''Rapimento'' di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)


Trama:  Due anni prima Marisa aveva abbandonato Gabriel, il marito, e per non farsi ritrovare, si era nascosta tra la folla anonima della Grande Londra. Non si era mai considerata una vera moglie per quell'uomo autoritario e snob, sempre circondato da parenti e tirapiedi, che l'aveva coperta di regali e gioielli fino a soffocarla... Ma in due anni le cose sono cambiate. Lei, Marisa, è cambiata: e adesso ha Jamie, il figlio che ha allevato da sola, che adora e che le ha ridato fiducia in se stessa e nella vita. Un giorno, però, Jamie scompare, vittima di un rapimento... e il mondo di Marisa crolla... e Gabriel la ritrova...

Commento di Lunaria:  Ci risiamo! Come "Notturno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html) e "Possesso" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/possesso-di-charlotte-lamb-collezione.html), "Obbligo d'Amare" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/obbligo-damare-di-charlotte-lamb.html), "E le Mura Caddero" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/08/e-le-mura-caddero-di-charlotte-lamb.html) "Lo Sconosciuto di quella Notte" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/01/lo-sconosciuto-di-quella-notte-di.html) anche "Rapimento" di Charlotte Lamb è un romanzo Rosa atipico, che presenta quello che ormai possiamo considerare "l'argomento preferito dell'Autrice": l'uomo ricco, potente, megalomane e la donna vittima, innamorata, che pure cerca di ribellarsi, di andarsene, di cambiare sentimenti ma non ci riesce.

Charlotte Lamb in ben tre romanzi


ha presentato "lo stesso tipo di personaggi" anche se in "Rapimento" il protagonista, Gabriel, non è così tremendo come Steve ("Notturno") e Dan ("Possesso") perché riesce a mitigare in parte la sua possessività e la sua megalomania "intenerendosi" per il figlioletto Jamie, rapito da una donna rimasta traumatizzata dalla perdita del proprio bambino.

Esattamente come le eroine precedenti (Lisa e Cordelia) anche Marisa è fragile, debole, incapace di sottrarsi a Gabriel (anche se ci prova per tutto il romanzo...) e come anche nei romanzi precedenti salta sempre fuori il fantasma della violenza fisica.
Potrei infatti "riciclare" quanto già scrissi nelle precedenti recensioni. Esattamente come Lisa e Cordelia anche Marisa è un personaggio tragico: vorrebbe ribellarsi e non riesce a farlo, malgrado ci sia in gioco la sua dignità (e, in un paio di passaggi, a pagina 70 e 71, per esempio, anche la sua incolumità)

Perché l'Autrice ha scritto ben tre romanzi incentrati sulla stessa tematica (l'uomo cinico, manipolatore e possessivo e la donna debole vittima che si sottomette)? Riflettono una vicenda autobiografica o una sottile misoginia introiettata?
E come già dicevo per "Notturno" e "Possesso", anche "Rapimento" è scritto benissimo, con una profondità psicologica e un buon ritmo, che molto spesso manca in romanzi rosa "più frivoli e leggerini", ma è decisamente un "rosa disturbante", per chi abbia letto libri come questi: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html



e conosce i meccanismi di dipendenza amorosa dall'altro. 

PER CUI, LEGGETE CON ATTENZIONE QUESTO POST: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html

Tuttavia, rispetto a "Notturno" e "Possesso", "Rapimento" non calca troppo i toni compiacendosi di descriverci gli scatti iracondi dell'uomo (che solo per un soffio si trattengono dallo sfociare in femminicidi), risulta molto più "soft" rispetto agli altri due romanzi anche se presenta Marisa, giovanissima ragazza-madre, come "oggetto di proprietà" di Gabriel, che ovviamente è ricchissimo e abituato ad avere subito quello che vuole, mentre lei non vuole essere "la docile moglie-bambola" (qualcuno ricorderà la Nora di Ibsen... ma anche il disagio femminile delle casalinghe "segregate in comodi lager domestici" narrato in libri come "La Mistica della Femminilità")


