"Spirale di morte" di Joanna Wayne (Harmony Intrigue)
Trama: Nicole Lancaster, sposata non proprio felicemente al dottor Malcom Lancaster, viene contattata da una vecchia fiamma, Dallas Mitchell, detective di polizia. Dallas sta indagando su un serial killer e nelle tasche dell'ultima vittima ha trovato il numero di telefono dei Lancaster. Forse Nicole conosceva la vittima? No. E allora un terribile sospetto prende corpo: Malcom. Ma il marito di Nicole conferma di aver contattato la donna per motivi professionali, risponde a tutte le domande e si propone per un test del DNA. Proprio come farebbe un innocente. O un pazzo.
Commento di Lunaria: "Spirale di morte" di Joanna Wayne è un appassionante romanzo thriller che si basa moltissimo sulla psicologia dei personaggi coinvolti, descritti minuziosamente, a tutto tondo.
Se da un lato si parte da una situazione ormai stereotipata nel genere thriller (il marito "dalla doppia faccia": affermato personaggio pubblico stimato dalla collettività che nasconde un lato sadico e misogino), l'Autrice è però riuscita a dipanare la trama conferendo un notevole ritmo letterario che rende la lettura entusiasmante e tutta d'un fiato.
Ovviamente non stiamo parlando di un libro che indugia su particolari macabri e morbosi (si limita a suggerirli e a descriverli in sintesi al fine di ricostruire il modus operandi del killer e abbozzarne il profilo criminologico), ma piuttosto al centro della torbida vicenda c'è tutta l'analisi della psicologia di una donna che, giorno dopo giorno, in un crescendo di angoscia, si accorge di aver sposato un sadico spietato e freddo, capace di ingannare chiunque e che, poco prima del finale, sarà proprio tradito dal suo complesso di superiorità e megalomania, quella megalomania che era riuscito a nascondere a tutti, risultando insospettabile.
Pochissime le scene d'amore fisico tra Nicole e Dallas, ma è apprezzabile l'intesa che si (ri)forma tra i due, anche se è un po' irreale il fatto che una donna abbandonata nove anni prima dopo aver perso la verginità proprio con Dallas, "lo perdoni" come se niente fosse senza battere ciglio. C'è da dire che anche il fratello autistico di Nicole, che pure verso la fine serve "da esca", è un personaggio del tutto inutile al fine della trama e che "compare a sproposito" suscitando anche un certo fastidio; molto più utili, in tal senso, per far procedere la storia, sono i monologhi di Malcom, ben dosati nella vicenda, il cui profilo criminologico è, per quanto già "abusato" al cinema in dozzine di film, abbastanza accattivante.
Notevole, per ritmo e atmosfera, la scena di una orripilata Nicole che scopre le disgustose foto omicide-pornografiche scattate da Malcom.
Buono anche l'espediente che mette in moto la vicenda e i sospetti di Nicole: la telefonata di una donna uccisa poco dopo...
Per inciso: l'Autrice sembra suggerire, neanche tanto velatamente, che la libera convivenza è sempre meglio che un matrimonio "che tutti gli altri credono perfetto"... fedele al celebre motto: "il matrimonio è la tomba dell'amore"
Qualche stralcio:
"No di certo", protestò lei. Odiava quel modo che aveva di rivoltare sempre tutto. Tra l'altro, per quanto si sforzasse, non riusciva a capire la sua riluttanza a farle riprendere gli studi quando aveva così poco tempo da dedicarle. "Siamo sposati da dieci mesi. è ora che riprenda in mano la mia vita."
Lui inarcò un sopracciglio. "Ti sei già stancata della nostra vita, cara?"
***
C'erano anche altre cose da prendere in considerazione, ma non sempre si trattava di indizi attendibili. Un vero psicopatico sapeva mentire alla perfezione, sorridendo e guardandoti negli occhi mentre lo faceva. [...]
L'immagine dell'ultimo corpo rinvenuto nei pressi del Cross Lake gli balenò davanti agli occhi [...] Era stata drogata e torturata. Poi la sua carotide sinistra era stata tranciata. Una piccola incisione, un colpo rapido e sicuro da parte di qualcuno che sapeva il fatto suo.
E nello stesso modo erano state uccise altre due donne negli ultimi mesi.
***
"Ti dico che non c'è niente tra me e Dallas."
"Tanto meglio. Stagli alla larga. Non voglio vederti soffrire di nuovo. E non voglio che tu rompa con Malcom. è un marito da sogno. Prendimi in parola. Uomini del genere non si trovano tutti i giorni."
