"La Strega dai Capelli d'Oro" di Ruth Langan (Romanzi Storici)


Trama: il mestiere di strega è tutt'altro che facile. Gwenellen se ne rende pienamente conto quando, in seguito all'ennesimo incantesimo malriuscito, piomba nel bel mezzo delle rovine fumanti di un castello… ai piedi del fiero e tenebroso Andrew, laird del clan Ross. è proprio nel mondo reale che la biondissima strega riesce a scoprire il suo vero talento: parlare con i morti e trasmettere ai mortali i loro messaggi. Andrew però si rifiuta di crederle e lei deve faticare non poco per convincerlo che è stato proprio il suo defunto padre, Morgan Ross, a suggerire di rimandare la vendetta che lui desidera sopra ogni cosa. Quando l'esercito del nemico si presenta alle porte del maniero…


Commento di Lunaria: meno riuscito rispetto al precedente "La Spada delle Highlands" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/la-spada-delle-highlands-di-ruth-langan.html) che avevo letto,  "La Strega dai Capelli d'Oro" ha una trama interessante (e con diversi spunti che potevano aggiungere un tocco di horror, si pensi al potere di Gwen di parlare con i morti... la necromanzia... che però, nel romanzo, incredibilmente!, non ha mai toni sinistri!), ma l'Autrice purtroppo la "prolunga troppo" con dettagli e particolari ininfluenti (per tutti i primi capitoli) e alla lunga l'attenzione cala; oltre ad essere noioso, alla lunga, leggere degli incantesimi "da imbranata" di Gwen, a questo si aggiunge che quando si arriva al contatto erotico propriamente detto tra i due protagonisti, il tutto si svolge in maniera piatta e senza guizzi. Il romanzo "si riprende" su toni dinamici e pure marziali solo quando comincia la parte dell'assedio (che è pure la parte meglio narrata del romanzo!) ma per tutti i primi capitoli (e soprattutto per l'intreccio amoroso) il risultato si attesta su una narrazione molto di maniera che può risultare "interessante" se questo è il primo Rosa storico che si legge, ma che risulta molto "scolastica" e di "già visto" agli occhi di chi ha già letto dozzine di romanzi come questo. 





"Battaglia di Cuori" di Barbara Cartland

Trama: il duca di Hellington è abituato ad avere qualsiasi donna, ai suoi piedi. Ma, quando si incapriccia di Thalia, che lavora come modista e ha gravi problemi familiari, dovrà rendersi conto che non tutte le donne sono "al suo servizio": Thalia, infatti, rifiuta categoricamente di essere l'amante del duca di Hellington. Ma lui non si dà per vinto. Così, mettendo da parte l'alterigia, finalmente riuscirà a farsi amare da Thalia…

Nota di Lunaria: Romanzo "barbaracartlandiano" dove compaiono tutti gli elementi tipici del suo Rosa ottocentesco: la fanciulla innocente, inesperta in amore, con saldi valori morali e ambita dall'uomo potente che la corteggia insistentemente. Purtroppo, però, rispetto a romanzi molto più riusciti (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/12/passione-sotto-la-cenere-di-barbara.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/09/incontro-al-chiaro-di-luna-di-barbara.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/il-mistero-del-castello-di-barbara.html) questo "Battaglia di Cuori" risulta un po' piatto, almeno agli occhi di chi abbia letto i romanzi davvero riusciti di questa Autrice, anche se è scritto bene, senza particolari "impaludamenti" e la scena della cena, dove Thalia rivendica con fierezza la propria autonomia (dimostrando di non essere una "bella statuina" come aveva pensato il duca fin dal principio, abituato a quel genere di donne) è apprezzabile (l'immagine che compare in copertina rappresenta magistralmente la scena)

Difficilmente però chi ha apprezzato i romanzi più ricchi di intrigo e passione della Cartland potrà dare voti alti a questo romanzo un po' di maniera e una "ripetizione" sistematica di tutti gli stereotipi e cliché di questa Autrice (che ha cannabalizzato se stessa, nella tonnellata di romanzi che ha scritto...), che resta però un buon romanzo introduttivo per farsi un'idea dello stile e dell'universo letterario cartlandiano, anche se il mio consiglio è quello di partire dai suoi romanzi meglio riusciti e leggere questo unicamente "come un di più" (che anche se non viene letto, non toglie né aggiunge niente, all'opera della Cartland, essendo il classico "romanzo fotocapia" di tanti altri precedenti e successivi scritti dopo questo).



