"Una Rosa lungo il Fiume" di Liala

Trama: Duilia e Renato sono i protagonisti di questo romanzo narrato con squisita sensibilità da Liala. Durante gli anni angosciosi dell'ultima guerra, i due giovani si conoscono e si amano. Ma Duilia è legata ad un marito che forse non vedrà mai più, che l'ha lasciata sola per andare a fare l'archeologo in Egitto, e Renato deve combattere e rischiare la vita per la Patria. I due vivono una passione proibita, aiutati dall'amica di Duilia, la fedele Mariarda, anche lei alle prese con il primo amore (Valdimiro) che è disposta a dare una mano a Duilia, ingannando la famiglia della giovane quando Duilia dovrà affrontare la maternità: il frutto dell'amore proibito con Renato, amore che illumina i cieli gonfi di nuvole di guerra.

Commento di Lunaria: Bel romanzo di Liala, anche se non arriva alle vette dei precedenti che avevo letto ("Bisbigli nel piccolo mondo"  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/bisbigli-nel-piccolo-mondo-di-liala.html , "Di ricordi si muore" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/12/di-ricordi-si-muore-di-liala.html , "Ombre di fiori sul mio cammino" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/ombre-di-fiori-sul-mio-cammino-di-liala.html "Riverberi lontani" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2024/12/riverberi-lontani-di-liala.html ), si lascia leggere piacevolmente. L'amore un po' di maniera e banale tra i quattro protagonisti non viene mai "spiegato", accade e basta (dopo uno sguardo, peraltro da lontano), e Liala imbastisce il tutto con il suo inconfondibile stile melodrammatico che di tanto in tanto lascia spazio al comico e al frivolo; in "Una Rosa lungo il Fiume" compare, più che negli suoi romanzi, il tema della Patria, della morte in guerra vista come "gloriosa". Anche nelle pagine dove si piangono i morti, la scrittrice non prende mai una posizione "anti-militarista", anzi, la retorica sulla "difesa della Patria" di cui è intriso il romanzo oggigiorno è persino stucchevole.  Di tutt'altro tenore era la canzone antimilitarista di Iva Zanicchi "La riva bianca la riva nera", mentre in Liala, la sensazione è che ci sia  quasi una "tacita accettazione" di tutto ciò che comporta il patriottismo, giovani soldati sacrificati al fronte inclusi. Ad ogni modo, è un romanzo piacevole, anche se suggerisco di leggere prima gli altri romanzi di Liala che ho menzionato.

Gli stralci più belli:

"In quella visione di serena e sana bellezza, Mariarda si addormentò, e sognò che lungo il fiume era nata una rosa, e che da questa rosa sbocciava una bella bambina."

"E tutte le cose parvero tristi, morte, finite, finché il pianto d'una bimba in fasce venne a rompere quel silenzio penoso e a dare vita alle cose e alla casa. Era un pianto senza dolore, quello di Renato; era quel pianto che i bimbi lanciano nell'aria come un canto, per un bisogno d'espandersi dei loro piccoli polmoni e che può avere anche la festosità di un canto."




La Fata delle Rose: incipit

"Più che bella!", si sarebbe potuto dire, parlando di lei. "Peggio che bella!", avrebbe potuto soggiungere un osservatore perspicace. Perché in quella donna giovane, slanciata, dalle linee armoniose, c'era qualche cosa d'incomparabile: la bellezza, l'espressione dello sguardo. Erano così profondi, quegli occhi color viola cupo di cui bastava il lampeggiare, in certi momenti, per rendere fulgido quel viso, in tutto il resto assai comune, nonostante la carnagione lattea e i magnifici capelli color del fuoco. In quel momento essa scriveva, e le palpebre abbassate rivelavano la riflessione. Il pennino d'oro della stilografica scorreva sul foglietto di carta [...] "Mi trovo in campagna; come vedete, la mia lettera è datata da Tamsay Castle. Seduta su una terrazza con la balaustrata di pietra, ho sotto gli occhi un paesaggio veramente meraviglioso. Il castello, in stile gotico misto ad elementi sassoni, costruito in pietra arenaria di un grigio azzurrognolo molto gradevole all'occhio, mi circonda di un'ombra fresca e protettrice, mentre salgono dalle aiuole i profumi semplici dei piselli odorosi, delle verbene e del rosmarino."

[…] Ma a sud-ovest, nello splendore del sole al tramonto, c'era il più romantico lago delle Terre Basse scozzesi: color ametista, disseminato d'isolette: le une, semplici boschetti di sorbi dalle frutta rosse, o di bianchi ligustri; altre, custodi di ruderi sgretolati, inghirlandati di pampini e d'edera… come sfondo, l'ombra violacea ravvivata, sulle cime dei colli, dai tocchi dell'ultima luce che illuminava debolmente le brughiere porporine e i muschi dorati. Piano piano calava la sera."






"Il Palazzo Innamorato" di Liala

Trama: Eleonora Manto, star dell'equitazione, ferma in autostrada con l'auto in panne, viene soccorsa da Mirko, figlio di uno scienziato  La donna ha alle spalle due matrimoni falliti e non crede più all'amore, ma si innamora, ricambiata, di Mirko, mentendogli però sull'età: lui ne ha 19 e mezzo, lei 32: e lei dice di averne 25. Al loro travagliato rapporto si aggiungono le vicende e i flirt dei vicini del palazzo dove vive Eleonora...

Commento di Lunaria: Anche se qui e lì si riconosce l'inimitabile ed originale "stile di Liala" con i suoi "tocchi lialeschi", purtroppo "Il Palazzo Innamorato" avanza  prolisso e piatto per 453 pagine (!) con una trama esile (che si poteva svolgere, a dire tanto, già in 50 pagine): una donna di 32 anni si innamora, ricambiata, di un 19enne e non fa altro che crogiolarsi per l'intero romanzo sul fatto che non dovrebbe, non è possibile, chissà che penseranno gli altri, lui l'abbandonerà per donne più giovani e così via, in un loop continuo. Non è scritto male e come spesso avviene nell'universo letterario lialesco "il finale è indimenticabile, intenso e risolleva le sorti del romanzo", ma è decisamente prolisso e pedante nel suo incedere alla moviola e non è il miglior romanzo di Liala dal quale partire (suggerisco da iniziare da altri suoi romanzi più avvincenti, come "Ombre di Fiori sul mio cammino" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/ombre-di-fiori-sul-mio-cammino-di-liala.html , "Bisbigli nel piccolo mondo" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/bisbigli-nel-piccolo-mondo-di-liala.html , "Riverberi lontani" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2024/12/riverberi-lontani-di-liala.html o "Tempesta sul lago" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/liala-tempesta-sul-lago.html, "Di ricordi si muore" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/12/di-ricordi-si-muore-di-liala.html

Ne consiglio la lettura solo a chi di Liala vuole leggere tutto.

N.B: come altri romanzi Rosa "vintage" scritti 40, 30 anni fa, anche "Il Palazzo Innamorato" veicola idee anacronistiche e pericolose di rapporti tra uomini e donne: in particolare, la gelosia di Mirko (che fa capolino in quasi tutto il romanzo, e raggiunge l'apice con la sfuriata contro il costume di Eleonora, a pagina 346) veicola l'idea della donna "come possesso personale" del fidanzato geloso che è autorizzato a diventare violento (contro la donna, curandola in tutto e per tutto, e contro gli altri uomini) Idea che "al tempo in cui Liala scriveva il romanzo" poteva essere "la normalità e la consuetudine" per la società del suo tempo, ma che oggigiorno è inaccettabile e non va "romanticizzata" come facevano Liala e le Autrici dei Rosa anni '40 e '80: il controllo ossessivo dell'altro non è mai "amore".