"Nessuno è perfetto. Certo non Malcom"
***
Sola, finché Malcom non era entrato nella sua vita. Era stato dolce e romantico, l'aveva fatta sentire amata e benvoluta. Nicole aveva accettato infine la sua proposta, un anello e la promessa che il suo amore per lei sarebbe durato per sempre. Chi avrebbe detto all'epoca che per sempre sarebbe durato così poco?
***
Nei primi tre omicidi, residui di acqua ossigenata - senz'altro usata per ripulire le vittime - erano rimasti su pelle e capelli. Tagli, fori e lacerazioni in corrispondenza dei genitali erano stati praticati prima del decesso, in una forma crudele di disumana tortura. Dallas sospettava che l'uomo odiasse le donne o che le ritenesse comunque meritevoli di punizione e avesse deciso di elevarsi a gran castigatore.
***
Lui e Nicole erano ancora agli antipodi in ogni campo che contava, eppure lui la voleva con la stessa intensità di quella notte lontana. Alla fine, lei si ritrasse e le braccia di Dallas si sentirono terribilmente vuote senza quel carico prezioso.
***
Avrebbe fatto visita a Nicole per dirle l'impensabile. L'uomo che si era impegnata ad amare poteva essere un serial killer, il peggiore che lo Stato avesse mai conosciuto. Dallas avrebbe dovuto convincerla a lasciare quella casa. Subito.
Prima che Nicole diventasse la vittima successiva del pazzo che ne aveva rivendicato il possesso.
***
Dallas non era la risposta ai suoi problemi e non aveva parte nel suo futuro. Era il passato, morto e sepolto, così come aveva voluto lui stesso. E certo non era il caso di rispolverare un errore per superarne un altro.
***
Fu travolto da un tumulto di sensazioni mentre si alzava e di colpo la baciava.
Passato, presente e futuro si fusero insieme, mescolandosi alla pioggia e alla passione, e tutta la vita di Dallas parve condensarsi in quell'attimo. [...] Dimentico del temporale, lui le tracciò una scia di baci lungo il collo. Il terrore e la confusione degli ultimi giorni si disintegrarono, arsi dal torrido calore del momento. Nicole era pazza di desiderio.
"Passi nella notte" di Elise Title (Harmony Emozioni)
Trama: Ancor prima del viaggio inaugurale della Valentine Tour, Bri Graham è convinta che avviare una nuova attività sia una pazzia. Prima i ladri le mettono a soqquadro la casa senza rubare nulla, poi il marito scomparso da mesi riappare sotto mentite spoglie e rivendica ciò che gli appartiene. Come se non bastasse, il marito viene ucciso e Bri trovata con l'arma del delitto tra le mani. Per fortuna Matt Sebastian, un assicuratore, la difende a spada tratta. Ma che parte ha avuto lui nell'omicidio? E i partecipanti al tour cosa nascondono? Cosa sta travolgendo Bri?
Commento di Lunaria: "Passi nella notte" è un discreto giallo, dall'atmosfera leggera e sintetica; i personaggi sono abbastanza inconsistenti, caratterizzati da dialoghi scarni e non si riesce ad andare oltre la sensazione che siano di "puro contorno"; tuttavia, malgrado la leggerezza, qualche spunto thriller e di suspense c'è: per esempio la scena dell'omicidio di John nel durante che Bri entra nella stanza è resa abbastanza bene nel ritmo ed è la parte migliore del libro. Praticamente assente e solo suggerita è la passione erotica tra Bri e Matt. Quasi dovuta la citazione all'Agatha Christie di "Dieci piccoli indiani" e "Assassinio sull'Orient Express". In conclusione, "Passi nellla notte" è un romanzo molto "facile", se non banale nello stile, nell'atmosfera e nell'intreccio; gli appassionati di gialli cervellotici e machiavellici resterebbero delusi, ma anche le appassionate di romanzi rosa: come detto, qui l'amore e il sesso sono ridotti all'osso.
Qualche stralcio per dare idea dello stile:
"Sapete, non è la tipica cittadina sonnolenta del New England. Il suo passato è pieno di ombre." [...] Bri sorrise nervosa. "Il signor Dunner ha ragione. Thornhill non è nuova ai fatti di cronaca nera. Un paio di anni fa è stata uccisa una docente di antropologia."
