"Indizi Misteriosi" di Charlotte Walker (Harmony Emozioni)

Trama:  è trascorso un anno dal giorno in cui un terribile incidente ha portato via Dani, la moglie di Nick, poliziotto a Chicago.  Lui non ha mai smesso di sperare, grazie al fatto che sul luogo dell'incidente non è mai stato trovato il corpo di Dani. Nick sta indagando su un assassino che sta uccidendo i senzatetto, quando incontra una donna, Elisabeth, senza dimora e senza memoria... Uno strano senso di protezione nasce in lui... ma ora deve pensare solo a risolvere l'enigma degli omicidi e soprattutto a proteggere Elisabeth...


Commento di Lunaria: L'elemento ormai già sfruttato parecchio nei libri e film thriller - l'amnesia che tormenta la protagonista, a seguito di un dato evento traumatico che sarà svelato nel finale - in "Indizi misteriosi" viene "rinnovato" dal contesto in cui si svolge la vicenda: il mondo dei senza fissa dimora, qui rappresentati come uomini e donne fragilissimi, esposti al pericolo ma solidali l'uno con l'altra: chi è che li sta uccidendo e perché? Si tratta di sadismo oppure...? Una certa prevedibilità di fondo, che si evince soprattutto nei capitoli centriali, in realtà, viene smentita proprio nelle ultime pagine, che acquistano una vena thriller tesa e scattante... Notevole il finale, con il colpevole ormai smascherato che sta per avere la meglio sulla povera Elisabeth, fino a che... 

Devo dire che il romanzo più che non essere originale nella vicenda (uno o più assassini? Chi sta stalkerando Elisabeth e perché?) lo è nel contesto, visto che non è così frequente che i senzatetto siano protagonisti di un romanzo, specialmente Rosa. 

Perciò, chiudo la mia recensione invitando le persone a sostenere le associazioni che si occupano di raccolte alimentari e di aiuti alle persone senza fissa dimora: più che non la fame, sistematicamente ogni anno è uno stillicidio di vittime uccise dal freddo.

Molti di essi sono padri separati o divorziati che sono stati ridotti sul lastrico per aver perso il lavoro o a seguito di colpi bassi sferrati dall'ex moglie e oltre al danno economico hanno patito anche il danno psicologico e persino fisico; altre sono persone con problematiche legate a traumi e mancanza di autostima; gli uomini senza dimora sono spesso aggrediti dal "branco" di giovinastri che si divertono a causare ustioni gravissime al malcapitato che trovano a dormire su una panchina; a questo aggiungiamo la morte per ipotermia, che ogni anno, durante l'inverno fa strage di senzatetto; le donne sono anche esposte a stupri e molestie sessuali. 

Non è molto diffuso da noi (per fortuna) ma in altri Paesi i minori (poco più che bambini) orfani (oppure venduti dai genitori) e senza fissa dimora finiscono nel racket della prostituzione, nel commercio clandestino di organi o ingrossano le file delle baby gang, magari per gestire lo spaccio nei quartieri.

Per sensibilizzare su questo argomento, che viene visto come vergognoso o "non ci riguarda" (la povertà fa paura e ci provoca anche un senso di rigetto, tanto che non vogliamo vedere queste persone che giacciono abbandonate in mezzo alla strada), condivido questa bellissima intervista, che trovate a questo link, in formato audio, a partire dal minuto 12:30

https://pod.radiopopolare.it/sidecar_1_26_12_2020.mp3

Scalda il cuore sentire quanto impegno, empatia e compassione ci mettono i volontari nell'aiutare chi non ha neppure una coperta e giace in mezzo alla strada... tramite questi volontari e chi contribuisce con offerte, la persona in fragilità economica trova un aiuto concreto.





Per conoscere due associazioni di volontari che si occupano di raccolta alimentare nei supermercati, di aiuto per le vittime di prostituzione, le donne in India e i senza fissa dimora: https://www.lafinestradelsole.com/

Vedi anche: https://www.progettoarca.org/



Gli stralci più belli:   

"Ricordi altro?" "Quando ho quel sogno ricorrente è come se guardassi una vecchia fotografia che ha le figure in primo piano ben definite, ma lo sfondo è confuso e sfuocato." "Cosa c'è sulla fotografia?" Elisabeth trattenne il fiato prima di riuscire a rispondere. Voleva a tutti i costi confidarsi con Nick. "Tu, tu sei tutto quello che riesco a vedere con chiarezza." "Non tormentarti, Elisabeth", la tranquillizzò sfiorandole il viso. "Soffri di amnesia." Il suo tocco le sembrò così familiare da confonderla ancora di più. "E allora perché mi ricordo di te?" "Forse io sono la prima persona che hai visto nel momento preciso in cui la tua memoria ha ricominciato a funzionare."

"Elisabeth si lasciò andare tra le braccia di Nick. Anche tra i vetri infranti dall'esplosione le sue parole dolci la tranquillizzavano e ogni sua carezza la sfiorava fino al cuore. Tra lei e quell'uomo esisteva un legame particolare. Di questo era assolutamente sicura."

"Da anni non provava qualcosa del genere. Chiuse gli occhi e per un attimo sperò che il tempo potesse fermarsi. Elisabeth si lasciò cullare dal suo respiro e rassicurare dal calore del suo corpo. Quando vide i suoi magnifici occhi azzurri chiudersi, non resistette alla tentazione di delinearne il profilo per poi scendere giù fino alle labbra. Era la prima volta che si sentiva così incredibilmente viva. La stanchezza sembrava svanita e dormire era l'ultimo dei suoi desideri. Si fece coraggio e sfiorò la bocca di Nick con un tenero bacio. Lui avvertì le morbide labbra di Elisabeth sulle sue e quando aprì gli occhi la calma che lesse sul suo viso dissipò ogni minimo dubbio su quanto stava per accadere. Nella luce soffusa della lampada le accarezzò delicatamente il viso e notò qualcosa di strano nei suoi occhi. Un bagliore lontano eppure così incredibilmente familiare. Fu in quel momento che capì che quella donna gli apparteneva forse da sempre. Era come se le loro anime fossero destinate a stare insieme al di là delle decisioni e delle paure delle loro menti confuse. La strinse a sé e la baciò appassionatamente. Respirò a fondo il profumo del suo corpo e una sensazione di calore lo inebriò di desiderio. Si scostò da lei e la guardò. Voleva memorizzare ogni minimo dettaglio perché era sicuro che non gli sarebbero bastate mille parole per descrivere quello che stava provando. Elisabeth sospirò. La sua femminilità sembrava essersi risvegliata da un lungo e profondissimo sonno. (...) Sulle pareti della stanza le loro ombre divennero una e bastarono pochi minuti perché entrambi perdessero completamente il controllo. Senza parlare si spogliarono a vicenda, lentamente, ma senza esitare, come se quei gesti fossero stati ripetuti mille volte. (...) Il suo corpo sembrò fondersi con quello di Elisabeth non appena la strinse ancora di più a sé."

"Era appena l'alba e Elisabeth aveva già avuto molto da fare, tormentata dall'idea di quel terribile omicidio e dall'immagine di una cucina che pensava dovesse essere stata quella di casa sua.  D'un tratto la maniglia della porta d'ingresso che dava sulla cucina cominciò a girare lentamente. "Oh, mio Dio! Sono da sola e l'assassino è ancora là fuori da qualche parte"

"Ti amo anch'io". Sospirò consapevole che le ombre che avevano tormentato la sua memoria per così tanto tempo erano ormai svanite alla luce del loro amore (...) Aveva cercato disperatamente  di ricordare il suo passato e aveva trovato il suo futuro".



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