"Glielo doveva pur dire che i sei anni erano quasi dodici. Ma non glielo poteva dire in quel momento, perché aveva troppo paura di perderlo. Dodici anni di differenza avrebbero spaventato l'amante, perché l'amante era troppo giovane a confronto di una donna che aveva superato la trentina."

"Tacquero. E nel silenzio delle loro anime, repentinamente, qualche cosa parlò, si creò, si concluse in una frase quasi uguale. Si trovarono l'uno nelle braccia dell'altro e insieme dissero: "Io sono tuo, Eleonora." "Mirko, io sono tua." Un cipressetto solitario sorgeva immobile innalzato verso il cielo. E il vento dai soffi rari e leggeri era sufficiente per sfogliare le rose che durante il giorno, nel gran sole, s'erano disfatte. 


Il Bacio della Morte

Quando hai diciotto anni, vivi nelle remote foreste della Romania e il tuo unico obiettivo è dare la caccia alle spietate creature che popolano il Mondo Sotterraneo, non puoi permetterti distrazioni.

E questo Thea lo sa molto bene.

Abile mezzo demone dotato del potere dei sogni, è una ragazza ribelle ed irriverente.

Ma quando riceve il pugnale con cui cacciare gli Azura, è più che determinata ad impegnarsi fino in fondo negli allenamenti che la renderanno ufficialmente una Cacciatrice, mettendo da parte tutto il resto.

Però non sempre le cose vanno come previsto e Thea si ritrova costretta non solo a combattere contro un nemico infido e crudele, ma anche a resistere al costante impulso di azzuffarsi col padre, dal quale ha ereditato i poteri da Incubo.

Ma soprattutto deve cercare di contenere l'attrazione per il nuovo compagno di caccia, un affascinante mezzo Succubo dal passato oscuro.

Inaspettate rivelazioni ed inquietanti avvenimenti sconvolgeranno pericolosamente la vita di Thea, divisa tra il desiderio di seguire chi ama e compiere il proprio dovere.



"Forte come l'Amore" di Milly Dandolo


Adesso era tardi. Il mare si oscura, perdeva la sua lucentezza: qualche luce che pareva lontana, era solo fosforescente, immobile, e non poteva indicare il cammino. Dov'era la sua casa? Forse era scomparsa veramente: e la fanciulla camminava in una delle fiabe care alla sua infanzia. Che importa, ormai, tornare a casa, avere una casa? Un'ombra apparve dinanzi a lei, immobile: le parve di conoscerla, anche se non era che un'ombra. O forse non poteva esservi altro abitatore, in quel mare oscuro e incommensurabile? Non si sorprese quando una voce disse: "è Lei, non è vero? L'ho aspettata stamani, tanto..." La voce era commossa, piena di tenerezza e di gioia. L'ombra era così vicina, che le sue mani nude si trovarono chiuse nelle due mani inguantate, strette.

(...) Si fermarono al limitare della nera muraglia di querce. Si vedeva una fosforescenza piccola e debole, una finestra illuminata. Egli disse soltanto, prima di lasciarla: "Cara".

Poi le lasciò le mani, le prese la testa fra le mani e la baciò sulla bocca.


Brunella Gasperini: contributo di Elena


https://www.youtube.com/@ElenaM-o5v/posts

La mia amica e youtuber Elena (https://www.youtube.com/@ElenaM-o5v/posts) ha voluto omaggiare una delle sue scrittrici preferite: Brunella Gasperini (che io non ho letto).
Ospito volentieri il suo contributo qui, visto che nei post precedenti si è spesso parlato di autrici italiane del Rosa (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/10/storia-del-romanzo-rosa.html)


All'anagrafe Bianca Robecchi coniugata Gasperini, sceglie di firmarsi Brunella e questa scelta incarna perfettamente la sua poetica e la sua politica.

Milanese, classe 1918, fu capace di raccontare l'animo umano senza pregiudizi come poche sanno fare!

Scrittrice e giornalista, per venticinque anni si occupò della rubrica "Ditelo a Brunella" sulla rivista Annabella, dove rispondeva alle lettrici affrontando tematiche molto scomode per quegli anni, come il divorzio e la condizione femminile in Italia, utilizzando un linguaggio schietto, privo di sentimentalismi inutili, che arrivava dritto al cuore.

Erano anni in cui il matrimonio era l'unico obiettivo che le ragazze dovevano perseguire, per poi diventare delle brave madri e occuparsi del focolare domestico. Pertanto, la condizione essenziale per potersi sposare era la verginità, identificata socialmente dai segni del pudore e della modestia. (nota di Lunaria: tematica che era tipica anche di Liala e di altre scrittrici della prima narrativa Rosa: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/12/dark-ladies-e-vergini-angeliche-il.html infatti queste autrici non riuscivano "a concepire qualcosa di diverso per la donna", anche se c'è da dire che alcune protagoniste femminili di Liala sono meno "tradizionaliste" di quanto ci si potrebbe aspettare a prima vista) 

Brunella lasciava divampare le discussioni epistolari su temi come la castità, i conflitti familiari ed esprimeva con fermezza la propria opinione. Moltissime ragazze si accostavano all'educazione sentimentale (badate bene sentimentale e non sessuale) proprio attraverso la posta del cuore, dove ricevevano i primi rudimenti su come una signorina per bene dovesse comportarsi nelle varie occasioni.

Brunella voleva insegnare alle ragazze che era arrivato il momento di rovesciare il canone mettendo sotto accusa le apparenze per esaltare i contenuti, quali l'onestà dei sentimenti e la limpidezza degli intenti e sottolineava che la dignità della donna non deriva dall'uomo, ma è intrinseca nella donna stessa. Dunque, le ragazze dovevano imparare ad inseguire i propri sogni, piantare in asso i fidanzati di cui non erano innamorate e non aver paura di rimanere sole.

Era una donna che non si risparmiava affatto nel suo lavoro. Il suo numero telefonico, essendo presente sull'elenco, veniva preso d'assalto dalle lettrici e Brunella rispondeva a tutte le telefonate che riceveva, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

"Ero io quella" è stato il primo romanzo che ho letto dell'autrice, dopodiché, estasiata dalla sua penna semplice ma illuminante, non ho esitato a recuperare tutti gli altri!

La protagonista è Nicoletta, una ragazza che vive tra due realtà opposte, una ricca ma frivola, l'altra modesta e reale. Sarà una forza invisibile a cambiarle la vita, come avviene di solito, se soltanto si è disposti ad accoglierla.

Vi lascio un piccolo estratto:

"Tra poco verranno a chiamarmi e io non sarò pronta. Sarò ancora qui ferma davanti alla finestra aperta sul lago, ad aspettare chissà che cosa. 

Ci sono le stelle, fuori. È di nuovo agosto.

Ricordo una ragazza che le sere d'agosto se ne stava distesa lì fuori, con le dita intrecciate sotto la nuca, a guardare le stelle cadenti e a pensare a un ragazzo che forse non avrebbe visto più. Qualcuno le aveva detto che non era una donna, ma venti possibilità di donna, e lei aspettava, con tutti i suoi punti interrogativi che salivano verso quel vecchio cielo, aspettava di sapere quale di quelle venti donne sarebbe poi saltata fuori.

Ero io, quella."