"Luna di Miele con Fantasmi" (Mystère)


Trama: Il giorno delle nozze di Eve e Lucien si avvicina e tutto è pronto. Il tanto desiderato matrimonio, già annullato due anni prima a cerimonia iniziata, sta per essere celebrato. Questa volta niente può andare male… finché il presidente della Società dei Fantasmi di Plummerville non racconta di ectoplasmi che infestano l'Honeycutt Hotel e il richiamo è troppo forte per il famoso medium Lucien. Solo Eve potrà salvare la sua anima dallo spirito del male.


Commento di Lunaria: discreto romanzo che fonde atmosfere rosa (anche a tinte osé per quanto non eccessive) ad una trama ed ambientazione da ghost story (ma non si scende mai nell'orrore puro). Buone le pagine dedicate ai fantasmi, ma purtroppo, per come è strutturato e anche perché la trama si svolge quasi del tutto in un'unica ambientazione (e i dialoghi delle volte sono ridondanti), 230 pagine sono eccessive.




"L'Angelo" (Shadowhunters): recensione

Trama: Tessa, orfana sedicenne, lascia New York dopo la morte della zia con cui viveva e raggiunge il fratello Nate a Londra. Unico ricordo della vita precedente: una catenina con un piccolo angelo dotato di meccanismo a molla, appartenuto alla madre. Quando il fratello maggiore scompare, le ricerche portano Tessa nel pericoloso mondo sovrannaturale della Londra vittoriana. Sarà rapita, ingannata, sfruttata per la sua straordinaria capacità di trasformarsi e assumere l'aspetto di altre persone. La salveranno due Shadowhunters, Will e Jem, destinati a combattere i demoni, nonché a mantenere l'equilibrio tra i Nascosti e gli umani. Tessa si unirà alla loro lotta contro i demoni. Ma tutto ciò la porterà al cuore di un complotto che minaccia di distruggere gli Shadowhunters e le farà scoprire che l'amore può essere la magia più pericolosa di tutte.


Commento di Lunaria: Primo prequel (a cui ne seguono altri 2!) di una sterminata saga (9 volumi); non è scritto male, ma la sensazione che lascia, non solo a fine lettura, è quella di confusione e stordimento.  Dopo i primi buoni capitoli che "fanno atmosfera" (con un pizzico di horror), ci si trascina per innumerevoli altri capitoli, per 475 pagine, dove compaiono solamente inseguimenti e\o sparatorie, dozzine di personaggi (tanto che si fatica a concentrarsi e stare dietro a questo flusso continuo di figure che vanno e vengono).

Amore dosato col contagocce e senza nessuna "atmosfera ben congegnata" che una lettrice di Urban Fantasy vuole gustarsi. Praticamente assenti gli elementi gotici che ci si aspetterebbe sia dalla trama (compaiono anche i vampiri) sia dall'ambientazione storica (1878) che avrebbe permesso di sbizzarrirsi nella descrizione di vestiti, castelli, scenari con brughiera, carrozze...

Insomma, non è scritto male, ma la sensazione è che sia stato "infilato troppo" nella trama "e in maniera troppo veloce", il tutto, però, distillato in 475 pagine, quando per la trama così esile (Tessa che viene inseguita da questa o quella creatura sovrannaturale) sarebbero bastate anche 100 pagine.

Ho comprato, visto che erano in offerta, anche altri tre romanzi della serie "Shadowhunters" ma dato questo primo prequel, che non mi ha entusiasmato, non vorrei che fossero davvero tutti così...


 


"Magici Amori" (Trilogia)

"Attori consumati" di Anne Stuart: L'obiettivo di Sebastian, star dei film dell'orrore, è spaventare la gente e lo centra ogni volta in pieno, ma fortunatamente solo sullo schermo. Così, si augura Emma, segretaria dell'impresario teatrale che ha ingaggiato Sebastian, dal momento che...

Commento di Lunaria: Inizia bene, dipingendo Sebastian come una sorta di "Fantasma dell'Opera", come se fosse soprannaturale; ma man mano che la vicenda va avanti, però, la tensione inizia a calare: questa Autrice ha scritto decisamente di meglio, come romanzi. (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/03/il-castello-incantato-di-anne-stuart.html)


"Stregati dal Mare" di Helen R. Myers: Chi è Roanne? Una medium, una sirena o una strega? Hunter da lei soccorso, non sa trovare la risposta a questo inquietante interrogativo. In paese tutti la sfuggono un po' per paura, un po' per superstizione... 

