. I due protagonisti sono praticamente replicanti di Steve e Lisa, i protagonisti di "Notturno". E Dan, esattamente come Steve, è un uomo arrogante,  tirannico, egocentrico, egoista, calcolatore (è impegnato nel mondo finanziario) che arriva quasi a stuprare Cordelia, che ovviamente, esattamente come Lisa, non riesce a staccarsi da lui, oltre che ad essere manipolata da nonno&padre, e trattata come merce di scambio (viene obbligata a sposarsi!)
Perciò, che dovrei dire? Esattamente come Lisa, anche Cordelia è un personaggio tragico: vorrebbe ribellarsi e non riesce a farlo, malgrado ci sia in gioco la sua dignità. Ed esattamente come in "Notturno" anche in "Possesso" ricompare la scena del quasi-stupro.
Ci si potrebbe domandare come mai l'Autrice abbia sentito il bisogno di scrivere due romanzi simili (*), incentrati sulla stessa tematica (l'uomo cinico, manipolatore e possessivo e la donna debole vittima che si sottomette), se riflettano una vicenda autobiografica o una sottile misoginia introiettata...

(*) Anzi, tre, contando anche "Rapimento" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/06/rapimento-di-charlotte-lamb-collezione.html


E come già dicevo per "Notturno", anche "Possesso" è scritto benissimo, con una profondità psicologica e un buon ritmo, che molto spesso manca in romanzi rosa "più frivoli e leggerini", ma è decisamente un "rosa disturbante", per chi abbia letto libri come questi: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html




e conosce i meccanismi di dipendenza amorosa dall'altro. Esattamente come in "Notturno", ci vorrebbe molto poco per tramutare anche "Possesso" in una storia di stupro coniugale e omicidio; niente impedisce a Dan di aggredire e stuprare Cordelia, ed è la stessa identica e disturbante sensazione che ho provato anche leggendo "Notturno".
Insomma, qui siamo dalle parti del Rosa inquietante, se non deprimente. Non è deprimente pensare che donne come Cordelia (donne che si lasciano maltrattare, angariare, persino uccidere) esistono realmente? Ma quello che è ancora più inquietante è che qui e lì, per non farlo degenerare in uno stupro vero e proprio, l'autrice pensa bene di "salvare il tutto" aggiungendo, in qualche frase striminzita, che sottosotto Cordelia non aspetta altro, e se la sto godendo. In sintesi: l'autrice erotizza la violenza dello stupro coniugale.
In conclusione, e consapevole che ho volutamente riscritto quanto dissi parlando di "Notturno", anche "Possesso" resta un ottimo romanzo, indimenticabile - ben narrato, con personaggi complessi e vividi, descritti a tutto tondo, scene profonde - ma è da leggere con cautela. Innanzittutto, con la consapevolezza - che deve essere chiara - che nella realtà, un rapporto come quello tra Dan e Cordelia rientra già nella violenza psicologica e nell'abuso e che "l'eccitazione" di Cordelia (peraltro provata in situazioni che rasentano lo stupro) non è amore, ma rientra nel disturbo di dipendenza amorosa; è masochismo femminile, in sintesi. 


Charlotte Lamb è sicuramente la scrittrice di genere Rosa che più mi ha suscitato perplessità. Ho apprezzato il suo modo di scrivere, ma mi ha decisamente inquietato e disturbato. E si badi bene: io non sono contraria all'Horror. Anzi, lo amo come genere. Solo che se voglio leggere un romanzo Rosa non mi aspetto di trovarci dentro situazioni inquietanti e angoscianti. Se ho voglia di questo tipo di atmosfere, mi leggo - appunto - un romanzo Horror. E non un romanzo che "dovrebbe essere Rosa"
Ammesso e non concesso che i suoi due romanzi possano definirsi "Rosa", visto che nelle storie di questa Autrice si respirano lacrime femminili, uomini dispotici, un senso di condanna senza via d'uscita, dialoghi cinici, possesso maschile che arriva quasi al "rapimento" se non al quasi-stupro, gelosia patologica, donne deboli e incapaci di staccarsi da storie sentimentali tossiche, il tutto narrato in pagine decisamente pesanti ed inquietanti nell'atmosfera.
Ripeto: Charlotte Lamb scrive benissimo, le storie sono avvincenti, ma qui non siamo dalle parti del Rosa, siamo piuttosto dalle parti del dramma tutto al femminile, di una debolezza, della mancanza di autostima, della vittima-sacrificale immolata all'altare del cinismo strafottente maschilista che considera la donna "una sua proprietà, una bambola da dominare".
Più che far sognare ad occhi aperti e intrattenere, i due romanzi di Charlotte Lamb raggelano e sembrano quasi suggerire alla lettrice di evitare rapporti con gli uomini... Che sia stato questo, in realtà, il vero scopo dell'Autrice? Terrorizzare le sue lettrici? Suggerire che è meglio stare alla larga dagli uomini? Vi pare che sia uno stralcio che parli di un rapporto sessuale piacevole e consenziente, questo brano, che ho selezionato, tra i più "pesanti"?
"No!" implorò lei con la gola stretta. Lui non rispose. Le mani lunghe e forti ghermirono le braccia di Cordelia, l'attirarono a sé, senza tenere conto del suo grido di protesta. Non ebbe il tempo di reagire. Le labbra di Dan baciarono spietatamente la sua bocca, intimandole così il silenzio e, tenuta solidamente per la nuca da una mano potente, Cordelia non poté nulla contro quella richiesta sensuale. Gemette e lottò, respingendo con le mani il torso nudo di Dan, ma lui la spingeva inesorabilmente indietro. Senza riuscire ad opporre resistenza, Cordelia si ritrovò sdraiata sul letto, imprigionata sotto il corpo massiccio di suo marito. Si dibatté furiosamente contro Dan, vergognandosi però del desiderio ardente che saliva in lei. Mantenendo fermamente la presa, Dan ammirava il giovane corpo che si agitava. C'era nei suoi occhi un'espressione trionfante e crudele: le proteste di Cordelia non lo irritavano, al contrario la sua ribellione accendeva il suo desiderio. Cordelia smise di contorcersi. Si guardarono negli occhi un istante. "Per favore, ti scongiuro Dan, mi terrorizzi." Quella capitolazione era umiliante, ma aveva abbandonato ogni speranza di sfuggirgli."
Comunque, ne consiglio la lettura; ma tenete presente che dietro la patina "Rosa" si nasconde davvero molto, molto pessimismo se non misoginia e sadismo. Ho già fatto notare che le scene "di sesso" sono, di fatto, quasi una descrizione di uno stupro e il fatto che solo verso la fine della scena "Cordelia ha qualche gemito di piacere" non rende la pagina meno "pesante" di quello che è, e non scagiona Dan, che, a tutti gli effetti, esattamente come Steve, è uno stupratore coniugale.
Infine, faccio notare che il finale con l'"happy end" di un Dan che si dichiara innamorato di Cordelia è del tutto fuori luogo e messo lì tanto per chiudere la vicenda nel modo in cui un romanzo Rosa DEVE obbligatoriamente concludersi, ma è poco credibile, costruito molto male e del tutto fuori luogo, stonando non poco. Dopo che per cento e passa pagine si sono descritte sevizie di violenza psicologica (con lo spauracchio di quella fisica sempre sullo sfondo) le lacrime, l'angoscia e la disperazione di Cordelia, chiudere il tutto con cinque righe dove si descrive un Dan tenero e innamorato, è quasi uno sfottò.

