Recensione a "Damned"


Trama: "Le canzoni non ti tradiscono", ma le persone sì. Cathy, occhi blu e una ciocca viola che fa capolino tra i capelli nerissimi, lo ha scoperto quando Mirko, il suo primo amore, l'ha irrimediabilmente ferita. è per questo che ha messo in valigia la sua chitarra, i suoi 18 anni, e ha lasciato la città dove è nata, Napoli, per raggiungere la madre in Germania.  E cercare, laggiù, di rimettere insieme i pezzi sparsi del suo cuore. Ma Cathy non sa che a Madenburg, cupa cittadina tedesca, l'aspetta il destino. Un destino che comincia quando, a un concerto nella nuova scuola, su di lei si posano gli occhi indagatori di Tristan e Konstantin Von Schaden, voce e basso della band del momento, i Damned. Due gemelli che non si assomigliano, se non per un particolare: la straordinaria bellezza. E il potere quasi ipnotico che i loro sguardi, e la loro musica, esercitano su Cathy. Tristan e Konstantin entrano così nella sua vita, sconvolgendo ogni certezza: perché custodiscono un antico segreto, e la loro è una storia maledetta, e maledettamente affascinante. Quando Cathy, attratta da entrambi, capirà di amare davvero uno solo dei due, scoprirà però che non sempre l'amore basta. A volte si intromette il destino, e quello di Cathy - anche se ancora non lo sa - è di lottare contro il Male. E contro le creature dell'ombra come i fratelli Von Schaden. Una scelta che solo il cuore può compiere, un duplice amore che sfida il tempo, una lotta epica tra Bene e Male: Damned è una grande storia destinata a conquistarci.

Qualche stralcio, per dare un'idea...

[Konstantin] Prima di andare a prendere Cathy per la nostra "uscita da amici", dovevo andare nel bosco. Era l'unico modo per essere sicuro che non le avrei fatto del male. Non potevo pensare di metterla in pericolo... Qualcosa mi impediva anche solo di immaginarlo.  Non so cosa fosse: non avevo mai provato un desiderio di protezione così forte nei confronti di una ragazza prima di allora. Mi addentrai nel fitto della foresta, dove i rami degli alberi scheletriti dall'autunno non facevano trapelare nemmeno un raggio della poca luce del crepuscolo, e cacciai con foga, rabbia, disperazione. Senza provare alcun piacere del sangue vivo che bevevo. Mi sentivo condannato ad essere una bestia per il resto della mia esistenza di dannato. Una bestia che non avrebbe mai conosciuto la dolcezza di vivere i suoi anni accanto a una ragazza come Cathy.

[Cathy] Eravamo ancora ai margini della foresta, ma dalla parte opposta rispetto a Madenburg. Il cielo cominciava ad incupirsi, e il crepuscolo non era lontano. Da questa parte la foresta sembrava ancora più buia e fitta. Gli alberi enormi, di un verde scurissimo, quasi nero, intrecciavano i rami in cima e non lasciavano trapelare la luce. Davano una sensazione quasi di vertigine a vederli così alti e cupi. Mi accorsi che sopra le nostre teste volavano i corvi. [...] Fu allora che le sue mani strinsero le mie. Si girò di scatto e mi guardò negli occhi. Il suo volto non era più lo stesso. Era più lungo, meno regolare. Sfigurato. Aveva gli occhi rossi e dalla sua bellissima bocca spuntavano due canini acuminati che gli sfioravano il mento.

Commento critico di Lunaria: 

"Grazie, dal profondo del cuore, a Stephenie Meyer - la mia musa ispiratrice - che con Twilight mi ha cambiato la vita"
Basterebbero queste parole dell'Autrice stessa a descrivere cos'è e cosa c'è in queste 399 pagine. Ci troviamo di fronte ad un "remake" di Twilight: (quasi) stessa trama, (quasi) stesse ambientazioni (foresta, scuola...) quasi stessi particolari (ragazza sfigata figlia di divorziati, viaggio in aereo, pelle fredda, odore attraente della ragazza in questione, gravidanza, lotta tra vampiri e creature mannare...) che erano presenti in "Twilight". C'è poi qualche spunto preso da "Il diario del vampiro" (i fratelli vampiri in rivalità per amore) o Buffy\Anita Blake (la cacciatrice di vampiri). Ci troviamo quindi di fronte ad un perfetto "remake" letterario, un condensato di Twilight\Diario del Vampiro\Buffy, e qualcuno (che ha superato i 14 anni da un bel po') potrebbe effettivamente chiedersi che senso abbia clonare un libro. Se non fosse che di per sé l'Urban Fantasy, come genere, è tutto uguale nella sua riproposizione sempre dello stesso canovaccio, sempre degli stessi personaggi, ad uso e consumo del pubblico femminile (of course; non a caso si parla di "porno rosa soft") e niente più. Non ha nessuna pretesa, se non quella di intrattenere (e ci riesce egregiamente). Detto ciò, "Damned" anche se sa "di già letto altrove" (esattamente come tutti gli altri Urban Fantasy) non è scritto male, anzi. Curiosamente, è scritto con un linguaggio molto più complesso, curato e ricercato del più-strombazzato-in-giro "Fallen"


