"Il complotto" di Tina Vasilos (Harmony Emozioni)
Trama: Dopo essere stato vittima di un incidente d'auto, per Zachary Andros, facoltoso imprenditore edile, cominciano i guai. Primo fra tutti, la scomparsa della sua ex moglie. Si pensa ad un omicidio ben architettato. E lui è naturalmente in cima alla lista dei sospetti. è evidente che qualcuno ha messo in atto un complotto per incastrarlo. Quando poi viene ritrovato in casa sua il cadavere della donna, sembra che Zach non abbia più via di scampo. L'unica a credere alla sua innocenza è Abby, l'infermiera che si è presa cura di lui...
Commento di Lunaria: "Il complotto" di Tina Vasilos è un discreto giallo con qualche sfumatura thriller (si veda la parte dell'inseguimento in macchina o quando Abby viene aggredita); i personaggi sono piuttosto bidimensionali, il colpevole è chiaro quasi fin da subito, ma nell'insieme la trama, per quanto lineare, "fila" nella narrazione.
Non particolarmente estese le scene di effusioni tra i due protagonisti.
Gli stralci più belli:
Alla veneranda età di trentadue anni rischiava di invaghirsi di un uomo che avrebbe potuto ferirla e che probabilmente non avrebbe ricambiato i suoi sentimenti. Un uomo ancora segnato dal dolore, che non si sarebbe mai più fidato di una donna.
*
"Cos'è?", gli domandò.
"Ssh", la zittì.
Rimasero fermi uno contro l'altro, non sentendo più niente. Zach le mise le braccia intorno alla vita per farla sentire più protetta.
La notte si fece nuovamente silenziosa, ma lui non la lasciò andare. Voleva ancora godere del contatto dei loro corpi.
Aveva le braccia appena sotto al suo seno e le cosce contro i suoi fianchi. Zach emise un gemito, mentre il suo corpo reagiva al contatto. Abby doveva essersene resa conto, perché il battito le divenne accelerato [...] La liberò dal suo abbraccio e si scostò di poco. Abby gli rimase accanto, trattenendo il fiato e mordendosi il labbro inferiore. La luna le illuminava il volto, rendendolo traslucido come la porcellana. Zach le scostò una ciocca di capelli dal viso, non riuscendo a distogliere lo sguardo da lei. Poi, come in preda a un incantesimo, abbassò il capo e la baciò.
*
Scese di sotto e si fermò in fondo alle scale. Uno strano lamento proveniva dalla porta socchiusa del salotto, accompagnato da un battito misterioso.
Abby si avvicinò alla porta e la spalancò. Un urlo le si bloccò in gola, facendola quasi soffocare. Zach era seduto per terra e dondolava avanti e indietro, picchiando ritmicamente la testa contro il muroo alle sue spalle.
"Lo sapevo, lo sapevo. L'ho uccisa, l'ho uccisa", continuava a ripetere.
Accanto a lui, il corpo di una donna giaceva su un tappeto macchiato di sangue.
"Un attimo di magia" di Jan Hudson (Harmony Destiny)
Trama: Che Neil Larkin fosse "magico" Amy Jordan l'aveva intuito fin dal loro prima e casuale incontro quando, notando un uomo dall'espressione triste e malinconica seduto sull'altro lato della strada, l'aveva avvicinato e consolato. Ammaliata dal suo fascino, Amy decide di offrirgli un ricovere per quella notte, ignara di come la passione che li sta accendendo potrà risolvere un problema curioso: si può amare una persona come Neil, che in passato è stato colpito da un fulmine e ora possiede capacità telecinetiche per cui...
Commento critico di Lunaria: "Un attimo di magia" di Jan Hudson è un frizzante romanzo rosa sbarazzino, ravvivato da una leggera vena soprannaturale (Neil sa muovere gli oggetti col pensiero, e non sempre resiste alla tentazione di sollevare gonne e abbassare cerniere...) che dà brio alle scenette di seduzione e amorose. Dietro la facciata frivola, l'Autrice ha comunque trovato il modo di inserire un'amara disgressione sui pericoli del gioco d'azzardo e della dipendenza.
Certo, non si sta parlando di un'analisi psicologica\esistenziale con la complessità di un Cioran, ma tutto sommato è un libro che assolve lo scopo per cui è stato creato: divertire, emozionare e far svagare con una tenera storia d'amore e due personaggi che, seppur nella loro semplicità, sono ben delineati. Chi non vorrebbe un'amica come Amy, così generosa ed altruista nell'aiutare perfetti sconosciuti, da sembrare quasi irreale? E chi non vorrebbe un uomo innamorato e delicato come Neil?