La sua narrativa si mantiene ancora dentro i confini del romanzo rosa, estendendo l'inquadratura ad amici, parenti e al contesto sociale, anziché prendere in considerazione solo la coppia. Quanto all'obiettivo, non è mai stato quello di sovvertire l'ordine familiare ma di rifondarlo attraverso un rinnovamento dei modelli.

Sarà per questo motivo che i testi che la rappresentano appieno sono quelli autobiografici, in cui ci parla di sé, dei suoi amici e dei suoi adorati animali.

È un vero peccato che tra le nuove generazioni il nome di Brunella Gasperini  circoli poco (per non dire proprio per niente). Sono passati tanti anni dall'epoca in cui è vissuta... si sono fatte scoperte, passi avanti nella scienza, nella medicina, nell'informatica, ma c'è stata anche moltissima regressione, oltre all'utilizzo maldestro di strumenti che potrebbero farci progredire parecchio e che invece sortiscono il risultato opposto. Ma la regressione più preoccupante riguarda il genere umano: pensiamo di esserci emancipati e invece ci uccidiamo come bestie feroci assetate di sangue... altro che educazione sentimentale...

Se solo ci fosse ancora Brunella e i suoi consigli... in compenso rimangono i suoi romanzi ed è per questo che vi invito a rileggerli o a scoprirli per la prima volta.

Ogni anno il 7 gennaio accendo una candela per lei, nel giorno della sua morte prematura a soli sessant'anni, per un infarto.

Ricordiamola sempre a gran voce: non si può mettere Brunella in un angolo!


"Nightshade"

Trama: Tutte le diciassettenni sognano di incontrare il vero amore: tutte tranne Calla. Nella sua testa, infatti, c'è un solo costante pensiero: squarciare la gola dei suoi nemici. Questo perché Calla è la femmina alfa di una delle più potenti famiglie di Guardiani che vivono in America, creature magiche capaci di trasformarsi in lupi, a cui è stato affidato l'importante incarico di proteggere dei luoghi sacri.

Ma il destino di Calla, che la vorrebbe presto unita al maschio alfa del branco vicino, viene stravolto quando la giovane decide di salvare la vita ad un imprudente escursionista, un ragazzo della sua stessa età ferito da un orso.

Da quel momento niente sarà mai più come prima, perché Shay, l'umano, è il custode inconsapevole di un segreto che potrebbe cambiare le sorti del mondo e far vacillare il cuore saldo di Calla.


Commento di Lunaria: Nonostante il "già letto, già sentito" che aleggia sull'intera opera (del resto l'Urban Fantasy è un genere che ricicla continuamente i suoi stilemi) "Nightshade" - che ovviamente oltrepassa le 400 pagine, come tanti altri Urban Fantasy, nonostante la storia si potesse raccontare in 100 pagine e che, esattamente come gli altri Urban Fantasy, si conclude con un "to be continued..." - è abbastanza avvincente: la figura del licantropo (non proprio, in realtà) è stata "innovata" (un po' come accadeva in "Shiver" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/03/shiver-urban-fantasy.html ), i personaggi sono abbastanza caratterizzati e si ricordano "anche a fine lettura", i dialoghi e le scene scorrono veloci senza appesantire. Non potevano mancare le scene ambientate a scuola (come in "Twilight" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2025/03/twilight-recensione-al-libro-e-al-film.html ), qualche combattimento "nel bosco" ("Twilight", "Shiver"), profezie ("Fallen") e creature sovrannaturali che minacciano "la love story dei protagonisti" (con tanto di triangolo amoroso, con Calla contesa tra l'umano e "l'uomo lupo": ancora "Twilight") Gli elementi cari del genere ci sono tutti, l'originalità così così ma per lo meno non è un mattone indigesto che porta all'esasperazione (tipo "Farfalle Nere" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2024/02/farfalle-nere.html o il già meglio narrato "Angelology" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2025/10/angelology-recensione.html)


"Profondo Rosso" di Ann Quinton (Harmony Intrigue)

Kate, secondo violino dell'Europa Symphony Orchestra, si trova a Ragusa in una tournée in cui vengono assassinati due componenti dell'orchestra, trafficanti di droga. Insieme a Miles, manager di nome ma in realtà agente di polizia, Kate svolgerà indagini che la porteranno ad innamorarsi di Miles e a scoprire che…


Commento di Lunaria: Un inizio molto lento e soporifero, poi la storia acquista brio proprio quando Kate viene rapita e quasi uccisa; si salva, ma da lì in poi la storia si affloscia ancora, fino al finale. Le scene d'amore sono distillate col contagocce, tanto che più che un romanzo Rosa questo "Profondo Rosso" (titolo del tutto fuori luogo per una vicenda che non ha nessuna scena horror) vira sul romanzo Poliziesco.



"Angelology" (recensione)

Trama: quando il padre l'aveva affidata alle suore francescane del convento di St. Rose, vicino a New York, Evangeline aveva soltanto dodici anni. In quella pace operosa, la bambina è diventata donna e ha poi scelto di prendere i voti. Adesso si occupa della biblioteca del convento, che ospita un'eccezionale collezione d'immagini angeliche. Ma, proprio in quel luogo apparentemente lontano dai turbamenti del mondo, Evangeline scopre alcune lettere, spedite negli anni '40, dall'ereditiera Abigail Rockefeller a una suora del St.Rose: in esse vengono citati una misteriosa spedizione nella Gola del Diavolo, in Bulgaria, e il ritrovamento di un cadavere perfettamente conservato: quello di un angelo. Per Evangeline, quelle lettere sono il primo tassello di una storia che affonda le sue radici nella notte dei tempi: la storia degli angeli che hanno tradito Dio e della malvagità che è esce sulla Terra: la storia dei Nefilim, le creature generate dall'unione tra angeli e mortali. La storia degli angelologi, un gruppo di studiosi che, da generazioni, si tramandano il segreto dell'esistenza dei Nefilim e combattono contro di loro. E, soprattutto, la storia di uno strumento musicale di origine divina e dai poteri straordinari, uno strumento andato perduto e che ora Evangeline ha il compito di recuperare prima che lo facciano i Nefilim. Perché la storia degli angelologi è anche la sua storia, e la loro missione è la sua missione. Perché il destino dell'umanità è nelle sue mani.

Commento di Lunaria: Ho comprato "Angelology" perché pensavo fosse un Urban Fantasy sul filone "alla Fallen" e invece trattasi di un romanzo che di Urban Fantasy non ha praticamente nulla (a parte "Angeli e Nefilim" mancano tutti gli elementi che formano la struttura tradizionalista degli Urban Fantasy: personaggi adolescenti, una storia d'amore sviscerata nei dettagli e contrastata, protagonista maschile sexy...) Qui siamo più dalle parti di un romanzo alla "Codice da Vinci", prolisso e pedante (la storia si protrae in dettagli, sottotrame, una moltitudine di personaggi per ben 498 pagine…!) ma non è scritto male: la mole è titanica (per una storia che tutto sommato è persino banale e da cliché e si sarebbe potuta narrare in 100 pagine) ma la sintassi è di pregio (ma questo non toglie che sia ugualmente un romanzo-mattone) 

è consigliato, a patto di sapere che in "Angelology" NON troverete niente (se non molto alla lontana) di appartenente agli Urban Fantasy "con Angeli e Nefilim" che sono andati per la maggiore (la saga di "Fallen" su tutti) e che il romanzo predilige scene di azione (anche con troppe sottotrame e personaggi secondari che sfiancano il lettore, dopo un po') Similmente ad altri romanzi che avevo letto, incredibilmente!, i veri riferimenti teologici al cristianesimo sono esigui ed annacquati, quasi assenti quelli su Dio.


