''Per Elyse'' di Cathy Gillen Thacker (Harmony Destiny)


Trama: Amore. è per amore che Matt decide di acquistare una villa. è per amore che invita i suoi genitori ed Elyse, la vedova del fratello, insieme alle sue tre bambine, a vivere con lui. Ma l'amore può vacillare, anche nelle migliori famiglie. Perché ogni famiglia serba un segreto che potrebbe distruggerla, oppure... unirla ancora di più. E il segreto che è rimasto a tutti sconosciuto finché Matt ed Elyse hanno vissuto lontani, viene a galla proprio quando i due cognati si innamorano perdutamente l'uno dell'altro.
Che ne sarà del loro amore?

Commento di Lunaria: "Per Elyse" affronta il tema della vedovanza e del ricostruirsi una vita sentimentale (già trattato anche in "Sentimenti allo specchio" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/08/sentimenti-allo-specchio-di-karen-van.html ) nonché il tema del ricatto sul luogo di lavoro (in questo caso, l'ambiente ospedaliero).
Tutto il romanzo è scritto molto bene, anche se la love story tra Matt ed Elyse non è molto approfondita dal punto di vista dell'eros, ma tutto resta su toni molto soft e casti; l'Autrice si è concentrata di più sul ricatto che lo spregevole dottore Sears mette in atto verso Elyse, sfruttando un errore nella carriera lavorativa dell'ex marito (defunto) Nick, per ottenere successo e favori sessuali da Elyse; molto spazio è dato ai dialoghi e alle sensazioni, spesso contrastanti, dei due protagonisti, come la gelosia patologica di Matt che accusa Elyse di tradimenti.

Gli stralci più belli:

"Matt capì in quell'istante che non avrebbe potuto negare più a lungo i sentimenti che provava per Elyse.
Si sentiva vagamente colpevole per questo, ma si ripeté con forza che Nick ormai era morto, e non gli faceva torto corteggiando Elyse.
"Senti...", mormorò concitato, cercando di approfittare per quanto più poteva di quei pochi momenti.
Lei si voltò immediatamente. Aveva il cuore in gola ed era paralizzata dalla tensione. Matt le mise le mani sulle spalle e l'attirò a sé, appoggiando poi la guancia a quella di Elyse. Sentiva il profumo delicato dei suoi capelli, della pelle di lei. Elyse tremava tra le braccia di Matt, che non indugiò più oltre. Si chinò e la baciò."

"Mi sembra tutto così strano! Non riesco a convincermi che sto facendo questo per Nick. Mi sembra quasi di recitare una parte. Ormai non mi sento più sua moglie. Sono solo me stessa, una donna sola con tre bambine da crescere. Mi sembra strano essere considerata ancora parte di una coppia che non esiste più."

"E adesso vuoi finalmente dirmi cosa è venuto a fare Sears quella notte? Davvero il tuo comportamento è stato irreprensibile oppure hai civettato con lui come stai facendo adesso con me? Fai collezione di uomini per sentirti desiderabile o sei una ninfomane patologica?" (...) Elyse, disperata, fece per schiaffeggiarlo, ma Matt le bloccò la mano a mezz'aria.
Elyse si divincolò, stretta contro il muro, e all'improvviso quella loro vicinanza divenne insopportabile. Matt l'aveva immobilizzata con il peso del proprio corpo e tutta l'ostilità fra loro due svanì di colpo a quel contatto involontario. Vide la paura e la passione negli occhi di Elyse. La prese fra le braccia e la guardò a lungo, incapace di parlare.
Elyse mormorò il nome di lui. Finalmente accadde quello che Matt aveva aspettato per tutta la sera. Si chinò a baciare Elyse, che dapprima oppose resistenza, ma ben presto si lasciò andare al desiderio che la divorava. (...) Lei non ebbe nemmeno la forza di rispondergli. Il bacio che si erano scambiati sembrava avere assorbito tutte le sue energie. Per quanto cercasse di ignorarlo, non riusciva a dimenticare la passione risvegliata per un momento in lei."

"Non credeva che Nick fosse davvero colpevole, ma come avrebbe potuto fermare Sears, se questi avesse montato un'accusa contro il defunto collega?"

"Lei alzò gli occhi e lo guardò in viso. Il sentimento che provava per lui era di sicuro più profondo della semplice gratitudine. Ormai lo considerava parte integrante della propria vita, indissolubilmente legato a lei. Iniziava a pensare a Matt come di solito si pensa a un marito."


Nota bene: altri due romanzi "d'ambito rosa-ospedaliero": https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/06/lunico-uomo-che-di-josie-metcalfe.html
https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/10/sotto-inchiesta-di-lucy-hamilton.html



Sul tema della tossicodipendenza in ambito medico: https://intervistemetal.blogspot.com/2020/04/recensione-pericolo-medico.html



''Il Castello Incantato'' di Anne Stuart (Collezione Harmony)


Trama: Angoscia e attrazione. Due sentimenti difficili da conciliare. Ma non per Megan. Tenuta prigioniera dal misterioso architetto Ethan Winslowe in un labirintico castello incantato, si sente travolta da una strana miscela di curiosità e terrore nei confronti di quell'uomo sulla cui identità nulla si sa ma tutto si dice, una vera e propria forza magnetica che istintivamente la proietta verso di lui sulle ali di stupende sensazioni mai conosciute prima.
Megan sta al gioco e, giorno dopo giorno, l'angoscia lascia per sempre il posto a un grande amore.
L'ispirazione per questo romanzo viene da "Il Fantasma dell'Opera"

Commento di Lunaria: Un romanzo, questo "Il Castello Incantato" ("Night of the Phantom" il titolo originale, molto più appropriato), che inizia con un incipit inquietante e thrilling come non mai e conquista già dopo poche pagine facendo venir voglia di divorarlo in una lettura tutta di un fiato!
Affascinante e conturbante l'oscuro protagonista (Ethan Winslowe) che seduce a poco una poco una riottosa Megan, rimasta "incastrata" dal suo buon cuore, che la vede sacrificarsi al posto del padre per incontrare Ethan, che ricatta il padre della donna (almeno, in apparenza, perché poi si scoprirà che...), per poi essere segregata nella sua magione spettrale e labirintica.
Tutto il libro è pervaso da una sottile atmosfera che rimanda ai romanzi gotici e spettrali alla Walpole\Radcliffe, con la fanciulla imprigionata e concupita da un uomo tenebroso in un castello labirintico dalle mille stanze e corridoi, che mi ha ricordato quasi villa Foscari, per come la immaginavo, con boschi e anfratti che lo costeggiano tutt'intorno.
La "deformità" di Ethan lo rende ancora più affascinante.
Amor e Morte, insomma, Eros e Thanatos...
Peccato non aver approfondito meglio (anche dal punto di vista della misoginia cristiana!) gli antagonisti di Ethan, ovvero i fanatici e bigotti abitanti di Oak Grove guidati dal pastore-predicatore Lincoln che, convinto che Ethan sia il Diavolo, rapisce Megan per bruciarla sul rogo!
In conclusione: una storia bellissima che rimanda non solo al "Fantasma dell'Opera" ma anche a "La Bella e la Bestia", con protagonisti meravigliosi ed indimenticabili, che restano "incisi dentro" a fine lettura.
Sublime la descrizione dell'incontro tra Ethan e Megan nel giardino al chiaro di luna e del loro primo amplesso.
"Il Castello Incantato" si piazza ai primi posti nelle mie preferenze di romanzi Rosa!

N.B: una storia simile, anche se non narrata con toni così poetici ed intriganti, l'avevo già letta in "Nell'antro della belva" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/05/nellaltro-della-belva-di-anne-mather.html


Gli stralci più belli:

Dal prologo

"Amava la notte. Se la sentiva attorno come una morbida e confortevole nuvola d'oscurità che lo avvolgeva in un calore per lui vitale come l'aria e il cibo. Di giorno era il momento di nascondersi aspettando che le ore passassero, ma di notte tornava a vivere.
Il sangue gli pulsava nelle vene, i polmoni gli si riempivano d'aria e ogni cosa diventava possibile, con la complicità del buio amico. Seduto immobile, lasciava che la notte gli aleggiasse attorno.
Poteva restare in quella posizione per ore e ore senza fare un solo movimento, senza neppure battere le palpebre, lasciandosi impregnare dall'oscurità fin nel profondo dell'animo.
Da domani, però, il suo prezioso buio sarebbe stato profanato.
Non aveva mai attuato una vendetta prima d'allora e trovava l'idea stranamente seducente. (...) Dopo, si sarebbe consegnato nuovamente all'oscurità. Trionfante nel buio pesto della notte, sarebbe tornato senza rimpianti alla sua solitudine, al suo ruolo: era il fantasma che terrorizzava la gente meschina di Oak Grove.
Era Ethan Winslowe (...) un mostro deforme, uno spettro delle ombre. Un fantasma della notte."
"Megan ammutolì. Quando la porta si richiuse, si trovò avvolta da un buio soffocante. Dalle finestre sbarrate non filtrava il minimo spiraglio di luce. Per un attimo provò l'impulso di mettersi a urlare, di correre alla porta e cominciare a battere i pugni. Soltanto chiamando a raccolta tutto il suo autocontrollo riuscì a resistere, ben sapendo che un attacco di nervi non avrebbe fatto che peggiorare la realtà."