*
Pur tremando per la paura e la mortificazione, lei non provò neppure a contraddirlo. Non si fidava di Matt più di quanto non si fidasse di John. Stava anzi incominciando a pensare che la fiducia fosse un'emozione fuori dalla sua portata.
*
"Voglio dire che, la scorsa notte, mentre dormivi, qualcuno s'è introdotto in camera tua e ha cercato di soffocarti con un cuscino. E ci sarebbe anche riuscito se non fosse sopraggiunta un'infermiera."
*
Le sapeva che avrebbe cercato subito la risposta. Il giovane si stava persino muovendo adagio per darle il tempo di ritrarsi. Ma una forza invisibile le bloccava le membra. Quando le labbra di Matt centrarono il bersaglio, quelle di Bri non solo si schiusero ma vi si abbandonarono vogliose alla magia di quell'istante.
''Un cavaliere per Rosamund'' (Harmony History)
Trama: Inghilterra 1149. è il Calendimaggio, e Rosamund, la giovane bellissima figlia del mugnaio di Ingerthorpe, non è affatto contenta di sposare il tagliapietre al quale suo padre l'ha promessa, soprattutto dopo il breve incontro con Oliver de Warenne, affascinante e ambizioso scudiero del signore locale, Sir Geoffrey. Ma quando al termine della cerimonia nuziale, Rosamund viene a sapere che il barone intende reclamare lo jus primae noctis, ovvero il diritto del signore a trascorrere la prima notte di nozze con la novella sposa, lei non immagina di certo che ad attenderla nel letto del barone c'è proprio il giovane Oliver...
Commento critico di Lunaria: A dispetto del periodo storico nel quale è ambientato (il Medioevo non è l'epoca oscura per eccellenza?) e della tragicità dello jus primae noctis (in pratica, uno stupro legalizzato), "Un cavaliere per Rosamund" di Carol Townend è un romanzo frizzante e arioso; Rosamund è graziosa, allegra e maliziosamente sbarazzina e un po' "loliteggiante"; forse anche troppo, considerato che sembra poco plausibile, storicamente parlando, che una sedicenne dell'epoca fosse così disinibita non essendo mai sfiorata neppure per un istante dalla paura della deflorazione o del parto, quando, nella realtà storica, gli stupri e le morti di parto erano all'ordine del giorno. Per il resto, la vicenda scorre leggera senza troppi dolori e tragedie, la stessa notizia del matrimonio combinato e poi dello jus primae noctis non viene descritta in maniera tragica con toni da stupro né con ottica di "rivendicazione dei diritti femminili", come ci si sarebbe potute aspettare a prima vista; non che non si percepisca il disappunto di Rosamund ad essere trattata come una cosa, solo che la sua resistenza è minima, i dialoghi ridotti all'osso, il dispiacere che prova passeggero.
Vicenda all'acqua di rosa, insomma, anche se prima del finale l'Autrice, Carol Townend, ci mette un po' di blanda azione con dei briganti e l'affascinante Oliver messo KO.
Per il resto, un romanzo piacevole che si legge in pochi giorni, che sa intrattenere con personaggi che seppur poco tratteggiati psicologicamente, risultano simpatici, anche se troppo bidimensionali e scarni.
Le scene erotiche sono molto blande e descritte in qualche riga.
Comunque, contrariamente a romanzi come questi
http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/10/dame-e-cavalieri-di-laurie-grant.html
dove l'aspetto storico era talmente preponderante e ricostruito con tale dovizia di particolari da risultare quasi pesante, "Un cavaliere per Rosamund" presenta solo una leggerissima "patina di Medioevo", senza impelagarsi in analisi certosine del periodo storico. Va bene quindi per tutte coloro che non vogliono "il mattone storico" ma una vicenda "liberamente ispirata" e quindi meno indigesta.
Gli stralci più belli:
"Lo sconosciuto la lasciò andare. "Mi chiamo Oliver". Prima che Rosamund potesse fargli un'altra domanda, lui la spiazzò di nuovo. "Siete disonesta come vostro padre?"
"Io... certo che no!"
*
"Oh, Oliver. Che cosa avete? Non rovinate il nostro sogno! Non potete accettare questa bella giornata per quello che é? Per oggi saremo soltanto noi stessi. Dimenticate che voi siete uno scudiero e io la figlia del mugnaio. [...] Nel nostro sogno non c'è posto per il passato e per il futuro. Il nostro sogno è adesso. Questa è l'unica cosa che conta", concluse.