In conclusione, e consapevole che ho volutamente riscritto quanto dissi parlando di "Notturno" e "Possesso", anche "Rapimento" resta un ottimo romanzo - ben narrato, con personaggi complessi e vividi, descritti a tutto tondo, scene profonde - quindi ne consiglio la lettura (e se li trovate, leggeteli tutti e tre, a mo' di trilogia)
Charlotte Lamb è sicuramente la scrittrice di genere Rosa che più mi ha suscitato perplessità. Ho apprezzato il suo modo di scrivere, ma mi ha decisamente inquietato e disturbato. E si badi bene: io non sono contraria all'Horror. Anzi, lo amo come genere. Solo che se voglio leggere un romanzo Rosa non mi aspetto di trovarci dentro situazioni inquietanti e angoscianti di mariti o ex mariti che "menano le mani" e stalkerizzano. Se ho voglia di questo tipo di atmosfere, mi leggo - appunto - un romanzo Horror o Thriller. E non un romanzo che "dovrebbe essere Rosa"
Ammesso e non concesso che i suoi tre romanzi presi in esame possano definirsi "Rosa", visto che nelle storie di questa Autrice si respirano lacrime femminili, uomini dispotici, un senso di condanna senza via d'uscita, dialoghi cinici, possesso maschile che arriva quasi al "rapimento" se non al quasi-stupro, gelosia patologica, donne deboli e incapaci di staccarsi da storie sentimentali tossiche, il tutto narrato in pagine decisamente pesanti ed inquietanti nell'atmosfera.
Ripeto: Charlotte Lamb scrive benissimo, le storie sono avvincenti, ma qui non siamo dalle parti del Rosa, siamo piuttosto dalle parti del dramma tutto al femminile, di una debolezza, della mancanza di autostima, della vittima-sacrificale immolata all'altare del cinismo strafottente maschilista che considera la donna "una sua proprietà, una bambola da dominare". E queste cose sono tematiche fisse che compaiono in ben tre libri di questa Autrice (peraltro, molto prolifica)
Più che far sognare ad occhi aperti e intrattenere, i tre romanzi di Charlotte Lamb inquietano e sembrano quasi suggerire alla lettrice di evitare rapporti con gli uomini... Che sia stato questo, in realtà, il vero scopo dell'Autrice? Terrorizzare le sue lettrici? Suggerire che è meglio stare alla larga dagli uomini? Come negli altri due libri, per giunta, ricompare lo spettro della violenza fisica, con Gabriel che a pagina 63 schiaffeggia Marisa. Come può essere fatta passare per una storia d'amore sano?!
Certo, "Notturno" era molto più pesante in tal senso,  ma anche solo uno schiaffo è grave.
Rispetto agli altri due romanzi, comunque, in "Rapimento" le scene di sesso sono pressoché inesistenti, il libro è incentrato soprattutto sull'angoscia e le ore di attesa di Marisa, a seguito del rapimento del figlioletto, e sui tentativi di "ri-sedurla" di Gabriel. Ripeto, il tutto è narrato molto bene, con profondità, e "sa prendere" la lettrice.
Quanto all' "innamoramento" che la triade Lisa\Cordelia\Marisa provano per Steve\Dan\Gabriel, bhè, deve essere chiaro che NON è amore, ma masochismo e sudditanza psicologica femminile. Che può - anzi, deve - essere raccontata anche a fine di "finzione romanzesca" ma sempre con la consapevolezza che nella realtà storie "sentimentali" del genere sono pericolose e vanno denunciate per quello che sono: possessività morbosa, stalking e stupro coniugale. Perciò nel 2019 non facciamo passare queste cose (che esistono da sempre, a monte fomentate anche da ideologie androcentriche religiose) come "amore tra uomo e donna" e "comportamenti che un uomo ha per dimostrare che ama la donna" perché sono meccanismi perversi che andrebbero estirpati e non "sentimentalizzati" o "erotizzati" come "forme di amore dell'uomo verso la donna" così come la passività docile e la sottomissione di Lisa\Cordelia\Marisa non vanno fatte passare come "amore e abnegazione femminile all'uomo dei propri sogni."

Qui di seguito evidenzio le frasi che segnalano pericolosi "campanelli d'allarme" che, se succedono nella realtà, non devono essere sottovalutati.

In sintesi: se un uomo si comporta così, come i personaggi maschili ideati da Charlotte Lamb, lasciatelo immediatamente e chiedete protezione a chi è competente se vi sentite in pericolo. Tenete conto di queste cose, testimoniatele con prove e rivolgetevi a chi monitora queste cose.
Chi mette addosso le mani, minaccia di uccidere, considera l'altro\a una sua proprietà, fa subire atti sessuali senza chiedere il permesso, è una persona pericolosa. Non è amore, non è innamorato di voi e non importa quanto sia bello o seducente, la VOSTRA VITA e la vostra incolumità è più importante dell'"amore" (degenerato e masochistico) che sentite "per lui" o che lui "dice di sentire per voi".

"Durante uno scontro violento, l'aveva schiaffeggiata: la sua mano le aveva lasciato un segno rosso sulla guancia e lei gli aveva lanciato accuse ingiustificate. Dopo di che lei si era sentita del tutto isolata perché da quel momento aveva visto in lui l'estraneo, l'egocentrico che non solo la considerava una sua proprietà ma la biasimava per avere l'ardire di pensare con la propria testa."

Gli occhi gli lampeggiarono  e la ferocia gli indurì la linea della bocca. "Non respingermi... così." "Non voglio che mi tocchi." Lui si arrabbiò e si tese. "P*ttanella! Non mi importa un accidente di quello che vuoi! Per due anni sono diventato matto per causa tua, chiedendomi di continuo dov'eri, con chi eri, che cosa facevi... e adesso tutta calma vieni a dirmi che non vuoi che ti tocchi? Potrei ucciderti, sai?"

Gabriel storse la bocca in una smorfia amara. "Peccato!", mormorò con voce strozzata. "Perché [le mie mani] te le sentirai addosso, e non ti piacerà!" Le lasciò ricadere su di lei con tale violenza da toglierle ogni residuo di coraggio. Poi la strinse a sé e l'obbligò, ansante, a subire un bacio che voleva punirla, che non procurava piacere ma soltanto dolore."

 "Ho continuato a chiedermi perché ho desiderato subito afferrarti per i capelli e trascinarti via con me, con o senza la tua approvazione, e ancora l'ignoro. Forse dipende dal fatto che sei tanto fragile. Ho sempre avuto l'impressione che, se ti avessi sfiorata anche solo con un dito, ti sarebbe rimasto il segno." "Se non ricordo male, non hai fatto niente per evitarlo", replicò lei con un sorrisetto amaro, pensando alla notte in cui l'aveva schiaffeggiata. "Non credere che sia stato fiero di quello che avevo fatto. Mi sono odiato per quello. Ma ogni volta che ti allontanavi da me, era come se qualcosa mi si rompesse dentro. Se almeno una volta mi avessi lasciato sperare che avresti potuto amarmi..." "Non si può costringere nessuno ad amare, nemmeno ad amare se stessi", ribatté Marisa. Lui aveva tentato: le aveva dimostrato di essere pronto a forzarla a fare quello che voleva lui. Proprio quella era una delle ragioni che l'avevano indotta a credere che la vedesse unicamente come una sua proprietà, un oggetto senza volontà."

"Reagì come aveva sempre reagito a ogni minaccia emotiva: si alzò per fuggire. "No!", mormorò Gabriel, tendendo una mano per fermarla. Lei lo respinse con entrambe le mani, lottando contro la sua stretta possente. Si divincolò e, nello sforzo di liberarsi, inciampò, perse l'equilibrio e gli finì addosso, sul divano. Lui la strinse a sé e la baciò con furia selvaggia, sulla bocca, sulla gola e alla base del collo. (...) Non aveva speranza di sfuggirgli. E in quel momento rivisse la notte in cui la sua ira era esplosa e l'aveva picchiata, lasciandola poi sola e piangente."