Commento di Lunaria: discreto romanzo, dove il sovrannaturale è tratteggiato molto alla lontana e risulta poco incisivo.

Dalla stessa Autrice: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/07/la-bella-statuina-di-helen-r-myers.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/i-sussurri-del-bosco-di-helen-r-myers.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/il-fantasma-del-ponte-di-helen-r-myers.html


"Fantasie selvagge" di Heather G. Pozzessere: Alyssa non era mai stata al castello di Fairhaven, ma appena lo scorge in tutta la sua imponenza, sente di appartenere a quel luogo sinistro e incantato. Chi è l'uomo che l'attende per accompagnarla al castello?

Commento di Lunaria: Il miglior racconto della trilogia, non tanto per la trama (che si appiattisce ed è priva di mordente) quanto per la scenografia dove si svolge la vicenda, che rimanda a classici del Gotico come Walpole e Ann Radcliffe (anche se le descrizioni gotiche sono ridotte all'osso, purtroppo). Le scene migliori sono quelle ambientate nel cimitero.

Qui uno stralcio: "Alyssa si vestì e scese al pianterreno. Il sole stava calando verso l'orizzonte e i suoi raggi radenti pennellavano d'oro i boschi lontani. Desiderosa di ammirare il tramonto, uscì dal castello e si diresse verso il retro. Nella luce diafana vide un piccolo cimitero che in precedenza non aveva notato e fu attirata dal suo aspetto misterioso. Anche in lontananza si notavano delle statue non ancora corrose dal tempo. Erano angeli che si ergevano ad ali spiegate sulle tombe più recenti. I sepolcri più vecchi mostravano le pietre rugose e la cripta di famiglia aveva un'aria imponente. Nella luce che andava diminuendo con rapidità, il cimitero appariva desolato e pieno di ombre. Alyssa avanzò di qualche passo tra i tumuli e poi si fermò di colpo. Qualcuno stava entrando nella tomba principale. Socchiuse gli occhi per riuscire a vedere più distintamente e si accorse che l'uomo era Darryl. Cominciò a correre verso di lui, ma inciampò su una pietra che parve erompere dal terreno per ostacolare il suo passo, e lei cadde in ginocchio accanto ad una tomba sovrastata da una croce. Sul marmo era inciso il nome Evigan in lettere dorate. Il sole tramontò di colpo e la notte scese ad ammantare la terra. Alyssa si sentì percorrere da un brivido. "Darryl?", chiamò in tono sommesso. Non ottenne risposta. La porta della cripta era aperta e cigolava sotto la spinta del vento notturno. Imponendosi di mostrarsi coraggiosa, scese i pochi gradini ed entrò nella cappella. Dentro, il buio era meno denso e lei vide file e file di scaffali sostenuti da piedistalli di marmo sui quali erano adagiate delle bare."

Dalla stessa Autrice: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/il-mistero-di-kayla-di-heather-graham.html https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/02/caccia-pericolosa-di-heather-graham.html






"L'Amante di Lady Chatterley" di David Herbert Lawrence

Info tratte da

Nessuno ha incarnato gli sconvolgimenti socio-culturali quanto David Herbert Lawrence, polemico e scandaloso autore di "L'Amante di Lady Chatterley" che in opere come "La Verga di Aronne" (1922) e "Il Serpente Piumato" (1926) giunge a dei parossismi definiti, da Mario Praz, come "un colorito sinistro per l'affinità con simili ideologie, del nazismo", antifemminili e tesi al recupero del patriarcato.

"La Psicanalisi e l'Inconscio" (1921) e "Fantasie dell'inconscio" (1922) indicano l'interesse dell'Autore per la psicanalisi, e fu visto come un profeta della libertà sessuale.

Ci fu persino chi ne apprezzò la critica anti industriale.

La via sessuale gli divenne l'unico elemento in grado di riscattare l'uomo, a patto che il sesso non fosse vissuto come peccato o proibizione; il vitalismo sessuale servì a Lawrence a nascondere la malattia che lo consumava.

"Comune ai libri di Lawrence è una fondamentale irrequietezza, conseguenza d'un profondo dissidio interiore, essendo la sua una natura di uomo attivo [viaggiò moltissimo, dalla Germania alla Nuova Zelanda] inchiodata su un punto morto di contemplazione", nota Praz.