"Salvatore si fece da parte e Megan si fermò sulla soglia, timorosa. La stanza davanti a lei era buia, calda, percorsa da una miriade di piccole luci che lampeggiavano da vari congegni. Al centro del locale si trovava una seggiola alta, quasi un trono, e su di essa si intravedeva la sagoma di una figura immobile, nascosta dalle ombre.
"Vieni nella mia rete", sussurrò Megan.
"Disse il ragno alla mosca", ribatté una voce lenta e profonda proveniente dalla sedia.
Megan fece qualche riluttante passo in avanti e Salvatore chiuse la porta dietro di lei sprofondandola nell'oscurità."

"Quando raggiunse l'ultimo scalino, capì di avere appena formulato un'ipotesi agghiacciante. Possibile che suo padre arrivasse a barattare la vita della figlia in cambio della propria tranquillità?
Giunta ai piedi della torre, non aveva la minima idea di dove andare. Decise di seguire il rumore amico della pioggia e di uscire all'aperto dalla prima finestra o porta che avesse trovato. Dopo aver vagato a lungo nel contorto intreccio di corridoi, cominciò a disperare.
Il rumore della pioggia la ossessionava come l'inquietante promessa di una libertà che sembrava irraggiungibile. Si ritrovò a piangere a dirotto e quando, brancolando nell'oscurità, le sue mani toccarono un vetro, per poco non lo riconobbe. Vi premette contro il viso per un momento fissando il buio e la pioggia di fuori. Doveva uscire al più presto, perché il dolore che provava al petto stava diventando insopportabile e il caldo la opprimeva. Se fosse rimasta ancora lì, sarebbe morta."

"Il dolore al petto divenne più forte e lei cominciò ad agitarsi e a scalciare. Allora lui la prese tra le braccia e per un attimo Megan temette che la morte fosse venuta a reclamarla. Fuori infuriava un tremendo temporale.
"Sta' calma", le sussurrò lui con dolcezza stringendola a sé e Megan si sentì al sicuro.
Un lampo squarciò la stanza e in quel breve istante poté vedere il profilo del suo salvatore, metà del suo viso. Un profilo perfetto, di una bellezza extraterrena. Poi la stanza ripiombò nel buio."
"Così", sussurrò lui con la sua voce suadente e ipnotica, mettendole una mano sul petto e stringendola a sé con infinita dolcezza.
Era molto più alto di lei e Megan si sentiva piccola e vulnerabile. Gli mise una mano sul braccio e chiuse gli occhi abbandonandosi al dolce torpore che la invadeva.
Ethan cominciò a muovere l'altra mano lungo il suo corpo lasciando che le dita danzassero lievemente sul tessuto leggero della sua camicia da notte.
(...) "Hai paura del buio?", le chiese. "Eppure potresti imparare ad amare le ombre, angelo mio. Potresti scoprire che si è vivi davvero soltanto quando si è circondati dalla vellutata carezza delle tenebre."
(... )"Ethan", disse ancora, e se fosse un'implorazione o una resa, non lo sapeva. Sapeva solo che se lui non avresse ripreso ad accarezzarla, sarebbe impazzita.
"Ti prego..."
"Cosa mi chiedi?" sussurrò lui sfiorandole le tempie con le labbra. "Mi vuoi lasciare, vuoi tornare alla luce del sole? Ma è una luce che rende ciechi e distrugge. Resta qui nell'oscurità, angelo. Resta con me. Concediti a me."
(...) [Megan] desiderava cose che non riusciva neppure a immaginare, cose che il corpo di Ethan, le sue parole e la sua voce ammaliante le promettevano. Com'era possibile che si stesse innamorando di una voce? Com'era possibile che desiderasse...
"Smettila di lottare contro di me, angelo" bisbigliò lui slacciando a uno a uno i bottoni della sua camicia da notte, insinuando dolcemente le mani sotto il tessuto e sfioradole la pelle, là dove era più morbida e segreta. "Smettila di lottare contro te stessa. Lasciati prendere."
(...) Se avesse continuato a baciarla, non sarebbe più riuscito a controllarsi. Già così moriva dalla voglia di distenderla sul pavimento e affondare nel suo corpo. Tremava di desiderio e gli ci volle tutta la sua formidabile forza di volontà per trattenersi.
Per quanto la desiderasse, non l'avrebbe fatta sua quella sera.
No, sarebbe stato troppo facile. Ed era ancora presto. L'anticipazione era una componente fondamentale del piacere e il desiderio che provava per Megan era sconvolgente già di per se stesso. L'avrebbe fatta sua al momento giusto, quando il piacere sarebbe stato così intenso da giustificare ciò che sarebbe dovuto succedere dopo. Vale a dire, da rendere accettabile il dolore di doverla lasciare andare via."

"Megan attese che calassero le ombre della notte, prima di mettere in atto il suo piano. (...) camminò a lungo nel buio girando sempre a sinistra, come Joseph le aveva raccomandato. Salì e discese rampe e rampe di scale, percorse stretti cunicoli in salita e poi in discesa.
Si stava addentrando sempre più nel cuore della casa, lontano dalla libertà e dalla salvezza. Voleva trovarsi di fronte al fantasma. (...)
Era alto, ma questo Megan lo sapeva già. Aveva la schiena dritta e forte, i capelli neri e lunghi. Portava pantaloni neri attillati e una camicia bianca e vaporosa. Nel silenzio della stanza, Megan lo vide irrigidirsi per la tensione. Aveva capito che non era stato Salvatore ad aprire la porta. Poi le sue spalle furono scosse da un moto di rassegnazione e rabbia insieme. Con deliberata lentezza, cominciò a voltarsi verso di lei. Megan non sapeva cosa aspettarsi. Forse un mostro sanguinolento o uno scheletrico fantasma. Era pronta a tutto, tranne a ciò che vide quando Ethan cominciò a voltare lentissimamente il volto verso di lei. La prima metà che vide, la sinistra, le strappò un sospiro di stupore. Era di una bellezza sorprendente, quasi soprannaturale. Carnagione rosea, occhio scuro e penetrante, labbra delicate, zigomo alto e ben definito. Era la porzione di volto che aveva già visto alla luce del lampo, la notte in cui era malata, quando credeva di avere sognato. Poi Ethan continuò a voltare il viso e lei poté vedere anche l'altra parte.
Quella da incubo. Un livido segno rosso gli tagliava in due il volto e il collo. L'altro occhio era semicoperto dalla palpebra, la bocca virava all'insù conferendogli un'espressione satanica. Era un volto che poteva spaventare i bambini e, in contrasto con la bellezza dell'altra metà, diventava ancora più agghiacciante. Immobile e privo di espressione, Ethan la fissava, in attesa della sua reazione. Megan era assolutamente terrorizzata. Non dal suo viso, non dalla sua possibile rabbia. Aveva una paura folle di dire o fare la cosa sbagliata."

"Si chiedeva dove fosse Ethan, quando sarebbe ricomparso. Talvolta le pareva addirittura di sentirlo e la sua voce dolce e profonda le tesseva attorno un'erotica ragnatela di suoni immaginari. Megan era come stregata e lo sapeva. Ipnotizzata, presa in un incantesimo che prima o poi si sarebbe spezzato. Ma per il momento si sentiva stranamente priva di forze, contenta di naufragare in una mare di sensualità, in quella casa dove ogni suo desiderio veniva appagato. Tranne quello che provava per Ethan."