"Potrei ucciderti, sai?", borbottò Gabriel tra i denti, continuando a scuoterla. Pallida e tremante, Marisa non tentò nemmeno di liberarsi."

Le pagine più belle:

"Anche Gabriel era una realtà, d'accordo: esisteva... da qualche parte, ma lontano dal suo mondo. Ruotava come una stella nera in un'orbita troppo distante dalla sua perché potesse trovarla."
"Per un attimo rimase immobile, tremante, accettando il fatto che la sua fuga fosse terminata. Gabriel l'aveva trovata. Sapeva che sarebbe successo fin dal momento in cui aveva saputo che la sua fotografia era apparsa sul giornale. Ma non si era aspettata che arrivasse così presto. O aveva perso a tal punto la cognizione del tempo da non sapere neppure più che ora fosse?"

"Lei ricordava con spaventosa lucidità il giorno in cui vi era entrata per la prima volta. Si era sentita molto piccola e giovane quando Gabriel le aveva fatto superare il cancello, e i suoi occhi colmi di paura si erano posati sulla casa. Avrebbe voluto fuggire già allora, dato che aveva capito subito che non avrebbe mai provato la sensazione di appartenere a quel posto. Aveva vent'anni, quel giorno, ma se n'era sentita dieci mentre Gabriel l'aiutava a scendere dalla macchina e la conduceva verso il portico decorato di stucchi. Le era stato impossibile spiegargli quello che provava: a quell'epoca  osava appena rivolgergli la parola. Era riuscita soltanto a guardarlo da sotto le ciglia, attonita e incerta, incapace di credere di essere davvero sua moglie. Come avrebbe potuto Gabriel capire quello che lei provava? Per lui era tutto normale, noto, addirittura familiare. (...) Tra loro esisteva un abisso... si conoscevano soltanto da poche settimane, allora, e lei non sapeva  come fare a parlargli, non sapeva come fosse realmente, non sapeva nemmeno perché l'avesse sposata e che cosa provasse nei suoi confronti. Sapeva solo perché lei lo aveva sposato, ed era qualcosa su cui preferiva non fermare la mente... "

"Non aveva mai avuto l'impressione che i doni che lui le aveva fatto fossero suoi. Erano caduti intorno a lei come una pioggia d'oro e lei se n'era staccata, semplicemente (...) Marisa non li aveva mai sentiti suoi. Non avevano nessun legame con lei: erano solo ornamenti che doveva indossare quando Gabriel la portava in società, simboli della loro condizione sociale, la dimostrazione esteriore che lei era la moglie di Gabriel Radley. Ma nel suo intimo aveva sempre saputo di non esserlo affatto: era stata soltanto un giocattolo che lui aveva voluto acquistare d'impulso, un altro oggetto da aggiungere ai molti che già possedeva."

"Era rimasta inerte fra le sue braccia, la bocca fremente, e dopo un gemito lui aveva preso a baciarla con ardore. Lei non aveva nemmeno tentato di ricambiarlo: il suo abbandono non era frutto di una passione nascosta, la sua eccitazione era per metà paura, la sua docilità per metà resistenza passiva."

"Il senso di isolamento era aumentato nei mesi successivi anche perché Gabriel passava lunghi periodi lontano da lei. Nell'immensa ed elegante casa a lei estranea, Marisa si era sentita sempre più tagliata fuori dalla vita. Non sapeva come trattare la servitù né gli ospiti, tutte persone appartenenti al mondo di Gabriel, che guardavano a lei, la sua pallida e giovane moglie, con un misto di pietà e disgusto. (...) Gabriel era talmente ricco che si era sempre comperato tutto quello che aveva voluto (...) Lei si era sentita uno degli oggetti che lui aveva acquistato e che accarezzava divertito quando non aveva niente di meglio da fare. Non erano riusciti a comunicare; non avevano niente da dirsi, non si conoscevano; non avevano niente in comune."

"Durante uno scontro violento, l'aveva schiaffeggiata: la sua mano le aveva lasciato un segno rosso sulla guancia e lei gli aveva lanciato accuse ingiustificate. Dopo di che lei si era sentita del tutto isolata perché da quel momento aveva visto in lui l'estraneo, l'egocentrico che non solo la considerava una sua proprietà ma la biasimava per avere l'ardire di pensare con la propria testa."
"Aveva già conosciuto la sensazione di dover trascorrere la vita in amara solitudine, e quando aveva guardato al futuro, era stato questo il quadro che le era apparso."

"Le tremarono le labbra. Erano state molte le ragioni per le quali aveva tenuto segreta la nascita di Jamie: non aveva voluto ritornare da lui; aveva paventato di diventare di nuovo una bambola nella sua lussuosa casa di bambole; era certa che, se lui avesse saputo di suo figlio, se lo sarebbe preso..."