Danze dall'Inferno

Questa serie di racconti affronta il lato oscuro del ballo della scuola. All'interno dell'antologia incontriamo così, in una girandole di storie horror, cacciatori di vampiri ("La Figlia dell'Ammazzavampiri"), venditori di amuleti magici ("Il Mazzolino", rielaborazione di "La Zampa di Scimmia" di W.W.Jacobs), fantasmi sospesi tra due dimensioni ("Madison Avery e la F.A.L.C.E"), ragazzi dotati di poteri sovrannaturali ("Provaci ancora, signorina Kiss"), gli scontri tra mortali e un demone che dietro le mentite spoglie di una fanciulla, creerà terrore e scompiglio ("Ballo Infernale"). 


Nota di Lunaria: Lessi questa antologia di racconti nel 2018, se ricordo bene, e già all'epoca l'avevo trovata poco entusiasmante, mediocre, fatta uscire solo per cavalcare la "Twilight Mania" col nome di Stephenie Meyer che campeggia in bella vista e la classica copertina da Urban Fantasy. Riletto oggi (2025), giusto per puntiglio personale perché "delle volte ad una seconda lettura un libro ti prende già di più" riconfermo la prima impressione mediocre che mi fece all'epoca: racconti scritti con gergalismi da teen ager, descrizioni striminizite, personaggi inconsistenti, zero horror o quasi, così come le atmosfere sentimentali\erotiche (ma sul risvolto interno campeggia la scritta "storia d'amore gotico"... "i fan dell'horror ne andranno pazzi"... vabbè) Il target di lettrici che può apprezzare storie pseudo horror così esili e mediocri non penso vada oltre i 12 anni.




Ragazze Lupo

Trama: Kalix ha 17 anni ed è una licantropa. Ricchissima e nobile, ultima discendente della più antica dinastia di licantropi scozzesi, ha trasgredito le regole della famiglia innamorandosi di Gawain, giovane lupo mannaro di umili origini, e adesso si nasconde, inseguita dai sicari, tra le strade di Londra. Vestita di stracci e magrissima, per tenersi su sorseggia del laudano da cui ormai è dipendente. Certa di aver tagliato i ponti con la sua famiglia, Kalix si troverà suo malgrado coinvolta nella lotta per la successione alla reggia, circondata da una serie di personaggi stravaganti: sua sorella, una stilista di tendenza dotata di poteri magici, le cugine, musiciste punk, e due giovani umani che si prenderanno cura di lei.


Commento di Lunaria: avevo iniziato "Ragazze Lupo" con le migliori intenzioni ma poi via via mi sono arenata nella lettura; il romanzo, di ben 666 pagine, è composto da capitoli brevissimi, ma il problema di fondo è che l'Autore spesso si perde in dettagli o aneddoti ripetitivi, virati anche su atmosfere comiche che alla lunga risultando ridondanti; le pagine migliori sono quelle che sviscerano la personalità diffidente e quasi misantropa di Kalix (che sarà una costante di quasi tutto il romanzo, come il suo autolesionismo e la sua dipendenza alla droga), mentre altri personaggi secondari vanno e vengono e risultano persino superflui, distogliendo l'attenzione del lettore come interferenze. 

C'è molta azione (Kalix che fugge inseguita da tizio o caio, che si nasconde, che sviene, che combatte) quindi siamo più dalle parti di un Urban Fantasy che predilige l'intreccio sul "cose che vengono fatte di continuo" piuttosto che non le atmosfere romantiche (presenti col contagocce)

Ne consiglio la lettura, ma se avesse avuto meno pagine e meno divagazioni ridondanti sarebbe risultato migliore e più scorrevole, come romanzo.

P.S per curiosità, di tanto in tanto vengono citati generi e sottogeneri di Metal e gruppi (come a pagina 504), anche se non è proprio attendibile... Non esiste "il doom letale" e "il doom suicida", anche se condividiamo al 100% la frase finale "Scelse un brano e accolse con piacere una serie di accordi lamentosi accompagnati da una voce agonizzante che ricordava al mondo che lo attendeva un futuro senza speranza. Era proprio così. Quei gruppi di Doom Metal, loro sì che avevano capito tutto."




"Sarah" di Maura Seger (Grandi Romanzi Storici)


Trama: Non è bellissima ma attraente in modo tutto speciale, dotata dello spirito indomabile e libero delle genti del New England. Sarah ha giurato a se stessa di non maritarsi mai, rifiutandosi di sottoporsi alle sofferenze che sembrano insite nella condizione femminile. Ma il giorno in cui conosce Philip, un uomo orgoglioso e affascinante quanto il Sud da cui proviene, non vedendo davanti a sé un futuro migliore torna sulla sua decisione accettando la proposta di Philip, vedovo e bisognoso di una madre per suo figlio. Un matrimonio di convenienza, il loro? Niente affatto. Lo si vedrà durante la terribile guerra di Secessione quando, dopo alterne vicende, scopriranno di avere molte cose in comune e di essere in realtà legati da un amore profondo.


Commento di Lunaria: "Sarah" è un romanzo che riecheggia le atmosfere alla "Via col vento", ma si concentra molto di più sulla parte storica (specialmente sulla schiavitù, con tanto di una sorta di "sottotrama" dedicata agli schiavi fuggitivi) che non su quella sentimentale (mancano delle vere e proprie pagine passionali). Un buon romanzo, con personaggi a tutto tondo ben descritti (non manca neanche un vago accenno alle istanze di emancipazione femminile, che di tanto in tanto Sarah "percepisce"), ma che piacerà soprattutto a chi ricerca romanzi storici più che non quelli sentimentali.




Evernight - Stargazer - Hourglass

La saga di "Evernight" comprende anche "Stargazer", "Hourglass", "Afterlife" (spin off dedicato al personaggio di Balthazar). Ho anche "Afterlife", ma devo ancora leggerlo.


EVERNIGHT

Trama: "Torneremo insieme Bianca. Non so quando né come, ma so di non avere alcun dubbio. Non potrebbe essere altrimenti. Ho bisogno che anche tu ci creda. Perché credo in te." E Bianca crede in Lucas, gli crede come non ha mai creduto in nessun altro prima d'ora. Perché Bianca non è mai stata innamorata come lo è di lui. Perché il primo amore, quello che ti strappa il cuore e ti lascia senza fiato, è sempre vero.E non importa essere un vampiro, non importa se tutto e tutti sono contrari a questo sentimento Bianca e Lucas non vogliono scegliere da che parte stare. Bianca e Lucas, a 16 anni, tra i corridoi di Evernight, un esclusivo e misterioso collegio, hanno incontrato l'amore. E nessuno potrà portarglielo via.

E se Giulietta e Romeo fossero stati vampiri?


Commento di Lunaria: Notevole Urban Fantasy, a tinte vampiresche, decisamente migliore di altri Urban Fantasy "più famosi", per trama, colpi di scena e bellissime descrizioni dei luoghi dove si svolge la storia, in primis la misteriosa Accademia di Evernight, descritta come una sorta di cattedrale gotica, (anzi, "mostruosità gotica di pietra, enorme e ingombrante", per citare le parole dell'Autrice) che cela nei suoi corridoi misteri e intrighi. Sono presenti un po' tutti i cliché degli Urban Fantasy e che le lettrici di questo genere si aspettano (anzi esigono) da questo tipo di romanzi, dai protagonisti teen agers all'ambiente scolastico dove sboccia l'amore (contrastato), da atmosfere leggermente venate da brividi a intrighi e complotti da sventare, ma vengono rinnovati da una cura per i particolari e per il linguaggio decisamente ricercato, a confine con la poesia. "Evernight" mi è piaciuto davvero tanto, e lo metto tra i miei primi cinque Urban Fantasy preferiti, dopo la "Touched saga" e "RoseBlood".