C'è da far notare che come storia sarebbe stata appropriata pubblicarla nella serie "Magic", che però penso si sia conclusa nel 1992, mentre "Un attimo di magia" è del 1994.
Qualche stralcio per dare idea dello stile:
Amy Jordan asciugò con un dito lo strato di condensa che appannava la vetrina della panetteria e sbirciò dall'altra parte della strada. L'uomo era ancora lì [...] aveva lo sguardo perso nel vuoto e l'aria disperata. [...] Amy aveva il cuore tenero, e non sapeva sottrarsi all'impulso di confortare le persone tristi o bisognose. Ecco perché era preoccupata per lo sconosciuto seduto sulla panchina. [...] "Mi scusi". Lui ruotò leggermente la testa spalancandole in faccia due occhi così belli da mozzare il fiato. Azzurri come gli abissi più profondi dell'oceano, gli occhi dello sconosciuto esercitarono su Amy il potere di un magnete, catturandola in un vortice di sofferenza, disperazione, dolore. Una sensazione così violenta che Amy fu costretta a erigere dentro di sé un'immaginaria barriera mentale per proteggersi da un coinvolgimento emotivo troppo intenso.
*
Per un interminabile istante, Neil rimase come paralizzato, quasi che gambe, braccia, cervello avessero cessato di funzionare. Infine, divenne consapevole del familiare profumo di Amy [...] La sua attenzione si concentrò su quelle labbra; labbra che lui sognava sin dalla prima volta che le aveva baciate; labbra che tormentavano i suoi sogni e ossessionavano i suoi momenti di veglia; labbra che rischiavano di farlo impazzire se non si affrettava a catturarle tra le sue. Così si chinò a baciarle mentre le sue braccia si stringevano possessive attorno alle spalle di Amy.
"La folle vendetta" di Jayne Castle (Harmony Intrigue)
Trama: Guinevere, che sta lavorando come segretaria del signor Vandyke, un ricco industriale, sospetta che il suo capo si senta minacciato da qualcuno. Dovendo accompagnarlo su un'isola per un meeting d'affari, lo convince ad assumere il fidanzato Zac per vegliare sulla sua sicurezza: con un investigatore privato tanto in gamba potrà dormire sonni tranquilli! Inizia così un weekend all'insegna del brivido e della suspense, in cui Gwen e Zac dovranno affrontare un nemico temibile, deciso a eliminarli senza pietà pur di raggiungere il proprio scopo...
Commento critico di Lunaria: "La folle vendetta" di Jayne Castle è un discreto romanzo di azione e di indagine; la coppia protagonista Zac-Guinevere si trova ad affrontare varie avventure (penso che "La folle vendetta" sia il secondo romanzo, mentre "Il simbolo magico" è il seguito). In "La folle vendetta" alcuni indizi colti da Guinevere lasciano intendere che qualcuno voglia vendicarsi di Vandyke per una torbida questione legata al passato. La storia è abbastanza lineare, procede senza troppi scossoni fino al finale, le scene erotiche sono rade e i personaggi un po' bidimensionali; la suspense non è alle stelle ma tutto sommato "La folle vendetta" resta un romanzo piacevole da leggere.
Qualche stralcio del libro:
"Zac tornò a premerle le dita sul seno, indugiandovi con lentezza, finché non la sentì gemere di piacere. Allora la prese delicatamente per le spalle e la fece adagiare sul letto, per poterla amare con più slancio. Guinevere si sentì travolgere da un delizioso languore e presto si abbandonò alla piena dei sensi. Nessun uomo era mai riuscito a farle provare le sensazioni che Zac risvegliava in lei, ed era proprio questo a renderla incerta sul loro futuro. Temeva che quel rapporto si rivelasse un fuoco di paglia."
"Ogni rosa ha il suo segreto" di Vella Munn (Harmony Intrigue)
Trama: Chi è lo sconosciuto che la osserva da lontano con impudente sfacciataggine? si chiede la stupenda Rosa Reola mentre in un frutteto fa lezione a dei poveri immigrati messicani. Ma se Joe Magadan ha le sue buone ragioni per non rivelarle troppo di sé anche quando la conosce, lei ha più di un valido motivo per tenergli nascosto il proprio segreto. La complicità che li unisce per realizzare un piano molto rischioso non basta a indurli a un chiarimento e l'intimità che presto si stabilisce fra loro rappresenta forse un ostacolo in più...