"Gabriel era così forte! Il suo corpo possedeva una solidità che un tempo l'aveva spaventata, ma ora, in quell'attimo di debolezza, le infondeva un senso di tranquillità. Il ritmo del suo cuore era cambiato: era più veloce. E la mano che si muoveva su e giù lungo la schiena non era più molto ferma. Sentì le sue labbra toccarle l'orecchio e seguirne la curva. "Sei anche tu piccola e delicata", le mormorò. "Dai l'impressione di poterti spezzare, se qualcuno ti tratta con rudezza. è stata questa la prima cosa che mi ha colpito di te... la tua fragilità. Volevo tenerti così e cullarti, sapendo che eri mia." Le parole sussurrate con voce roca la sconvolsero, risvegliandola dallo stato di trance in cui l'avevano tenuta le sue carezze. Si staccò, arrossendo, e gli allontanò la mano. "No!". Il viso di Gabriel s'incupì. Gli occhi gli lampeggiarono  e la ferocia gli indurì la linea della bocca. "Non respingermi... così." "Non voglio che mi tocchi." Lui si arrabbiò e si tese. "P*ttanella! Non mi importa un accidente di quello che vuoi! Per due anni sono diventato matto per causa tua, chiedendomi di continuo dov'eri, con chi eri, che cosa facevi... e adesso tutta calma vieni a dirmi che non vuoi che ti tocchi? Potrei ucciderti, sai?" Gli credeva. La furia compressa dentro di lui gli traspariva dagli occhi brucianti, dal sangue che gli ribolliva, dalle mani che gli tremavano. L'affrontò, terrorizzata ma decisa a non darlo a vedere, il mento rialzato con aria di sfida. "Sei tu che mi hai fatto tornare. Io non volevo venire. Non ho intenzione di rimanere. E non voglio sentirmi addosso le tue mani!" Gabriel storse la bocca in una smorfia amara. "Peccato!", mormorò con voce strozzata. "Perché te le sentirai addosso, e non ti piacerà!" Le lasciò ricadere su di lei con tale violenza da toglierle ogni residuo di coraggio. Poi la strinse a sé e l'obbligò, ansante, a subire un bacio che voleva punirla, che non procurava piacere ma soltanto dolore. Con una mano le afferrò i neri capelli sciolti, forzandole la testa all'indietro per immobilizzarla. Non aveva speranza di sfuggirgli. E in quel momento rivisse la notte in cui la sua ira era esplosa e l'aveva picchiata, lasciandola poi sola e piangente."

"Potrei ucciderti, sai?", borbottò Gabriel tra i denti, continuando a scuoterla. Pallida e tremante, Marisa non tentò nemmeno di liberarsi. Poi lui la fissò e vide la sua paura, il suo pallore, il tremito delle sue labbra. Strinse la mascella per controllare la sua collera, poi la lasciò e si rialzò, voltandole le spalle."

"Lui l'aveva costretta al matrimonio prima che avesse avuto il tempo di riflettere e soprattutto di scoprire che cosa provava per lui. Anche la passione fisica esistente fra loro aveva avuto carattere illusorio: troppo timida per manifestare la propria passione, si era limitata a subire passivamente quella di lui, a volte persino irritata dalla propria sottomissione. Ma col nascondere i pensieri e controllare le emozioni, aveva creato dentro di sé un muro che aveva escluso Gabriel dalla sua mente e l'aveva fatta rinchiudere sempre più in se stessa."

"Il profondo abisso silenzioso, che un tempo esisteva tra di loro, in quell'ultima ora si era richiuso e lei non capiva più niente."

"Marisa riattaccò il ricevitore con un senso di malinconia: la fine di qualcosa è sempre triste anche quando è l'inizio di un futuro migliore. La natura umana non accetta l'idea della fine. (...) Proprio il fatto di rifuggire da ogni emozione l'aveva tenuta sospesa in un vuoto gelido per anni, e il ricordo di quella provata in sogno la perseguitò."

"Si rispose che non era psichicamente pronta ad affrontare una decisione circa il suo matrimonio: voleva avere il tempo per riflettere. Gabriel era rientrato troppo all'improvviso nella sua vita, dopo oltre due anni di assenza. Il loro primo periodo insieme si era concluso in un disastro perché lei non era riuscita a comprenderlo né a conoscere se stessa. Non voleva ripetere più quell'amara esperienza: questa volta voleva prendere una decisione ben ponderata."

"Ho continuato a chiedermi perché ho desiderato subito afferrarti per i capelli e trascinarti via con me, con o senza la tua approvazione, e ancora l'ignoro. Forse dipende dal fatto che sei tanto fragile. Ho sempre avuto l'impressione che, se ti avessi sfiorata anche solo con un dito, ti sarebbe rimasto il segno." "Se non ricordo male, non hai fatto niente per evitarlo", replicò lei con un sorrisetto amaro, pensando alla notte in cui l'aveva schiaffeggiata. "Non credere che sia stato fiero di quello che avevo fatto. Mi sono odiato per quello. Ma ogni volta che ti allontanavi da me, era come se qualcosa mi si rompesse dentro. Se almeno una volta mi avessi lasciato sperare che avresti potuto amarmi..." "Non si può costringere nessuno ad amare, nemmeno ad amare se stessi", ribatté Marisa. Lui aveva tentato: le aveva dimostrato di essere pronto a forzarla a fare quello che voleva lui. Proprio quella era una delle ragioni che l'avevano indotta a credere che la vedesse unicamente come una sua proprietà, un oggetto senza volontà."

"Reagì come aveva sempre reagito a ogni minaccia emotiva: si alzò per fuggire. "No!", mormorò Gabriel, tendendo una mano per fermarla. Lei lo respinse con entrambe le mani, lottando contro la sua stretta possente. Si divincolò e, nello sforzo di liberarsi, inciampò, perse l'equilibrio e gli finì addosso, sul divano. Lui la strinse a sé e la baciò con furia selvaggia, sulla bocca, sulla gola e alla base del collo. Un'ondata di calda eccitazione le offuscò d'un tratto la mente, e lei si abbandonò. (...) Adesso Marisa respirava affannosamente, conscia del corpo virile sotto il suo, della calda pressione reciproca. Si sentì bruciare dentro e insieme provò la sensazione che le ossa le si stessero sciogliendo. Ma, contro la sua eccitazione, combattevano le vecchie paure: il terrore della perdita, la fuga dall'emozione. Avrebbe voluto cedere, ma non poté. (...) Era straziata fra l'attrazione e la paura dell'abisso: una parte di lei era desiderosa di abbandonarsi, e l'altra lottava per allontanarsi dal precipizio, intuendo che questa volta la resa sarebbe stata totale. (...) "No", bisbigliò lei. La sua paura cresceva in proporzione al desiderio di lui e al proprio."

"Ecco qual era l'ostacolo: la possessività di Gabriel... la sua arroganza... la certezza di ottenere sempre quello che voleva... Era quello che la bloccava e le impediva di dimostrargli i suoi sentimenti."