Gli stralci più belli:   

"Mentre sprimacciavo i cuscini, ebbi la strana visione di qualcosa che avevo sognato la notte prima, vivido e presente come se fossi ancora immersa nel sonno. Un fiore color del sangue. Il vento ululava fra gli alberi che mi circondavano, frustava i rami scompigliandoli. Il cielo sopra di me ribolliva di nuvole inquiete. Mi scostai dal viso le ciocche di capelli mosse dal vento. Desideravo soltanto guardare quel fiore. Ogni petalo imperlato di pioggia era scarlatto, slanciato, simile a una lama, come certe orchidee tropicali. Eppure il fiore era anche rigoglioso e pieno, avviticchiato al ramo come una rosa. Era la cosa più esotica e seducente che avessi mai visto. Doveva essere mio."

"Mentre mi allungavo a cogliere il fiore, la siepe ebbe un fremito. Il vento, pensai, ma mi sbagliavo. No, la siepe si espandeva così velocemente da vederla crescere a occhio nudo. Tralci e rovi spuntavano tra le foglie in un groviglio confuso. Prima che potessi scappare, la siepe mi aveva quasi circondata, murata fra rami, foglie e spine."

"Mi sento sempre osservata", raccontò. "Sempre. Persino quando sono da sola. So di sembrare pazza, ma è vero. A volte ho la sensazione che gli incubi continuino anche dopo che mi sono svegliata. A notte fonda sento tonfi, cose che strisciano sul tetto. Quando guardo fuori dalla finestra, te lo giuro, a volte vedo un'ombra che corre nella foresta. E gli scoiattoli.. li hai visti, vero? Hai visto quanti ne muoiono?"

"Per un po' restammo entrambi in silenzio. La luce della luna filtrava fra le foglie d'edera e Lucas mi era vicino quanto bastava a captarne il profumo: qualcosa che mi ricordava il cedro e il pino, come i boschi da cui eravamo circondati, come se in qualche modo facesse parte di quel luogo oscuro."

"Capisco che tu voglia sapere quant'erano diverse le cose all'epoca. Quanto le cose cambino. Ma noi non cambiamo, Bianca. è l'aspetto più inquietante. è il motivo per cui tanti continuano a comportarsi da ragazzi anche dopo secoli. Non capiscono se stessi né il mondo in cui devono vivere. è una specie di adolescenza eterna. Non molto divertente. Strinsi le braccia per combattere i brividi scatenati dal freddo e dal pensiero degli anni, dei decenni e dei secoli che mi aspettavano, mutevoli e incerti."

"Il cambio di stagione non fu d'aiuto. L'architettura gotica della scuola era stata ammorbidita almeno un po' dalla vegetazione rigogliosa e dal verde dei prati in pendenza. Le finestre piccole e la sfumatura sinistra della luce non erano riuscite a filtrare del tutto lo splendore del sole di fine estate. Ora, invece, il tramonto arrivava prima ed Evernight sembrava più isolata che mai. Con il calare della temperatura, un freddo insistente strisciò nelle classi e nei dormitori, a volte sembrava addirittura che gli arzigogoli di brina sulle finestre fossero incisioni permanenti nel vetro. Persino le bellissime foglie d'autunno stormivano nel vento, ed era un rumore solitario, da mettere i brividi. Avevano già iniziato a cadere e a spogliare i primi alberi, che come artigli nudi graffiavano il cielo ingrigito di nuvole."

"Volevo che andasse oltre, che mi toccasse come sentivo il bisogno di essere toccata. La mia mente era annebbiata, quasi non riuscivo a pensare: c'era soltanto il mio corpo e ciò che esso esigeva da me. (...) Fermati, gridai a me stessa. Ma io e Lucas eravamo ben al di là del confine. Avevo bisogno di lui, subito. (...) Poi Lucas si lasciò andare, come senza vita. Era svenuto. (...) L'ampio squarcio che avevo aperto con i denti sul suo collo era scuro e umido sotto la luce della luna, scintillava come una chiazza d'inchiostro." 


STARGAZER

Trama: L'Accademia di Evernight ospita degli studenti molto particolari: vampiri centenari con l'aspetto di teen agers. Bianca è figlia di vampiri, è ancora umana ma è destinata a diventare una di loro quando ucciderà la sua prima vittima. La ragazza si innamora di Lucas, un cacciatore appartenente alla congrega della Croce Nera, che frequenta in incognito il prestigioso istituto. Quando la sua vera identità viene svelata, Lucas viene allontanato ma i due ragazzi sono pronti a qualsiasi cosa pur di stare di nuovo insieme, e Bianca deve combattere contro tutto e tutti: i suoi genitori, i membri vampiri di Evernight, i feroci cacciatori della Croce Nera... e una misteriosa presenza spettrale che la minaccia.

Commento di Lunaria: Il seguito di "Evernight", "Stargazer", riconferma tutte le ottime premesse e particolarità del predecessore, e rispetto al primo libro aggiunge un tocco di "ghost story" con diverse pagine dedicate alle apparizioni degli spettri che infestano l'Accademia e che mettono a repentaglio la vita di Bianca; sono le pagine migliori del romanzo e quelle che più mi hanno entusiasmato. Quasi assente l'eros (Bianca e Lucas non vanno oltre qualche bacio e abbraccio fugace), molte le scene d'azione tra caccia, combattimenti e fughe; notevole l'approfondimento psicologico dei vari personaggi, anche secondari, descritti a tutto tondo; viene dato più spazio anche a Balthazar, e alla sua tormentata vicenda familiare. Quindi anche "Stargazer" come "Evernight" è decisamente consigliato!

Gli stralci più belli:   

"I cristalli di ghiaccio iniziarono a coprire lentamente le pareti. Incredula, guardavo le venature gelate intrecciarsi sulla pietra della stanza dei registri, nella torre settentrionale. Era come una trama che nasceva dal pavimento, si arrampicava sul muro, congelava il soffitto con uno strato di scaglie bianche. Qualche piccolo cristallo argenteo di neve svolazzava in aria.
Era tutto così delicato ed etereo, totalmente innaturale. 
Il freddo della stanza mi penetrava a fondo nella pelle, arrivando fino al midollo. Se solo non fossi stata da sola. Se ci fosse stato qualcun altro a testimoniarlo, avrei potuto credere che fosse la realtà. Avrei potuto credere di essere al sicuro.
Il ghiaccio crepitò così forte da farmi sobbalzare. Mentre guardavo, gli occhi spalancati e il respiro ridotto a brevi e veloci spasmi, la brina velò i vetri delle finestre, oscurando la vista del cielo notturno e nascondendo la luna, che riuscivo comunque a vedere.
La stanza ora possedeva una luce propria.
Filamenti ghiacciati schizzavano dalla finestra in ogni direzione, secondo una trama inquietante, e creavano una forma riconoscibile. Un volto.
L'uomo di ghiaccio mi osservava. Gli occhi scuri e rabbiosi erano così dettagliati che sembravano volgere lo sguardo proprio verso di me. Il volto nel ghiaccio era l'immagine più vivida che avessi mai visto.
Sentii il freddo pugnalarmi il cuore quando capii che mi stava guardando davvero. 
Una volta non credevo ai fantasmi..."