"Uscì in giardino e fissò con aria assente il riflesso che la luna lasciava sull'acqua dello stagno. Il suo desiderio per Megan era così intenso da farlo tremare. Nell'esasperante silenzio che lo circondava, alzò il capo di scatto e decise di chiamarla, non con la voce, ma con il cuore. L'avrebbe chiamata affinché venisse da lui, affinché fosse lei a fare il passo decisivo che lui non osava compiere.
Megan si svegliò di soprassalto, sottratta al sonno da una forza inesorabile. Aprì gli occhi nel buio cercando di ricordare dove si trovasse. Le venne in mente a poco a poco. L'avevano trasferita in una nuova camera, grande e spaziosa, che si apriva su un giardinetto interno. La camera era tutta dipinta di bianco e arredata con mobili e tessuti bianchi. L'unica macchia di colore era data dal vaso di fiori rossi e fragranti che era collocato sul tavolino. Il giardinetto si abbinava perfettamente alla stanza. Tutti i suoi fiori, infatti, erano bianchi, dalle rose alle peonie. Un viottolo in ciottoli bianchi portava a un piccolo stagno circolare che rispecchiava l'azzurro del cielo. Si trattava di un luogo di una bellezza perfetta e conturbante al tempo stesso. Megan si alzò a sedere sul letto, mentre il profumo dei fiori la inebriava. Non ebbe bisogno di accendere la luce perché la luna piena inondava la stanza di un fioco, languido chiarore.
Per un attimo rimase immobile.
Avrebbe dovuto ridistendersi e chiudere gli occhi, ma sentiva una strana emozione. Era Ethan che la chiamava parlando direttamente al suo cuore. La voleva con sé, la aspettava.
Scese dal letto, pronta a rispondere. Ethan le stava chiedendo di andare da lui, finalmente. Avvolta in una lunga camicia da notte bianca, si mosse a tentoni nella stanza e uscì in giardino.
La luna piena si rifletteva nello stagno e faceva scintillare con il suo chiarore i fiori bianchi. Riflessa nell'acqua, Megan vide anche la sagoma oscura di Ethan, alta e snella, fasciata da un abito nero.
"Vieni da me", le disse, e lei non riuscì a distinguere se quelle parole le avesse pronunciate con la voce oppure fossero arrivate direttamente al suo cuore come per magia. Ma non importava. Avanzò verso di lui muovendosi senza rumore a piedi nudi sui ciottoli bianchi, con la profonda consapevolezza di non avere altra scelta. Era di Ethan, gli apparteneva.
Gli si fermò di fronte, ma non osò allungare una mano. Spettava a lui fare la prima mossa. Il viso di Ethan era in ombra, soltanto il lato bello era appena visibile sotto i capelli. Megan provò a guardarlo, ma fu presa dalla paura e chiuse gli occhi rabbrividendo leggermente nella notte tiepida.
Allora lui le mise una mano sul collo e le alzò il viso.
"Apri gli occhi, angelo mio", disse con voce tenera. "Guardami."
Megan non ebbe altra scelta se non di obbedirgli.
Aprì gli occhi e lo guardò senza timore. Nel giardinetto rischiarato dalla luce della luna, la parte in ombra del viso di Ethan parve scomparire lasciando solo la bellezza purissima del suo profilo.
Ma anche questo non importava. Era ben più che il suo viso ad attrarre Megan verso di lui.
La mano di Ethan le scese lungo il collo fino alla base della gola, all'allacciatura della camicia da notte. La sbottonò con dita abili e la veste si aprì ricadendo in due falde attorno al corpo di lei. Ethan gliela sfilò dalle spalle e la lasciò cadere a terra. Megan rimase completamente nuda accanto allo stagno, la pelle argentata dalla luce della luna.
Ethan non abbassò lo sguardo sul suo corpo. Continuò invece a fissarla negli occhi.
"Sei rimasta qui", disse. "Eppure saresti potuta andare via con Palmer."
"Non volevo."
"Io vivo nelle tenebre", continuò lui in tono basso e teso. "Nelle ombre, al caldo e al sicuro dentro la notte. Se verrai con me, anche tu vivrai nel buio."
"La luce della luna è abbastanza luminosa per me", ribatté lei con calma.
Lui le accarezzò il viso con dolcezza.
"Devo essere impazzito", disse. "Tu mi rovinerai."
"Ti amerò."
"Mi rovinerai", ripeté lui chiudendo gli occhi con improvvisa disperazione. Poi la baciò.
Dopo che le loro labbra si furono incontrate, Megan riuscì a formulare solo un pensiero coerente. Quanto le stava accadendo era giusto, era ciò che tutte le persone inseguivano nella vita. E quel bacio avrebbe cambiato la sua, avrebbe condotto il suo animo in un luogo nuovo, straordinario e forse anche spaventoso. Ma questa volta non avrebbe cercato di fuggire.
Si strinse contro Ethan, con il bisogno di sentirlo, di aggrapparsi a lui. Era snello, forte e muscoloso, e il morbido tessuto nero dei suoi abiti aderì contro la sua pelle nuda, eccitandola. Megan dischiuse le labbra, pronta ad accettare il suo amore.
Le mani di Ethan scivolarono lungo la sua schiena, facendola inarcare contro di lui, e la sua bocca scese lungo il suo collo. Poi, d'impeto, Ethan la prese tra le braccia e la strinse forte al petto. Per la prima volta in vita sua, Megan si sentì fragile e vulnerabile.
Nascose il viso contro la sua spalla abbandonandosi al languore che la invadeva. Era sua, pronta a fare qualunque cosa le avesse chiesto. Si sentiva debolissima ed era una sensazione deliziosamente erotica. Ethan la condusse in camera e la depose sul letto. Poi rimase a guardarla come aveva fatto tante e tante volte mentre lei dormiva.
Lei ricambiò lo sguardo senza dire niente, con aria implorante.
Lo desiderava come non aveva mai desiderato nessuno. Lui era solo una sagoma nelle tenebre, una figura nera nel buio, un fantasma della notte giunto fino al suo letto, e Megan provò un'improvvisa voglia di luce. Voleva vederlo, toccarlo, conoscerlo.
Ma l'istinto le suggerì di accettare le sue condizioni. E così rimase distesa, gli occhi semichiusi, ad aspettare.
Sentì un fruscio di vestiti e capì che lui si stava spogliando.
Avrebbe voluto alzarsi ad aiutarlo, ma non riuscì a muoversi.
Era come bloccata da un magico incantesimo. Tremava, ma non di freddo o paura: di desiderio. Lo desiderava da morire. Poi Ethan fu sul letto con lei, le mani sulle sue spalle, a stringerla a sé, contro la sua pelle.
"Ethan" sussurrò Megan. Fu un sussurro appassionato, un richiamo, una resa, mentre le mani di lui danzavano sul suo corpo muovendosi dolcemente sul suo ventre, sulle cosce e le ginocchia. Ethan la baciò ancora sulla bocca con tormentosa passione. I suoi baci e le sue carezze non bastavano a condurre Megan all'apice del piacere e tuttavia ve la portavano a solo un soffio di distanza.
Una distanza che lei era ansiosa di superare.
Quando fece per toccarlo, lui le bloccò le mani. Poi cominciò a baciarle il seno stuzzicandole abilmente prima un capezzolo e poi l'altro.
Megan mandò un gemito. Aveva il fiato corto e cercava di liberare le mani. Voleva toccarlo, voleva trascinarlo su di sé, voleva essere sua. Tutto il suo corpo fremeva di desiderio. Lo voleva, lo voleva subito. E tuttavia non riusciva a dirglielo.
Le labbra di Ethan scesero dal suo seno lungo il torace e il ventre, fino all'apice delle sue cosce.
Le lasciò andare le mani, ma Megan non provò più a muoverle, troppo eccitata per riuscire a reagire. Si limitò ad affondarle tra i suoi capelli mentre lui continuava l'intima esplorazione del suo corpo regalandole un indicibile piacere come non aveva mai provato in vita sua. (...) Quando finalmente Ethan coprì il suo corpo tremante con il proprio, lei gli strinse le braccia al collo e nascose il viso contro la sua spalla. (...) Lui si era completamente impadronito di lei, eppure non aveva ancora accennato a prendersi la sua parte di soddisfazione. Le strinse le mani attorno al viso. La luna era scomparsa dietro una nuvola, lasciandoli immersi in un buio nero come inchiostro. Le lunghe dita di Ethan le asciugarono dal viso le lacrime di passione, le sue labbra le tolsero dalle palpebre e dalle guance ogni traccia di pianto a forza di baci. Megan non ebbe bisogno di sentirlo pronunciare le fatidiche parole; lui non ebbe bisogno di dirle. Sei mia per sempre.
(...) Ethan la fece sua con lenta, incalzante forza. A Megan parve di fare l'amore per la prima volta. (...) Proprio in quel momento la luna fece capolino da dietro la nuvola riaccendendo la stanza del suo pallido e argenteo chiarore.
Fu allora che Megan alzò le mani verso il viso di Ethan e lo sollevò, in modo da poterlo vedere per intero. Poi cominciò a baciarlo sul naso, sulla bocca, sul lato sfigurato del suo viso. Baciò la cicatrice che lo divideva in due, seguendola fino al collo e all'inizio del torace. (...) Adesso che Ethan dormiva tra le sue braccia, Megan non poté fare a meno di chiedersi se fosse entrata in una favola o in un incubo. O in una stupefacente combinazione di entrambi. Ma non sapeva come rispondersi. Sapeva solo che l'uomo che dormiva tra le sue braccia era per lei più importante di qualunque altra cosa. Non sapeva come fosse arrivata a questo. Quale strana deviazione del suo carattere aveva permesso che restasse completamente soggiogata da un uomo che l'aveva rapita, terrorizzata, sedotta e incantata? Chiederselo non serviva a niente. Per la prima volta in vita sua era innamorata. Irrazionalmente e totalmente innamorata. L'avrebbe amato per sempre."