*
Lei scosse la testa. "No. è sbagliato per una donna ammettere il proprio desiderio? è sbagliato voler sapere cosa si prova a fare l'amore con qualcuno che ci fa battere forte il cuore e pulsare il sangue nelle orecchie? è così sbagliato?"
Lui scosse la testa. "Purché ricordiate che non sono l'incarnazione di un sogno. Non dovete aspettarvi che mi innamori di voi."
"Priorità assoluta" di Susan Kearney (Harmony Emozioni)

Trama: Jasmine Ross è una bella donna, capelli biondi e occhi di un verde intenso, ma ha un difetto: è terribilmente testarda. E questa volta rischia di cacciarsi in guai molto seri. Infatti ha finalmente scoperto l'identità del padre che cerca da tanti anni e non indugia un attimo a recarsi all'indirizzo incriminato. Ad aprirle la porta, però, è un uomo che prima le comunica la morte prematura del padre e poi comincia a tempestarla di domande. Ma chi è questo giovane dal fascino enigmatico? E che cosa vuole da lei?
Commento di Lunaria: "Priorità Assoluta" di Susan Kearney è un discreto romanzo giallo a tinte soft. Fugaci e sintetiche le scene d'amore tra i due protagonisti, non particolarmente descritti e con poca complessità psicologica, anche se c'è qualche buon momento thriller che crea la tensione, specialmente nei primi capitoli; un paio di colpi di scena apprezzabili rendono comunque la trama nella media e di piacevole lettura, anche se come romanzo non è particolarmente curato, nei dialoghi o nello svolgimento.
Gli stralci più belli:
Jasmine continuava a rigirarsi nel letto della camera che le aveva assegnato Rand, senza riuscire a prendere sonno. Era troppo tesa, aveva troppi pensieri per la testa. E forse era anche quella casa, troppo cupa, troppo misteriosa, che le impediva di abbandonarsi [...] Ad un tratto qualcuno ruotò la maniglia della porta ed entrò, avvicinandosi al letto a passo lento. Il parquet scricchiolò leggermente. Jasmine rimase immobile, paralizzata dalla paura. Nel buio completo, riusciva a intravedere appena una sagoma confusa. Il cuore le batteva così forte da impedirle di gridare.
*
Cosa le nascondeva quell'uomo? Se fosse stato lui a rispedire al mittente la lettera, pochi giorni prima, grazie ad essa sarebbe potuto risalire al suo indirizzo e dare fuoco alla sua casa, per bruciarla viva. [...] Più andava avanti con quelle congetture, più sentiva un senso di angoscia impadronirsi di lei.
*
Prima il biglietto, adesso la chiave: com'era possibile che a Moore House gli oggetti sparissero a quel modo? Era lei che stava diventando paranoica o esisteva davvero un ladro invisibile il cui scopo era terrorizzarla?
"Tuttobrivido" di Tess Gerritsen (Harmony Intrigue)
Trama: Sola in Europa alla ricerca del marito di cui ha perso le tracce e che tutti giudicano ormai morto, Sarah Fontaine è finita dritta in un covo di spie, controspie e assassini a sangue freddo, con la CIA alle calcagna e tanti indizi che la conducono dal marito che in realtà ha più di un'identità... In questo suo peregrinare le si affianca Nick O'Hara che la salva da tutti i pericoli tranne da quello di innamorarsi di lui...
Commento critico di Lunaria: Avevo già recensito un romanzo di spionaggio
http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/08/blog-post.html
ma devo dire che "Tuttobrivido" di Tess Gerritsen è decisamente superiore su tutti i livelli! è sicuramente uno dei migliori Harmony Intrigue che ho letto. Il ritmo è scattante, tesissimo, come la suspence, distillata praticamente ad ogni pagina, con un succedersi ininterrotto di colpi di scena fino al finale tutto azione e davvero all'ultimo respiro. Pochissime le scene d'amore ma in questo caso non è un difetto perché la vicenda è davvero intrigante e ha un veloce "taglio cinematografico" adrenalitico che la rende quasi palpabile e "sempre in corsa", come anche la passione erotica che sboccia tra i due protagonisti, che per tutta la vicenda non hanno neanche un attimo di respiro! Ottime le caratterizzazioni psico-fisiche dei personaggi, e i loro desideri, dolori, vicende passate; personaggi mai banali e mai stereotipati pur dividendosi, per forza di cose, in "buoni e cattivi" ma con un certo spessore psicologico dietro che li rende tutti ben descritti. Più di una volta ho fatto fatica a "smettere di leggerlo" perché ero davvero curiosa di leggere un capitolo dietro l'altro, essendo così ben narrato e raccontato, sa tenere desta l'attenzione della lettrice. Il libro è del 1987 e in Italia è uscito nel 1988, quindi è di difficile reperibilità oggigiorno, eppure ne vale davvero la pena.