"L'amore non è una questione di lealtà. Non c'è giustizia nell'amore. E adesso rispondimi." Lei si abbandonò, sentendosi debole e sottomessa, e chinò il viso appoggiandogli la testa contro l'ampia spalla, così forte e protettiva sotto la sua guancia."



Di Charlotte Lamb ho recensito anche "Il Ragazzo della Spiaggia" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/03/il-ragazzo-della-spiaggia-di-charlotte.html "La Torre nel Bosco" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/la-torre-nel-bosco-di-charlotte-lamb.html "Un altro uomo, un'altra vita" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/un-altro-uomo-unaltra-vita-di-charlotte.html
 

"Nell'antro della belva" di Anne Mather (Collezione Harmony)


Trama: Perdere la strada perché sorpresi da una tempesta di neve in una regione quasi deserta del Nord dell'Inghilterra e in pieno inverno non può essere considerata una colpa e, se si incontra provvidenzialmente una casa isolata, si può chiedere ospitalità ed essere bene accolti. è quello che pensa Helen quando, all'avvicinarsi della notte, si trova nel bel mezzo di una distesa bianca e immacolata... Ma se invece il primo essere vivente che vedi è un ghepardo che ti balza contro? E il secondo, un uomo enigmatico e severo che ti considera sua prigioniera? E il terzo, un ex lottatore dal cranio pelato? Povera Helen... in fuga da un matrimonio combinato e da un padre autoritario e che dopo una settimana di "forzata convivenza" si ritroverà innamorata del tormentato Dominic!

Commento di Lunaria: "Nell'antro della belva" è un buon romanzo rosa leggermente venato di suspence (all'inizio) anche se il tono thrilling resta sempre molto soft e non cade mai nella drammaticità anche se il protagonista Dominic a tratti è molto cinico (al contrario di romanzi caratterizzati da un'atmosfera di piombo come "Notturno"e "Possesso",
https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html
 https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/possesso-di-charlotte-lamb-collezione.html
si percepisce molto bene che Dominic non è affatto un uomo pericoloso e l'atmosfera conflittuale - per esempio, i dialoghi tra Helen e Dominic - non viene mai appesantita oltre la misura). Molto originale l'inizio del romanzo, con una Helen dispersa nella neve che vede davanti a sé un ghepardo!; delicate e soffuse le scene d'amore. Il ritmo narrativo funziona e il romanzo si divora veramente in pochi giorni. (io l'ho letto sul treno, in venti minuti ero già arrivata a pagina 57)

Gli stralci più belli: "Si fermò per guardare indietro. Non si distingueva più niente, al di là di un centinaio di metri: si era persa. La notte era vicina... e lei era lontana da qualsiasi rifugio, esattamente come un'ora prima. Ebbe un fremito di paura. Che cosa fare? Era una punizione del destino, per aver messo in discussione il diritto di suo padre a sceglierle il marito? Qualcosa si mosse. Con la coda dell'occhio, Helen percepì un movimento, una macchia di colore, proprio di fronte a lei, un po' più in alto. Che cos'era? Sicuramente un animale che cercava qualcosa da mangiare. (...) Le gambe le tremarono. Si sentì morire di paura. Non era un cane! Non era un animale domestico! Era un leopardo! Un leopardo sulla neve!"

"I brividi di Helen erano aumentati. Non conosceva quell'uomo dal viso duro e dal tono di voce provocatorio né aveva voglia di conoscerlo: qualcosa in lui l'inquietava, quasi la spaventava. Si disse che forse era quel suo zoppicare... o il movimento di torsione dell'anca quando camminava... o la sua arroganza. Tuttavia, quando lui le aveva sfiorato le dita, per caso, le era sembrato che una fiamma le salisse lungo il braccio e si era sentita attratta e contemporaneamente respinta, come una falena dalla luce."

"Quello che le risultava intollerabile, oltre che doloroso, era il pensiero che lui sapesse, chissà come, dell'attrazione che esercitava su di lei, e l'avesse male interpretata. In realtà il pensiero che quell'uomo cupo, crudele, con il corpo deforme, potesse ispirarle desideri fisici la riempiva di disgusto. Non voleva essere attratta da Dominic Lyall, dalla sua personalità sconvolgente, dal suo carattere imprevedibile, dai suoi occhi..."

"Aveva creduto che fosse colpa sua, che le mancasse qualcosa. Adesso non era più tanto sicura. Ricordò la propria reazione al contatto con Dominic Lyall e avvampò. Si rese conto di non essersi mai irrigidita al pensiero che le mani di Dominic potessero toccarla, e si sentì totalmente impotente di fronte al tradimento del suo corpo. Non aveva dunque più alcun controllo delle proprie emozioni? Era questo che volevano dire le parole attrazione fisica? Si sentiva pronta a cedere a quell'uomo crudele, distruttivo? Le sembrava impossibile, ma non c'era altra spiegazione."

"Come aveva fatto a pensare di essere incapace di emozioni? Ma nessun uomo l'aveva mai eccitata fino al punto di lasciarla in preda a un desiderio che poteva essere appagato solo con l'abbandono totale. Avvampò. Stava sognando di concedersi a un uomo che la teneva prigioniera contro la sua volontà! Doveva essere pazza!"

"Contemplando quella testa china, Helen fu presa da un tremito. Lui la guardò con gli occhi offuscati per l'emozione. Poi le mise una mano sulla nuca e col pollice le accarezzò la pelle sensibile, dietro l'orecchio e sulla spalla, scostando una spallina del vestito. Anche se avesse voluto, Helen sarebbe stata incapace di qualsiasi movimento. Dominic esercitava su di lei un tale potere che non avrebbe potuto rifiutargli nulla. Quando l'attirò a sé, lei tremeva tanto che lui si sbottonò da solo la camicia, prima di stringersela al petto, duro e muscoloso. (...) La sua bocca dura, ferma, esigente, cercò quella di lei. Non c'era più niente, al mondo, tranne lui. Helen gli circondò il collo con le braccia, e si ritrovarono distesi l'uno a fianco dell'altra sul divano, labbra e corpi uniti. Si scambiarono baci sempre più lunghi, languidi, conturbanti."