Commento di Lunaria: "Ogni rosa ha il suo segreto" è un discreto romanzo che, per quanto scritto nel 1984, è ancora attuale, trattando lo sfruttamento degli immigrati irregolari e il racket di esseri umani. Di base, la vicenda è incentrata su Rosa, mulatta e mediatrice culturale, e sulla sua partecipazione ad una trappola ordita ai danni di uno spietato trafficante, Kohl, con la complicità del misterioso Joe Magadan e delle forze dell'ordine che vogliono cogliere il criminale "con le mani in pasta". Per fare questo, dovrà fingersi innamorata di un clandestino da usare come esca per attirare Kohl. Il piano sembra filare, non fosse che Rosa si sente sempre più attratta da Joe Magadan e che la sua riservatezza che sfiora il mistero la irrita. Ma anche lei ha uno sgradevole segreto da nascondere e Kohl minaccia di rivelarlo...
La trama è buona, lo stile di scrittura semplice e scorrevole. "Ogni rosa ha il suo segreto" non è mozzafiato come ''Tuttobrivido'' (ad oggi, il mio romanzo Intrigue preferito http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/12/tuttobrivido-di-tess-gerritsen-harmony.html ) ma si lascia leggere. E fa riflettere, sul problema dell'immigrazione clandestina, anche se l'Autrice sceglie di mantenere un tono leggero, e quindi mancano vere e proprie scene di violenza cruda e insostenibile. Però, fa impressione vedere che dal 1984 ad oggi le cose sono solo peggiorate, parlando di immigrazione e sfruttamenti...
Qualche stralcio per dare idea dello stile:
Quella donna abbronzata lo incuriosiva sempre di più, e fissandola da vicino notò che i suoi occhi erano più scuri e più intensi di quanto avesse creduto. Quelle pupille gli dicevano che Rosa si fidava di ben pochi uomini e che non avrebbe permesso a nessuno di metterle i piedi in testa; ma gli dicevano anche che si portava dentro, forse in un angolo nascosto che neppure lei conosceva, qualcosa di dolce e malinconico.
*
Joe, con dolcezza, le stava sciogliendo i nodi e con la mano libera lisciava le lunghe ciocche nere. Le sue dita le sfioravano contemporaneamente le guace, le orecchie e il collo. Rosa cercò di restare immobile mentre lui lavorava, ma il suo corpo vibrava di un'insolita tensione [...] Quell'uomo era pieno di contrasti, ma la cosa la stuzzicava, la eccitava, rendendola ancora più interessante ai suoi occhi [...] I seni premuti contro il suo torace, le gambe molli, gli allacciò il collo con le braccia quasi per sostenersi e lui le mise le mani sulle natiche finché lei non fu costretta a inarcarsi. Allora sentì la prepotenza del suo desiderio ma non ne fu infastidita.
"Ma la notte...sì" di Rebecca Flanders (Romanzi Americani)
Trama: Jo Ella è nata libera ed è sempre alla ricerca di nuovi cieli e orizzonti. Solo Cam, l'amico di infanzia, la ama tanto da comprenderne l'irrequietezza e non ha mai pensato di imbrigliare la sua voglia di vivere o limitare il suo bisogno di avventura. Per lui, Jo Ella è una creatura fantastica che sa far vivere a un uomo momenti sconvolgenti e indimenticabili per poi svanire nel nulla. Ma nel sonno le incertezze di Jo Ella vengono a galla, popolando i suoi sogni di fantasmi inquietanti. Lei ancora non sa che la notte può diventare il momento del sì, la dolce resa alla calda dimensione dell'amore.
Commento critico di Lunaria: Rebecca Flanders, già autrice del bellissimo "Gabriel l'Immortale" e del sognante "L'uomo del ritratto"
http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/07/gabriel-limmortale-di-rebecca-flanders.html
http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/07/luomo-del-ritratto-di-rebecca-flanders.html
http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/07/lacchiappafantasmi-di-rebecca-flanders.html
https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/04/due-vite-allo-specchio-di-rebecca.html
si riconferma, con "Ma la notte... sì" (1984), una delle più valenti e talentuose scrittrici rosa; tutti i suoi personaggi sono descritti a "tutto tondo", con profonde e toccanti descrizioni psicologiche, che toccano l'intera sfera dei sentimenti umani; l'Autrice, insomma, non ha uno stile narrativo da "romanzetto piatto", al contrario: nelle recensioni precedenti già facevo notare che i personaggi di Rebecca Flanders "fanno vibrare le pagine", per intensità di sentimenti.