Le pagine più belle:

"Saliti sull'aereo Dan la fece sedere accanto al finestrino. "Dev'essere stanca", si preoccupò. "Cerchi di dormire." Lo guardò e lo detestò con tutta se stessa: la presenza di quell'uomo così freddo, così distaccato, le impediva di sciogliersi in lacrime, di commuoversi sulla sua sorte. Chiuse gli occhi e, sfinita, cadde in un sonno agitato, pieno di timori per l'avvenire."

"Quello sconosciuto in cui Marcus riponeva tutta la sua fiducia, rappresentava una vera minaccia, perché il suo cuore era di pietra. Non occorreva essere indovini per capirlo: bastava guardarlo. Sembrava spietato, completamente razionale, freddo, logico, efficiente. Aveva, senza dubbio, la stoffa di un direttore, ma era meglio non trovarsi sulla sua strada."

"Era stata spesso oggetto dell'ammirazione maschile, l'avevano corteggiata, a volte con passione. Ma non era mai rimasta paralizzata davanti a un uomo fino a quel punto. La fredda valutazione delle sue attrattive da parte di quegli occhi grigi l'aveva lasciata di ghiaccio e furibonda. Dav aveva esaminato le sue forme dalla testa ai piedi, lentamente, considerando ogni dettaglio del suo corpo. Era forse una schiava messa in vendita? Come aveva osato?"

"Sì, se solo si fosse dichiarato francamente, avesse posto una domanda diretta, avrebbe potuto rifiutare categoricamente, e tutto sarebbe finito. Non si sarebbe più sentita esposta a quell'inseguimento silenzioso, spietato, come se fosse stata una schiava in fuga nella palude, di notte. (...) senza l'ombra tenebrosa di Dan che la seguiva costantemente. La sua personalità implacabile, la sua volontà la dominavano, anche quando non era presente."

"Era gelosa? La vergogna le infiammò le guance, ed ebbe un brivido di disgusto. Mio Dio! No!, pensò. Alla sola idea delle mani di Dan Harland sul suo corpo il sangue le si gelava nelle vene. (...) La luce delle candele dava ai lineamenti di Dan un aspetto terribile: i suoi occhi avevano il bagliore dell'acciaio. Olivia lo contemplava con adorazione e ascoltava tutte le sue parole."

"Accecata dal sole, Cordelia si girò ridendo verso Dan e si accorse che lui la osservava intensamente. Uno strano senso di vertigine si impadronì di lei. Abbassò la testa e rimase là, incapace del minimo movimento. La bocca dura sfiorò le sue labbra. Un brivido di fuoco percorse il corpo di Cordelia. Stretta contro il robusto petto di Dan, non vedeva più niente, non sentiva che l'urlo di desiderio che sgorgava da tutto il suo essere. In fondo aveva sempre saputo che l'avrebbe fatta impazzire e ora, nella torrida estate greca, non riusciva a pensare. Contava solo l'ebbrezza dei sensi, i baci dati e resi, i loro corpi allacciati."

"Dan era là, le mani sprofondate nelle tasche, gli occhi fissi su di lei. (...) Sì, diceva la voce di Dan, ubbidirai a tutti i miei ordini. Ai miei più piccoli desideri. Immobile, silenziosa, Cordelia contemplava la figura sottile e muscolosa, i capelli neri, e aveva l'impressione di non avere via di scampo."

"Sotto la fiamma che la divorava, Cordelia gemeva smarrita, trascinata come un fuscello dal crescente desiderio."

"Cos'hai contro il matrimonio?" Cordelia si irrigidì di colpo. "Il solo pensiero mi raggela, mi sento soffocare", dichiarò. "L'ombra delle sbarre della prigione..." Dan scoppiò a ridere. (...) "Una volta sposata, la donna diventa proprietà di un uomo... Perde la sua individualità, la sua personalità... la sua...", le mancavano le parole tanto la collera l'accecava."

"Aveva avvisato Joe del loro matrimonio prima ancora della partenza per la Grecia. Avrebbe dovuto indovinare le sue intenzioni, sapere che non si sfugge a un uomo di quella tempra. La sua volontà era così indomita, il suo carattere così autoritario. Andava avanti inesorabilmente nella vita, sicuro di vincere, di piegare la gente alle sue regole e ai suoi desideri. Ricordò il logorante inseguimento condotto da Dan per mesi. Non si era mai affrettato, si era limitato a spingerla nella trappola lentamente, ineluttabilmente."

"Perché Dan poteva, in qualunque momento, divorarla, annientarla. Se si fosse data a lui una volta, non sarebbe mai più stata libera. La violenza delle sue reazioni nei confronti di Dan la faceva tremare."

"Cordelia gemeva debolmente sotto la tortura delle mani vellutate del suo futuro marito. C'era qualcosa di profondamente reale in quel sogno carico di languore fisico... Cordelia viveva quel sogno appassionatamente, al ritmo sensuale delle dita che toccavano il suo corpo come uno strumento divino...Ma non era un sogno! Nuda, fra le braccia poderose di Dan, Cordelia tremava di ardore."

"E non mi sottometterò facilmente, Dan Harland. Se vuoi ottenere qualcosa da me, dovrai prenderlo con la forza, e urlerò se osi solo provarci!"

"Non ti darò l'occasione di sfuggirmi, Cordelia, mettitelo bene in testa. Ti porterò in chiesa impacchettata, se occorre!" "Non voglio sposarti! Quando capirai che dico sul serio?" Dan scoppiò a ridere, divertito nel vedere Cordelia fuori di sé. "Sai qual'è il tuo problema, Cordelia? Non ti hanno sculacciata abbastanza da piccola. Dovrei farlo io." Cordelia balzò indietro, come se fosse convinta di ricevere uno schiaffo."

"Ogni tanto gettava un'occhiata furtiva all'anello, simbolo della sua prigionia, e trasaliva inquieta."