"Inutile dirsi che lo disprezzava. Sapeva che non serviva a niente. Lo amava. E questo sentimento era più difficile da sopportare della collera e delle frustrazioni dei primi giorni."


Nota: una storia simile la trovate qui: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/03/il-castello-incantato-di-anne-stuart.html

"Possesso" di Charlotte Lamb (Collezione Harmony)


Trama:  Dan Harland ha un carattere vincente! è uno di quegli uomini di successo che, con una buona dose di aggressività e presunzione, sanno occupare e mantenere posizioni di primo piano nel mondo del lavoro e anche nella vita privata. Cordelia ha detestato fin dal primo incontro il suo atteggiamento invadente e, per di più, si è sentita trattare con una certa, offensiva, sufficienza. Purtroppo suo nonno nutre la massima fiducia in lui e ne asseconda il desiderio di sposare Cordelia. Ma lei è decisa a non tollerare la sete di possesso di chi vuole sottometterla alla sua volontà...

Commento di Lunaria:  Esattamente come "Notturno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/05/notturno-di-charlotte-lamb-collezione.html)
"Illusione" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/12/illusione-di-charlotte-lamb-collezione.html
"Obbligo d'Amare" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/obbligo-damare-di-charlotte-lamb.html) "Conquista d'Autunno" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/01/conquista-dautunno-di-charlotte-lamb.html)
"La Dama del Fiume" di Lilian Peake (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/07/la-dama-del-fiume-di-lilian-peake.html)
 e "Un uomo bussa alla porta" di Jill Warren (http://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/10/un-uomo-bussa-alla-porta-di-jill-warren.html)
anche "Possesso" di Charlotte Lamb (la stessa autrice di "Notturno", "Lo Sconosciuto di Quella Notte" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/01/lo-sconosciuto-di-quella-notte-di.html) e "Le Mura Caddero" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/08/e-le-mura-caddero-di-charlotte-lamb.html) è un romanzo Rosa atipico, praticamente identico a "Notturno", tanto che posso tranquillamente reciclare la recensione precedente. Esattamente come "Notturno", "Possesso" è più un romanzo drammatico che non di genere "Rosa", se al termine "romanzo Rosa" associamo figure di uomini galanti, premurosi e il lieto fine.
Tutta la vicenda è incentrata sul rapporto tra Dan e Cordelia, un rapporto burrascoso, angosciante e che sfocia quasi nello stupro. I due protagonisti sono praticamente replicanti di Steve e Lisa, i protagonisti di "Notturno". E Dan, esattamente come Steve, è un uomo arrogante,  tirannico, egocentrico, egoista, calcolatore (è impegnato nel mondo finanziario) che arriva quasi a stuprare Cordelia, che ovviamente, esattamente come Lisa, non riesce a staccarsi da lui, oltre che ad essere manipolata da nonno&padre, e trattata come merce di scambio (viene obbligata a sposarsi!)
Perciò, che dovrei dire? Esattamente come Lisa, anche Cordelia è un personaggio tragico: vorrebbe ribellarsi e non riesce a farlo, malgrado ci sia in gioco la sua dignità. Ed esattamente come in "Notturno" anche in "Possesso" ricompare la scena del quasi-stupro.
Ci si potrebbe domandare come mai l'Autrice abbia sentito il bisogno di scrivere due romanzi simili (*), incentrati sulla stessa tematica (l'uomo cinico, manipolatore e possessivo e la donna debole vittima che si sottomette), se riflettano una vicenda autobiografica o una sottile misoginia introiettata...

(*) Anzi, tre, contando anche "Rapimento" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/06/rapimento-di-charlotte-lamb-collezione.html


E come già dicevo per "Notturno", anche "Possesso" è scritto benissimo, con una profondità psicologica e un buon ritmo, che molto spesso manca in romanzi rosa "più frivoli e leggerini", ma è decisamente un "rosa disturbante", per chi abbia letto libri come questi: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html




e conosce i meccanismi di dipendenza amorosa dall'altro. Esattamente come in "Notturno", ci vorrebbe molto poco per tramutare anche "Possesso" in una storia di stupro coniugale e omicidio; niente impedisce a Dan di aggredire e stuprare Cordelia, ed è la stessa identica e disturbante sensazione che ho provato anche leggendo "Notturno".
Insomma, qui siamo dalle parti del Rosa inquietante, se non deprimente. Non è deprimente pensare che donne come Cordelia (donne che si lasciano maltrattare, angariare, persino uccidere) esistono realmente? Ma quello che è ancora più inquietante è che qui e lì, per non farlo degenerare in uno stupro vero e proprio, l'autrice pensa bene di "salvare il tutto" aggiungendo, in qualche frase striminzita, che sottosotto Cordelia non aspetta altro, e se la sto godendo. In sintesi: l'autrice erotizza la violenza dello stupro coniugale.
In conclusione, e consapevole che ho volutamente riscritto quanto dissi parlando di "Notturno", anche "Possesso" resta un ottimo romanzo, indimenticabile - ben narrato, con personaggi complessi e vividi, descritti a tutto tondo, scene profonde - ma è da leggere con cautela. Innanzittutto, con la consapevolezza - che deve essere chiara - che nella realtà, un rapporto come quello tra Dan e Cordelia rientra già nella violenza psicologica e nell'abuso e che "l'eccitazione" di Cordelia (peraltro provata in situazioni che rasentano lo stupro) non è amore, ma rientra nel disturbo di dipendenza amorosa; è masochismo femminile, in sintesi. 