Qualche stralcio del libro:
"L'aria profumava di fiori. Sull'erba ai piedi di Sarah giaceva un mucchio di garofani, gladioli e gigli. Per il resto della sua vita quel profumo l'avrebbe fatta star male ricordandole quella collina e quella distesa verde punteggiata di lapidi di marmo, e la foschia che aleggiava sulla valle sottostante. Tutto il resto, le parole del celebrante, la stretta della mano di Abby intorno al suo braccio, persino le gocce di umidità sul viso, lo sentiva appena: era solo la cornice del suo dolore [...] Attraverso la foschia si vedeva una pallida pennellata rosa. E il dolore tornò più lancinante: era di nuovo primavera, di nuovo i ciliegi erano in fiore, ma Geoffrey non li avrebbe visti.
*
Era nel mezzo della stanza quando se ne rese conto: c'era un vuoto nella libreria. La fotografia del suo matrimonio non c'era più. Non riuscì a reprimere un grido di rabbia. Per la prima volta da quando era entrata in casa sentì con intensità il senso di violazione, di invasione del suo territorio.
*
"Pronto?", disse.
"Vieni da me, Sarah. Ti amo."
Il grido le si strozzò in gola. La stanza cominciò a girarle intorno. Allungò un braccio per cercare un appiglio. Il ricevitore le sfuggì di mano e cadde al suolo. Sentì una voce che gridava "è impossibile! Geoffrey è morto!" Poi si rese conto che era la sua stessa voce [...] Tutto ciò che era accaduto nelle due settimane precedenti svanì come un incubo alle prime luci del giorno. Non era stata realtà. La voce che aveva appena sentito, quella era la realtà. E Geoffrey era vivo.
*
"Credi che Geoffrey sia vivo, vero?", mormorò lei.
"Credo di sì."
Lei guardò le loro mani intrecciate sul tavolo. "Non ho mai creduto che fosse morto", sussurrò.
"Adesso che sai, che cosa provi per lui?"
"Non lo so... non so più... Per tutto questo tempo, mi sono fidata di lui, ho creduto in lui. Tu penserai che sono stata ingenua, e forse è vero. Ma se hai trentadue anni e non sei molto carina, quando un uomo ti dice che ti ama tu non chiedi di meglio che credergli."
*
Sarah gridò. Un attimo dopo un proiettile colpì il finestrino della Ford e li costrinse entrambi a gettarsi a terra [...] Come un animale braccato Sarah schizzò incespicando in direzione della MG. Altri proiettili spaccarono la vetrina di un negozio [...] Paralizzata dal terrore Sarah si trovò a guardare in faccia l'assassino attraverso i finestrini [...] Ipnotizzata da quel sorriso di teschio Sarah ebbe solo una vaga percezione dell'ostacolo.
*
"Non chiedermi niente. Abbracciami forte, fammi dimenticare. Voglio dimenticare."
"Sì", disse lui prendendole il viso tra le mani. "Ti farò dimenticare tutto."
Sarah sentì le labbra di Nick su di sé. Le sue dita le accarezzarono il collo e scesero a sbottonare la camicetta [...] Sarah vide solo il suo profilo disegnato dalle luci intermittenti delle insegne al neon. Era un'ombra librata su di lei, un'ombra che si materializzò quando i loro corpi s'incontrarono e le loro bocche si trovarono.
*
"Lei potrebbe non uscire viva da questa ricerca. Se ne rende conto, vero?"
Sarah rabbrividì. "Sto sopravvivendo a malapena, adesso. Vivo nel terrore e continuo a chiedermi quando verrà la fine e se sarà dolorosa. Con Eva hanno usato un coltello."
*
[...] Sarah si lasciò cadere sul sedile mentre sentiva la voce di Nick che gridava il suo nome. Si sentì mancare le forze. Era un animale braccato: la CIA le dava la caccia. Magus le dava la caccia. In qualunque direzione fosse fuggita, sarebbe finita nella rete di qualcuno dei cacciatori.