 "Mentre uscivo in cortile, sulla scuola scendeva il crepuscolo. 
L'imbrunire era uno dei miei momenti preferiti; mi sembrava un inizio quasi quanto l'alba. Sotto un cielo grigio-viola lattiginoso, raggiunsi il confine dei cortili e mi feci strada nei boschi. Drizzai le orecchie in reazione ai rumori della notte: le mie impronte sui morbidi aghi di pino, il chiurlare di un gufo in lontananza e - molto più lontano - una risata femminile, forse di qualcuna che era uscita con un ragazzo."

"L'aria nella stanza si era fatta all'improvviso molto più fredda. 
Si era aperta una finestra? No, erano ancora tutte chiuse e coperte di brina. Ma lo erano anche qualche minuto prima? Poco prima di andare a prendere il sangue avevo scorto la sagoma del gargoyle fuori, ora invisibile dietro una pellicola bianca. 
Espirai e il fiato formò una nuvola nell'aria. Iniziai a tremare. 
Una luce azzurrastra filtrava dalla finestra e sentii bussare contro il vetro. Sembravano dita. Ero in preda al terrore ma non riuscivo a scappare.
Andai alla finestra e cercai di strofinare la mano sul ghiaccio. 
Il freddo pungeva la pelle ma si scioglieva in riccioli vaporosi al di là dei quali vidi qualcosa. 
Incrociai lo sguardo di una ragazza, all'incirca della mia età, con capelli castani corti e chiari e lo sguardo vuoto. Sembrava del tutto normale, esclusa la parte in cui era quasi trasparente. E fluttuava sulla torre davanti alla mia finestra. Lo spettro era tornato. 
Il fantasma nuotava fra pallide ombre verde-azzurro, i capelli e la pelle color dell'acqua. Riuscivo a vedere attraverso di lei, ma era reale come una persona. I suoi occhi trafissero i miei, non di rabbia né di odio, ma con un'emozione che non riuscivo a comprendere. Disse qualcosa e vidi scintille luminose sulle labbra e sulle guance: schegge di ghiaccio. Ma non sentii alcun suono."

"Il mio corpo reagì e in quel momento sentii Balthazar affondare di nuovo i denti nel mio collo, innescato dalla mia eccitazione. 
Ciò aumentò il desiderio di lui, la voglia di lui e la sensazione raddoppiò finché non divenne insopportabile. (...) Poi mi baciò, non una ma una dozzina di volte, ogni bacio frenetico e dolce di sangue."

 

HOURGLASS

Trama: Bianca non è ancora un vampiro ma è destinata a diventarlo. Lucas è l'erede di un'antica congrega di cacciatori di vampiri, la Croce Nera.
Il loro amore impossibile è nato tra i corridoi di Evernight, un college esclusivo dove i vampiri imparano a confondersi tra gli umani.
Per rimanere insieme a Lucas, Bianca è disposta a rinunciare alla propria famiglia e al proprio destino: finché non ucciderà nessun essere umano, la trasformazione non si compirà.
Ma il suo corpo inizia a bramare sangue, e la sete si fa più insostenibile. Mentre la sua vera natura la reclama e Bianca diventa sempre più debole, anche qualcun altro è interessato alla ragazza: gli spettri che avevano stretto un patto con i genitori di Bianca per permetterne la nascita, ora sono sulle sue tracce... esattamente come Charity, la vampira psicopatica, sorella di Balthazar...

Commento di Lunaria: Il seguito di "Evernight" e "Stargazer", "Hourglass" prosegue l'azione iniziata con "Stargazer" e, con gli ultimi capitoli, ribalta anche le aspettative della lettrice. 
Devo dire che non mi aspettavo che finisse così, con un finale enigmatico e aperto alla libera interpretazione, lasciato un po' all'immaginazione della lettrice che può trarne le conclusioni. 
Ammetto che ho pensato ad un finale alternativo e persino ad un seguito del finale!
Quindi anche "Hourglass" è decisamente consigliato!

 Gli stralci più belli:   

"In quel momento capii che non era successo. Lo sapevo. Qualcosa, dentro, mi diceva che Lucas non era vicino. 
è il sangue.
I miei genitori mi dicevano sempre che bere sangue crea un legame potente."

"Più il mio corpo si indeboliva, più spesso provavo una sensazione stranissima, come se sprofondassi, mi consumassi, fossi un po' meno di ciò che ero, giorno dopo giorno. Qualcosa, dentro di me, combatteva con la forza vitale, e stava vincendo."

"Il cielo brillava rosa pallido. Un nuovo giorno era cominciato, senza di me. Lucas chinò la testa sotto il peso della disperazione. Non potevo sopportare di vederlo così (...) Ero sconvolta e di nuovo sentivo di essermi smarrita nella nebbia, come un niente, un nessuno, qualcosa di morto."














"Black Moon" e "Bleeding Love"

Nota di Lunaria: questo libro lo avevo noleggiato perché l'incipit mi era piaciuto molto; purtroppo il libro poi si appiattisce un po' da lì a poco quanto a suspense e scadendo spesso in dialoghi un po' sciocchini.

L'unica cosa che riuscivo a fiutare era l'odore del sangue. Sangue denso e rappreso. Sangue che ricopriva il mio corpo, facendomi prudere la pelle. Mi mossi, emettendo un debole gemito e mi girai sulla schiena. Altre sensazioni iniziarono a emergere dalla nebbia che avvolgeva la mia mente. Il gelo delle pietre che premevano sulla mia spina dorsale. Il leggero picchiettio delle gocce d'acqua sulla pelle nuda. Il tanfo della spazzatura lasciata troppo tempo al sole. E, nell'aria, l'odore di carne cruda. Era un odore che mi suggeriva cattivi presentimenti, sebbene non sapessi perché. Mi sforzai di aprire gli occhi. Un muro di cemento incombeva minaccioso su di me, come se fosse inclinato e stesse per cadere. Su quel muro non c'erano finestre ed era completamente immerso nel buio. Per un momento mi sembrò di essere in una specie di prigione, fino a quando mi ricordai della pioggia e vidi che il muro si confondeva con il cielo notturno ricoperto di nuvole. Sebbene la luna non fosse visibile, non avevo bisogno di scorgerla per sapere a che punto fosse arrivato il ciclo lunare. Anche se probabilmente nelle mie vene il sangue del vampiro scorreva copioso come quello del licantropo, ero ancora molto sensibile alla luna. La luna piena c'era stata tre giorni prima. I miei ultimi ricordi risalivano a quando la fase della luna piena era appena iniziata. A un certo punto avevo perso otto giorni. Aggrottai la fronte continuando a fissare il muro, cercando di ritrovare l'orientamento e di ricordarmi come fossi finita lì. Come mi ero ritrovata nuda e incosciente nella notte fredda? Dalla nebbia non emergevano ricordi. Sapevo solo che mi era accaduto qualcosa. Qualcosa che mi aveva rubato la memoria e ricoperta di sangue. Con la mano tremante mi asciugai il viso fradicio di pioggia e guardai a sinistra. Il muro costeggiava un vicolo occupato da ombre e bidoni della spazzatura ricolmi. In fondo, un lampione si spegneva a intermittenza, una stella sconsolata nel buio circostante. Non si udiva altro rumore oltre al suono aspro del mio respiro. Niente macchine. Niente musica. Neppure un cane che abbaiava a un nemico immaginario. Nulla che facesse pensare che potesse esserci una qualunque forma di vita nei paraggi. Deglutii a fatica, cercando di ignorare il sapore amaro della confusione e della paura; guardai a destra. E vidi il corpo. Un corpo ricoperto di sangue.

