"Notturno" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony, serie Jolly)



Trama: Fredda, razionale, bellissima, lei aveva imparato a proiettare di sé un'immagine sensuale, quella che compariva su centinaia di manifesti pubblicitari che tappezzavano l'America, poi aveva accettato di sposare l'uomo che, solo, risvegliava in lei sentimenti ed emozioni...
Aggressivo, tenace, tirannico, lui l'aveva conquistata, vezzeggiata, affascinata, poi l'aveva umiliata e calpestata quando aveva creduto che lei lo avesse tradito. Non sopportando di essere trattata come un oggetto, lei era fuggita e... lui l'aveva ritrovata. Lisa e Steve: due volontà in contrasto, due esseri in lotta. Una lotta continua, spietata, senza esclusione di colpi. Ma la notte...

Commento di Lunaria:  Esattamente come "Un uomo bussa alla porta" di Jill Warren,  http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/10/un-uomo-bussa-alla-porta-di-jill-warren.html
e "La Dama del Fiume" di Lilian Peake (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/07/la-dama-del-fiume-di-lilian-peake.html)
anche "Notturno" di Charlotte Lamb è un romanzo rosa atipico. Anzi, forse è più un romanzo drammatico che non di genere rosa, se al termine "romanzo rosa" associamo figure di uomini galanti e lieto fine.
Tutta la vicenda è incentrata sul rapporto, a tratti morboso, tra Steve e Lisa. Steve è un uomo arrogante, leggermente manesco (non ci sono scene di violenza, ma i suoi modi bruschi a tratti sfociano già nella molestia) tirannico, egocentrico, egoista, mentre Lisa, bellissima e fragile, non riesce a staccarsi da lui, pur essendo persino fuggita. Quando lui la ritrova e le si avvicina tessendo una rete d'inganni in modo da intrufolarsi accanto a lei - con metodi che sarebbero già da molestia - lei tenta una debole resistenza, piange, ma non riesce a sottrarsi, perché innamorata. Nonostante sia consapevole di amare un uomo cinico e tirannico, nonostante a tratti lo maledica, non riesce a lasciarlo. 
Esattamente come Barbara in "Un uomo bussa alla porta" impersonava la donna-vittima sacrificale immolata all'egoismo di Albert, anche Lisa è un personaggio tragico; e in più di una scena, che "forse" nelle intenzioni dell'Autrice dovevano essere scene passionali, è inevitabile vedere dietro l'angolo gli spettri dello stupro coniugale o dell'omicidio, che potrebbero accadere.
Per il resto, il libro è scritto benissimo, anzi, mediamente è anche migliore di altri libri più scialbi nello stile, eppure è decisamente un "rosa disturbante", almeno per chi abbia letto libri come questi: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html




e conosce i meccanismi di dipendenza amorosa dall'altro. Certo, tiriamo un sospiro di sollievo, perché Lisa e Steve sono personaggi cartacei e in fondo c'è una sorta di "lieto fine", e tuttavia sappiamo che ci vorrebbe molto poco per tramutare "Notturno" in una storia di stupro coniugale e omicidio; perché - con un brivido - pensiamo che niente impedisce a Steve di aggredire e stuprare Lisa e poi massacrarla. Non so quanto l'Autrice fosse consapevole di questo - a giudicare da altri titoli dei suoi libri forse sì... (*) - ma "Notturno" ha una sottile vena inquietante. E deprimente. Perché Lisa stessa è consapevole di amare un egoista tirannico. Eppure, per davvero, non riesce a sottrarsi. Nonostante frequenti un uomo dolce e mansueto. Non riesce per davvero a sottrarsi da Steve.

In conclusione, "Notturno" resta un ottimo romanzo - ben narrato, con personaggi complessi e vividi, descritti a tutto tondo, scene profonde - ma è da leggere con cautela. Innanzitutto, con la consapevolezza - che deve essere chiara - che nella realtà, un rapporto come quello di Lisa e Steve e certe manovre dell'uomo, rientrano già nella molestia, nella violenza psicologica e nell'abuso e che "l'innamoramento" di Lisa non è amore, ma rientra nel disturbo di dipendenza amorosa. 


Difficilmente una donna che cercasse evasione e una storia d'amore frizzante e spensierata apprezzerebbe il libro. Qui si trovano lacrime femminili, uomini dispotici che bussano insistentemente alle porte nel cuore della notte, un senso di condanna senza via d'uscita, dialoghi cinici, possesso maschile che arriva quasi al "rapimento" (vedi il finale), gelosia patologica, una donna che non riesce a staccarsi da una storia sentimentale tossica che poggia nella sua totale dipendenza da Steve e dal suo temperamento cinico e possessivo, dall'incapacità di lei di cambiare indole, e lo spettro dello stupro e dell'omicidio per "delitto d'onore" che aleggia tra le righe, essendo alcune pagine decisamente pesanti, nell'atmosfera, pur non avendo scene di violenza fisica; ma si avverte una fortissima violenza psicologica e una certa coercizione cui Lisa è sottoposta, tramite inganni e ricatti, che, se una lettrice non è già preparata, potrebbe trovare davvero sgradevole, anche perché i "delitti passionali" e donne segregate in casa sono all'ordine del giorno, nella vita vera.
Caustiche, due frasi, prese da pagina 13 e 73: "Non si sa mai quale demone si rischia di scatenare esplorando in profondità la personalità di qualcuno."
e "Gli esseri umani sono dei parassiti emotivi. Ci si imbatte per caso in loro ed ecco che ti si attaccano, ti si aggrappano con mille piccoli tentacoli che succhiano la tua vita per arricchire la loro."