*
Protetta dal suo braccio Sarah percorse il corridoio e cominciò a scendere le scale. Quando poterono vedere l'ingresso Nick si fermò di colpo. Ai piedi della ripida scala una macchia scura di sangue stava inzuppando il tappeto azzurro, e riversa sul pavimento, i capelli intrisi di sangue, giaceva Corrie. Un'ombra si stagliò sul muro dell'ingresso. Qualcuno stava camminando nel soggiorno. Poi l'ombra divenne più grande: lo sconosciuto si stava avvicinando alle scale.
*
Non vide l'uomo nell'ingresso finché non fu troppo tardi. Lui si mosse rapido e preciso, come un serpente all'attacco. Sarah si ritrovò in un abbraccio così stretto che le tolse il fiato necessario per strillare. Vide solo una mano guantata e il bagliore di una pistola. [...] Nick cadde all'indietro, come se avesse ricevuto un pugno in pieno petto, mentre un fiore rosso sbocciava sulla sua camicia. Sarah urlò, e continuò ad urlare mentre l'uomo la trascinava verso la porta.
*
Si chinò per farlo e scoprì che sanguinava copiosamente da una caviglia. Doveva essersi tagliata sfondando il vetro. Strano, però: non sentiva alcun dolore. Mentre osservava il proprio sangue come ipnotizzata, udì nuovi rumori: Kronen che tentava di sfondare la porta dell'ufficio. Non aveva tempo da perdere. Scavalcò la finestra. Il vestito le s'impigliò in un vetro rotto: si liberò con uno strattone. [...] Un rumore di legno infranto la costrinse ad agire. Dopotutto ormai la scelta era semplice: una morte rapida o una dolorosa. L'orrore di una caduta e poi il dolce nulla sarebbero stati infinitamente preferibili a una morte lenta tra le mani di Kronen.
*
Le dita di Kronen artigliarono l'apice del tetto. Agghiacciata Sarah vide la sua testa sorgere dall'ardesia come un astro maligno. I loro occhi si incontrarono e lei non vi trovò odio, ma impazienza: era ansioso di vederla morire.
"A qualcuno piace il brivido" di Pamela Kent (Collezione Harmony 1985)
Trama: Rimasta sola al mondo, senza mezzi, Helen lascia Parigi e raggiunge il castello in Cornovaglia dove un amico del padre le ha offerto ospitalità. Il suo benefattore, Roger Trelawnee, sotto i modi bruschi sembra nascondere una grande sensibilità e generosità ed Helen non tarda a subirne il fascino. Ma un mistero circonda l'uomo e la sua splendida dimora. Da che cosa proviene la recente ricchezza di Roger? Perché ci sono notti in cui nei corridoi dell'immenso maniero echeggia un grido? E di chi è il volto che appare di tanto in tanto a una delle finestre dell'ala che dovrebbe essere disabitata?
Commento di Lunaria: "A qualcuno piace il brivido", purtroppo, è un romanzo che non soddisfa pienamente le aspettative di cui è stato caricato nella trama sul retrocopertina. Infatti, a leggere la trama, sembra di trovarsi di fronte ad un romanzo quasi venato di soprannaturale; e questo soprannaturale in quelle 154 pagine è distillato in maniera cosaì rada e discontinua che mentre lo si legge quasi non lo si nota; inizia con le migliori promesse, ma poi si affloscia, come se l'autrice non sapesse bene che strada prendere; non è un giallo, perché non c'è un delitto; c'è qualche sospetto, ma il tutto è descritto in maniera troppo sintetica e scarna. E non perché Pamela Kent non sappia scrivere, al contrario, ma perché si perde dietro dei particolari paesaggistici o di abbigliamento che non aiutano allo sviluppo della trama in senso "misterico" ma neanche "erotico", ma anzi, divagano senza arrivare al punto della questione. Anche la passione amorosa tra Helen e Roger è pressoché inesistente per oltre cento pagine: assistiamo a due miseri baci dati furtivamente! In compenso, per svariati capitoli si va avanti a focalizzarsi su un protagonista del tutto secondario alla vicenda che essendo etichettata come "romanzo rosa" avrebbe dovuto prevedere passione, amore ed eros tra i due protagonisti principali... le cui emozioni sono descritte in maniera molto blanda e sintetica.