I quadri di Lawrence, caratterizzati da elementi sessuali, vennero censurati; i guai con le autorità, le accuse di oscenità (nel suo personaggio letterario Ursula, l'autore parla anche di omosessualità che per l'Autore è una soluzione alla crisi dei rapporti tra uomo e donna), peggiorarono il suo status. 

"L'Amante di Lady Chatterley" venne messo al bando per ben 32 anni, anche se il libro girava clandestinamente in Inghilterra. (Nota di Lunaria: letto oggigiorno risulta persino casto e pudico...)

Nel libro, che vendette oltre un milione di copie, si parla di Connie, che durante la guerra sposa Clifford Chatterley, aristocratico.

Clifford, ferito in guerra e ormai paralizzato e impotente, si stabilisce con Connie nella dimora di campagna della famiglia. Diventato scrittore, instaura un amore platonico con Connie, che diventa l'amante di Michaelis e quando la relazione termina, si lega a Mellors, un guardiacaccia, dal quale resta incinta. 

L'eroina lawrenciana diventa simbolo dell'emancipazione femminile degli anni Venti: Connie è una donna atipica rispetto al conformismo borghese del tempo. 

(Nota di Lunaria: esattamente come le tragiche eroine di "Madame Bovary" e "La Signora Dalle Camelie" ma anche Nora in "Casa di Bambola")


Gli stralci migliori

"Anche lui era denudato sul davanti e lei sentì il contatto della carne nuda quando entrò dentro di lei, turgido e vibrante. Poi quando incominciò a muoversi, nell'improvviso e inevitabile orgasmo, si risvegliarono in lei spirali di nuovi e strani fremiti."

"E dolcemente, con quella meravigliosa carezza della sua mano animata da un desiderio puro e tenero, dolcemente le accarezzò i fianchi vellutati, giù, giù, tra le calde natiche, sempre più vicino alla parte sensibile di lei."

"E solo adesso Connie si rese conto della piccola reticenza da bocciolo del pene e della sua tenerezza, e un gridolino di meraviglia e di dolore le scappò di nuovo, il suo cuore di donna stava esternando il suo sgomento di fronte alla tenera fragilità di quello che era stato potenza."

"Dietro i suoi lombi, il fuoco si agitò improvvisamente, più imperioso. La guardò con timore. Ella aveva voltato la testa e piangeva ciecamente, con tutta l'angoscia della sua maternità smarrita. Il cuore di lui si dissolse d'un tratto come una goccia di fuoco; tese la mano e posò le dita sulle sue ginocchia. "Non dovreste piangere", disse dolcemente. Ma ella si nascose la testa tra le mani; sentiva che il suo cuore era spezzato e che ogni ritegno era ormai inutile. Egli le posò la mano sulla spalla e leggermente, dolcemente, essa prese a scendere lunga la schiena di lei, ciecamente, con un movimento carezzevole, ciecamente, fino alla curva dei lombi accoccolati. E lì, dolcemente, dolcemente le accarezzò il fianco con quella carezza cieca, istintiva. Ella aveva trovato il fazzoletto e tentava di asciugarsi ciecamente il viso. "Venite nella capanna?" diss'egli con voce tranquilla e inespressiva. E, prendendole dolcemente il braccio al di sopra del gomito con una mano, la sollevò da terra, la condusse lentamente nella capanna senza lasciarla prima che fosse entrata. Poi mise da parte la tavola e la sedia, prese fuori dalla cassa degli utensili una coperta scura da soldato, la stese per terra, lentamente. In piedi, immobile, ella lo guardava. Aveva il viso pallido, inespressivo, simile a quello d'un uomo che si arrenda al destino. "Coricatevi qui" disse dolcemente. E chiuse la porta, in modo che fu buio, buio completo nella capanna. Stranamente, obbedendo, ella si distese sulla coperta. Poi sentì la mano dolce, brancolante, disperatamente avida, toccarle il corpo, cercarle il viso. La mano le accarezzava dolcemente il viso, dolcemente, apportatrice di sollievo, d'una pace infinita; poi sentì il dolce contatto d'un bacio sulla guancia."

"Giaceva assolutamente immobile, immersa in una specie di sonno, di sogno. Poi sentendo la mano brancolare dolcemente, e tuttavia con inesperienza curiosa e impacciata, tra le sue vesti, ebbe un brivido. Tuttavia la mano sapeva anche come svestirla, lì, dove voleva. Fece discendere la sottile guaina di seta, lentamente, con cura, fino ai suoi piedi. Poi, con un fremito d'intenso piacere, le toccò il corpo soffice e caldo, e, per un momento, le sfiorò l'ombelico con un bacio. E dovette entrare subito in lei, entrare nella pace terrestre del suo corpo tenero e arrendevole. Fu per lui il momento della pace perfetta, quell'entrare nel corpo della donna."