Tuttavia, "Ma la notte... sì" è un romanzo rosa un po' atipico perché descrive un amore che in realtà già esiste, ed è ben "oliato" a partire dall'infanzia dei protagonisti; in pratica, non ci troviamo di fronte ad un romanzo che descriva "la nascita" del rapporto d'amore, ma di una passione amorosa che è "già nata" quando l'Autrice inizia a narrarla e che si basa soprattutto sui dialoghi e sui soliloqui di Cam e Jo Ella; lo svolgimento è tutto qui, infatti, perché ad essere citati sono comunissimi fatti quotidiani - andare a letto, cucinare, telefonare, andare a un concerto... - che di per sé non hanno alcuna importanza; servono piuttosto come "sfondo" ai dialoghi e monologhi dei due personaggi; solo verso la fine il romanzo acquisisce un po' di "verve" parlando di depressione post partum che colpisce Mary, un'amica di Jo Ella; per il resto, anche questo fatto serve a sviscerare nel dettaglio la psiche di Jo Ella - e della morte di un paziente che assisteva quando era infermiera - di fronte a questo evento, e non di certo dare importanza a Mary approfondendo il suo, di inconscio!
Per cui, il romanzo potrebbe annoiare quelle lettrici che preferiscono storie con brio e azione, colpi di scena e magari dialoghi serrati; se invece vi piacciono i romanzi "lenti" che indagano la psicologia dei personaggi - anche se non succede quasi nulla - allora questo romanzo di Rebecca Flanders fa al caso vostro. A me è piaciuto, pur prediligendo storie rosa a tinte gialle o thriller; comunque, data la sensazione di "passo di piombo" che si respira per parecchi capitoli, ci ho messo tre mesi per leggerlo tutto (quando invece solitamente per un romanzo rosa che mi piaccia, ci metto una settimana o un mese). è scritto bene - ripeto, la Flanders è un'Autrice che predilige un'analisi psicologica certosina dei suoi personaggi e li rende indimenticabili - anche se è un romanzo rosa un po' atipico.
Gli stralci più belli:
"Lei si sciolse dall'abbraccio con lentezza esasperante. Si sentiva esausta, svuotata e un po' stordita da quanto era accaduto. Si aggrappò alla balaustra per sostenersi, cercando di ricacciare indietro il dolore che le parole di Cam le avevano procurato. Ma soprattutto la tormentava il tono impersonale e distaccato che lui aveva usato. Orgoglio ferito e confusione si mischiavano in lei e si sentiva prossima ad una nuova crisi di pianto. Cam l'aveva rifiutata.
Cam non la voleva.
Lui rimase a guardarla senza parlare, sforzandosi di assumere un'espressione controllata. Comprendeva di averla delusa profondamente e gli occorse tutta la propria forza di volontà per non cedere alla tentazione di prenderla ancora fra le braccia."
"Si strinse rabbrividendo la vestaglia intorno al corpo e si avviò verso la propria camera.
"Buonanotte, Joey". La voce di lui pareva arrivare da una distanza infinita. Jo Ella si voltò a guardarlo. Cam era fermo contro lo sfondo del cielo stellato, solido e imperturbabile"
"Sembrò che un'aura di sensualità li avvolgesse entrambi, mentre con espressione assorta lui le ravviava i capelli dietro le orecchie, seguendole il contorno del viso con dita leggere. Jo Ella si sentì sciogliere di languore. Il sangue le affluì alle gote in un impeto di piacere violento, mentre il respiro le si scioglieva in petto, perdendosi in un leggero ansimare [...] Ogni suo gesto era lento e deliberato, sospeso per qualche istante per venire ripreso subito dopo con maggior dolcezza e Jo Ella si lasciò assorbire dall'incanto che le sue carezze sapevano evocare in lei. Quando le mani di lui le si chiusero appena intorno ai seni, quasi temessero di ferirla, Jo Ella gemette piano mordendosi il labbro inferiore mentre con lentezza assoluta, quasi rarefatta, le carezze di Cam scendevano a trovarle la vita per fermarlesi intorno ai fianchi."