"Cordelia aspettava con terrore la loro prima notte di nozze e il momento in cui avrebbe dovuto abbandonarsi al desiderio di Dan."

"No!" implorò lei con la gola stretta. Lui non rispose. Le mani lunghe e forti ghermirono le braccia di Cordelia, l'attirarono a sé, senza tenere conto del suo grido di protesta. Non ebbe il tempo di reagire. Le labbra di Dan baciarono spietatamente la sua bocca, intimandole così il silenzio e, tenuta solidamente per la nuca da una mano potente, Cordelia non poté nulla contro quella richiesta sensuale. Gemette e lottò, respingendo con le mani il torso nudo di Dan, ma lui la spingeva inesorabilmente indietro. Senza riuscire ad opporre resistenza, Cordelia si ritrovò sdraiata sul letto, imprigionata sotto il corpo massiccio di suo marito. Si dibatté furiosamente contro Dan, vergognandosi però del desiderio ardente che saliva in lei. Mantenendo fermamente la presa, Dan ammirava il giovane corpo che si agitava. C'era nei suoi occhi un'espressione trionfante e crudele: le proteste di Cordelia non lo irritavano, al contrario la sua ribellione accendeva il suo desiderio. Cordelia smise di contorcersi. Si guardarono negli occhi un istante. "Per favore, ti scongiuro Dan, mi terrorizzi." Quella capitolazione era umiliante, ma aveva abbandonato ogni speranza di sfuggirgli."

"In mancanza di amore, si incontravano, nel cuore della notte, nel nido morbido del loro letto e si scambiavano vibranti carezze. Bugie, bugie!, pensò. Era diventata sua schiava al punto d'accettare la sua ironia e il suo disprezzo?"


Di Charlotte Lamb vedi anche "Il Ragazzo della Spiaggia": https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/03/il-ragazzo-della-spiaggia-di-charlotte.html "La Torre nel Bosco" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/la-torre-nel-bosco-di-charlotte-lamb.html "Un altro uomo, un'altra vita" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/un-altro-uomo-unaltra-vita-di-charlotte.html

"Il Mistero del Castello" di Barbara Cartland (Romanzi Storici)


Trama: "Leona Grenville, rimasta orfana, si sta recando al castello del Duca di Ardness, amico della madre defunta; quando la carrozza su cui viaggia si rovescia sul ciglio della strada, a prestare soccorso a Leona è Lord Torquil Strathcairn, che la ospita con tutti gli onori nel suo maniero. Nelle poche ore passate insieme tra i due sboccia una reciproca simpatia, tanto che il giorno seguente, al momento di separarsi, promettono di rivedersi presto. Ma giunta a destinazione, Leona percepisce qualcosa di sinistro e minaccioso nelle maniere del duca, che poco dopo, animato da un folle progetto, la rinchiude nella sua stanza. Riuscirà Strathcairn a salvarla ancora una volta?"

Commento di Lunaria: Davvero uno splendido romanzo, avvincente, che sceglie di raccontare una delicata storia d'amore sullo sfondo di un fatto di cronaca realmente successo: gli espropri di terre e poderi ai danni dei contadini, avvenuti in Scozia dal 1785 al 1854. Leona, poco prima di giungere al castello del Duca si trova proprio ad assistere a un tremendo pestaggio che alcuni contadini inermi subiscono: vengono privati delle loro terre e le loro casupole sono date alle fiamme; orripilata, Leona scoprirà che è proprio il Duca di Ardness, cinico e calcolatore, ad ordinare gli espropri. Ma è troppo tardi per scappare dal castello del Duca, che, con l'inganno, riesce quasi a segregare la ragazza. Da qui in poi non svelo più niente, per non rovinare la suspence del romanzo fino al lieto fine. I più attenti avranno notato che il tema della "fanciulla perseguitata e rinchiusa in un tetro castello" deriva dalla letteratura gotica di fine Settecento\inizio Ottocento ("Il castello di Otranto" di Walpole e soprattutto i romanzi di Ann Radcliffe)



e infatti Barbara Cartland conferisce un tocco di brivido gotico alla vicenda. I tre personaggi principali sono descritti nel dettaglio, ben delineati nei loro pensieri, azioni e nei segreti che celano; ottimi i dialoghi e la sintassi, con un uso forbito e ricercato del linguaggio; c'è spazio persino per la descrizione di certe danze e galatei scozzesi nonché per gli splendidi paesaggi della brughiera scozzese. Un romanzo davvero consigliato a tutte le amanti di Rosa storico ottocentesco. Ora capisco perché Barbara Cartland è considerata la Regina del Rosa!






 Gli stralci più belli:

"Scozia 1850. Il fischio del vento filtrava in ogni angolo e attraverso ogni fessura, sebbene la carrozza fosse robusta e costruita senza badare a spese. In effetti, la tempesta che infuriava nella brughiera era talmente violenta che i cavalli non potevano procedere che al passo. [...] Cavalcarono per alcuni minuti mentre il vento sempre più gelido si insinuava perfino attraverso le spesse pieghe del drappo in cui l'aveva avvolta, inducendola a rallegrarsi per il calore che emanava dal corpo del suo salvatore. D'istinto aderì ulteriormente a lui. Poi, alzando lo sguardo, notò che un sorriso gli curvava le labbra al di sopra del mento volitivo. [...] Stavano scendendo lungo il fianco di una collina e lui la reggeva saldamente per impedirle di scivolare in avanti. C'era un che di confortante nella forza del suo braccio. Si sentiva protetta e al sicuro, una sensazione che non provava dal giorno della morte di suo padre."

"Mi sento al sicuro con voi". Era vero, pensò Leona. Da quando lui l'aveva depositata sulla sella e l'aveva circondata con il braccio, si era sentita al sicuro e protetta dalla sua presenza. "Lo pensate sul serio o vi limitate a essere educata?" "Sto dicendo... la verità", bisbigliò lei. Incontrò i suoi occhi e qualcosa di strano passò fra di loro, una sorta di corrente che fu incapace di spiegarsi. [...] Perché le era così difficile articolare le parole? Ancora una volta fu avvinta dal suo sguardo."

"Benedico questo vento che vi ha portata qui questa sera" dichiarò Lord Strathcairn con la sua voce profonda. "Per me è come se fosse un incantesimo". Incontrando i suoi occhi, Leona rimase stregata ancora una volta dall'espressione che vi scorse."

"Quando raggiunsero il punto in cui la carrozza si era rovesciata, si volse ancora una volta in direzione del castello che si ergeva sulla riva del lago. Abbassò il finestrino per godere di una visuale migliore e adesso, nella luce brillante del sole, le parve il posto più bello del mondo. La brughiera viola, la tonalità argentea del lago, i piccoli poderi annidati sui fianchi delle montagne, tutto sembrava perfino più incantevole di prima. E il castello in se stesso era l'incarnazione perfetta di tutti i misteri della Scozia."