"Sei pronta a pentirti, sorella? Ti abbiamo portato nel luogo maledetto per guarire il cancro che ha invaso la nostra comunità.
Ti abbiamo portato nel regno delle streghe per purificarti con il sangue."
"Il sangue di chi?", si chiese con sconcerto Megan, lanciando un'occhiata terrorizzata al masso.
"Riconosci il luogo, vero, Ecate? Qui, un centinaio di anni fa, danzavano le tue sorelle. Esse lanciarono sul nostro paese una maledizione che è durata fino ai nostri giorni. Il loro padrone, Ethan Winslowe, ne è la massima espressione. Ma noi lo fermeremo. Con il sangue e con il fuoco, purificheremo questo paese dal male."
Megan non si mosse. Non poteva. Rimase immobile a fissare il pastore Lincoln, terrorizzata. Lui fece un passo indietro e alzò le braccia al cielo.
"Immonda!", urlò. "Ma noi ti daremo la giusta punizione. Non con le pietre, ma con il fuoco noi ti purificheremo!"
Fu allora che Megan vide la pira. (...) Poco dopo, i fanatici se ne andarono, lasciandola sola sulla collina. Sola e sorvegliata da un medico ubriaco e da un ometto malvagio. Sola, a pochi passi dalla pira diligentemente preparata per la sua punizione. Attendeva solo un cerino per essere accesa. E una vittima da sacrificare: lei."

"Aveva sempre amato la notte, gli era sempre piaciuto farsi avvolgere dal suo manto nero e spesso. In quel momento, tuttavia, cessò di amarla. Il buio nascondeva il male, occultava i propositi sanguinari e malvagi del pastore Lincoln e dei suoi seguaci. Finché fosse durata la notte, Megan sarebbe stata in pericolo. Al sorgere del sole sarebbe stata salva. Ethan corse come un disperato lungo la strada sconnessa e fangosa, con i lampi che squarciavano il cielo e il vento che gli frustava il volto. E mentre correva, cercava di tenere sotto controllo la paura che gli riempiva il cuore. Doveva salvare Megan. Doveva liberarla. Continuò a correre, mentre il sudore gli gocciolava sul viso. D'un tratto però capì che non si trattava di sudore. Erano lacrime."
 
"Un lampo squarciò il cielo e fu allora che Megan vide Ethan che saliva ansimando dal costone del colle. Le parve di vedere Lucifero. Aveva i lunghi capelli neri scompigliati attorno al viso deturpato, mentre sia la metà bella sia quella deforme erano contratte in un'espressione di rabbia. Era tutto vestito di nero e si fermò al bordo del boschetto, gli occhi fissi sul pastore Lincoln."


Anche "Rose Blood" è una rivisitazione del Fantasma dell'Opera: https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2020/12/roseblood.html



"L'Uomo del Cuore" di Lindsay McKenna


Trama: Da quando ha trovato la forza di lasciare l'ex marito, le splendide montagne del Colorado sono diventate, per Dahlia Kincaid, il guscio dove ricostruirsi una vita senza uomini e senza amore. La "distanza di sicurezza" dovrebbe valere anche per Jim Tremain, il funzionario del governo federale che le ha chiesto aiuto nella lotta contro i bracconieri che rapiscono aquile e falchi, da vendere al mercato nero in Medio Oriente. Dahlia non aveva mai trovato tanta sensibilità e fascino in un uomo. Ma la paura di sbagliare per la seconda volta frena il suo desiderio di confessare subito a Jim la propria attrazione e la spinge ad aspettare fino alla fine della missione; una missione che si rivela molto più pericolosa del previsto, perché coinvolge l'ex marito desideroso di vendetta al punto da…

Commento di Lunaria: "L'uomo del cuore" è un romanzo rosa che tratta il tema doloroso dello stupro coniugale (Dahlia è stata picchiata e stuprata dal primo marito, Jack Gordon, un losco individuo implicato anche nel bracconaggio di animali selvatici) ma anche del razzismo (Jim Tremain ha origini native e viene guardato con sospetto dal fratello di Dahlia) sullo sfondo di una storia di bracconaggio e devastazione dell'ambiente e della sua flora. Tenere e romantiche le scene "hot", molto ben scritte e coinvolgenti; forse l'unica cosa "banale" e non ben sviscerata nei dettagli e nel dipanarsi della trama è il fatto che Jim si innamora all'istante di Dahlia, in automatico, senza conoscere niente di lei (l'ha vista solo tre anni prima, in un convegno sulla protezione dei rapaci), quando nella realtà l'innamoramento procede per gradi ed è raro innamorarsi a prima vista (o meglio: è troppo "cinematografico"). Comunque, a parte questo lieve difetto (che comunque, difetto non è, rende solo poco verosimile la trama) "L'uomo del cuore" è davvero un bel romanzo Rosa, venato di sfumature drammatiche su situazioni di abuso, violenza e sfruttamenti sentimentali nelle quali molte donne si rivedranno. I due personaggi protagonisti sono descritti nei dettagli dei loro vissuti dolorosi (e anche nelle loro paure, messe a nudo), e sono stati resi molto "vividi" e si ricordano a lungo, anche a fine lettura.

Gli stralci più belli: "Un senso di calore si diffuse in Dal, sciogliendo il gelo che le aveva attanagliato lo stomaco. "Vede, Jim...", disse in un sussurro, "gli ultimi due anni mi hanno praticamente distrutto. Un tempo pensavo di essere un pezzo d'acciaio come il resto della mia famiglia, ma adesso non più. Sono debole e non posso sopportare altre forti emozioni, altrimenti finirò col cedere fisicamente."

"(...) Era evidente che non si fidava di nessun uomo, per cui anche un gesto semplice come appoggiarle una mano su una spalla l'avrebbe messa in posizione ancora più vulnerabile. Intanto Dahlia si stava premendo le dita sulle tempie. Chiuse gli occhi per un istante, desiderando nascondere in qualche posto buio del suo cuore tutta la rabbia mista a frustrazione e dolore. (...) Non si era resa conto di avere le guance rigate da lacrime. Fu soltanto quando lo vide accigliarsi e aprire la bocca in segno di sorpresa che si rese conto del perché della sua reazione. Velocemente si passò una mano sulle guance e sollevò la testa con gli occhi oscurati dalla confusione."

"Lentamente la voce di Jack e il suo volto svanirono. Dal singhiozzava forte con la testa abbassata, desiderando con tutto il cuore la sicurezza che quella voce le stava offrendo. Svegliandosi, la prima cosa che sentì fu l'odore mascolino di Jim mescolato al profumo di pino. Si strinse come un animale impaurito contro quel torace forte e muscoloso e una miriade di sensazioni la sopraffecero mentre tentava di separare il sogno dalla realtà. (...) Sentì ancora le lacrime pungerle gli occhi mentre lui le accarezzava dolcemente la testa. Era come una ragazzina impaurita e lui sembrava aver capito che aveva bisogno di sentire in qualche modo il contatto fisico con lui. Come aveva fatto? E quando mai lei aveva apprezzato la vicinanza con un uomo dalla fine del suo travagliato matrimonio con Jack?"