"Ella rimaneva immobile, sempre immersa in una specie di sonno. Tutta l'attività, tutto l'orgasmo veniva da lui; ella non poteva tentare nulla per se stessa, ora. Anche la stretta delle sue braccia intorno a lei, anche l'intenso movimento del suo corpo, e il fluire del suo seme in lei, tutto non era che una specie di sonno dal quale non cominciò a destarsi che quando egli ebbe finito e si abbandonò, ansimando un poco, sopra il suo petto. Allora ella domandò vagamente a se stessa: Perché? Perché? Questo era necessario? Perché questo aveva dissipato la gran nube che la opprimeva e le aveva dato la pace? Era vero? Era vero? Il suo spirito tormentato di donna moderna non si calmava. Era vero? Ed ella sapeva che, se si dava a quell'uomo, era vero. Ma in sé e per sé ella era nulla. Vecchia, era: si sentiva vecchia di milioni di anni. E infine non poteva più sopportare il peso di se stessa. Per quella non c'era che da tendere la mano. Tendere la mano. L'uomo giaceva in una misteriosa immobilità. Che cosa provava? A che pensava? Ella non lo sapeva. Era come un estraneo per lei; non lo conosceva. Doveva soltanto attendere, giacché non osava disturbare la sua immobilità misteriosa. Era lì, le braccia intorno a lei, il suo corpo sul suo, il suo corpo umido che la toccava, così vicino. E del tutto sconosciuto. Eppure non inquieto. La sua stessa immobilità era piena di pace. Ella lo comprese, quando infine egli si animò e si staccò da lei. Fu come se l'avesse abbandonata. Le tirò il vestito sopra le ginocchia, nel buio, e rimase in piedi un istante, evidentemente riassestando i suoi abiti. Poi aprì tranquillamente la porta e uscì.  Ella sentì il corpo di lui terribilmente vicino e vivo. "Oh! Non ora, non ora" gridò, tentando di respingerlo. "Perché no? Non sono che le sei. Hai mezz'ora di tempo. No, no. Io ti voglio." La teneva ferma, ed ella sentiva l'urgenza del suo desiderio. L'antico istinto la spingeva a lottare per la sua libertà, ma c'era anche in lei qualcosa di stranamente inerte e greve. Il corpo dell'uomo premeva contro il suo ed ella non aveva più cuore di combattere. Egli si guardò intorno. "Vieni... vieni qui! Per di qui" disse, frugando con lo sguardo nel folto degli abeti giovani e ancora bassi. Si voltò a guardarla. Ella vide i suoi occhi intensi, scintillanti, selvaggi, senza amore. Ma aveva perduto tutta la sua libertà. Un peso strano premeva sulle sue membra. Cedeva, si abbandonava. Egli la condusse oltre la barriera d'alberi spinosi, attraverso i quali era difficile passare, fino a un luogo dove c'era un po' di spazio libero e un mucchio di rami morti. Ne sparse in terra uno o due asciutti, vi mise sopra la giacca e il panciotto, ed ella dovette stendersi lì, sotto i rami degli alberi, come una bestia, mentre egli aspettava in piedi davanti a lei, in camicia e pantaloni, guardandola con occhi spiritati. Ma fu previdente anche questa volta, e fece in modo che ella si trovasse comoda, ben comoda. Tuttavia le strappò il laccio della sottoveste, perché ella non l'aiutava; giaceva lì inerte."