"Sentì le dita di Cam scivolarle lungo la schiena, frementi di impazienza all'improvviso e il suo fiato tiepido solleticarle la gola. Spostò i fianchi in avanti, per aderire al corpo di Cam, i seni premuti contro il suo petto, i capezzoli inturgiditi a dichiarare in lei il sorgere del piacere [...] Erano tanto spontanei i loro gesti, come se li avessero in mente da tempo e anelassero dalla voglia di provarli, come se ognuno di loro sapesse esattamente quello che l'altro voleva in quel momento. E si persero in un'atmosfera senza confini, dimentichi di ogni tristezza e ogni rimpianto, paghi della forza del loro abbraccio d'amore."
"Cam le venne accanto e le passò un braccio intorno alle spalle, quasi a sostenerla contro di sé, lasciandosi sfuggire un sospiro appagato. Rimasero a lungo in silenzio, a bere con gli occhi lo splendore della natura intorno a loro, della quale si sentivano parte integrante."
si riconferma, con "Ma la notte... sì" (1984), una delle più valenti e talentuose scrittrici rosa; tutti i suoi personaggi sono descritti a "tutto tondo", con profonde e toccanti descrizioni psicologiche, che toccano l'intera sfera dei sentimenti umani; l'Autrice, insomma, non ha uno stile narrativo da "romanzetto piatto", al contrario: nelle recensioni precedenti già facevo notare che i personaggi di Rebecca Flanders "fanno vibrare le pagine", per intensità di sentimenti.
Tuttavia, "Ma la notte... sì" è un romanzo rosa un po' atipico perché descrive un amore che in realtà già esiste, ed è ben "oliato" a partire dall'infanzia dei protagonisti; in pratica, non ci troviamo di fronte ad un romanzo che descriva "la nascita" del rapporto d'amore, ma di una passione amorosa che è "già nata" quando l'Autrice inizia a narrarla e che si basa soprattutto sui dialoghi e sui soliloqui di Cam e Jo Ella; lo svolgimento è tutto qui, infatti, perché ad essere citati sono comunissimi fatti quotidiani - andare a letto, cucinare, telefonare, andare a un concerto... - che di per sé non hanno alcuna importanza; servono piuttosto come "sfondo" ai dialoghi e monologhi dei due personaggi; solo verso la fine il romanzo acquisisce un po' di "verve" parlando di depressione post partum che colpisce Mary, un'amica di Jo Ella; per il resto, anche questo fatto serve a sviscerare nel dettaglio la psiche di Jo Ella - e della morte di un paziente che assisteva quando era infermiera - di fronte a questo evento, e non di certo dare importanza a Mary approfondendo il suo, di inconscio!
Per cui, il romanzo potrebbe annoiare quelle lettrici che preferiscono storie con brio e azione, colpi di scena e magari dialoghi serrati; se invece vi piacciono i romanzi "lenti" che indagano la psicologia dei personaggi - anche se non succede quasi nulla - allora questo romanzo di Rebecca Flanders fa al caso vostro. A me è piaciuto, pur prediligendo storie rosa a tinte gialle o thriller; comunque, data la sensazione di "passo di piombo" che si respira per parecchi capitoli, ci ho messo tre mesi per leggerlo tutto (quando invece solitamente per un romanzo rosa che mi piaccia, ci metto una settimana o un mese). è scritto bene - ripeto, la Flanders è un'Autrice che predilige un'analisi psicologica certosina dei suoi personaggi e li rende indimenticabili - anche se è un romanzo rosa un po' atipico.
Gli stralci più belli:
"Lei si sciolse dall'abbraccio con lentezza esasperante. Si sentiva esausta, svuotata e un po' stordita da quanto era accaduto. Si aggrappò alla balaustra per sostenersi, cercando di ricacciare indietro il dolore che le parole di Cam le avevano procurato. Ma soprattutto la tormentava il tono impersonale e distaccato che lui aveva usato. Orgoglio ferito e confusione si mischiavano in lei e si sentiva prossima ad una nuova crisi di pianto. Cam l'aveva rifiutata.
Cam non la voleva.
Lui rimase a guardarla senza parlare, sforzandosi di assumere un'espressione controllata. Comprendeva di averla delusa profondamente e gli occorse tutta la propria forza di volontà per non cedere alla tentazione di prenderla ancora fra le braccia."
"Si strinse rabbrividendo la vestaglia intorno al corpo e si avviò verso la propria camera.