(*) Ha pubblicato anche: "Amore è delirio", "Lo Sconosciuto di Quella Notte" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/01/lo-sconosciuto-di-quella-notte-di.html "Obbligo d'amare" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/obbligo-damare-di-charlotte-lamb.html), "Così ardente, così crudele", 



"Illusione" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/12/illusione-di-charlotte-lamb-collezione.html


Le pagine più belle:

"Scacciò dalla mente il ricordo di quegli occhi azzurri dal lento sguardo sensuale che aveva indugiato su di lei e che le aveva fatto battere il cuore attizzando una fiamma che credeva soffocata da tempo. A letto, si sforzò ancora di allontanare dalla mente quell'uomo, ben sapendo che era impossibile."

"La notte era cupa. Una falce di luna s'insinuava tra le nuvole, sottile come un ago infilato in un nastro d'argento. La calda luce della casa squarciò per un attimo le tenebre prima che la porta si chiudesse. Attorno a loro il vento gemeva tra gli alberi. Lisa aveva la gola secca. Quando furono soli si sottrasse alla stretta di Steve e si girò di colpo, furibonda. "Non voglio venire con te!" "Perché, cuore mio?" Quando usava quella parola la sua voce assumeva l'inflessione sensuale che Magda aveva descritto e che non mancava mai di far precipitare i battiti del cuore di Lisa. "No, Steve", ribatté lei guardandolo freddamente. "No?". La voce era grave e ridente e negli occhi azzurri c'era una scintilla che le fece andare il sangue alla testa. "Ti detesto! Non ti posso soffrire!". A volte riusciva quasi a convincersene. Lo sguardo cinico, le labbra sensuali, la respingevano pur attraendola. Le ricordavano troppo cose che voleva dimenticare."
  
"Steve si serviva di qualsiasi mezzo quando era il caso e lei capì che il suo silenzio all'agenzia gli aveva messo un'arma in più in mano. Lisa non lo guardò, contemplava la notte deserta con occhi tristi, ma sentiva pesare su di lei il suo sguardo. Lui sapeva perfettamente quale grado di pressione poteva esercitare sugli individui senza correre rischi. Manipolava la gente con l'abilità di un artificiere che disinnescava una bomba."

"Lui le stava facendo male. Lei non poteva muoversi per paura di rompersi la schiena. Ma era un'altra paura che la faceva tremare dolorosamente dalla testa ai piedi [...] Lui chinò lentamente la testa e le sue labbra sfiorarono un attimo la sua gola protesa [...] Lei chiuse gli occhi. Non adesso!, si disse. Sperò di avere la forza di dirgli di no. Non doveva permettergli di portarla da lui. Non avrebbe potuto resistere. Se lui avesse cominciato ad accarezzarla, lei sarebbe stata perduta e incapace di rifiutarsi."

"Era sempre la stessa storia, una lotta che finiva sempre allo stesso modo. Steve non si sarebbe fermato prima di averla costretta a cedere, ad ammettere che non poteva resistergli. Lei tenne le labbra serrate, chiuse sotto la sua bocca esigente. Respinse il corpo muscoloso con tutt'e e due le mani, si contorse e si dibatté e questo non fece che esasperare il desiderio di Steve e il suo. Sentì un calore invaderla e raddoppiò gli sforzi per sfuggirgli prima di perdere il controllo di sé stessa. Si ripeteva che doveva esserci un mezzo per lottare contro quello che Steve suscitava in lei. Se solo avesse potuto scoprirlo! [...] Stava per piangere. Spossata, svuotata di tutte le sue forze, gli occhi chiusi, non poté resistere più a lungo. Le sue labbra si dischiusero, il suo corpo si abbandonò."

"Dobbiamo decidere le condizioni, Lisa." "Le tue condizioni!" "Sì. Le mie condizioni, naturalmente. Tu puoi accettarle o no, ma te ne pentirai. A te la scelta. Otterrò quello che voglio. L'ho sempre ottenuto." [...] Sì, l'aveva sempre saputo. Lo guardò e diventò pallidissima. Lui era senza rimorsi, senza pietà, senza indulgenza."