"Era tutto ciò che aveva sperato e desiderato di trovare in un uomo. Il senso di protezione che le aveva dato quando l'aveva tenuta fra le braccia aveva risvegliato il suo amore prima ancora che lui la baciasse. Mai più, pensò disperata, sarebbe riuscita a provare per un uomo lo stesso trasporto, le stesse sensazioni estatiche."

"Siete certo di... desiderarmi?" I loro occhi si incontrarono e il fuoco che ardeva in quelli di lui le procurò un fremito in tutte le membra. Poi Lord Strathcairn le coprì le labbra con le sue e Leona comprese che ancora una volta stava suscitando in lei l'estasi e lo splendore che aveva provato quando l'aveva baciata nella grotta."

"Le semplici parole che l'avrebbero legata per sempre all'uomo che amava, pensò Leona, le sarebbero rimaste impresse nella mente per il resto dei suoi giorni. Vi reagì con ogni fibra del suo essere, pregando di riuscire a rendere felice suo marito e dargli dei figli meravigliosi come lui. [...] lui prese la sua sposa fra le braccia e la baciò. Un bacio tenero, devoto, che ciò nondimeno le procurò la sensazione che in quel momento gli si stava donando con le sue labbra, il suo cuore e la sua anima."


Recensione ad altri libri di Barbara Cartland: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/09/incontro-al-chiaro-di-luna-di-barbara.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/09/le-copertine-dei-romanzi-di-barbara.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/amore-prigioniero-di-barbara-cartland.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/le-torri-di-rannock-di-barbara-cartland.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/07/le-sorprese-dellamore-di-barbara.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/08/la-strada-per-la-felicita-di-barbara.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/12/passione-sotto-la-cenere-di-barbara.html

APPROFONDIMENTO:

E pensare che tutti quelli che NON hanno mai letto libri di "genere rosa" pensano che siano librucoli cretini! E invece chi non ha pregiudizi e chi legge libri prima di sparare cazzate lo sa molto bene che nei romanzi di genere "Rosa Storico" (Historical Romance) vengono ricostruiti con perizia i diversi periodi e vicende storiche (Medioevo e Ottocento sono i periodi più gettonati, ma non mancano romanzi rosa ambientati nell'antichità, nel Rinascimento e nel Seicento). Ne è un esempio "Il Mistero del Castello" di Barbara Cartland, una delle regine del Rosa.

Comunque, al di là della delicata e appassionata storia d'amore tra Leona e Lord Strathcairn (peraltro l'Autrice opta per uno stile narrativo molto curato ed elaborato, dal sapore ottocentesco) quello che mi interessa riportare qui è "il contorno storico", ovverossia gli espropri di terre e poderi ai danni dei contadini, successi in Scozia dal 1785 al 1854.

Scrive l'Autrice: "La crudeltà dimostrata dai clan delle Highlands non sarà mai dimenticata né perdonata. Per poter affittare le loro valli e i versanti delle loro montagne agli allevatori di pecore provenienti dall'Inghilterra e dalle Lowlands, i capiclan espulsero dai loro poderi uomini, donne e bambini, servendosi dell'esercito in caso di necessità. La prima espulsione fu eseguita nel Sutherland nel 1785, l'ultima nella contea di Ross nel 1854. Centinaia di migliaia di scozzesi furono costretti a emigrare, un terzo dei quali per morire di fame o di colera, tifo o vaiolo nelle fetide stive dei velieri. 58.000 persone lasciarono la Gran Bretagna per il Canada nel 1831, 66.000 l'anno seguente."

Stemma dello Sutherland

Questa vicenda storica nota come "Highland Clearances" (*)  la possiamo persino relazionare a quanto avviene ai giorni nostri: pensiamo allo sfruttamento operaio (soprattutto nei cantieri edili, i muratori e i lavoratori sono spesso vittime di infortuni come mutilazioni, cadute dai macchinari o dai palazzi, incendi o avvelenamenti con sostanze tossiche) o alle condizioni di schiavitù cui sono soggetti i lavoratori stranieri sfruttati nei campi in Sud Italia (caporalato, spesso gestito dalla mafia) ma anche agli allevamenti intensivi (dove gli animali vengono torturati) e al fenomeno del land grabbing (in certe zone d'Africa o dell'Amazzonia) che colpisce i contadini, sfrattati dalle loro terre confiscate dalle grandi multinazionali e da industriali senza scrupoli.
L'Autrice descrive molto bene gli sfratti subiti dai contadini a partire da pagina 48; neanche a dirlo, il responsabile di questi sfratti è il cinico Duca di Ardness, che segregherà Leona, dimostrando tutta la sua crudeltà.
"Guardò fuori dal finestrino e rimase sbalordita nel vedere una quantità di persone radunate attorno a un piccolo podere. In un fracasso assordante, due uomini stavano portando fuori da una casupola ogni sorta di suppellettili domestiche mentre due donne e diversi bambini inveivano contro di loro. Gli abitanti di altri poderi stavano correndo lungo la strada, impedendo ai cavalli di avanzare, e gli uomini che avevano trascinato fuori le masserizie stavano appiccando il fuoco al tetto della misera abitazione. A un tratto una delle donne che teneva un neonato fra le braccia urlò in gaelico "Tha mo clann air a bhi air am mirt!", "State assassinando i miei figli", tradusse Leona, rendendosi conto che oltre ai due uomini che stavano incendiando la casupola, erano presenti tre gendarmi. Sconvolta, scese dalla carrozza. Malgrado il rumore e le grida assordanti, notò che le donne stavano tentando di salvare alcune galline, che erano chiuse in un pollaio e rischiavano di essere bruciate vive. Mentre la casa prendeva fuoco, un uomo si tuffò tra le fiamme e riemerse con un bambino urlante e mezzo nudo. "Che cosa c'è? Che cosa sta succedendo?", domandò lei. Era impossibile che venisse udita al di sopra della confusione generale, ma un uomo meglio vestito ed evidentemente più autorevole le si avvicinò. "Vi conviene proseguire, signora. Farò sgombrare la strada per consentire ai cavalli di passare." "Ma che cosa sta succedendo?" "Queste persone sono state sfrattate." "Sfrattate? Intendete dire che vengono ancora eseguite le espulsioni forzate da queste parti?" "Sua Grazia ha bisogno della terra." "Per le pecore?" "Appunto. E adesso, signora, se volete risalire in carrozza, potrete riprendere il vostro viaggio." L'uomo le volse le spalle e Leona si rese conto che il valletto le stava tenendo aperto lo sportello in attesa che vi salisse. "Aiuto... vi prego, aiutateci!", le gridò una donna. Lei esitò, ma una guardia colpì la donna con un manganello, gettandola a terra. Leona stava per accorrere in suo soccorso quando l'uomo con cui aveva parlato poco prima le riapparve al suo fianco. "Vi spiace andarvene, per favore, signora? Non c'è niente che possiate fare qui e Sua Grazia non gradirebbe che vi tratteneste." Leona avrebbe voluto protestare per il modo in cui venivano trattati le donne e i bambini, ma in qualche modo si ritrovò all'interno della carrozza, lo sportello venne chiuso e i cavalli si avviarono rapidamente sulla strada ormai sgombra. Attraverso il finestrino, portò lo sguardo sulla fattoria in fiamme. Subito dopo notò che prevedendo ciò che sarebbe seguito, le persone che avevano assistito al primo sfratto stavano già portando i mobili fuori dalle loro case. Si appoggiò allo schienale del sedile, sentendosi quasi mancare per l'orrore. Pur avendo sentito parlare degli sfratti e delle espulsioni che avevano luogo nelle Highlands, oltre che del modo in cui venivano eseguiti, le era sembrato che tutto fosse accaduto molto tempo addietro e fino a quel momento aveva ignorato che quelle atrocità venivano ancora perpetrate." [...] "Leona esitò un istante prima di sbottare. "Quando me ne sono andata da qui, ho visto sfrattare alcuni fittavoli del duca." Non si azzardò a guardarlo, intuendo che in qualche modo la collera che lo avrebbe assalito avrebbe suscitato la sua ira. "Ne siete rimasta colpita?", le domandò in tono neutro. "Come credete che abbia reagito a uno spettacolo così orrendo, così degradante... talmente disumano che non riesco ancora a parlarne senza piangere?" Quelle parole appassionate parvero vibrare nella stanza. "E gliene avete parlato?" "Ho tentato, giuro che ho tentato, ma Sua Grazia si è rifiutato di ascoltarmi... e non c'era nessun altro che avrei potuto interrogare sulla loro sorte." Lord Strathcairn le si avvicinò. "Mi dispiace che siate stata costretta ad assistere a uno spettacolo così raccapricciante. Ma forse adesso comprenderete perché il duca e io non ci rivolgiamo più la parola." [...] "Quella gente... quei poveri sventurati... riesco ancora a udire le loro grida... e un bambino ha rischiato di morire bruciato quando hanno appiccato il fuoco al cottage." "Un sopruso intollerabile!", proruppe lui in tono aspro. "è accaduto in tutta la Scozia... l'avidità dei proprietari terrieri e la brutalità dei loro fattori hanno crocifisso gli abitanti delle Highlands e distrutto lo spirito della nostra gente." [...] "Centinaia di migliaia di scozzesi sono stati già mandati all'estero e dispersi in tutto il mondo, cinquantottomila solo nel 1831. Ormai resta ben poca terra che non sia stata trasformata in pascoli per le pecore", concluse con profonda amarezza."