"Anch'egli si era denudato la parte anteriore del corpo ed ella sentì dentro di sé il contatto della sua carne nuda quando egli entrò in lei. Per un momento rimase dentro di lei immobile, turgido e palpitante. Poi, quando cominciò a muoversi, nell'orgasmo improvviso e inevitabile, si risvegliarono in lei vibrazioni nuove e strane che fremevano come piccole onde che s'increspino. Fremevano, fremevano come molli lingue di fiamma che si lambissero a vicenda, molli come piuma, e toccavano vertici di lucentezza suprema, sottili, deliziose, che la fondevano tutta dentro. Era come un suono di campane che vibrasse a onde su su, fino al culmine. Ella giaceva, inconsapevole delle piccole stride selvagge che alla fine non poté trattenere. Ma finì presto; ed ella non poteva più sforzarsi al godimento da sé. Questa volta tutto era diverso, diverso. Non poteva far nulla, non poteva più irrigidirsi e aggrapparsi a lui per trarne il suo godimento. Poteva soltanto aspettare, aspettare, e gemere nell'anima, mentre lo sentiva ritrarsi, ritrarsi e contrarsi, fino al momento terribile in cui egli sarebbe scivolato fuori da lei abbandonandola, mentre tutto il suo corpo rimaneva aperto e molle, dolcemente supplichevole, come un anemone di mare sotto le onde, perchè egli ritornasse in lei a soddisfarla.

Si aggrappava a lui, perduta in una passione di cui non aveva coscienza, ed egli non scivolò del tutto fuori di lei, ed ella sentì il molle germoglio dell'uomo fremere in lei, animarsi in strani movimenti ritmici e crescenti, stendersi, ingrossarsi fino a riempire tutto il vuoto della sua coscienza, e allora ricominciò il moto ineffabile che non era realmente un moto, ma puri e sempre più profondi vortici di sensazioni, che si agitavano più e più profondamente nella sua carne e nella sua coscienza, finché ella non fu che un perfetto fluido concentrico di sensazioni e giacque lì, emettendo strida inarticolate e inconsce, la voce che usciva dalla notte più fonda: la vita!"





"Il Diario di Eve Rosser"


Trama: Claire frequenta l'università a Morganville, e viene presa di mira dalle ragazze più popolari della scuola, capeggiate dalla sadica Monica, che iniziano a bullizzarla e a picchiarla. Cercando rifugio fuori dal campus dopo le minacce di morte, Claire si ritrova a Glass House, un'antica casa dove vivono tre ragazzi: Eve, una barista dark, Shane, un tipo affascinante esperto di cucina messicana, Michael, il proprietario della villa che nasconde un grande segreto che lo lega alla luce del sole e alle mura che lo circondano. Diventano subito amici di Claire e la accolgono, difendendola da Monica e mettendola al corrente del pericolo che grava sulla città: Morganville nasconde una storia oscura perché è una città popolata da vampiri...


Commento di Lunaria: Il problema di questo "Il Diario di Eve Rosser" (titolo "truffaldino", visto che non c'è nessun diario, se non qualche pagina, messa dopo la fine della vicenda, dove Eve fa il riassunto della trama del romanzo...) è il non-senso della trama e soprattutto lo stile piatto e monotono con cui è raccontata una vicenda già zoppicante in partenza: Claire è picchiata e subisce pure un attentato con l'acido (!) dalle sue compagne di classe, ma invece di andare a denunciare la cosa alla polizia, scappa e si rifugia a casa di tre ragazzi conosciuti per caso che le rivelano che Morganville è una città di vampiri; da qui in poi, dialoghi inconcludenti, dissertazioni sul chili (!) zero o quasi pagine horror (che ci si aspetterebbe in un romanzo sui vampiri!) e zero intrecci amorosi, vampiri che compaiono un po' a caso e in scene molto banali, i genitori di tizio o caio e professori che sbucano fuori in scene che non aggiungono niente alla vicenda e rendono il ritmo ancora più lento, una ricerca di un libro per vampiri fino all'assalto finale e... la vicenda si conclude così, tanto prosegue nel volume 2, da dove si è interrotta, e dal momento che me li sono pure presa in coppia, leggerò anche il secondo volume, con tutto che non mi ispira neanche un po' (ma potrei sbagliarmi, magari è molto più emozionante)


Insomma, non è pessimo come libro, ma molto "basic" e con un intreccio di eventi che si poteva risolvere in due pagine (e invece la storiella viene stiracchiata per ben 280 pagine) e da leggere solo se proprio dovete leggere tutto il leggibile di Urban Fantasy (ma le atmosfere stile "Il Diario del Vampiro" sono a malapena accennate).

Stendiamo un velo pietoso sulla tizia che diventa amica di Claire, tale Eve, che si acconcia da dark non di certo perché ascolta la musica in questione ma solo per fare dispetto ai vampiri (!!!) e che possiamo definire una poser fatta e finita, similmente alla Haven di "Evermore" ( https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/11/recensione-evermore.html ).

L'unica cosa veramente apprezzabile e che spicca, di questo "Il Diario di Eve Rosser" è solo la copertina.