Charlotte Lamb è sicuramente la scrittrice di genere Rosa che più mi ha suscitato perplessità. Ho apprezzato il suo modo di scrivere, ma mi ha decisamente inquietato e disturbato. E si badi bene: io non sono contraria all'Horror. Anzi, lo amo come genere. Solo che se voglio leggere un romanzo Rosa non mi aspetto di trovarci dentro situazioni inquietanti e angoscianti. Se ho voglia di questo tipo di atmosfere, mi leggo - appunto - un romanzo Horror. E non un romanzo che "dovrebbe essere Rosa"
Ammesso e non concesso che i suoi due romanzi possano definirsi "Rosa", visto che nelle storie di questa Autrice si respirano lacrime femminili, uomini dispotici, un senso di condanna senza via d'uscita, dialoghi cinici, possesso maschile che arriva quasi al "rapimento" se non al quasi-stupro, gelosia patologica, donne deboli e incapaci di staccarsi da storie sentimentali tossiche, il tutto narrato in pagine decisamente pesanti ed inquietanti nell'atmosfera.
Ripeto: Charlotte Lamb scrive benissimo, le storie sono avvincenti, ma qui non siamo dalle parti del Rosa, siamo piuttosto dalle parti del dramma tutto al femminile, di una debolezza, della mancanza di autostima, della vittima-sacrificale immolata all'altare del cinismo strafottente maschilista che considera la donna "una sua proprietà, una bambola da dominare".
Più che far sognare ad occhi aperti e intrattenere, i due romanzi di Charlotte Lamb raggelano e sembrano quasi suggerire alla lettrice di evitare rapporti con gli uomini... Che sia stato questo, in realtà, il vero scopo dell'Autrice? Terrorizzare le sue lettrici? Suggerire che è meglio stare alla larga dagli uomini? Vi pare che sia uno stralcio che parli di un rapporto sessuale piacevole e consenziente, questo brano, che ho selezionato, tra i più "pesanti"?
"No!" implorò lei con la gola stretta. Lui non rispose. Le mani lunghe e forti ghermirono le braccia di Cordelia, l'attirarono a sé, senza tenere conto del suo grido di protesta. Non ebbe il tempo di reagire. Le labbra di Dan baciarono spietatamente la sua bocca, intimandole così il silenzio e, tenuta solidamente per la nuca da una mano potente, Cordelia non poté nulla contro quella richiesta sensuale. Gemette e lottò, respingendo con le mani il torso nudo di Dan, ma lui la spingeva inesorabilmente indietro. Senza riuscire ad opporre resistenza, Cordelia si ritrovò sdraiata sul letto, imprigionata sotto il corpo massiccio di suo marito. Si dibatté furiosamente contro Dan, vergognandosi però del desiderio ardente che saliva in lei. Mantenendo fermamente la presa, Dan ammirava il giovane corpo che si agitava. C'era nei suoi occhi un'espressione trionfante e crudele: le proteste di Cordelia non lo irritavano, al contrario la sua ribellione accendeva il suo desiderio. Cordelia smise di contorcersi. Si guardarono negli occhi un istante. "Per favore, ti scongiuro Dan, mi terrorizzi." Quella capitolazione era umiliante, ma aveva abbandonato ogni speranza di sfuggirgli."
Comunque, ne consiglio la lettura; ma tenete presente che dietro la patina "Rosa" si nasconde davvero molto, molto pessimismo se non misoginia e sadismo. Ho già fatto notare che le scene "di sesso" sono, di fatto, quasi una descrizione di uno stupro e il fatto che solo verso la fine della scena "Cordelia ha qualche gemito di piacere" non rende la pagina meno "pesante" di quello che è, e non scagiona Dan, che, a tutti gli effetti, esattamente come Steve, è uno stupratore coniugale.
Infine, faccio notare che il finale con l'"happy end" di un Dan che si dichiara innamorato di Cordelia è del tutto fuori luogo e messo lì tanto per chiudere la vicenda nel modo in cui un romanzo Rosa DEVE obbligatoriamente concludersi, ma è poco credibile, costruito molto male e del tutto fuori luogo, stonando non poco. Dopo che per cento e passa pagine si sono descritte sevizie di violenza psicologica (con lo spauracchio di quella fisica sempre sullo sfondo) le lacrime, l'angoscia e la disperazione di Cordelia, chiudere il tutto con cinque righe dove si descrive un Dan tenero e innamorato, è quasi uno sfottò.

Le pagine più belle:

"Saliti sull'aereo Dan la fece sedere accanto al finestrino. "Dev'essere stanca", si preoccupò. "Cerchi di dormire." Lo guardò e lo detestò con tutta se stessa: la presenza di quell'uomo così freddo, così distaccato, le impediva di sciogliersi in lacrime, di commuoversi sulla sua sorte. Chiuse gli occhi e, sfinita, cadde in un sonno agitato, pieno di timori per l'avvenire."

"Quello sconosciuto in cui Marcus riponeva tutta la sua fiducia, rappresentava una vera minaccia, perché il suo cuore era di pietra. Non occorreva essere indovini per capirlo: bastava guardarlo. Sembrava spietato, completamente razionale, freddo, logico, efficiente. Aveva, senza dubbio, la stoffa di un direttore, ma era meglio non trovarsi sulla sua strada."

"Era stata spesso oggetto dell'ammirazione maschile, l'avevano corteggiata, a volte con passione. Ma non era mai rimasta paralizzata davanti a un uomo fino a quel punto. La fredda valutazione delle sue attrattive da parte di quegli occhi grigi l'aveva lasciata di ghiaccio e furibonda. Dav aveva esaminato le sue forme dalla testa ai piedi, lentamente, considerando ogni dettaglio del suo corpo. Era forse una schiava messa in vendita? Come aveva osato?"

"Sì, se solo si fosse dichiarato francamente, avesse posto una domanda diretta, avrebbe potuto rifiutare categoricamente, e tutto sarebbe finito. Non si sarebbe più sentita esposta a quell'inseguimento silenzioso, spietato, come se fosse stata una schiava in fuga nella palude, di notte. (...) senza l'ombra tenebrosa di Dan che la seguiva costantemente. La sua personalità implacabile, la sua volontà la dominavano, anche quando non era presente."