"Lentamente Dal si girò verso di lui. Se si era aspettata di vedere il suo volto indecifrabile come sempre, si era sbagliata. Vi scorse invece tenerezza che gli illuminava il volto e gli addolciva la bocca (...) Questo pensiero la scioccò. All'improvviso la bocca le si asciugò: per la prima volta dopo tanto tempo stava apprezzando un uomo dal punto di vista fisico. (...) Jim sapeva benissimo che se avesse fatto anche un solo gesto che le poteva ricordare il passato, Dahlia l'avrebbe allontanato. Lui invece desiderava mantenere quel sottile legame di fiducia che si era appena instaurato tra loro."

"Il solo ricordo di lui che la teneva tra le braccia la faceva arrossire. Istintivamente si portò le mani sulle guance. Lui l'aveva abbracciata, tenuta stretta, confortata. E tutto ciò era servito soltanto a renderla ancora più vulnerabile di prima. Quella notte Jim le aveva dato qualcosa, e non preso con la forza come aveva fatto Jack."

"Il tocco di Jim era stato lieve, ma era stato sufficiente a suscitarle un desiderio intenso, come non aveva mai sperimentato. Tra le sue braccia non provava paura, anzi, si sentiva amata e protetta. Amata? Spalancò gli occhi stupita. Jim era un uomo e lei lo desiderava."

"L'ombra che vedo nei tuoi occhi è paura, paura per quello che un altro uomo ti ha fatto. Paura per ciò che potrei farti io. Ti chiedo soltanto una cosa: fidati di me." (...) Dal sapeva che doveva prendere una decisione. Se continuava ad aprirsi a Jim come aveva fatto finora, doveva essere pronta anche a fronteggiare nuovi dispiaceri. E se invece faceva marcia indietro, cosa altro le rimaneva? Soltanto buio, disperazione e solitudine."

"Lo stupro l'aveva portata a frenare ogni suo istinto e le aveva tolto ogni spontaneità. Abbassò le palpebre e si sporse in avanti, dicendo silenziosamente a Jim quanto lui significasse in quel momento per lei. Jim rimase per un istante immobile quando le labbra di Dal premettero contro le sue. Un'esplosione di desiderio si verificò dentro di lui quando la strinse a sé. Sorpreso dal coraggio di lei, prese quel gesto per quello che voleva significare... e in quel momento l'amò ancora di più di quanto avrebbe mai creduto fosse possibile. Un'ondata di dolcezza lo pervase, mischiandosi al desiderio di abbracciarla per dividere il tenero dono che lei gli stava offrendo."

"Lui infilò le dita tra i suoi capelli, inclinandole leggermente la testa per assaporare di più tutta la sua dolcezza. Doveva averla... avere tutto di lei. Fece scivolare la mano giù, sulle spalle e poi sul seno, accarezzandola dolcemente e assaporandone la pienezza. Le spostò la camicia e continuò la sua esplorazione. Le ginocchia di Dal si piegarono per l'emozione quando la punta della lingua di Jim si insinuò nell'incavo tra i suoi seni. Le sfuggì un piccolo gemito di desiderio e si strinse contro di lui inghiottendo e ansimando come per cercare aria. Nessuno, mai, l'aveva fatta sentire così eccitata! Solo il tocco della sua lingua sulla pelle e le delicate carezze delle sue dita sul seno avevano riacceso
tutto il desiderio in lei."

"Quando sollevò il volto per guardarlo, Jim notò un cambiamento in lei e una gioia incredibile lo pervase. Dal gli apparteneva! Era sua. Completamente. Gli si stava offrendo dopo il suo amore confessato e gli fu necessario tutto il suo autocontrollo per frenarsi dallo spingersi oltre.

"Abbracciami, Jim. Tienimi stretta. Ne ho tanto bisogno", gli sussurrò. "Lo so". La abbracciò e la tenne stretta a sé, per dimostrarle quanto forte fosse il suo amore per lei. Avevano tutto il tempo che volevano davanti a loro per scivolare l'uno nelle braccia dell'altro e unire i loro destini. (...) "Ti ho desiderato fin dall'inizio, ma ero impaurita per quello che era accaduto prima. Adesso va tutto bene. Tu mi hai aiutato a guarire."

"Lui le prese il volto tra le mani e la scrutò (...) E se adesso le faceva male? Sarebbe stato capace di essere diverso dall'uomo che l'aveva ferita?"

"Dal gemette quando lui le succhiò uno dei capezzoli. Un'ondata di piacere l'avvolse e non poté che gettarsi tra le sue braccia, ansiosa di poter essere un'unica cosa con lui in tutti i sensi. Le labbra di Jim le disegnarono cerchi umidi su ciascuno dei suoi seni eccitandola e portandola ai limiti dell'estasi prima di prenderle tra i denti i capezzoli eretti e induriti che sembravano supplicare di essere toccati. Mugolò di piacere quando le mani di lui scivolarono giù verso la cerniera dei jeans e la sua mano scese tra le cosce per scoprire tutta la sua femminilità (...) mentre lui non si stancava mai di accarezzare la pelle morbida e vellutata del seno, della schiena, del ventre. Donna. Era una donna nel vero senso della parola, calda e accogliente tra le sue mani, pronta per essere amata."



Altri romanzi dell'Autrice… Il titolo originale di "L'Uomo del Cuore" è "Heart of the Eagle"; qui vedete la copertina di "Heart of the Tiger"; forse l'Autrice aveva pensato ad una trilogia...


"Quando sale la marea" di Lucy Gillen (Collezione Harmony Serie Jolly)


Trama: Rachel arriva a Seaways, un'austera dimora del Kent per occuparsi del piccolo Nicky. Però, constata subito che il suo datore di lavoro, Neil Brett, le riserva un'accoglienza freddissima. Un sentimento indefinibile, comunque, la spinge a restare... Molto in fretta Rachel scopre che un mistero circonda la casa. Chi è Lynn, l'affascinante donna annegata l'anno precedente? Come mai tra Neil e il cugino Lars corre una fortissima tensione? E soprattutto, perché nessuno vuole rispondere alle domande di Rachel?

Commento di Lunaria: Come scrivevo anche nella recensioni a "Sentimenti allo specchio"
https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/08/sentimenti-allo-specchio-di-karen-van.html
anche "Quando sale la marea" è un romanzo Rosa atipico,  incentrato sugli stati d'animo e psicologici dei tre protagonisti, Rachel, Neil e Lars, descritti nelle loro fragilità, passioni, ferite esistenziali. L'Autrice è stata davvero abile, perché ha tratteggiato dei personaggi davvero completi, di emotività vivida, e durante la lettura ci si appassiona e ci si immedesima nei loro dolori e trasporti. Anche l'idea del "triangolo" è ben architettata,
mentre lo scenario umbratile e leggermente spettrale (la grande casa vittoriana sperduta e silenziosa a confine col bosco che ricorda le dimore gotiche dei romanzi di fine Settecento, il mare che contribuisce all'isolamento esistenziale dei protagonisti, la solitudine del piccolo orfano Nicky, la luna nascosta da nubi, lo stridio di gufi e civette "macbethiane"...) rimanda al classico di James: "Il giro di vite".


Praticamente assenti descrizioni di amplessi focosi e "hot", i protagonisti si limitano a qualche abbraccio e casti (e rari) baci.
E tuttavia, il tutto è espresso con tale maestria nel descrivere sospiri, palpiti, tremori, che, paradossalmente, la mancanza totale di eros carnale è ancora più intrigante nel tratteggiare la purezza dell'intensità dei sentimenti dei protagonisti.
Prima della fine del romanzo, sul quale, per tutti i capitoli, aleggia un'impalpabile inquietudine, c'è anche spazio per un po' di suspense in almeno un paio di scene "thrilling" a confine tra la vita e la morte, che si risolvono nel bellissimo e toccante finale di una Rachel che attende accanto al mare, indecisa se vivere oppure...
Insomma, esattamente come "Sentimenti allo specchio" anche "Quando sale la marea" è un romanzo molto intenso e toccante,
che va a toccare temi come la morte, il suicidio, l'abbandono, l'inganno, la disillusione, la frustrazione, il tormento, il senso di colpa, un'angoscia indefinita fino al catartico finale.
Non è un romanzo Rosa "frivolo e di svago" ma un affresco delle passioni e delle debolezze umane, tratteggiate con monologhi,riflessioni, silenzi carichi di intesa, passioni laceranti, sullo sfondo di una Natura tumultuosa e di una bellezza selvaggia e procellosa, che fa tornare in mente i dipinti di Friedrich.