"Buonanotte, Joey". La voce di lui pareva arrivare da una distanza infinita. Jo Ella si voltò a guardarlo. Cam era fermo contro lo sfondo del cielo stellato, solido e imperturbabile"
"Sembrò che un'aura di sensualità li avvolgesse entrambi, mentre con espressione assorta lui le ravviava i capelli dietro le orecchie, seguendole il contorno del viso con dita leggere. Jo Ella si sentì sciogliere di languore. Il sangue le affluì alle gote in un impeto di piacere violento, mentre il respiro le si scioglieva in petto, perdendosi in un leggero ansimare [...] Ogni suo gesto era lento e deliberato, sospeso per qualche istante per venire ripreso subito dopo con maggior dolcezza e Jo Ella si lasciò assorbire dall'incanto che le sue carezze sapevano evocare in lei. Quando le mani di lui le si chiusero appena intorno ai seni, quasi temessero di ferirla, Jo Ella gemette piano mordendosi il labbro inferiore mentre con lentezza assoluta, quasi rarefatta, le carezze di Cam scendevano a trovarle la vita per fermarlesi intorno ai fianchi."
"Sentì le dita di Cam scivolarle lungo la schiena, frementi di impazienza all'improvviso e il suo fiato tiepido solleticarle la gola. Spostò i fianchi in avanti, per aderire al corpo di Cam, i seni premuti contro il suo petto, i capezzoli inturgiditi a dichiarare in lei il sorgere del piacere [...] Erano tanto spontanei i loro gesti, come se li avessero in mente da tempo e anelassero dalla voglia di provarli, come se ognuno di loro sapesse esattamente quello che l'altro voleva in quel momento. E si persero in un'atmosfera senza confini, dimentichi di ogni tristezza e ogni rimpianto, paghi della forza del loro abbraccio d'amore."
"Cam le venne accanto e le passò un braccio intorno alle spalle, quasi a sostenerla contro di sé, lasciandosi sfuggire un sospiro appagato. Rimasero a lungo in silenzio, a bere con gli occhi lo splendore della natura intorno a loro, della quale si sentivano parte integrante."
"La Dama e il Cavaliere" di Margaret Moore (Romanzi Storici)
Trama: Inghilterra, 1204. Dopo aver trascorso lunghi mesi nelle segrete di un castello in Normandia, Lord Armand de Boisbaston ritorna in Inghilterra, dove spera di potersi procurare il denaro per pagare il riscatto del fratello Bayard, ancora ostaggio dei francesi. E quando tutti i tentativi falliscono, pur detestando la condotta indegna di Re Giovanni, Armand si presenta a corte, sperando di trovare una moglie la cui ricca dote gli garantisca la possibilità di liberare il fratello. Il destino vuole che la prima donna su cui posa gli occhi sia Lady Adelaide d'Averette, una fanciulla tanto irresistibile quanto indipendente che ha fatto voto di non sposarsi mai. Ma Armand non ha intenzione di arrendersi tanto facilmente e non soltanto perché in gioco c'è la sua stessa vita!
Commento critico di Lunaria: "La Dama e il Cavaliere" di Margaret Moore, autrice specializzata in romanzi medioevali,
è il primo episodio della trilogia dedicata alle sorelle d'Averette. L'Autrice è appassionata di storia inglese, e infatti il romanzo ricostruisce il contesto storico con dovizia di particolari: la vita di corte, la frivolezza e gli intrighi delle dame, i pregiudizi e le ripicche contro le donne "di facili costrumi" che si concedono al miglior offerente, il galateo della Cavalleria e dell'Amor Cortese che regolava i rapporti tra uomini e donne, i duelli tra cavalieri, gli interessi meschini del re e la congiura per gettare l'Inghilterra nel caos di una guerra civile. E sarà proprio per evitare che vengano commessi "omicidi per interessi politici" per indebolire l'autorità di Re Giovanni, che Adelaide si troverà invischiata, suo malgrado, non solo al centro della congiura, ma anche nelle spire della passione amorosa per Lord Armand... ritrovandosi a vivere un conflitto psichico: se sia preferibile restare sola ma indipendente dalla tutela di un marito o se valga la pena amare, nonostante la paura di dover soccombere al ruolo passivo e remissivo di moglie...