"Era gelosa? La vergogna le infiammò le guance, ed ebbe un brivido di disgusto. Mio Dio! No!, pensò. Alla sola idea delle mani di Dan Harland sul suo corpo il sangue le si gelava nelle vene. (...) La luce delle candele dava ai lineamenti di Dan un aspetto terribile: i suoi occhi avevano il bagliore dell'acciaio. Olivia lo contemplava con adorazione e ascoltava tutte le sue parole."

"Accecata dal sole, Cordelia si girò ridendo verso Dan e si accorse che lui la osservava intensamente. Uno strano senso di vertigine si impadronì di lei. Abbassò la testa e rimase là, incapace del minimo movimento. La bocca dura sfiorò le sue labbra. Un brivido di fuoco percorse il corpo di Cordelia. Stretta contro il robusto petto di Dan, non vedeva più niente, non sentiva che l'urlo di desiderio che sgorgava da tutto il suo essere. In fondo aveva sempre saputo che l'avrebbe fatta impazzire e ora, nella torrida estate greca, non riusciva a pensare. Contava solo l'ebbrezza dei sensi, i baci dati e resi, i loro corpi allacciati."

"Dan era là, le mani sprofondate nelle tasche, gli occhi fissi su di lei. (...) Sì, diceva la voce di Dan, ubbidirai a tutti i miei ordini. Ai miei più piccoli desideri. Immobile, silenziosa, Cordelia contemplava la figura sottile e muscolosa, i capelli neri, e aveva l'impressione di non avere via di scampo."

"Sotto la fiamma che la divorava, Cordelia gemeva smarrita, trascinata come un fuscello dal crescente desiderio."

"Cos'hai contro il matrimonio?" Cordelia si irrigidì di colpo. "Il solo pensiero mi raggela, mi sento soffocare", dichiarò. "L'ombra delle sbarre della prigione..." Dan scoppiò a ridere. (...) "Una volta sposata, la donna diventa proprietà di un uomo... Perde la sua individualità, la sua personalità... la sua...", le mancavano le parole tanto la collera l'accecava."

"Aveva avvisato Joe del loro matrimonio prima ancora della partenza per la Grecia. Avrebbe dovuto indovinare le sue intenzioni, sapere che non si sfugge a un uomo di quella tempra. La sua volontà era così indomita, il suo carattere così autoritario. Andava avanti inesorabilmente nella vita, sicuro di vincere, di piegare la gente alle sue regole e ai suoi desideri. Ricordò il logorante inseguimento condotto da Dan per mesi. Non si era mai affrettato, si era limitato a spingerla nella trappola lentamente, ineluttabilmente."

"Perché Dan poteva, in qualunque momento, divorarla, annientarla. Se si fosse data a lui una volta, non sarebbe mai più stata libera. La violenza delle sue reazioni nei confronti di Dan la faceva tremare."

"Cordelia gemeva debolmente sotto la tortura delle mani vellutate del suo futuro marito. C'era qualcosa di profondamente reale in quel sogno carico di languore fisico... Cordelia viveva quel sogno appassionatamente, al ritmo sensuale delle dita che toccavano il suo corpo come uno strumento divino...Ma non era un sogno! Nuda, fra le braccia poderose di Dan, Cordelia tremava di ardore."

"E non mi sottometterò facilmente, Dan Harland. Se vuoi ottenere qualcosa da me, dovrai prenderlo con la forza, e urlerò se osi solo provarci!"

"Non ti darò l'occasione di sfuggirmi, Cordelia, mettitelo bene in testa. Ti porterò in chiesa impacchettata, se occorre!" "Non voglio sposarti! Quando capirai che dico sul serio?" Dan scoppiò a ridere, divertito nel vedere Cordelia fuori di sé. "Sai qual'è il tuo problema, Cordelia? Non ti hanno sculacciata abbastanza da piccola. Dovrei farlo io." Cordelia balzò indietro, come se fosse convinta di ricevere uno schiaffo."

"Ogni tanto gettava un'occhiata furtiva all'anello, simbolo della sua prigionia, e trasaliva inquieta."

"Cordelia aspettava con terrore la loro prima notte di nozze e il momento in cui avrebbe dovuto abbandonarsi al desiderio di Dan."

"No!" implorò lei con la gola stretta. Lui non rispose. Le mani lunghe e forti ghermirono le braccia di Cordelia, l'attirarono a sé, senza tenere conto del suo grido di protesta. Non ebbe il tempo di reagire. Le labbra di Dan baciarono spietatamente la sua bocca, intimandole così il silenzio e, tenuta solidamente per la nuca da una mano potente, Cordelia non poté nulla contro quella richiesta sensuale. Gemette e lottò, respingendo con le mani il torso nudo di Dan, ma lui la spingeva inesorabilmente indietro. Senza riuscire ad opporre resistenza, Cordelia si ritrovò sdraiata sul letto, imprigionata sotto il corpo massiccio di suo marito. Si dibatté furiosamente contro Dan, vergognandosi però del desiderio ardente che saliva in lei. Mantenendo fermamente la presa, Dan ammirava il giovane corpo che si agitava. C'era nei suoi occhi un'espressione trionfante e crudele: le proteste di Cordelia non lo irritavano, al contrario la sua ribellione accendeva il suo desiderio. Cordelia smise di contorcersi. Si guardarono negli occhi un istante. "Per favore, ti scongiuro Dan, mi terrorizzi." Quella capitolazione era umiliante, ma aveva abbandonato ogni speranza di sfuggirgli."

"In mancanza di amore, si incontravano, nel cuore della notte, nel nido morbido del loro letto e si scambiavano vibranti carezze. Bugie, bugie!, pensò. Era diventata sua schiava al punto d'accettare la sua ironia e il suo disprezzo?"


Di Charlotte Lamb vedi anche "Il Ragazzo della Spiaggia": https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/03/il-ragazzo-della-spiaggia-di-charlotte.html "La Torre nel Bosco" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/10/la-torre-nel-bosco-di-charlotte-lamb.html "Un altro uomo, un'altra vita" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/05/un-altro-uomo-unaltra-vita-di-charlotte.html