Alla fine, ci sarà il lieto fine che ogni lettrice di Rosa vuole ed esige, dopo che l'eroina ha versato così tante lacrime e noi l'abbiamo accompagnata fino alla pagina 152... che chiude il romanzo facendo scendere il sipario.
Mi è piaciuto molto e devo ammettere che leggendolo sul pulman e sul treno mentre aspettavo di scendere alla fermata, dovevo quasi stare attenta a non perdere il contatto con la realtà... da tanto ero curiosa di leggerlo e terminarlo in fretta.

Gli stralci più belli: 

"Rachel Carson pagò l'autista e seguì con lo sguardo il taxi che si allontanava. Quando l'auto sparì dietro l'ultima curva della strada concentrò l'attenzione sulla grande casa di stile vittoriano chiamata Seaways. La sua fredda imponenza la intimidì, al punto di chiedersi se non fosse preferibile suonare all'ingresso di servizio. Cercò di dominare la paura che la stava assalendo (...) Il grigiore del cielo invernale si rifletteva nelle grandi finestre affacciate sul giardino, triste in quella stagione ma che in primavera e in estate doveva essere una gioia per gli occhi"

"Più di tutto rimase colpita dalle strane emozioni che quell'uomo suscitava in lei. La sua presenza riempiva la stanza con una personalità che si intuiva tanto forte da soggiogare chiunque fosse venuto a contatto con lui."

"Rachel era libera quel giorno (...) e così, per ingannare il tempo, aveva deciso di fare una passeggiata. Senza meta precisa si era incamminata in direzione del mare (...) Oltrepassato il limite del bosco, Rachel si trovò all'improvviso sulla scogliera: un brivido la percorse. Faceva freddo e soffiava un vento carico di quel tipico odore salmastro che le ricordava le vacanze, quando era solo una bambina. I gabbiani volavano leggeri appena sopra il pelo delle onde grigie. Rachel si sentiva felice, forse perché provava la gioia sottile di chi assapora il frutto proibito. Immobile, gustava il piacere della libertà finalmente ritrovata. (...) Il mare era grigio e le onde si frangevano violentemente sulla spiaggia. Rachel non aveva mai visto il mare d'inverno. Affascinata da quello spettacolo nuovo, si sentì irresistibilmente attratta verso la spiaggia. (...) L'alta scogliera la separava dal resto del mondo creando un baluardo contro cui si frangevano le onde impetuose. Di colpo le tornò in mente la madre di Nicky, annegata in qualche punto lungo quella costa. Un'angoscia sottile si insinuò in lei, ma fu subito scacciata con fastidio dall'intensa gioia di vivere che provava in quel momento. (...) Mentre camminava si rese conto che le onde le lambivano gli stivali: la marea stava salendo. Le impronte lasciate sulla sabbia solo poco prima cominciavano a essere coperte dall'acqua che avanzava sempre di più. Con un brivido, Rachel capì il significato di quel fatto. Cercò di riguadagnare il punto da cui era scesa ma con terrore si accorse che il ritorno per quella via era impossibile: la spiaggia stava via via scomparendo e il mare ormai lambiva la scogliera. La marea saliva rapidamente e Rachel capì che non le restava molto tempo. (...) Battendo i denti avanzava nell'acqua gelata, sussultando ogni volta che le onde scavavano la sabbia sotto i suoi piedi.
Rischiò più volte di perdere l'equilibrio e riuscì a non cadere aggrappandosi alla parete scivolosa della scogliera.
A un tratto un'onda più forte la colpì con la forza di una frustata."

"Con la mano sinistra Neil la strinse a sé lentamente. Rachel sentiva sulla schiena la pressione delle sue dita forti, poi avvertì l'altra mano scivolare sotto la pesante giacca di lana e cominciare ad accarezzarle la schiena, seguendo la lina della spina dorsale (...) Alzò il viso verso di lui mormorandone il nome, ma ancor prima che potesse udirlo Neil aveva già posato le labbra sulle sue (...) Il suo corpo si stringeva a quello di lui e ne sentiva i muscoli forti mentre l'abbracciava ancora più stretta. Non aveva mai provato una simile sensazione e vi si abbandonò, vincendo ogni resistenza. Già una volta si era trovata tra le braccia di Neil, quando lui l'aveva salvata da una morte terribile tra le acque gelide del mare. Allora l'aveva invasa un sentimento sconosciuto, un indescrivibile senso di calore, ma adesso Rachel era pervasa da una specie di febbre che la spingeva a fondersi completamente con lui."

"Incapace di contenere il turbamento girò la testa quando lui le si fece più vicino. Il cuore le batteva a precipizio. Quel corpo tanto forte e possente, così vicino al suo, la faceva sentire senza difese."

"Ma Lars non ritrasse il braccio. Continuarono a camminare senza dire niente: il silenzio della notte era rotto solo dal rumore dei loro passi attutiti dalla neve e dal richiamo remoto di un gufo o di una civetta. Le sagome degli alberi spogli non riuscivano a proteggerli dal vento che si stava sollevando. Rachel apprezzava il calore che il braccio di Lars le trasmetteva."

"Rachel trascorse una notte terribile: stesa sul letto non riusciva a prendere sonno. Era in uno stato di tensione e di angoscia terribile. La notte era scura, anche la luna era nascosta dietro una fitta coltre di nubi. La sua camera era immersa nell'oscurità più completa e per parecchie ore l'unico rumore che aveva udito era il ticchettio incessante della pioggia sui vetri della finestra. All'alba, quando la pallida luce invernale aveva cominciato a fare capolino attraverso le finestre, Rachel non era ancora riuscita a chiudere occhio. Ogni volta che tentava di addormentarsi si vedeva davanti agli occhi, come un incubo, il viso di Neil, prima indurito dalla rabbia poi sconvolto dalla tristezza, ma sempre implacabile. (...) Solo Dio sapeva perché Rachel si fosse diretta verso la scogliera... Forse perché la sorte di Lynn Browlett l'aveva tanto turbata? Il terribile spettacolo della scogliera spoglia e del mare grigio che si frangeva ai suoi piedi era in perfetta armonia con il suo stato d'animo. (...) Con le mani sprofondate nelle tasche del cappotto e il viso sferzato dal vento Rachel fissava il mare così vicino... (...) Rachel rimase a lungo immobile di fronte al mare immersa nei propri pensieri. Il freddo le era penetrato sino alle ossa, aveva i piedi gelati e non sentiva nemmeno più la violenza del vento sul viso. (...) Si sentiva attirata dal vuoto ma fece appello a tutto il proprio coraggio per sfuggire a quel sottile fascino mortale..."


Nota bene: sul tema della marea, vedi anche: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/01/alta-marea-di-mezzanotte-di-sara-craven.html

''Mietitore d'Anime'' di Eve Silver (Blue Nocturne)



Trama: Biondo, affascinante, bellissimo, Dagan Krayl è il più potente mietitore d'anime degli inferi. E da quando l'ha incontrato la prima volta, Roxy  Tam non l'ha più dimenticato. Lui le ha salvato la vita, ma senza saperlo l'ha anche cambiata profondamente, trasformandola in una creatura costretta a nutrirsi di sangue umano. Eppure, chissà perché, non riesce ad odiarlo. Anzi, ritrovarsi a combattere su opposti fronti per svelare il mistero che avvolge la morte di Lokan, fratello di Dagan e come lui figlio del Signore del Caos, non fa che riaccendere in lei il desiderio. Un desiderio che lui ricambia, e che minaccia di consumarli entrambi.