(*) Le Highland Clearances furono un trasferimento forzato di persone tra il XVIII e XIX secolo, per espellerle dai terreni agricoli dei lord delle Highlands scozzesi, e destinare questi terreni all'allevamento di ovini. Questi sfratti furono violenti e brutali e causarono migrazioni forzate. Oggigiorno qualcosa di simile succede col fenomeno del land grabbing, l'accaparramento delle terre: un terreno viene venduto ad aziende o governi di altri paesi senza il consenso della comunità e delle persone che ci abitano per produrre il loro cibo. Quando queste persone vengono scacciate, l'alternativa al morire di fame è la migrazione forzata.

Link utili:
Highland Clearances:  https://it.wikipedia.org/wiki/Highland_Clearances
Land Grabbing: https://it.wikipedia.org/wiki/Land_grabbing
https://www.oxfamitalia.org/scandalo-land-grabbing/
https://festivaldirittiumani.it/land-grabbing-contadini-del-mali-gli-espropri/
https://www.radiopopolare.it/2016/03/socfin-la-multinazionale-della-deforestazione/


"L'uomo venuto dalla stelle" di Barbara Delinsky (Harmony Jolly)


Trama: Sono le forti braccia di Cameron a salvare Summer da morte sicura durante un nubifragio, ma sono gli occhi di lui a farla innamorare. Capelli neri, profilo perfetto, sembra un uomo apparso dal nulla, senza una casa, una famiglia, un passato. Forse per questo a Summer piace tanto. Lei, esperta di erbe e pozioni magiche, amica degli animali, appartenente ad un'antica famiglia dalle radicate tradizioni... Così diversi, così uguali... Così l'uno parte dell'altro....

Commento di Lunaria: "L'uomo venuto dalla stelle" è una delicata storia d'amore tra una donna umana e un uomo "non del tutto umano", proveniente da un altro pianeta. Il romanzo è stato scritto nel 1992, in tempi non sospetti, quando l'Urban Fantasy (così in voga nell'era post-Twilight) ancora non era stato creato.
Quindi, recuperatelo nel caso siate fans della più celebre saga Urban Fantasy "Lux" ("Obsidian", "Onyx"...).


L'Autrice sceglie di ambientare la storia d'amore tra Summer e Cameron su un'isola sperduta, riducendo i personaggi di contorno e le scenografie al minimo; in compenso, dà ampio spazio alle emozioni dei due protagonisti, al nascere (praticamente istantaneo) del loro sentimento, alle paure di Summer e alla sua tormentata storia familiare (da sempre, le sue antenate sono state considerate streghe... donne con poteri guaritori, temute e allo stesso tempo ammirate da chi ricorre ai loro medicamenti, ma anche allontanate e costrette a vivere isolate) e a Cameron, davvero affascinante e protettivo, oltre che dolce e romantico. Fin dal primo capitolo, lo stile narrativo è delicato e avvincente ed effettivamente "L'uomo venuto dalle stelle" si legge tutto d'un fiato. Notevoli le pagine più erotiche.
In conclusione, "L'uomo venuto dalle stelle" è un romanzo rosa che assolve egregiamente il suo scopo: saper intrattenere con belle atmosfere d'amore delicate a tinte leggermente fantasy. Di sottofondo, c'è anche spazio per una vena ecologista ed animalista (Summer deve proteggere dei pony magici da alcuni imprenditori senza scrupoli che vogliono cementificare il prato dove gli animali pascolano)

Gli stralci più belli: "Quindi la sua schiena poggiò al suolo, mentre lui, con il corpo imponente, la inchiodò a un letto di aghi di pino bagnati. Iniziò a tremare per il terrore.
"Ehi", ripeté lui con più dolcezza, mentre i suoi occhi la studiavano stupiti. Poi le si tolse di sopra, la attirò tra le sue braccia e la strinse. "Cosa ti è successo?", le chiese, quando si fu calmata.
Non c'era motivo di mentire. "Una volta sono quasi stata stuprata."
Lui la strinse più delicatamente. "Io non lo farò."
Mentre scuoteva la testa, le sembrò di vedere un moto di rabbia attraversare il volto di Cameron. Mi dispiace, dicevano i suoi occhi. Non sarebbe dovuto essere così.
"Me la cavo bene lo stesso. Certe persone sono destinate a vivere da sole. Io sono una di loro."
"Non sarebbe dovuto essere così", osservò Cameron ad alta voce. Era strano il modo in cui l'aveva detto. Come se lei fosse stata la vittima di un piano andato storto. "Sei troppo carina per vivere sola. Troppo sensibile e vulnerabile."