"Puoi ringraziare il mio sangue freddo. Non dire mai più niente di simile. Tu mi appartieni. Sei una sporca p*ttanella infedele e traditrice, ma non guarderai mai più un altro uomo! Ti riporterò da dove sei scappata e quando ci sarai ti rinchiuderò e getterò la chiave." "Se sono quello che hai detto, perché mi vuoi?" "Perché tu sei mia!", rispose Steve tra i denti. "Gli esseri umani non appartengono a nessuno." "Tu appartieni a me!", ripeté lui. Lisa lo guardò con odio, presa da repulsione davanti a quel volto volitivo. Steve era sempre stato possessivo, tenace, arrogante. Imponeva ciecamente la sua volontà a tutti quelli con cui entrava in rapporto. Era di una ricca famiglia californiana ed era stato educato a comandare. Il desiderio di potere gli era stato fin dalla nascita inculcato, l'aveva succhiato con il latte materno. "Niente di quello che mi appartiene mi sfugge via", disse lui guardando con durezza il viso stravolto di Lisa. Lisa sostenne il suo sguardo, irrigidita dalla ribellione. "Appartengo solo a me stessa!" "Ricorda, Lisa, sei stata tu a dirmi che eri mia, che io ero il padrone. E lo sono. Ti ho comprata e quello che compero resta di mia proprietà anche se si rivela di nessun valore." Non gli sfuggì che lei era stata colpita da quelle parole. "Sì, senza valore. Una volgare p*ttanella..." Lei lo schiaffeggiò e lui le torse il braccio dietro la schiena fissandola con i suoi occhi penetranti."

"Lui intendeva tenerla legata a sé, ma l'aveva trattata in un modo tale che lei avrebbe preferito essere morta. Lisa era passata attraverso tutte le reazioni possibili: dalle lacrime alla collera, dalla passione a un rifiuto feroce di lasciarsi toccare, ma senza successo. Lui l'aveva costretta a sottomettersi al suo desiderio e a poco a poco lei aveva incominciato a temere ogni istante con lui. Non riusciva a resistergli e questo lo faceva sorridere cinicamente. Lui l'aveva trattata come una qualsiasi donna raccattata all'angolo della strada e lei si era adeguata presto a quel ruolo. Aveva cominciato a credere alla propria colpa. A questo punto aveva preso la decisione di fuggire."

"Se Steve fosse tornato, pensò con un triste sorriso, lei sarebbe ancora riuscita a dire no quando ogni fibra del suo corpo gridava sì? In passato [...] lei aveva sofferto di umiliazione e disprezzo per se stessa. Aveva cercato di convincersi che la cosa non si sarebbe più ripetuta, ma aveva ceduto ogni volta. Non era mai riuscita a reprimere la sua stupida passione, il bisogno fisico che aveva di lui. L'aveva lasciato, convinta che fosse per sempre ed ecco che ritrovandosi tra le sue braccia si scioglieva e accettava tutto lasciando che le sue belle risoluzioni si perdessero al vento. Si ripromise che non sarebbe stata più così debole."

"Lei ne sapeva più di chiunque altro sui processi contorti del cervello di Steve, salvo forse lui stesso. Lo conosceva da tre anni. Tre anni in cui si erano picchiati, odiati, amati violentemente e detestati a morte [...] A volte si diceva che Steve non se ne sarebbe andato mai più, che lei sarebbe rimasta intrappolata in quella tela di ragno per il resto dei suoi giorni."

"Lui la fissò un attimo in silenzio, senza muoversi. Lei vide i suoi lineamenti distendersi a poco a poco e capì che Steve controllava a fatica un'esplosione di violenza. [...] "Non me ne hai fatte abbastanza?", urlò Lisa. Era un grido del cuore, ma la sola risposta che ottenne fu un lento sorriso sensuale che non aveva bisogno di parole. "Ti odio", mormorò lei abbassando gli occhi perché non aveva il coraggio di guardarlo. Da vicino, la forza virile del corpo muscoloso di Steve aveva su di lei un effetto ipnotizzante. Avrebbe voluto lasciarsi andare con tutto il suo peso contro quel largo petto. Era stanca di fuggire, stanca di lottare. Solo il ricordo della sua crudeltà le impediva di cedere come un'idiota."

"Lisa notò il suo sguardo cupo e indietreggiò istintivamente, ma era troppo tardi. Non poteva più fuggire. Era letteralmente addossata al muro e il corpo di Steve la schiacciava. Lui le prese il volto tra le mani e glielo sollevò per scrutarla nel profondo degli occhi spaventati. "Voglio riprendere quello che è mio", disse con voce roca. "Nessuno può rubarmelo" [...] La bocca di Steve premette contro la sua, brutale, punitiva, straziandole le labbra, risvegliando in lei il desiderio. Non poteva più indietreggiare né fuggire. Steve le teneva la testa tra le mani e le sue lunghe dita le serravano le guance in una morsa. Il suo corpo la teneva immobile e lei sentiva contro le gambe i muscoli delle sue cosce. Per una frazione di secondo si sentì sommergere da un'ondata bruciante che respinse deliberatamente. Non tentò di dibattersi. La resistenza passiva sarebbe stata la sua nuova arma: non lottare e non concedere niente. Subì la pressione del suo corpo virile e restò perfettamente fredda. [...] "Tu mi desideri", disse lui rosso per la collera [...] "Qualsiasi cosa tu dica o faccia, sei sempre stata mia." "Non più", ripeté lei. "Sono stanca, Steve, scoraggiata. è finita". La stanza sembrò diventare fredda, un freddo che le penetrava nelle ossa. Nonostante tutto, il suo amore per Steve l'aveva sempre sostenuta. [...] Il mostro spietato che l'aveva guardata soffrire sorridendo non era un uomo col quale lei voleva vivere. Era fuggita perché non ne poteva più di soffrire, ma non aveva mai smesso di amarlo. Rivedendolo, aveva provato lo stesso desiderio confuso che lui si era divertito a risvegliare in lei in Florida, ma adesso non sentiva che freddezza, stanchezza e indifferenza."