Oh, Dio... Non potevo averlo fatto. Non potevo assolutamente averlo fatto.

la serie di Black Moon


***

Il mattino del suo sedicesimo compleanno, la bella Solange si sveglierà completamente priva di forze e sensibile alla luce del sole. Sarà l’inizio della trasformazione, il processo che la porterà alla morte, per poi donarle la vita eterna: quel giorno, lei diventerà una vampira. Un evento cruciale per tutta la comunità degli immortali, perché Solange è l’unica discendente femmina della nobile casata dei Drake: secondo un’antichissima profezia, infatti, è l’eletta, colei che dominerà su tutte le creature della notte. Un destino che, però, la mette in grave pericolo. Ed è quindi per proteggerla che i suoi sette assillanti fratelli non la lasciano da sola nemmeno per un istante, rendendole la vita un inferno. Quasi più di Lady Natasha, l’attuale regina, che la vede come una minaccia al proprio potere. O di Kieran Black, il giovane cacciatore di vampiri che vuole vendicare la morte del padre sterminando l’intera famiglia Drake. Fortunatamente Solange ha un’arma segreta per affrontare quel giorno così speciale: la sua migliore amica Lucy, un’umana che conosce il suo segreto e che è disposta a tutto per aiutarla a vivere un’esistenza «normale». Persino affrontare Nicholas, il più premuroso e affascinante tra i fratelli Drake. Tanto affascinante da non potergli resistere…




Black Friars: L'Ordine della Penna (trama)

 

Altieres, una delle antiche dinastie regnanti nel Vecchio Continente, si è estinta dopo la violenta morte di tutti i suoi discendenti, e a portare il nome della casata sono rimasti solo i vampiri Blackmore, creature immortali  a cui regnare non è permesso.

Ma qualcosa ora è cambiato: Sophia, unica erede ancora in vita, creduta morta da anni, è stata ritrovata e le già fragili dinamiche del regno sono vicine a spezzarsi una volta per tutte.

Gli oscuri segreti di Altieres stanno tornando a celare ombre sulla Vecchia Capitale.

Fulcro del potere politico e religioso, e spettri senza volto si aggirano per le strade terrorizzando cittadini e studenti.

Intanto Sophia sta imparando a conoscere la sua nuova vita. Essere una Blackmore infatti non significa solo indossare meravigliosi vestiti ed essere un giorno incoronata regina, come credeva, ma evitare matrimoni politici e sfuggire a continui attentati alla sua vita, anche da parte degli stessi parenti. Eloise, coraggiosa eroina protagonista dei romanzi precedenti, deve affrontare invece forze che nemmeno i suoi poteri possono governare.

I morti non riposano più in pace nella Vecchia Capitale, disturbati nel loro eterno sonno da forze oscure e implacabili, forse collegate al ritorno dell'erede di Altieres e alle sconvolgenti verità che i vampiri Blackmore nascondono da secoli e sono ora sfuggite al loro controllo.

Eloise, grazie al suo potere di dominare le forze oscure, sarà forse la chiave per riportare l'ordine là dove ormai esiste solo il caos.





"Eternity"

"Nei lunghi secoli della mia vita, non ho mai amato nessuno come te. Nessuno". Sono state le ultime parole che mi ha detto Rhode. L'ultima volta in cui mi ha dichiarato il suo amore. L'ultima volta in cui ho visto il suo viso e i suoi intensi occhi azzurri. Ed è stata anche la prima volta in 592 anni in cui sono riuscita di nuovo a respirare. A sentire il sole sulla pelle, il profumo dell'aria. Ma tutto ha un prezzo: Rhode, il mio Rhode... ho dovuto dirgli addio, forse per sempre. Lui si è sacrificato per me. Si è sacrificato perché io, Lenah Beaudonte, potessi tornare di nuovo umana. Ha compiuto l'antico rituale magico, ed eccomi qui. Non sono più un vampiro della peggior specie. Non sono più la guida di una confraternita di vagabondi della notte, assetati di sangue e di vendetta. Sono  libera. Il mondo è cambiato dall'ultima volta in cui l'ho visto. La mia nuova vita ora è a Wickham: una casa, nuovi amici, e poi lui, Justin. Non avrei mai pensato di innamorarmi di qualcuno che non fosse Rhode. Ma Justin è così... vivo. è forte, deciso e dolce allo stesso tempo. Più bello di quanto abbia mai potuto sognare. Eccitante. Non mi sarei mai aspettata di tornare ad avere sedici anni, di respirare ancora l'alito caldo di un bacio umano... Ma, in fondo, non avrei neppure mai pensato che un giorno il mio passato di sangue e di distruzione sarebbe tornato a cercarmi.

Gli stralci più belli:

"Spensi la sveglia colpendola con il palmo della mano. In questo mondo, il mondo umano, contemporaneo, gli orologi sono dappertutto. I mortali vivono le loro vite secondo il loro ticchettio. I vampiri invece passano giorni, persino settimane, svegli. Non siamo davvero vivi. Lo sembriamo, ma il nostro sangue non circola, il cuore non batte e gli organi riproduttivi non funzionano. Il nostro petto non si alza e non si abbassa perché non dobbiamo ossigenare il sangue. Nei momenti in cui volevo sfuggire al dolore e alla paura, desideravo disperatamente poter respirare. Se fossi riuscita a sentire l'aria sfiorare la mia gola, avrei potuto fingere di essere viva. Tuttavia non ci ero mai riuscita. C'era solo un eterno dolore, la memoria costante di essere insensibile, spenta. Essere un vampiro è un'antica magia. Non esiste nulla... nulla tranne le nostre menti."

"Sul mio abito scivolò un rivolo di sangue, che mi macchiò le scarpe color mandarino, ma non vi badai: stavo aspettando il sollievo dall'agonia della mia mente. è questo che avviene dopo aver ucciso la propria vittima. Si prova un istantaneo e breve oblio. (...) Un'altra goccia scarlatta cadde, posandosi sulle perle bianche che bordavano il mio abito rosso scuro, della seta più pregiata che si trovasse a Parigi. Aspettavo, senza provare alcun interesse per il chiacchiericcio della folla che sciamava prima dell'atto finale. Solo quando sentii la goccia cadere sul petto mi resi conto che sul mio mento scorreva del sangue."

"Non hai paura di morire?" chiese. Vidi il suo sguardo indugiare sul mio collo e poi tornare agli occhi. Scossi il capo e una lacrima mi scivolò lungo la guancia. Vicken la osservò scendere fino al mento, trattenendo un moto di rabbia. I vampiri darebbero qualsiasi cosa per sentire una lacrima: la liberazione, anche solo per un momento, dal dolore. (...) Vicken si chinò di scatto e cominciò a sfiorarmi la nuca con piccoli baci per poi passare alla gola. Sollevò gli occhi e per un istante li tenne fissi nei miei. Poi mi squarciò il collo, succhiandomi il sangue con tanta forza da impedirmi di respirare."

"Il tramonto è la conclusione dell'alba. Nel momento in cui nasciamo, cominciamo a morire. La vita è un cerchio"


C'è anche il seguito, ma non l'ho mai visto in giro...



 

Schegge di Me

Urban Fantasy che avevo letto molti anni fa, ma all'epoca non ero ancora una "book blogger" e quindi non trascrissi né trama né feci la fotografia della copertina... dovrei rileggerlo, proprio perché ricordo che mi era piaciuto


Pagina 14

Il mattino odora di pioggia. La stanza è satura del profumo di pietra bagnata, di terreno rivoltato; l'aria è umida e terrosa. Respiro a fondo, vado alla finestra in punta di piedi e schiaccio il naso contro il vetro freddo. Il respiro ne appanna la superficie. Chiudo gli occhi e ascolto il lieve picchiettio che fende il vento. Le gocce di pioggia sono le uniche a ricordarmi che le nuvole hanno un cuore che batte. E che ne ho uno anch'io. Le gocce di pioggia non smettono mai di stupirmi.