Il romanzo è ben scritto e articolato, malgrado qualche leggera svista poco "storicamente plausibile", come per esempio la poco credibile scena del primo rapporto sessuale, con un'Adelaide vergine che "magicamente" si dimostra fin troppo esperta nel sesso, malgrado per tutto il romanzo abbia praticamente sempre rifiutato il contatto fisico degli uomini della corte. Notevole, per perizia narrativa, la scena del duello finale, dove l'Autrice si dimostra fine conoscitrice dei combattimenti medioevali, anche se forse un intero capitolo basato solo sulla descrizione certosina di tutte le tecniche di combattimento potrebbe annoiare la lettrice che, in fin dei conti, è più interessata a scene amorose ed erotiche e non tanto a "sorbirsi" un intero capitolo che sembra tratto da un romanzo storico al maschile.
Per il resto, mi è piaciuto molto, decisamente meglio di questo
http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/10/dame-e-cavalieri-di-laurie-grant.html
che era fin troppo prolisso nei dettagli storici.
La psicologia dei personaggi risulta ben descritta, con un approfondimento delle loro emozioni, pensieri, e paure che li rende "figure a tutto tondo". Similmente ad altre protagoniste del Rosa Medioevale, anche Adelaide è una donna "fin troppo moderna" nei pensieri e nell'attitudine, con la ferma intenzione di ribellarsi al destino inevitabile di finire moglie subordinata di un marito tirannico (fatalità successa alla madre) e può sembrare un po' forzata questa sua autonomia e rifiuto al matrimonio, considerato il contesto storico dell'epoca... Comunque, è una figura di donna coraggiosa e determinata, nobile di cuore.
L'erotismo è presente soprattutto nei capitoli finali, e anche se consta di due o tre scene e niente più, è coinvolgente.
Quasi assente l'elemento religioso, ad eccezione di qualche breve preghiera prima del torneo finale.
Il seguito della trilogia è "L'ultimo cavaliere", ma purtroppo questo non l'ho trovato. Comunque sia, Margaret Moore si dimostra una brava scrittrice di Rosa Storico.
Qualche stralcio per dare un'idea: "Per quanto cercasse di ignorare la vicinanza di quello sconosciuto, la sua voce profonda e il respiro caldo che le accarezzava il collo le fecero correre un brivido lungo la schiena, suscitando in lei pericolose sensazioni."
"Adelaide non si soffermò ad analizzare il senso di sollievo che provò a quella notizia. Lei non aveva alcuna intenzione di sposarsi e di sottomettersi al volere di un marito dispotico che l'avrebbe considerata come una cosa di sua proprietà."
"All'espressione che lesse nei suoi occhi, il cuore prese a batterle all'impazzata e il suo corpo si accese di desiderio [...] Quella inaspettata e sconosciuta sensazione le fece abbandonare ogni elementare regola di prudenza e se glielo avesse chiesto si sarebbe gettata tra le sue braccia senza protestare."
"Adelaide rimase troppo sorpresa e turbata per reagire. Armand la strinse tra le sue forti braccia da guerriero e le chiuse le labbra in un bacio profondo e appassionato che le accese il sangue nelle vene. Altri uomini avevano tentato di baciarla, ma i loro goffi e maldestri tentativi le avevano sempre suscitato un senso di repulsione. Niente a che vedere con le sensazioni meravigliose ed eccitanti che provava in quel momento."
"Mi avete colto di sorpresa", ammise Adelaide. "Non ho mai permesso a nessun uomo di avvicinarsi così tanto... Voi... mi mettete a disagio." Lui la prese per le spalle fissandola negli occhi. "è l'unico modo in cui vi faccio sentire, Milady?" Lei non poté impedirsi di arrossire mentre un'ondata di calore le attraversava il corpo e non seppe cosa rispondere."
http://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/07/la-fata-del-castello-di-margaret-moore.html
Per un approfondimento sulla Letteratura del Medioevo vedi: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/08/alle-origini-del-romanzo-rosa-medieval.html
"Mani di Fata" di Roseanne Williams (Harmony Magic)
Trama: Quando Brenna accetta di sostituire il veterinario Trip Hart, bloccato a letto dopo un grave incidente, non immagina che tra i compiti ci sia anche quello di accudire il suo datore di lavoro. Infatti lei è abituata a curare gli animali e non pazienti scontrosi, burberi e ricalcitranti. Ma anche se è troppo orgoglioso per ammetterlo, Trip ha bisogno di aiuto e Brenna sa come darglielo. Lei stessa può guarirlo con le sue mani. Le basta sfiorarlo perché le bruciature sulle spalle scompaiono... Non si tratta di magia, ma di un particolare fluido... L'unico problema è che toccare un uomo così bello significa anche accendere in entrambi una passione travolgente!