"Tremante, Lisa si strinse nell'asciugamano con le mani incrociate sul petto, nell'antico gesto di difesa femminile, sforzandosi di non abbassare gli occhi [...] sì girò, per paura che Steve le leggesse negli occhi il bruciante desiderio che risvegliava in lei."

"A parte Lister, ci sono stati altri uomini?" "Sono fatti miei." Lui le prese il mento e la costrinse a girare la testa dalla sua parte."Ce ne sono stati?" "A decine!" Lui si chinò e prima che lei potesse ritrarsi premette le labbra sulla sua bocca. Fu esigente, brutale, ardente. Lei appoggiò le mani sul suo petto per respingerlo, ma ne fu incapace [...] Ricambiò il bacio gemendo di desiderio."

"Se avesse ceduto al desiderio che aveva di lui, sarebbe ricaduta nell'orribile trappola da cui era fuggita."

"Non sei responsabile di me", mormorò lei ridendo. "Sono libera, appartengo solo a me stessa. E tu non puoi impedirmi niente."

"Voglio divorziare." "Tu non divorzierai affatto. Mai. Ti voglio. Sei mia, te l'ho detto. Non lascio ma quello che mi appartiene."

"Sei brutale, Steve, duro come l'acciaio e risoluto fino alla crudeltà."
"Comunque tu sia, Lisa, io ti voglio [...] Dobbiamo imparare a stare insieme bene o male, perché non posso vivere senza di te."

"Quando la respinse sul dorso, lei si dibatté debolmente. Lei tentò di resistere, di aggrapparsi alla ragione, ma era presa in un vortice in cui niente aveva senso se non quel corpo tanto desiderato che s'imponeva a lei."

"In soggiorno, Lisa sedette su una poltrona, lo sguardo fisso come una sfinge, senza vedere niente. Poteva immaginare la vita senza di lui? [...] Sapeva che non avrebbe mai incontrato qualcuno che le sconvolgesse i sensi come Steve. [...] Che cosa sapeva Steve di lei?  Che cosa sapeva lei di lui? [...] Lisa si prese il volto tra le mani tremanti facendosi un'ultima domanda: "Posso vivere senza di lui?" Capì che Steve aveva ragione. La sua unione con lui era un cupo labirinto in cui lei vagava senza orientarsi, ma quando pensava alla vita senza di lui la trovava ancora più cupa e sinistra. [...] Lei lo voleva e lo amava, ma era furibonda con se stessa per la propria debolezza."



"La vergine e l'unicorno" di Kelly Street


Trama: Persephone si è rifatta una vita lavorando come veterinaria, dopo che la sua famiglia è stata travolta da un orribile scandalo: il padre gestiva un giro di prostituzione e con i soldi provenienti dal racket faceva crescere la figlia nel lusso, come se fosse una principessa. E così Persephone si vergogna del suo passato e della sua famiglia, sentendosi marchiata delle colpe del padre. E quando Buster, nato da una coppia di cavalli, con un corno in testa che lo accomuna agli unicorni, rischia di essere venduto per dieci milioni di dollari a Chasmo, regista e produttore di film d'azione già indagato per maltrattamenti su animali, Persephone decide di "rapire" Buster per sottrarlo dalle grinfie degli sfruttatori e di rifugiarsi nell'antica magione di famiglia; che nel frattempo, è occupata da Mack...

Commento critico di Lunaria: "La vergine e l'unicorno" di Kelly Street, uscito in cofanetto "Harmony Pack" nel 1994, è un libro molto delicato e tenero. Similmente a "Straordinariamente... geniale" di Dallas Schulze, che avevo già recensito, http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/07/straordinariamente-geniale-di-dallas.html
anche "La vergine e l'unicorno" non è un libro erotico esplicito, ma mira ad essere una fiaba in versione moderna, che rinnova e aggiorna "il principe", "la principessa", gli antagonisti, aggiungendo anche un tocco di fantasy, con la figura del cavallino Buster, che non ha poteri magici e che è tanto ricercato solo per via del corno in testa: così come Sheri, la protagonista di "Straordinariamente...geniale", anche Persephone è innocente, si entusiasma e si emoziona ai primi palpiti amorosi che prova per Mack - figura, comunque, poco delineata dal punto di vista psichico e piuttosto "sempliciotto" -;  lo stile narrativo è semplice e lineare e la vicenda scorre veloce; sul finale compare anche una breve riflessione ecologista e animalista e le scene di amore fisico sono delicate e intense.
Certo, si sta parlando di un libro che rientra pienamente nella Letteratura Rosa d'evasione e di intrattenimento: non ci troverete niente di gravoso e di intellettualmente complesso né retroscena storici complessi, quindi chi non ama libri con stili narrativi troppo "easy" potrebbe restare delusa o annoiata. Da parte mia, ne consiglio la lettura.