"E tu mi vuoi."
Lei scosse la testa per negarlo, ma nonostante tutto avvertì un'ondata di calore avvolgerla. "Non voglio nessun uomo" ribatté, ma il corpo la tradì tremando appena.
Cameron le prese le mani, se le portò alla bocca e baciò i palmi. Poi, mentre con gli occhi diceva a Summer di non resistergli, le appoggiò sul torace.
Lei riusciva a malapena a respirare. Sotto le dita, il torace nudo di Cameron era forte, caldo e vivo. [...] Lei lo guardò. Nessun uomo l'aveva mai desiderata prima. Quello che l'aveva trascinata nel bosco e le aveva strappato i vestiti di dosso aveva in mente solo di violare il suo corpo.
[...] Summer sprofondò in un angolo del divano con la guancia contro il bracciolo e serrò gli occhi, ma niente riusciva a cancellare le immagini che vedeva. Immagini erotiche, sensuali che la fecero respirare affannosamente. Vedeva la mani di Cameron sul suo corpo nudo che le accarezzavano i seni. Infine le sensazioni presero il sopravvento e incominciò a sentire la pelle bruciarle e i capezzoli inturgidirsi sotto le sue dita."

"Abbassò il flauto con un sospiro e rifletté. Aveva la terribile sensazione di incominciare a innamorarsi di lui. Era una tragedia. Quell'amore non avrebbe portato a nulla. Cameron non poteva rimanere a Pride e lei non poteva andarsene."

"Lei cercò di ribellarsi. Non poteva abbandonarsi a lui. Ma fu tutto inutile. Il suo tocco l'aveva già raggiunta in profondità. Ondate di piacere le risalivano lentamente le vene finché tutto il corpo non ne fu invaso. Iniziò a respirare in modo lento, profondo, e le sembrò la cosa più normale del mondo voltarsi verso di lui, appoggiargli la guancia sul collo, con il naso all'altezza della gola. Il suo profumo virile fece lo stesso. Sarebbe potuta rimanere abbracciata a quel corpo possente per sempre. Il senso di pace che avvertiva era fortissimo. [...] Questa volta Summer emise un gemito breve e acuto, ma di paura. Si sentiva bruciare dentro. Una sensazione di calore troppo forte da sopportare. Ancora un attimo e sarebbe arsa viva."

"Il suo bacio la consumò fino a farla impazzire di desiderio. Summer affondò le dita tra i suoi capelli e lo tenne stretto a sé. Poi lui chinò la testa sul seno. Lei inarcò la schiena. La pelle, già calda per la doccia, diventò febbricitante mentre il calore le si diffondeva in tutto il corpo. [...] Cameron le sigillò le labbra con un bacio che la lasciò ansimante. "Non doveva succedere", mormorò con voce roca. "Ma ti amo". La baciò ancora e al contempo le fece scivolare una mano sul corpo. Le dita raggiunsero in fretta il triangolo morbido tra le cosce, poi divennero più ardite. Summer emise un sospiro di piacere."



Recensione a ''Dark Love''


Trama: Dopo aver sopportato anni di torture inflitte dai vampiri, Lachlain MacRieve, capo del clan dei lykae, è furioso quando scopre che la compagna che aspetta da millenni e che gli è stata destinata è in realtà un'esile ed eterea creatura, metà valchiria e metà vampiro. Porta il nome di Emma e anche lei ha un passato tormentato alle spalle; nel momento in cui Lachlain la reclama come Compagna è costretta ad abbandonare la ricerca della verità sulla morte dei genitori per seguirlo nel suo antico castello in Scozia. Laggiù, il timore che la giovane prova per il popolo dei lykae e per la loro fama di oscuri amanti comincia ad affievolirsi, mentre lui porta avanti un lento e perverso gioco di seduzione. Il suo unico scopo è quello di soddisfare i desideri nascosti che lei non ha mai osato rivelare. E quando un antico dolore tornerà dal passato di Emma, il profondo desiderio che li unisce rischierà di mettere in ginocchio persino un valoroso combattente come Lachlain e risveglierà in lei uno spirito guerriero mai sopito...

Recensione di Lunaria: "Dark Love" è il primo volume di una serie quasi infinita di romanzi (autoconclusivi) che riportano "storie d'amore contrastate", a tinte esplicitamente erotiche, tra creature dell'immaginario horror (vampiri, licantropi, fantasmi...) e mitologico (valchirie...). A quanto ho visto sul web, tutta la saga è arrivata a ben 16 libri + spin off e serie varie.
Introdotto da una copertina che plagia quella più celebre di "Twilight"



ed è "clickbait" (usiamo questo termine) perché spera di attirare le "Twilighters" dimenticandosi però di dire che qui siamo più dalle parti di questo



anche se, e dobbiamo dirlo, "Dark Love" non sembra scritto da un'analfabeta ritardata che ha appreso la nobile arte della scrittura mandando "piccanti sms" al fidanzato, abolendo i congiuntivi e usando solo il presente per moncherini di frasi idiote del tutto prive di sinonimi, aggettivi e citazioni colte. E per fortuna, perché nello sfacelo in generale possiamo almeno salvare la sintassi.