Pagina 30-31

A volte vorrei non avere bisogno di dormire. A volte penso che le cose cambierebbero se rimanessi ferma, fermissima, se non muovessi un solo muscolo. Sono convinta che immobilizzando me stessa, posso immobilizzare il dolore. A volte non mi muovo per ore. Non mi muovo di un solo centimetro. Nulla può andare male, se il tempo si ferma.

Pagina 36

Il Sole è una creatura arrogante, pronta a lasciarsi la terra alle spalle ogni volta che si stanca di noi. La Luna è una compagna fedele. Non va mai via. è sempre di guardia, risoluta, ci conosce con il buio e con la luce, e come noi è in continua trasformazione. Ogni giorno è una versione diversa di se stessa. A volte tenue e pallida, altre intensa e luminosa. La Luna sa cosa significa essere umani. 

Insicuri. Soli. Butterati dalle imperfezioni.

Pagina 223

Senza dire una parola, Adam mi prende la mano. Gli stringo con forza le dita perché d'un tratto ho il disperato bisogno di avere la certezza che il mio tocco non possa nuocergli. Ho il disperato bisogno di succhiare ogni goccia del suo essere, di assaporare le esperienze che finora non ho mai vissuto. D'un tratto mi assale il terrore che quest'evento straordinario abbia una data di scadenza. 

La prospettiva di perderlo

La prospettiva di perderlo

La prospettiva di perderlo equivale a 100 anni di solitudine che mi rifiuto di immaginare. Mi rifiuto di privarmi del calore del suo corpo. Delle sue mani. Delle sue labbra... oh, le sue labbra. Della sua bocca sul mio collo. Dei nostri corpi che, avvinghiati, affermano che la mia esistenza non è inutile.


"Due Candele per il Diavolo"


Trama: Cosa vuol dire innamorarsi di una creatura delle tenebre? Cat è figlia di un angelo, e ha fatto un giuramento: scoprire cosa è successo a suo padre.  Il suo unico aiuto, un affascinante demone di nome Angel. Il mondo finora si è retto sull'equilibrio tra Bene e Male, tra Angeli e Diavoli: un ecosistema che qualcuno sta tentando di distruggere. Arriverà un'altra peste e sarà la fine di tutto?


Commento di Lunaria: Urban Fantasy che riprende il tema (già sfruttato più e più volte) della lotta tra Angeli e Demoni, con l'umanità messa in mezzo a farne le spese. Devo dire che a farmi scegliere questo Urban Fantasy è stato il titolo, decisamente suggestivo.

Tuttavia, le mie aspettative si sono via via ammosciate già dalle prime righe.

Zero eros, la storia d'amore "sboccia" (viene solo suggerita, comunque) solo verso la fine: diciamo che un Urban Fantasy che già sorvola, omette o riduce ai minimi termini scene romantiche e hot e non sa rendere sexy e intrigante il personaggio maschile (quale che sia: angelo, demone, licantropo, alieno, vampiro...) è come un libro Giallo che non descriva il delitto o un romanzo horror che non riporti scene da brivido... una truffa letteraria che fa infuriare il lettore! 

NON leggo Urban Fantasy per sorbirmi dialoghi prolissi su banalità secondarie, ininfluenti ed irrilevanti, li leggo per gustarmi bei personaggi maschili intriganti e scene hot dove li si vede coinvolti! 

Sennò a che servono, questi romanzi?! 

Se voglio leggermi dialoghi su dialoghi mi leggo un testo teatrale alla Beckett... E peraltro, è proprio il linguaggio un altro difetto: a tratti gergale e infantile, non brilla per profondità, con quelle sue frasi smozzicate tutte riportate al presente: sarà che sono una purista bibliomane fanatica, ma per me "Angeli e Diavoli devono parlare alla John Milton" e non come personaggi da "bar" (per quelli, ci sono i romanzi di Henry Miller...).

L'unica originalità (che farà inorridire i cattolici e i cristiani) è data dal fatto che alcuni angeli sono femmine e restano incinte (!): sì, proprio l'arcangelo Gabriele per l'Autrice diventa l'arcangelessa Gabriel... e "trae questa sua certezza teologica" dal fatto che in dipinti come questi



Gabriel(a) ha i tratti femminili... non ha la barba da dio padre, insomma. 

Di tanto in tanto, qualche disgressione sulle antiche divinità pagane (dai Sumeri agli Africani) introduce qualche guizzo di interesse.

Non male nel complesso, è molto "di seconda linea e di maniera" ma gli darei comunque la sufficienza, anche se non è un capolavoro (ma le note sul risvolto della copertina ci fanno sapere che è stato un successone in Spagna con migliaia di fans infervorati che partecipano a raduni vestiti da demoni o da angeli...) ma la mole è insostenibile (viaggiamo sulle 375 pagine...), per una storia del genere ne bastavano massimo massimo 150 e infatti nella maggior parte delle pagine ci si perde in particolari e prolissità ridondanti a discapito di quello che veramente interessava: quando diamine se lo danno quel bacio i due protagonisti?!

E invece nisba, dialoghi ripetitivi, battibecchi continui, un discreto colpo di scena che ribalta la situazione ad un certo punto, ma niente più.

Curiosamente, sia Dio sia Gesù sia lo Spirito Santo sono del tutto assenti. Compare unicamente Lucifero.

Chissà: per come si conclude, forse l'Autrice ha pure pensato ad un seguito...


Gli stralci più belli: "Sai cosa dicono in Slovacchia? Dai retta al demonio e ti ricompenserà con l'inferno" Ride. Non sembra molto impressionato. "Be', in Bulgaria dicono: se accendi una candela a Dio, accendine due per il Diavolo", ribatte.  "Dovresti farlo anche tu."

"Perché, nel corso della storia dell'umanità, ci sono stati molti demoni che hanno mischiato il loro sangue con il vostro. Diavolesse annoiate, demoni lussuriosi... Generazione dopo generazione, ci sono sempre stati demoni pronti a darvi il loro seme. Gli angeli, invece, lo facevano in pochissime occasioni. A questo punto, gli esseri umani sono addirittura più pericolosi dei demoni, perché il vostro sangue angelico è troppo diluito, mentre l'eredità demoniaca e intatta e sempre più forte... e perché non avete il senso della misura. Noi siamo crudeli e distruttivi, ma non abbiamo violato le leggi naturali, perché gli angeli erano lì per impedircelo. Loro ci contenevano e noi contenevamo loro. Voi non avete nessuno che vi freni. E state distruggendo il mondo. In pochi millenni siete riusciti a fare quello che i demoni non hanno raggiunto in milioni di anni..."

"Il fatto è", interviene Angel riportando la conversazione all'argomento principale, "che l'unico modo di sterminare gli umani senza danneggiare il resto del pianeta sarebbe quello di creare qualcosa che colpisca soltanto loro. Diffondere una malattia mortale solo per gli umani è sempre stata l'ipotesi migliore. (...) L'un per cento di sopravvissuti a un'ipotetica pandemia particolarmente virulenta significa settanta milioni di persone che continuerebbero ad ammorbare la Terra. Sufficienti a impedire che la specie umana si estingua. Sufficienti a ripopolarla in poche migliaia di anni."