Non è scritto male, questo romanzo, ma come facevo notare in ''Un uomo bussa alla porta" http://recensioniromanzirosa.blogspot.it/2017/10/un-uomo-bussa-alla-porta-di-jill-warren.html
è un romanzo rosa atipico: passione erotica inesistente, un bacio che arriva dopo cento e passa pagine, un'attrazione reciproca tra i due protagonisti che è descritta in maniera molto sintetica e sbrigativa... praticamente solo nell'ultimo capitolo! Insomma, si avverte molto un senso di sbilanciamento, come se gli ingredienti che dovevano formare la trama siano stati messi a casaccio e fuori tempo. Peccato, perché gli elementi notevoli che potevano servire ad imbastire una bella storia avvincente c'erano: un castello, un paesaggio suggestivo, un uomo tormentato da un passato difficile e che ha perso un braccio, una donna dalla sensibilità empatica. Solitamente, alcuni autori difettano di bravura linguistica, ma riescono ad imbastire storie avvincenti, pur scrivendo davvero molto male e in modo raffazzonato; in questo libro di Pamela Kent è esattamente il contrario: lei è capace di scrivere, ma la storia è scialba, nel ritmo e nel pathos, tanto che si sarebbe potuta narrare la stessa vicenda in poche pagine di racconto.
Gli stralci più belli: "Quando mio padre si ammalò, volle... volle che le scrivessi." [...] "Capisco perfettamente, signorina Dainton", continuò lui, "e per quanto mi riguarda, lei ha bussato alla porta giusta. Potrà rimanere al castello di Trelawnee fino a quando le piacerà. Anche per il resto della sua vita se lo desidera."
*
La notte li avvolse col profumo delle violette che crescevano tra l'erba, delle felci e del muschio e con l'aroma che, portato dal vento, proveniva dai campi di grano, di mais e d'orzo e dai boschi che circondavano il fiume. Più in basso, si sentiva il rumore delle onde che andavano a infrangersi contro la scogliera. [...] Helen sollevò lo sguardo verso l'ala del castello che aveva attirato la sua attenzione nel pomeriggio. Era tutto buio, eppure lei aveva la strana sensazione di essere osservata. La luna era una falce d'argento nel cielo scuro.
La luce le diede un po' di sollievo, ma nel silenzio profondo che incombeva su Trelawnee, Helen aveva l'impressione di percepire dei mormorii. Voci che si alzavano e scomparivano, attutite dalla distanza... voci agitate.
*
"Sei così bella... Non sono certo il primo che te lo dice." Helen trattenne il respiro. Avvertiva la straordinaria dolcezza di quelle lunghe dita che le accarezzavano la guancia e lo sguardo di Roger aveva un'espressione che era una rivelazione vera e propria. [...] Ora il suo cuore batteva violentemente come un uccello spaventato chiuso in gabbia. Quegli occhi strani che, all'inizio, aveva trovato duri come le pietre la esaminavano attentamente e in essi brillava una fiammella. L'atmosfera che si era creata tra loro era carica di elettricità. Helen indietreggiò e si girò bruscamente per nascondere l'agitazione improvvisa che la pervadeva.
"Il Drago d'Ametista" di Denise Lynn (Romanzi Storici)
Trama: Inghilterra, 1141.
Sfuggita a Sir Gareth di Faucon, che per ordine di Re Stefano deve riconsegnarla ai familiari, Rhian si rifugia nel castello di Browan. Convinta di potersi nascondere tra la servitù per far perdere le proprie tracce, si ritrova invece nientemeno che tra le braccia dell'odioso accompagnatore! Il quale, deciso a portare a termine la missione per ottenere il feudo che il sovrano gli ha promesso come ricompensa, non esita a mettere la giovane sotto sorveglianza e a riprendere il viaggio. Ma a complicare quella che sembra una vicenda ormai risolta, ecco che qualcuno attenta alla vita di Rhian per impadronirsi del suo talismano, un ciondolo d'ametista a forma di drago. E, come se non bastasse, a poco a poco lo scontro di volontà tra i due giovani si trasforma in un'attrazione irresistibile...
Commento critico di Lunaria: Introdotto da una bellissima copertina, "Il Drago d'Ametista" è un romanzo ambientato in un Medioevo non troppo realistico: per esempio, manca quasi totalmente un riferimento religioso e certi atteggiamenti troppo spavaldi e disinibiti della protagonista Rhian sono difficilmente inquadrabili in un'epoca come quella medioevale. A parte queste pecche "storiche", la vicenda non è male, prosegue col giusto ritmo ed è impreziosita da tenere scene soft-eros (anche, se come ho detto, tali scene sono anche fin troppo moderne, e difficilmente credibili in un contesto medioevale... insomma, Rhian, con gli uomini, pensa e si comporta come una donna "dei giorni nostri"!). Non ci troviamo davanti ad un romanzo che sfocia nel truculento ma neanche nel fantasy a tutti gli effetti pur essendo accennato in breve l'argomento del "grimorio" e le scene degli omicidi e del lignaggio "magico-sacerdotale" di Rhian sono ben congegnate: in tal senso sarebbe stato interessante leggere un approfondimento in chiave femminile (*) su modello dei fantasy alla Marion Zimmer Bradley. Ad ogni modo, pur non essendo un capolavoro, è comunque un buon libro di intrattenimento, anche se, come detto, se ricercate la puntigliosità certosina nella ricostruzione storica già a partire dalla psiche dei personaggi, "Il Drago d'Ametista" difficilmente potrebbe piacervi, essendo più scritto "con l'occhio di adesso" in merito al rapporto tra i sessi.