Gli stralci più belli:

"Lei si chiuse la porta alle spalle e vi si appoggiò. La decisione presa la fece rabbrividire. Non aveva mai rubato fino a quel momento. L'onestà era stata il principio guida della sua vita, da cinque anni a quella parte. Dal momento in cui aveva scoperto la verità su suo padre, su come aveva potuto permettersi tanti lussi per sé e per l'unica figlia [...] Non era più un'adolescente delusa dalla vita, disgustata dagli uomini e dal sesso perché le ricordavano il male che il padre aveva inflitto a tante povere disgraziate. "

"Con pochi movimenti, la liberò della camicia da notte [...] Mack abbassò il volto sul viso di lei. Le loro bocche si sfiorarono. Poi, come Persephone schiuse le labbra e il bacio si fece più profondo, fu un'esplosione di emozioni."

"Guardami. Guarda il tuo riflesso nei miei occhi. Scopri quanto sei bella e sensuale. Persephone aprì gli occhi. Le pupille di Mack rilucevano come onice e in esse vide il proprio volto. I capelli scomposti, le labbra volte a Mack [...] Le baciò le palpebre con la stessa leggerezza con cui una farfalla si posa su un fiore. E forse fu proprio quel bacio a farle salire le lacrime agli occhi, non il dolore. Quello era l'amore. Amore. Una parola meravigliosa per un atto meraviglioso. Con Mack."




"Il complotto" di Tina Vasilos (Harmony Emozioni)



Trama: Dopo essere stato vittima di un incidente d'auto, per Zachary Andros, facoltoso imprenditore edile, cominciano i guai. Primo fra tutti, la scomparsa della sua ex moglie. Si pensa ad un omicidio ben architettato. E lui è naturalmente in cima alla lista dei sospetti. è evidente che qualcuno ha messo in atto un complotto per incastrarlo. Quando poi viene ritrovato in casa sua il cadavere della donna, sembra che Zach non abbia più via di scampo. L'unica a credere alla sua innocenza è Abby, l'infermiera che si è presa cura di lui...


Commento di Lunaria: "Il complotto" di Tina Vasilos è un discreto giallo con qualche sfumatura thriller (si veda la parte dell'inseguimento in macchina o quando Abby viene aggredita); i personaggi sono piuttosto bidimensionali, il colpevole è chiaro quasi fin da subito, ma nell'insieme la trama, per quanto lineare, "fila" nella narrazione.
Non particolarmente estese le scene di effusioni tra i due protagonisti.


Gli stralci più belli:

Alla veneranda età di trentadue anni rischiava di invaghirsi di un uomo che avrebbe potuto ferirla e che probabilmente non avrebbe ricambiato i suoi sentimenti. Un uomo ancora segnato dal dolore, che non si sarebbe mai più fidato di una donna.


*

"Cos'è?", gli domandò.
"Ssh", la zittì.
Rimasero fermi uno contro l'altro, non sentendo più niente. Zach le mise le braccia intorno alla vita per farla sentire più protetta.
La notte si fece nuovamente silenziosa, ma lui non la lasciò andare. Voleva ancora godere del contatto dei loro corpi.
Aveva le braccia appena sotto al suo seno e le cosce contro i suoi fianchi. Zach emise un gemito, mentre il suo corpo reagiva al contatto. Abby doveva essersene resa conto, perché il battito le divenne accelerato [...] La liberò dal suo abbraccio e si scostò di poco. Abby gli rimase accanto, trattenendo il fiato e mordendosi il labbro inferiore. La luna le illuminava il volto, rendendolo traslucido come la porcellana. Zach le scostò una ciocca di capelli dal viso, non riuscendo a distogliere lo sguardo da lei. Poi, come in preda a un incantesimo, abbassò il capo e la baciò.

*

Scese di sotto e si fermò in fondo alle scale. Uno strano lamento proveniva dalla porta socchiusa del salotto, accompagnato da un battito misterioso.
Abby si avvicinò alla porta e la spalancò. Un urlo le si bloccò in gola, facendola quasi soffocare. Zach era seduto per terra e dondolava avanti e indietro, picchiando ritmicamente la testa contro il muroo alle sue spalle.
"Lo sapevo, lo sapevo. L'ho uccisa, l'ho uccisa", continuava a ripetere.
Accanto a lui, il corpo di una donna giaceva su un tappeto macchiato di sangue.





"Un attimo di magia" di Jan Hudson (Harmony Destiny)


Trama: Che Neil Larkin fosse "magico" Amy Jordan l'aveva intuito fin dal loro prima e casuale incontro quando, notando un uomo dall'espressione triste e malinconica seduto sull'altro lato della strada, l'aveva avvicinato e consolato. Ammaliata dal suo fascino, Amy decide di offrirgli un ricovere per quella notte, ignara di come la passione che li sta accendendo potrà risolvere un problema curioso: si può amare una persona come Neil, che in passato è stato colpito da un fulmine e ora possiede capacità telecinetiche per cui...