Nota di Lunaria: "Mani di Fata", di Roseanne Williams è un romanzo carino, dallo stile leggero e frizzante. Non ha alcuna pretesa di complessità o originalità, la vicenda va avanti basandosi soprattutto sui dialoghi, ovvero dei simpatici battibecchi di botta e risposta tra i due protagonisti la cui reciproca attrazione è evidente fin dalle primissime pagine. C'è da dire che la vicenda poteva in realtà risolversi in un racconto di poche righe, perché non succede praticamente nulla se non le simpatiche schermaglie tra Brenna e Trip, reduci da divorzi, prima di finire a letto soddisfando "la scintilla" erotica. C'è da dire che l'Autrice ha pensato di inserire, molto in sintesi e senza nessuna complessità psicologica, il tormento di Trip, che ha perso momentaneamente l'uso degli arti (dopo aver salvato un animale durante un incendio) e si sente "storpio e impotente", ma il tutto serve più come riempitivo che non come seria analisi al sentirsi invalidi. Ovviamente Brenna farà di tutto per stuzzicarlo...
Ripeto, "Mani di Fata" è un romanzo semplice e senza complessità, scorre facilmente capitolo dopo capitolo e si presta per una lettura di svago e di intrattenimento e niente più. Se cercate la complessità, l'analisi psicologica, cervellotica e minuziosa dei personaggi, tormenti esistenziali, azione e suspense, "Mani di Fata" non fa per voi. Non ci sono particolari difetti, perché pur essendo scontato nella sua "bidimensionalità" non presenta comunque uno stile di scrittura noioso, tuttavia sarebbe stato più interessante mettere più scene o descrivere più nel dettaglio il particolare "fluido energetico guaritore" che si sprigiona dalle mani di Brenna, mettendolo "in azione" sul corpo di Trip (c'è comunque un contatto fisico tra i due ma è descritto in sintesi)
Qualche stralcio:
"Forse era stata solo un'impressione, ma aveva avvertito qualcosa, come una sorta di energia che lo percorreva tutto mentre lei gli tendeva la mano. E una forte ondata di desiderio fisico, del tutto inaspettata, a quella vicinanza."
"E tuttavia, mentre osservava quell'uomo nudo che arrancava per raggiungere il bagno, il cuore le batteva all'impazzata e si sentiva accalorata: sintomo inequivocabile che quanto aveva visto l'aveva eccitata. Per quanto malconcio, Trip era un tipo virile e incredibilmente affascinante. Brenna aveva fantasticato su di lui ancora prima di conoscerlo: adesso che lo aveva visto, lo trovava ancora più interessante. Erano anni che non si sentiva attratta da un uomo. Fisicamente attratta."
"Incoraggiata dal suo cenno di assenso, Brenna lasciò scivolare le dita lungo la mascella, fino al mento rasposo. Abbassò lo sguardo su quegli occhi chiusi, ornati di ciglia folte. Sulle labbra piene, leggermente socchiuse. Si arrestò un istante, pensando a come sarebbe stato sentirle sulle sue, e chiuse gli occhi. Non guardare, si disse. Non pensare."
"Con un gesto inatteso e dolcissimo, lui le aveva afferrato una mano e se la era portata alle labbra. Un tocco leggero, eppure infuocato, che la sciolse del tutto, e le fece desiderare ardentemente di scendere ancora con le dita sulle spalle possenti, su quel torace villoso."
"Ebbene, oggi scopriva che le labbra di un uomo erano capaci di declamare poesie d'amore di gran lunga più erotiche, più seducenti, senza proferire nemmeno una parola. La bocca di Trip si muoveva su di lei, la cercava, la rivendicava sua, comunicandole che quell'uomo era un amante intenso, instancabile, totalmente disinibito."
"Su se stessa, invece, non aveva dubbi. Era certissima dei suoi sentimenti. Sapeva di amare quell'uomo con tutto il cuore, e sentiva di conoscerlo già a fondo. L'unica remora era la consapevolezza di non avergli detto tutto di sé. Di averlo volutamente tenuto all'oscuro dei suoi strani poteri. Forse per paura che, sapendo la verità, lui l'avrebbe respinta."
Altro romanzo Rosa su una donna guaritrice: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/10/la-sensitiva-di-beth-brookes-harmony.html
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