Commento di Lunaria: Copertina e titolo strafighi, trama stuzzicante ma... "Mietitore d'anime" è stata una delusione pazzesca.
Un monolite di 378 pagine, sconclusionato, caotico, con il filo del discorso che si perde dietro dozzine di personaggi, tanto che non si capisce chi faccia cosa a chi, da tanta roba narrativa che è stata "buttata lì, a casaccio". Una macedonia indigesta, insomma!
Ci ho messo parecchi mesi, obbligandomi quasi a lettura, su una trama confusa e prolissa oltre ogni modo con personaggi tediosi che usano un linguaggio cafone e volgare del tipo "Una conversazione stimolante era tanto importante quanto una bocca, un sedere o una passera compiacente" (non amo le volgarità in ambito Rosa, se ho voglia di leggermi di sc*pate nei c*ssi puzzolenti di piscio e m*rda mi leggo direttamente Henry Miller)
Si salva giusto qualche stralcio a tema splatter (e anche qui: se voglio leggermi descrizioni da bassa macelleria vado a leggermi narrativa Splatterpunk, non romanzi Rosa!) e a tema "baci di sangue".
Pessimo, insomma, uno dei peggiori romanzi Rosa che io abbia letto (e pure sforzandomi per arrivare alla 378esima pagina).
Va da sé che si poteva raccontare la storiella che puzza già di Urban Fantasy stantio in 100 pagine e poco più e il libro avrebbe acquistato mordente e fluidità.
Presentato così, è indigesto come un polpettone. Una lungaggine che fa apparire sintetico e smilzo Proust, in confronto.
A tinte softcore Urban Fantasy ho letto decisamente di meglio.
Unica particolarità: ciascun capitolo si apre con un verso del "Libro Egizio dei Morti". Non so se l'Autrice lo abbia rielaborato o ne ha riportato fedelmente le parole... comunque visto che è suggestivo, lo trascrivo qui. Peccato che una trama così interessante (la mitologia egizia poi non è che sia stata così sfruttata nel genere Rosa\Urban Fantasy...) sia stata rovinata da un ritmo narrativo così raffazzonato e tedioso che sa molto di "scritto con i piedi"! Certo, non arriviamo alla Vomitosità Flatulentesca del "Cinquanta sfumature" ma "Mietitore d'anime", a dispetto di un'ottima impressione che mi fece, mi ha profondamente deluso (molto più che non "Dark Love", https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2019/04/recensione-dark-love.html
 vedi la mia precedente recensione).

Ecco di seguito i versi del "Libro dei Morti"

Salvatemi da quel dio che ruba le anime.
Che beve avidamente la corruzione, che vive di ciò che è
putrido.
Che è re delle tenebre, che dimora nell'oscurità.
Che temono coloro che si trovano tra i deboli.
Chi è? è Seth.
è Sutekh.
Tu hai il sangue, o Aset
Tu hai il potere, o Aset
Tu hai la magia, o Aset
Così come per qualsiasi Dio o Dea che mi si opporrà
essi saranno dati a coloro... che si nutrono di cuori.
Sangue di Aset, parole del potere di Aset, gloria di Aset
Una protezione per questo Grande,
una protezione contro la malvagità.
Conosco te, e so il tuo nome,
e conosco i nomi dei due e quaranta Dei
che abitano nella Sala delle Due Verità,
che imprigionano i peccatori e si nutrono del loro sangue.
Sono venuto per ciò che il mio cuore desidera
Nel Lago di Fuoco che si spegne per me
O voi che di Ra il traghetto portate,
rafforzate le funi contro il vento del nord.
Traghettate controcorrente verso l'isola di Fuoco
oltre il regno dei morti.
Raccogliete questa magia ovunque essa si trovi.
Lei è una fiamma al seguito di Osiride,
che annienta col fuoco i suoi nemici.
Il mattatoio del Dio è ciò che io aborrisco
E il mio cuore non mi verrà strappato.
Non ti permetterò di portarti via questo mio cuore
che appartiene ai vivi, a coloro che si muovono nel mondo.
Quanto a tutto il male che è su di me,
è quello che ho commesso tra i signori dell'eternità
da quando sono uscito dal ventre di mia madre.


Gli stralci più decenti:  "Lei non era affatto affar suo. Lui era lì per raccogliere e uccidere. Non quella donna. La preda che cercava aveva un'anima annerita, macchiata dal peggior tipo di viscidume, dall'accumularsi della condotta disonesta e del livore di tutta una vita."

"Non avrebbe mai potuto immaginare niente di più spaventoso. Sul pavimento c'erano due corpi, in una pozza di sangue. Un f*ttutissimo lago. Erano morti. E il loro assassino stava lentamente girando il viso verso di lei. Il cuore sembrava impazzito nel suo petto. Lo sguardo del biondo lampeggiò su di lei. Occhi grigi come la nebbia al crepuscolo e più freddi del lago Michigan in gennaio. Gli occhi più gelidi che avesse mai visto. E del tutto inespressivi: non c'era niente dietro quegli occhi, nemmeno il minimo bagliore di un'emozione."

"Quante notti si era svegliata madida di sudore ghiacciato, strappata a un incubo in cui lui era venuto ad aprirle il torace per strapparle il cuore? E quante notti invece si era svegliata da un sogno in cui lui era arrivato per salvarle la vita? E le toccava i capelli, una guancia."
"Ma Dagan doveva sapere che il suo sangue poteva salvarla. Era stato lui a trasformarla in una parassita. E il sangue doveva avere lo stesso effetto su di lui. (...) Ad ogni battito del cuore di Dagan, il fiotto sgorgava riempiendole la bocca di sangue. Lei deglutì. Se la riempì di nuovo e deglutì ancora. (...) Roxy non avvertiva che quel bisogno e il sangue che le scorreva dentro, riempiendola, nutrendola. Restituendole la vita. E lei voleva vivere. (...) Con un gemito primitivo e profondo, Dagan la baciò, la bocca affamata. Lei dischiuse le labbra lasciandosi penetrare dalla sua lingua, riconoscendo il gusto della sua disperazione, della sua paura per lei, del suo potere dominante e del suo sangue. Sangue che macchiava le labbra di entrambi ed era lì, nel loro bacio, elettrico e proibito, salato e dolce."



"Una scelta obbligata" di Kay Robbins (Harmony Destiny)


Trama: sulla panchina del parco, c'è una bella fanciulla che piange come una fontana e Trevor, impietosito, si ferma per consolarla e per offrirle il suo fazzoletto. Ma con sua massima sorpresa, lei tra le lacrime, gli propone di sposarla! A dir poco sconcertato, Trevor batte in ritirata, ma deve fare i conti con l'imprevedibile Taylor, che, nonostante la sensibilità a fior di pelle, dimostra una grande determinazione nell'inseguirlo per tutta la città. Lui si difende senza molta convinzione poiché Taylor è sexy e non disdegna le seduzioni più erotiche per conquistarlo. Svestita di pizzo e raso nero, lei passa all'attacco nel più dolce dei modi e a Trevor non resta che…

Commento di Lunaria: "Una scelta obbligata" è un romanzo Rosa molto leggero, improntato a situazione di "flirt" amorosi e umoristici; a differenza di altri romanzi Rosa più incentrati sul dramma, sulla tragedia, sulla sofferenza, sul tradimento o persino a tinte gialle o horror, "Una scelta obbligata" stempera l'unico elemento sovrannaturale (Taylor è una sensitiva, come lo sono tutti i membri della sua famiglia) in una trama improntata a un simpatico gioco di "mordi e fuggi" reciproco tra i due protagonisti, che si sentono attratti (anzi "destinati") l'una all'altro fin dal primo incontro... eh sì, perché Taylor, da sensitiva, aveva già previsto il futuro e sapeva già, dal principio, che Trevor era l'uomo giusto per lei... è lui che nega di esserlo, fino a che, travolto dalla simpatia, dolcezza e sex appeal di Taylor, non accetterà, con molto piacere, di "soccombere alla seduzione"! Di mero contorno riempitivo (e anche un po' fuori luogo e tediosi) i vari familiari di Taylor che compaiono dal secondo capitolo in poi (e viene spontaneo pensare che sarebbe ora che levassero le tende), mentre la vicenda prosegue "in calma piatta" almeno fino al capitolo 8, dove Taylor userà i suoi poteri per localizzare il fratello di Trevor, disperso durante una tormenta di neve. I riferimenti erotici sono piuttosto soffusi e delicati.