Commento critico di Lunaria:  "Un attimo di magia" di Jan Hudson è un frizzante romanzo rosa sbarazzino, ravvivato da una leggera vena soprannaturale (Neil sa muovere gli oggetti col pensiero, e non sempre resiste alla tentazione di sollevare gonne e abbassare cerniere...) che dà brio alle scenette di seduzione e amorose. Dietro la facciata frivola, l'Autrice ha comunque trovato il modo di inserire un'amara disgressione sui pericoli del gioco d'azzardo e della dipendenza. 
Certo, non si sta parlando di un'analisi psicologica\esistenziale con la complessità di un Cioran, ma tutto sommato è un libro che assolve lo scopo per cui è stato creato: divertire, emozionare e far svagare con una tenera storia d'amore e due personaggi che, seppur nella loro semplicità, sono ben delineati. Chi non vorrebbe un'amica come Amy, così generosa ed altruista nell'aiutare perfetti sconosciuti, da sembrare quasi irreale? E chi non vorrebbe un uomo innamorato e delicato come Neil?
C'è da far notare che come storia sarebbe stata appropriata pubblicarla nella serie "Magic", che però penso si sia conclusa nel 1992, mentre "Un attimo di magia" è del 1994.

Qualche stralcio per dare idea dello stile:

Amy Jordan asciugò con un dito lo strato di condensa che appannava la vetrina della panetteria e sbirciò dall'altra parte della strada. L'uomo era ancora lì [...] aveva lo sguardo perso nel vuoto e l'aria disperata. [...] Amy aveva il cuore tenero, e non sapeva sottrarsi all'impulso di confortare le persone tristi o bisognose. Ecco perché era preoccupata per lo sconosciuto seduto sulla panchina. [...] "Mi scusi". Lui ruotò leggermente la testa spalancandole in faccia due occhi così belli da mozzare il fiato. Azzurri come gli abissi più profondi dell'oceano, gli occhi dello sconosciuto esercitarono su Amy il potere di un magnete, catturandola in un vortice di sofferenza, disperazione, dolore. Una sensazione così violenta che Amy fu costretta a erigere dentro di sé un'immaginaria barriera mentale per proteggersi  da un coinvolgimento emotivo troppo intenso.

*

Per un interminabile istante, Neil rimase come paralizzato, quasi che gambe, braccia, cervello avessero cessato di funzionare. Infine, divenne consapevole del familiare profumo di Amy [...] La sua attenzione si concentrò su quelle labbra; labbra che lui sognava sin dalla prima volta che le aveva baciate; labbra che tormentavano i suoi sogni e ossessionavano i suoi momenti di veglia; labbra che rischiavano di farlo impazzire se non si affrettava a catturarle tra le sue. Così si chinò a baciarle mentre le sue braccia si stringevano possessive attorno alle spalle di Amy.




"La folle vendetta" di Jayne Castle (Harmony Intrigue)


Trama: Guinevere, che sta lavorando come segretaria del signor Vandyke, un ricco industriale, sospetta che il suo capo si senta minacciato da qualcuno. Dovendo accompagnarlo su un'isola per un meeting d'affari, lo convince ad assumere il fidanzato Zac per vegliare sulla sua sicurezza: con un investigatore privato tanto in gamba potrà dormire sonni tranquilli! Inizia così un weekend all'insegna del brivido e della suspense, in cui Gwen e Zac dovranno affrontare un nemico temibile, deciso a eliminarli senza pietà pur di raggiungere il proprio scopo...

Commento critico di Lunaria: "La folle vendetta" di Jayne Castle è un discreto romanzo di azione e di indagine; la coppia protagonista Zac-Guinevere si trova ad affrontare varie avventure (penso che "La folle vendetta" sia il secondo romanzo, mentre "Il simbolo magico" è il seguito). In "La folle vendetta" alcuni indizi colti da Guinevere lasciano intendere che qualcuno voglia vendicarsi di Vandyke per una torbida questione legata al passato. La storia è abbastanza lineare, procede senza troppi scossoni fino al finale, le scene erotiche sono rade e i personaggi un po' bidimensionali; la suspense non è alle stelle ma tutto sommato "La folle vendetta" resta un romanzo piacevole da leggere.  

Qualche stralcio del libro:

"Zac tornò a premerle le dita sul seno, indugiandovi con lentezza, finché non la sentì gemere di piacere. Allora la prese delicatamente per le spalle e la fece adagiare sul letto, per poterla amare con più slancio. Guinevere si sentì travolgere da un delizioso languore e presto si abbandonò alla piena dei sensi. Nessun uomo era mai riuscito a farle provare le sensazioni che Zac risvegliava in lei, ed era proprio questo a renderla incerta sul loro futuro. Temeva che quel rapporto si rivelasse un fuoco di paglia."