Sfacelo generale, perché la trama è prolissa oltre ogni modo (solo per descrivere una settimana dove... non succede niente se non lui che si arrabbia o lecca e annusa lei e lei che si ritrae e gli risponde male, ci vanno già 100 e passa pagine), confusionaria (non si capisce chi diamine sia Demestriu o da dove il tutto si sia originato, non è neanche chiaro perché il licantropo protagonista "si innamora" della vampira "a lui destinata"... da cosa? da chi? Non è dato sapere). Personaggi che vanno e vengono, descritti in maniera bidimensionale (il parentado delle valchirie non si capisce neanche cosa c'entri visto che tutto il romanzo è incentrato sui tentativi di lui di "scoparsi" lei - sì, testuale parola, perché come ho detto lo stile di scrittura qui NON è quello "da Twilight" ma da "Cinquanta Sfumature", spesso volgare e con frasi del tenore di "sei chiusa come un pugno" detto ad una che è appena stata rapita, obbligata a spogliarsi e si trova a subire delle molestie sessuali). I primi capitoli, poi, pessimi, con un Lachlain che sembra uno stupratore infoiato e psicotico e una Emma che cerca il più possibile di mantenersi vergine dopo essere stata rapita (con l'uso della forza e della minaccia, sottolineiamo); non è meno grave il fatto solo perché lo stupratore infoiato in questione è "di bell'aspetto"... e a meno di non soffrire della Sindrome di Stoccolma\Ibristrofilia, non è decisamente "la cosa più eccitante del mondo" venir rapite al modo in cui viene rapita Emma, dopo l'inseguimento (viene persino buttata nel fango!), e obbligata a masturbare il pene di uno sconosciuto minaccioso. Dando un'occhiata alle copertine dei volumi americani







avanziamo l'ipotesi che le copertine siano la cosa più pregevole di questa saga e l'unica cosa sulla quale ci si sia "impegnati". è vero che poi passate le 200 pagine, la trama è virata più sull'azione tra inseguimenti e sparizioni varie, ma neanche le ultime decenti 100 e passa pagine prima della fine riescono a risollevare un pessimo inizio che si protrae per più di 100 pagine (!)

In conclusione: per me questo "Dark Love" è stata una cocente delusione (tra l'altro, me tapina e fessacchiotta, l'ho acquistato a "scatola chiusa", prendendomi il trio in un sol botto)


e ripeto, più che dalle parte dell'Urban Fantasy, come furbescamente farebbe intuire la copertina e la trama, questo "Dark Love" suona quasi identico a questa ciofeca (no, non posso usare la parola "libro", per descriverlo)


solo che al posto del miliardario stalker, c'è l'uomo lupo. Che fa molto "zoofilia" in certe scene. A dire che poi una trama così insulsa (369 pagine sono oltremodo pesanti per parlare solo dei tentativi di "scopata" di un licantropo su una mezza-vampira\valchiria e non importa che solamente da pagina 161 per ravvivare un po' la trama con un po' di brio l'autrice ci piazzi dentro i tre cattivi vampiri - sbucati chissà dove - che cercano di ammazzare Emma: perché? Bho. Risicate spiegazioni ci vengono date solo a pagina 298...)

In conclusione: "Dark Love" NON è consigliato alle fans dei vari Twilight\Il Diario del Vampiro\Fallen. L'origine soprannaturale dei personaggi è solo una scusante per parlare di sesso bestiale, che poteva anche starci concludendo il werewolf-p*rn in 50 pagine (e anche meno), ma l'Autrice ha pensato bene di smarronarci per 369 pagine e solo per parlare di lui che sfodera un pene da lupo e di lei che accetta di volerlo solo a pagina 254, ricavandone un dolore atroce, visto che viene sverginata, ma siccome sotto sotto le piace essere sottomessa, ecco che arriva l'orgasmo qualche riga più sotto, anche se il tutto, data la natura bestiale di Lachlain già mezzo trasformato in lupo mannaro, più che scena d'amore tra antropomorfi, è una scena tra lo stupro e la zoofilia. Insomma "Dark Love" è stata una totale delusione per me; mi consolo che almeno l'ho comprato all'usato per 2 euro (pagarlo a prezzo pieno sarebbe stato buttare i soldi)

La scelta è vostra: se vi piacciono i cloni di "50 sfumature" (ma scritti più decentemente come sintassi, l'ho detto e lo ripeto, la trama è insulsa, ma lo stile di scrittura è decente) "Dark Love" vi piacerà (e verosimilmente vi piacerà l'intera saga) se scene di violenza sessuale pseudo-consensuale vi disturbano, allora state alla larga, perché potreste restarne nauseate (più che non "intrigate").

Qualche stralcio per dare un'idea:

"Un ringhio feroce. Spalancò gli occhi, ma non si girò, si limitò a correre attraverso il campo. Sentì degli artigli che affondarono nella sua caviglia un secondo prima di essere trascinata nel fango e messa di schiena. Una mano le coprì la bocca, anche se lei era stata addestrata a non urlare." "Non scappare mai da uno come me". Il suo aggressore non sembrava umano. "Non fuggirai. E ci piacerà." La voce era gutturale, come quella di una bestia, e in più aveva un accento...scozzese? Quando lei lo osservò attraverso la pioggia, lui la esaminò con occhi che in un primo momento erano dorati e che poi divennero di un azzurro inquietante. No, non era umano. Da vicino, Emma riuscì a notare che i suoi lineamenti erano regolari, maschili. Mento e mascella pronunciati completavano un viso i cui tratti sembravano scolpiti. Era bello, così tanto da farle credere che potesse essere un angelo caduto dal cielo. Possibile, come poteva escludere qualcosa? [...] il dolore di lui era così acuto da nausearla. Poteva prenderla o aprirle il ventre indifeso e ucciderla..."

"Ma anziché trovare la Compagna che si aspettava gli era capitata una vampira, una piccola e fragile vampira. Erano secoli che non sentiva parlare di vampire in vita. [...] Il suo istinto diceva ancora che quella creatura eterea dai capelli chiari era sua. L'istinto gli urlava dentro e gli diceva di toccarla, di reclamarla. Aveva atteso così a lungo... Si mise la testa tra le mani, nel tentativo di non diventare ancora violento, di cacciare la bestia dentro la sua gabbia. Ma perché il destino lo aveva derubato ancora una volta? L'aveva cercata per più di mille anni. E l'aveva trovata tra coloro che disprezzava, un odio così virulento da non riuscire a controllarsi. Una vampira. Il modo in cui conduceva la sua esistenza lo disgustava. La sua debolezza lo disgustava. Il suo corpo pallido era troppo piccolo, troppo sottile, e si sarebbe spezzato non appena avrebbe fatto sesso in modo violento per la prima volta. Aveva atteso un millennio per un parassita inerme."

"Ciascun lykae custodiva una bestia simile a un lupo dentro di sé, come una possessione. Questo particolare li rendeva immortali e faceva desiderare e apprezzare loro le cose fondamentali: cibo, tatto, sesso. Ma come aveva visto quella stessa notte e la precedente, il sesso era in grado di sprigionare la furia della creatura, senza che il lykae stesso fosse in grado di controllarla, godendo nel graffiarsi, mordersi e nel marchiare la carne nell'impeto. [...] Come facesse un essere dall'aspetto così bello a nascondere un animale ingovernabile andava oltre la sua comprensione. Era una bestia sotto forma di illusione. [...] In superficie il divino, in profondità... la bestia. Come faceva a stare accanto a un essere dal quale doveva fuggire? La sua eccitazione fu involontaria, imbarazzante da un certo punto di vista, e fu felice quando tutta la stanchezza accumulata soffocò quella sensazione."