N.B: il tema "commedia sovrannaturale" è presente anche in questo romanzo, decisamente più frizzante e sbarazzino nel dipanarsi di eventi: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/straordinariamente-geniale-di-dallas.html


Gli stralci più belli: "Allora", disse Trevor, "tra le sue vittime è riuscita a mietere anche me. Quando mi ha fissato è stato come se mi avesse trapassato con lo sguardo." (...) Tutto a un tratto, Trevor si ritrovò a fissare il corpo snello e armonioso di Taylor, gli occhi che salivano lentamente a scrutarle la faccia. Dannazione, mi ha stregato!, Ma quella sconcertante constatazione non sminuì affatto l'improvviso impulso di baciarla. (...) Senza sapere nemmeno lui perché, ma forse spinto da un inconscio impulso, Trevor decise di metterla alla prova (...) L'abbraccio dovette coglierla alla sprovvista perché non ebbe neppure il tempo di abbozzare una reazione. Le mani di Trevor la cinsero subito con fermezza mentre si chinava a baciarla. Trevor era impreparato alla sensazione che provò e si rese immediatamente conto di non aver mai provato nulla di simile. Il desiderio e la passione non erano sentimenti a lui sconosciuti, ma questa ansiosa inquietudine che sembrava lacerargli l'anima era qualcosa di cui non aveva mai neanche sospettato l'esistenza. Si sentiva come sdoppiato ed era una sensazione nuova e stranissima. Taylor si infiammò subito al calore delle sue braccia, mentre le mani di lui salivano a scompigliarle i capelli. Trevor le si avvinghiò e il suo bacio si fece intimo e febbricitante. Fu Trevor il primo a ritrarsi, improvvisamente turbato dalla violenza delle proprie emozioni. Ed era solo un bacio!, pensò con sconcerto mentre i suoi occhi si perdevano nel blu elettrico di quelli di lei."

"Trevor la guardò intensamente, convincendosi per un attimo che se non poteva leggerle nel pensiero poteva in compenso leggerle nello sguardo, uno sguardo che adesso era pieno di desiderio"
"Ancora una volta Trevor si lasciò guidare dall'istinto e la abbracciò, stringendola a sé con forza. In quel momento più delle parole poteva il conforto di un abbraccio, anche se per la prima volta era lui a comunicarle calore, e non viceversa."

"(...) Perché una donna riesce ad aprirsi completamente solo con l'uomo che ama, ed era lui quell'uomo. Loro potevano vedere la sua angoscia, ma erano impotenti ad alleviarla; lui invece poteva alleviarla, ma era restio a farlo. Tenendo stretto a sé quel corpo irrigidito, Trevor ingaggiò dentro di sé una lotta tra contrastanti emozioni. A dividerli c'era un muro, un baluardo da lui stesso eretto a difesa della propria intimità (...) per difendersi, si era trincerato dietro una muraglia."
"Tuttavia la baciò con trattenuta passione, imbrigliando il desiderio finché lui non schiuse le labbra invitandolo a invaderle la bocca. Un'insidiosa vampata di calore lo avviluppò e una magica sensazione di benessere pervase tutto il suo essere. Le piccole mani di lei gli si intrufolarono nei capelli mentre l'esile corpo si plasmava al suo. (...) Il profumo di Taylor avvolse Trevor in una nube che lo stordì e che, unito ai gemiti rochi che le sfuggivano di gola, accrebbe il suo desiderio in un'acuta spirale. (...) Aveva voglia di perdersi in lei, di diventarne una parte e annullarsi infine in questa mutua appartenenza."

"Due occhi azzurri limpidi e penetranti si appuntarono nei suoi colmi di desiderio, mentre fuori il vento impazzava violento e la neve cadeva in turbinii vorticosi. Ma per loro era come se il mondo si fosse fermato, come se esistessero solo i loro cuori affannosi e i loro respiri ansimanti. (...) Aveva un bisogno disperato di annegare dentro di lei, di colmare il suo grembo con l'irruenza della sua eccitazione. (...) Quando lo sguardo di Taylor si fece implorante e un gemito più roco le uscì di gola, Trevor si issò delicatamente su di lei, cercando l'umido accesso al suo grembo. Un gesto fluido e tenero al tempo stesso che suggellava un'appartenenza che non era soltanto fisica."



"Seduzione" di Jo-Ann Power (serie Mystère)


Trama: Madelaine è morta: la notizia arriva in Italia alla sorella minore Cerise come un fulmine a ciel sereno. La bella Madelaine, cultrice raffinata di opere d'arte, è infatti annegata mentre si trovava ospite sull'isola di Wight nella magione di un famoso mercante d'arte.
Cerise non ha altra scelta che partire alla volta dell'Inghilterra e sistemare i numerosi affari della sorella.
Ma giunta a destinazione, capisce che c'è qualcosa di strano: Madelaine sembra aver perso tutto il suo patrimonio poco prima di morire e la stessa sua scomparsa potrebbe non essere dovuta a un incidente. Per fortuna, ad aiutarla nelle indagini arriva il misterioso conte di Sandown, Blake…

Commento di Lunaria: "Seduzione" è un romanzo discreto, con una sottile (praticamente non sviscerata nelle sue potenzialità) trama gialla (si deve indagare su chi abbia ucciso la sorella di Cerise, visto che il presunto annegamento è alquanto sospetto)
Non è scritto male, il linguaggio è medio-alto, ma per una trama così esile (per come poi l'ha dipanata l'Autrice nell'intreccio e nello svolgersi degli eventi) 248 pagine di dialoghi (spesso ripetitivi, tediosi, ripetuti) e quasi zero azione "suspence thrilling" sono troppe.
Una vicenda del genere (priva di brivido thrilling, priva di suspence e molto risicata) avrebbe acquisito maggior pregio e si sarebbe letta con maggiore interesse se fosse stata trattata in 100 pagine e niente più.
L'ho letto con discreto interesse, ma ci ho messo diversi mesi a finirlo; non mi prendeva, come intreccio, appunto, sensazione di intorpidimento, stasi, "impaludamento".
I personaggi protagonisti sono ben delineati ma nel complesso i dialoghi sono stantii, ripetitivi, inconcludenti e si percepisce un po' un senso di affossamento che rende la lettura poco spedita (cioè, con poco interesse "a divorare" il libro)
Blake, che ha una pessima fama, non è delineato con quel "tocco in più" che lo avrebbe reso affascinante, "bello e dannato e stuzzicante", come ci si aspetterebbe nel leggere un romanzo Rosa che abbia come protagonista "un conte molto ambito e con fama di libertino, coinvolto in una fosca storia di omicidio".
Tutto sommato, l'atmosfera in generale resta sbiadita e non incisiva.
Nella media le scene "hot", piuttosto di maniera.
Di pregio e di un certo interesse solo quei pochi riferimenti all'"autonomia della donna", (basata su istanze che erano già in fermento nella seconda metà dell'Ottocento e la vicenda inizia a partire dal 1880), specialmente la donna "scultrice, pittrice, artista" che chiedeva di non dipendere né farsi rappresentare o tutelare dal marito, men che meno a dover rinunciare a "fare arte" perché "costretta al ruolo di moglie e madre" a tal punto l'Autrice si è ispirata, per il personaggio di Cerise, ad una donna artista storicamente esistita: Mary  Cassatt (che iniziò a dipingere nel 1861, in una delle poche scuole d'arte aperte alle donne, a Philadelphia).
A tema di giallo storico ottocentesco ho letto decisamente di meglio e di più stuzzicante.
Quindi il voto che do a questo "Seduzione" è un 6 decisamente tirato per le orecchie.

Gli stralci più belli:

"Le infilò la mano dietro la schiena, tenero come mai era stato prima d'ora, poi, lieve come ali d'angelo, le sfiorò le labbra con le sue.
Risa rabbrividì, ma la sua bocca calda e voluttuosa si aprì alla sua. Con un gemito Blake le passò le dita tra i capelli. E la baciò, la gustò come se la desiderasse da una vita e non soltanto dal giorno prima. Feroce e imperioso, dopo quel primo timido omaggio alle labbra si fece concedere gli umidi anfratti della bocca di lei. Da languido che era, quel bacio si mutò in una selvaggia esplorazione che lo portò a chiedersi se avesse mai baciato così a fondo una donna prima d'ora"

"(..) gli appoggiò il palmo delle mani sul cuore, le dita aperte per non perdere un solo muscolo del torace. Le si mozzò il respiro, avvertendo la potenza di quel corpo. Il tocco delle sue dita fece lo stesso effetto a lui. Blake tremò e instintivamente Risa sollevò le braccia e gli posò le mani sulla nuca. Poi si alzò e posò le labbra sulle sue (...) D'un tratto si mosse tra le sue braccia, la fece voltare e le fu sopra. Risa sentì con gioia il peso del suo corpo, ne godette il calore. Assecondò la foga sfrenata con cui Blake le possedeva la bocca e si contorse contro di lui, cingendogli il collo e attirandolo a sé."