"Ogni rosa ha il suo segreto" di Vella Munn (Harmony Intrigue)


Trama: Chi è lo sconosciuto che la osserva da lontano con impudente sfacciataggine? si chiede la stupenda Rosa Reola mentre in un frutteto fa lezione a dei poveri immigrati messicani. Ma se Joe Magadan ha le sue buone ragioni per non rivelarle troppo di sé anche quando la conosce, lei ha più di un valido motivo per tenergli nascosto il proprio segreto. La complicità che li unisce per realizzare un piano molto rischioso non basta a indurli a un chiarimento e l'intimità che presto si stabilisce fra loro rappresenta forse un ostacolo in più...
 
Commento di Lunaria: "Ogni rosa ha il suo segreto" è un discreto romanzo che, per quanto scritto nel 1984, è ancora attuale, trattando lo sfruttamento degli immigrati irregolari e il racket di esseri umani. Di base, la vicenda è incentrata su Rosa, mulatta e mediatrice culturale, e sulla sua partecipazione ad una trappola ordita ai danni di uno spietato trafficante, Kohl, con la complicità del misterioso Joe Magadan e delle forze dell'ordine che vogliono cogliere il criminale "con le mani in pasta". Per fare questo, dovrà fingersi innamorata di un clandestino da usare come esca per attirare Kohl. Il piano sembra filare, non fosse che Rosa si sente sempre più attratta da Joe Magadan e che la sua riservatezza che sfiora il mistero la irrita. Ma anche lei ha uno sgradevole segreto da nascondere e Kohl minaccia di rivelarlo...
La trama è buona, lo stile di scrittura semplice e scorrevole. "Ogni rosa ha il suo segreto"  non è mozzafiato come  ''Tuttobrivido'' (ad oggi, il mio romanzo Intrigue preferito http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/12/tuttobrivido-di-tess-gerritsen-harmony.html ) ma si lascia leggere. E fa riflettere, sul problema dell'immigrazione clandestina, anche se l'Autrice sceglie di mantenere un tono leggero, e quindi mancano vere e proprie scene di violenza cruda e insostenibile. Però, fa impressione vedere che dal 1984 ad oggi le cose sono solo peggiorate, parlando di immigrazione e sfruttamenti...


Qualche stralcio per dare idea dello stile:

Quella donna abbronzata lo incuriosiva sempre di più, e fissandola da vicino notò che i suoi occhi erano più scuri e più intensi di quanto avesse creduto. Quelle pupille gli dicevano che Rosa si fidava di ben pochi uomini e che non avrebbe permesso a nessuno di metterle i piedi in testa; ma gli dicevano anche che si portava dentro, forse in un angolo nascosto che  neppure lei conosceva, qualcosa di dolce e malinconico.

*

Joe, con dolcezza, le stava sciogliendo i nodi e con la mano libera lisciava le lunghe ciocche nere. Le sue dita le sfioravano contemporaneamente le guace, le orecchie e il collo. Rosa cercò di restare immobile mentre lui lavorava, ma il suo corpo vibrava di un'insolita tensione [...] Quell'uomo era pieno di contrasti, ma la cosa la stuzzicava, la eccitava, rendendola ancora più interessante ai suoi occhi [...] I seni premuti contro il suo torace, le gambe molli, gli allacciò il collo con le braccia quasi per sostenersi e lui le mise le mani sulle natiche finché lei non fu costretta a inarcarsi. Allora sentì la prepotenza del suo desiderio ma non ne fu infastidita.




"Ma la notte...sì" di Rebecca Flanders (Romanzi Americani)


Trama: Jo Ella è nata libera ed è sempre alla ricerca di nuovi cieli e orizzonti. Solo Cam, l'amico di infanzia, la ama tanto da comprenderne l'irrequietezza e non ha mai pensato di imbrigliare la sua voglia di vivere o limitare il suo bisogno di avventura. Per lui, Jo Ella è una creatura fantastica che sa far vivere a un uomo momenti sconvolgenti e indimenticabili per poi svanire nel nulla. Ma nel sonno le incertezze di Jo Ella vengono a galla, popolando i suoi sogni di fantasmi inquietanti. Lei ancora non sa che la notte può diventare il momento del sì, la dolce resa alla calda dimensione dell'amore.

Commento critico di Lunaria: Rebecca Flanders, già autrice del bellissimo "Gabriel l'Immortale" e del sognante "L'uomo del ritratto"

http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/07/gabriel-limmortale-di-rebecca-flanders.html
http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/07/luomo-del-ritratto-di-rebecca-flanders.html
http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/07/lacchiappafantasmi-di-rebecca-flanders.html
https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/04/due-vite-allo-specchio-di-rebecca.html