"Da quando l'aveva toccata era riuscito a terrorizzarla e a farle del male, e sentiva che lei era arrivata al limite, aveva sopportato a malapena gli eventi dei quattro giorni precedenti. [...] Se lui non si fosse risvegliato in quel momento, avrebbe potuto... avrebbe potuto ucciderla. [...] Nei lunghi anni di solitudine, aveva immaginato la sua Compagna in mille modi diversi. Aveva sperato che sarebbe stata intelligente e attraente, premurosa. E ora Emma, per metà vampiro e per metà valchiria, stava eclissando le sue più sfrenate fantasie."


"Ti sto aspettando" di Lisa Cach (Dark Passion)


Trama: Samira è un demone succubo. La notte si insinua nei sogni degli uomini per avverare i desideri più carnali. Conosce ogni segreta fantasia erotica nascosta nei loro cuori, eppure non è mai stata toccata dalla mano di un amante. E nemmeno lo ha mai desiderato...finora. Nicolae, principe della Moldavia, è stato sconfitto in guerra ed è ora esiliato su un'isola in un monastero diroccato. In cerca di riscatto, si vota alle arti oscure e progetta di ricorrere ai poteri di Samira. Ma quando la bellissima succubo si presenta a lui con sembianze umane, tutti i pensieri di vendetta svaniscono. E quello che accadrà cambierà per sempre il loro mondo e i loro cuori...

Commento di Lunaria: introdotto da una suadente copertina, "Ti sto aspettando" ha diversi spunti interessanti: fonde il genere rosa con quello storico (è ambientato a partire dal 1423) inserendoci un elemento sovrannaturale (i succubi e la magia) non così sfruttato nel Rosa (specie il primo), così come la "location" in cui si svolge la vicenda (la Transilvania). L'unico difetto è che una buona storia come questa sia stata "dilungata troppo" (229 pagine) e che le pagine storiche dei retroscena politici e marziali che occupano tutta la parte centrale del romanzo (soprattutto dalla pagina 85 in poi) siano anche le più noiose (difficile che una lettrice amante del Rosa si interessi a leggere pagine di strategie militari e problemi di successione dinastica...). Ottime le pagine erotiche, sessualmente esplicite, che rendono "Ti sto aspettando" decisamente piacevole e bollente (se non ci fossero state lo avrei trovato alquanto prolisso e noioso, per quanto il linguaggio sia ben curato e forbito). Peccato non aver dato più spazio all'incubo Theron (demone maschio sessuale) che per tutta la vicenda, anche se citato più volte, resta un personaggio secondario (ma forse l'Autrice aveva intenzione di proseguire la vicenda in un seguito...) quando di per sé come personaggio avrebbe permesso un maggiore sviluppo delle fantasie sessuali femminile nello stadio onirico; Samira è molto ben caratterizzata in tutta la sua complessità (esilarante il suo diventare umana e scoprire cosa significhi andare in bagno...), Nicolae invece in tutta la prima parte del romanzo è proprio antipatico nella sua misantropia e non riesce a coinvolgere minimamente (anche se, scontato dire, prima delle ultime pagine, tutto di un botto diventa dolce e romantico e disposto a morire per Samira...). Notevoli i primi capitoli, ma come ho detto, per tutta la parte centrale (dal capitolo 8 in poi, quando Samira diventa umana come punizione da scontare) c'è una caduta di tono e i capitoli si fanno decisamente lenti e claudicanti (e non perché l'Autrice non sappia scrivere, anzi, ma perché sono tutte disgressioni fini a se stesse di strategie militari o rivendicazioni territoriali tra principi in contesa con relativa faida familiare e scontri con i Turchi...) e vengono interrotti di tanto in tanto da qualche ottimo - e meno male! - interludio erotico tra Samira e Nicolae. Insomma, togliendo pagine prolisse e troppo "storiche" o comunque sfoltendole, sarebbe stato un romanzo eccellente. Così com'è, resta invece solo un buon romanzo Rosa a tinte hot (le scene sessuali sono descritte esplicitamente, quindi non è un romanzo pensato per teen agers) che, a mio parere, perde mordente proprio quando l'Autrice, invece che proseguire nella descrizione dell'eros, si impelaga nel narrarci battaglie, eserciti schierati, dialoghi tra soldati o un Nicolae più interessato a far la guerra che non a far l'amore con Samira... Scene del genere potevano starci, a patto di restringerle e renderle marginali (perché, siamo oneste, non è che da un romanzo Rosa ci si aspetta di trovarci la descrizione puntigliosa ed analitica della Moldavia e della Valacchia del Quattrocento... per questo genere di argomento ci sono già i libri storici!), senza proseguirle dal capitolo 8 fino al capitolo 20...

P.s le appassionate di letteratura russa riconosceranno, nei primi capitoli, i riferimenti al "Demone" di Lermontov... questa volta però di sesso femminile!


Gli stralci più belli:

"Samira sorvolava la terra, un paesaggio compreso nelle sfumature fra il nero e il grigio, formato dalle menti dei mortali sprofondati nei loro sogni. Villaggi, foreste e montagne si susseguivano e modificavano come un mondo ricoperto dalle onde del mare (...) sotto di lei un branco di lupi correva verso un gregge di percore (...) Samira prestava loro poca attenzione, perché i suoi sensi erano attratti da qualcos'altro. Non ci volle molto per capire di cosa si trattava: il richiamo di un uomo con dei desideri insoddisfatti. (...) quello era il compito principale di un  succubo: appagare sessualmente gli uomini grazie ai loro sogni. (...) Allontanò anche quel pensiero cercando come sempre di ignorarlo. Non poteva cambiare il passato, né se stessa. Era un succubo. Non poteva essere nient'altro. Non c'era via di fuga dal regno della Notte, né per lei né per Theron. (...) Avrebbe pianto, se solo ne fosse stata capace, ma i succubi non avevano lacrime e nemmeno un cuore da spezzare."

"Gli occhi di Nicolae apparivano più scuri e allo stesso tempo più pieni di luci; i capelli più folti; il corpo molto più grande del suo, così minuto e privo di ali. Questa consapevolezza le causò un brivido strano e inaspettato (...) Il pensiero di abbandonarsi a lui la spaventava, anche quando sentì un fremito nei lombi."

"Lei era così morbida, tra le sue braccia, e lo desiderava. Desiderava lui, non un demone che fingeva di esserlo, con la sua fredda perfezione."