"Due Vite allo Specchio" di Rebecca Flanders (Harmony Intrigue)

Trama: Dal passato di Amanda, che quattro anni prima si chiamava Laura, emergono, brutalmente repressi, brandelli della sua vita precedente, piccole tessere di un mosaico che nessuno, tranne lei, sarebbe in grado di ricomporre. E lei non lo vuole, non può, perché metterebbe a repentaglio la propria nuova, tranquilla esistenza. Ma l'incontro fortuito con Craig, l'uomo che amava pazzamente e che non ha mai dimenticato, minaccia di far crollare la fragile impalcatura della sua facciata...


Commento di Lunaria: "Due Vite allo Specchio" si snoda su una narrazione alternata: ad eventi del presente si alternano eventi del passato di Amanda (scritti col carattere corsivo), che ha dovuto rifarsi una vita dopo essere stata coinvolta in una congiura  internazionale, abbandonando all'improvviso l'uomo che stava frequentando in quel periodo, Craig, che incontra casualmente anni dopo. Ovviamente lui non l'ha mai dimenticata, e si sente misteriosamente attratto da Amanda, che le ricorda Laura... Non è scritto male, ma 222 pagine fanno l'effetto "impaludamento" e la parte thriller vera e propria parte solo dal capitolo 10.  Problematiche le scene dove Craig, sconvolto dall'aver appreso che Amanda è Laura, trascina con violenza Amanda dentro uno sgabuzzino e si sfiora per un istante il femminicidio.

N.B: Dalla stessa Autrice, negli Intrigue, sono usciti anche "Una sola chiave" e "La tunica bianca", però non li ho... di lei ho letto il bellissimo "Gabriel l'Immortale" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/gabriel-limmortale-di-rebecca-flanders.html, "L'uomo del Ritratto" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/luomo-del-ritratto-di-rebecca-flanders.html e "Ma la notte... sì" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/03/ma-la-nottesi-di-rebecca-flanders.html, "L'Acchiappafantasmi" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/lacchiappafantasmi-di-rebecca-flanders.html



Gli stralci più belli:

"Quando uscirono aveva smesso di piovere. Si lasciarono alle spalle il tepore confortevole della taverna e si ritrovarono in un mondo gelido, bagnato, brumoso. I loro passi risuonavano sul selciato e lo schiocco della portiera della macchina fu inghiottito dal sordo silenzio. Notti come quella erano comuni a Seattle. A volte l'intera città sembrava solo l'immagine crepuscolare, spettrale creata da uno scrittore di racconti del mistero. Un'atmosfera di cupa intimità li avvolse nel tragitto di ritorno e quando camminarono sotto il fogliame grondante, nell'acuto profumo di limone sul vialetto d'ingresso alla casa di lei, si sentirono come l'unica coppia superstite al mondo. (...) Non voleva dirgli addio, né spiegargli perché doveva farlo. Era costretta a umiliarlo, a ferirlo e non c'era ragione (...) "

"Amanda si guardò attorno con occhi vitrei e vacui come se fosse sotto choc. Aveva investito tutte le sue energie in questo per rinascere alla vita e aveva fatto miracoli per arrivare dove si trovava. Si era costruita un'esistenza con la sabbia, ma forte, sicura, protetta. Meglio ancora, aveva imparato ad amarla, apprezzarla. E ora, che cosa stava facendo a se stessa? Un brivido le corse lungo la schiena ripensando agli eventi della serata, come un vento invernale che spazzi una tomba vuota."

"La summa dell'esistenza di una persona era tutta lì, in una sfilza di istanti usati, abusati o perduti... E, istintivamente, seppe che, anche se era tutto ciò che avrebbe avuto, non voleva sprecarlo."


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