(*) A tutti gli effetti "Il Drago d'Ametista" è il seguito di "Il Falco e la Leonessa", e a nome Denise Lynn risulta anche un terzo romanzo, "I segreti di Thornson", sempre ambientato nell'Inghilterra del 1142. Purtroppo però non ho letto né "Il Falco e la Leonessa", né "I segreti di Thornson", che, per quello che so, potrebbero presentare degli approfondimenti alla terra di Mirabilus, dove si svolge il finale di "Il Drago d'Ametista"...
Qualche stralcio per dare un'idea:
Rhian strisciò sul pagliericcio per andare ad appoggiare la schiena alla parete. "Mi manda da una famiglia che non si è degnata di riconoscere la mia esistenza dal giorno in cui sono nata. Una famiglia della quale non so niente se non ciò che ho sentito sussurrare negli angoli dei corridoi quando pensavano che non sentissi [...]ma se quei pettegolezzi parlassero di adoratori del demonio e di inganni di Satana?" [...]. Le spalle di Faucon si sollevarono e si abbassarono. "Forse dovreste andare a verificare con i vostri occhi..."
*
Faucon le sfiorò le labbra con le sue. Lei si abbandonò contro il suo petto. Il cuore le era salito in gola, il battito impazzito. Gareth le passò un braccio dietro la schiena, tenendola stretta. Questa volta il bacio fu molto più di un semplice contatto. Insistente. Intenso. Inquisitore. Quando le passò la punta della lingua sul labbro inferiore, Rhian ansimò sentendosi attraversare dal fuoco e dal ghiaccio, fino alla punta dei piedi.
*
Quella femmina dai capelli neri come la notte e dagli occhi scintillanti come zaffiri sarebbe stata la sua rovina se non si fosse controllato. C'era in lei qualcosa, a partire dalle labbra che sembravano implorare silenziosamente i suoi baci fino al modo in cui il corpo di lei si modellava alla perfezione contro il suo petto, che gli faceva avvertire un campanello d'allarme. Rhian di Gervaise poteva significare inferno o paradiso, senza vie di mezzo.
*
Rhian immaginò che i loro nemici si fossero dileguati con la stessa facilità con cui si erano avvicinati, senza che nessuno se ne accorgesse. Ma chi erano? Possibile che fossero demoni venuti a tormentare lei? E come si combatteva contro simili creature? No. Non era stato certo un demone a scagliare quelle frecce mortali o a uccidere degli uomini trafiggendo loro la gola con un falcetto.
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La morbidezza delle gambe di Rhian non era niente in confronto alla sensazione vellutata che gli diede l'interno delle sue cosce. E mentre il calore che gli ruggiva nel sangue era simile a un incendio, altre fiamme gli bruciarono i polpastrelli mentre le accarezzava le natiche. Rhian era più calda di qualsiasi cosa lui avesse mai toccato. Calda e pronta per la carezza di un amante.
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"So che in questo momento ci è negato, ma ho bisogno di sentire le tue braccia intorno a me, le tue labbra sulle mie. Ho bisogno di sapere che non mi abbandonerai, Faucon". "Chiudi gli occhi, Rhian". Lei fece come le aveva ordinato e lui proseguì: "Le mie braccia ti terranno sempre calda e al sicuro. Ti terrò stretta al cuore fino al giorno della mia morte e oltre. Le mie labbra incalzeranno le tue con baci senza fine. Tu assaporerai il mio amore e io mi impregnerò del tuo."
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Le dita che la sfioravano sembravano voler memorizzare ogni curva del suo corpo, tenendola avvinta nel loro incantesimo.
Per un approfondimento sulla Letteratura del Medioevo: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/08/alle-origini-del-romanzo-rosa-medieval.html
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