si riconferma, con "Ma la notte... sì" (1984), una delle più valenti e talentuose scrittrici rosa; tutti i suoi personaggi sono descritti a "tutto tondo", con profonde e toccanti descrizioni psicologiche, che toccano l'intera sfera dei sentimenti umani; l'Autrice, insomma, non ha uno stile narrativo da "romanzetto piatto", al contrario: nelle recensioni precedenti già facevo notare che i personaggi di Rebecca Flanders "fanno vibrare le pagine", per intensità di sentimenti.
Tuttavia, "Ma la notte... sì" è un romanzo rosa un po' atipico perché descrive un amore che in realtà già esiste, ed è ben "oliato" a partire dall'infanzia dei protagonisti; in pratica, non ci troviamo di fronte ad un romanzo che descriva "la nascita" del rapporto d'amore, ma di una passione amorosa che è "già nata" quando l'Autrice inizia a narrarla e che si basa soprattutto sui dialoghi e sui soliloqui di Cam e Jo Ella; lo svolgimento è tutto qui, infatti, perché ad essere citati sono comunissimi fatti quotidiani - andare a letto, cucinare, telefonare, andare a un concerto... - che di per sé non hanno alcuna importanza; servono piuttosto come "sfondo" ai dialoghi e monologhi dei due personaggi; solo verso la fine il romanzo acquisisce un po' di "verve" parlando di depressione post partum che colpisce Mary, un'amica di Jo Ella; per il resto, anche questo fatto serve a sviscerare nel dettaglio la psiche di Jo Ella - e della morte di un paziente che assisteva quando era infermiera - di fronte a questo evento, e non di certo dare importanza a Mary approfondendo il suo, di inconscio!
Per cui, il romanzo potrebbe annoiare quelle lettrici che preferiscono storie con brio e azione, colpi di scena e magari dialoghi serrati; se invece vi piacciono i romanzi "lenti" che indagano la psicologia dei personaggi - anche se non succede quasi nulla - allora questo romanzo di Rebecca Flanders fa al caso vostro. A me è piaciuto, pur prediligendo storie rosa a tinte gialle o thriller; comunque, data la sensazione di "passo di piombo" che si respira per parecchi capitoli, ci ho messo tre mesi per leggerlo tutto (quando invece solitamente per un romanzo rosa che mi piaccia, ci metto una settimana o un mese). è scritto bene - ripeto, la Flanders è un'Autrice che predilige un'analisi psicologica certosina dei suoi personaggi e li rende indimenticabili - anche se è un romanzo rosa un po' atipico. 


Gli stralci più belli:

"Lei si sciolse dall'abbraccio con lentezza esasperante. Si sentiva esausta, svuotata e un po' stordita da quanto era accaduto. Si aggrappò alla balaustra per sostenersi, cercando di ricacciare indietro il dolore che le parole di Cam le avevano procurato. Ma soprattutto la tormentava il tono impersonale e distaccato che lui aveva usato. Orgoglio ferito e confusione si mischiavano in lei e si sentiva prossima ad una nuova crisi di pianto. Cam l'aveva rifiutata.
Cam non la voleva.
Lui rimase a guardarla senza parlare, sforzandosi di assumere un'espressione controllata. Comprendeva di averla delusa profondamente e gli occorse tutta la propria forza di volontà per non cedere alla tentazione di prenderla ancora fra le braccia."

"Si strinse rabbrividendo la vestaglia intorno al corpo e si avviò verso la propria camera.
"Buonanotte, Joey". La voce di lui pareva arrivare da una distanza infinita. Jo Ella si voltò a guardarlo. Cam era fermo contro lo sfondo del cielo stellato, solido e imperturbabile"

"Sembrò che un'aura di sensualità li avvolgesse entrambi, mentre con espressione assorta lui le ravviava i capelli dietro le orecchie, seguendole il contorno del viso con dita leggere. Jo Ella si sentì sciogliere di languore. Il sangue le affluì alle gote in un impeto di piacere violento, mentre il respiro le si scioglieva in petto, perdendosi in un leggero ansimare [...] Ogni suo gesto era lento e deliberato, sospeso per qualche istante per venire ripreso subito dopo con maggior dolcezza e Jo Ella si lasciò assorbire dall'incanto che le sue carezze sapevano evocare in lei. Quando le mani di lui le si chiusero appena intorno ai seni, quasi temessero di ferirla, Jo Ella gemette piano mordendosi il labbro inferiore mentre con lentezza assoluta, quasi rarefatta, le carezze di Cam scendevano a trovarle la vita per fermarlesi intorno ai fianchi."

"Sentì le dita di Cam scivolarle lungo la schiena, frementi di impazienza all'improvviso e il suo fiato tiepido solleticarle la gola. Spostò i fianchi in avanti, per aderire al corpo di Cam, i seni premuti contro il suo petto, i capezzoli inturgiditi a dichiarare in lei il sorgere del piacere [...] Erano tanto spontanei i loro gesti, come se li avessero in mente da tempo e anelassero dalla voglia di provarli, come se ognuno di loro sapesse esattamente quello che l'altro voleva in quel momento. E si persero in un'atmosfera senza confini, dimentichi di ogni tristezza e ogni rimpianto, paghi della forza del loro abbraccio d'amore."

"Cam le venne accanto e le passò un braccio intorno alle spalle, quasi a sostenerla contro di sé, lasciandosi sfuggire un sospiro appagato. Rimasero a lungo in silenzio, a bere con gli occhi lo splendore della natura intorno a loro, della quale si sentivano parte integrante."