che aveva (ha) uno stile narrativo a tratti imbarazzante (oltre che impaludante) e quindi "Damned" riesce, per tutti i 59 capitoli, a non annoiare (tranne qualche capitolo che sa troppo di "allungamento del brodo", per esempio la scena del ritorno di Cathy in Italia, del tutto inutile alla trama, visto che poi ritorna subito in Germania). è stato scritto quando l'Autrice aveva 14 anni ma non so se poi effettivamente l'Autrice ha proseguito la storia... che difatti si conclude con un finale aperto. Le scene d'amore sono ben descritte, come un po' tutti gli scenari in cui si svolge l'azione, oltre che la psicologia dei vari personaggi; ciascuno dei tre protagonisti (Tristan\Konstantin\Cathy) parla in prima persona in singoli monologhi che servono da intreccio per lo svolgersi della trama e questo effettivamente serve a creare un buon ritmo narrativo, almeno per la maggior parte del romanzo (e stiamo parlando di 399 pagine, una mole non indifferente); l'Autrice si è dilungata molto nella prima parte descrivendo eventi minimi quando poi nel finale ha "ristretto il tutto" (penso ai personaggi vampiri che compaiono solo verso la fine e vengono subito uccisi, da semplici comparse) quando forse sarebbe stato meglio fare esattamente il contrario.
Unica nota di originalità: al posto del lupo mannaro c'è un altro tipo di animale mannaro, che ora non vi svelo (molto poco delineato, comunque; sarebbe stato interessante trattarlo in un capitolo a parte, magari virando più sull'horror, piuttosto che non perdere tempo con capitoli un po' inutili dedicati ai battibecchi della band o alla festa di Natale in famiglia che sanno di troppo scontato...) e, verso il finale (che comunque, resta aperto), in effetti vengono capovolte tutte le ovvie aspettative della lettrice che si aspettava "l'happy end".
Difetti? Bha, dal momento che sono una purista del genere Gothic Metal e Dark Wave, sentire che Cathy è descritta come una "ragazza dark" (a pagina 9) quando per tutto il libro la ragazza in questione ascolta Nightwish, Evanescence, Guns N' Roses, AC\DC, Metallica, (mi) disturba un po'... diciamo che sarebbe stato meglio usare il termine "ragazza rock"...
In conclusione: chi ha amato "Twilight" e desidera leggere la stessa vicenda, con qualche elemento modificato, amerà anche "Damned" (che comunque ha un linguaggio e un ritmo narrativo molto più curato anche dello stesso "Twilight"); se però siete delle integraliste e non accettate che si "cloni Twilight" allora è difficile che "Damned" faccia al caso vostro: tutte le pagine sono di fatto mera riproposizione di Twilight. Comunque, il libro emoziona e riesce a coinvolgere. Considerato che certe porcate "letterarie", più simili a peti maleodoranti che non a libri, hanno venduto uno sfracello, non si può davvero giudicare pessimi i tanti cloni degli Urban Fantasy più famosi, perché se non altro, al di là della trama ormai risaputa, sono quasi sempre scritti bene.

P.s io comunque "Damned" l'ho letto due volte, e sì, penso anche di acquistarlo.





Recensione a "Winter" di Asia Greenhorn



Uno scritto di Lunaria

Trama: Winter si è appena trasferita da Londra a Cae Mefus, nel nord del Galles, in seguito al malore della nonna, ricoverata d'urgenza all'ospedale. Una nuova famiglia accoglie Winter, orfana di padre e madre. Sembra che per la ragazza inizi una nuova vita, ma a scuola Winter conosce e si innamora di Rhys, un ragazzo dal quale la famiglia presso cui Winter alloggia, i Chiplin, cercano di metterla in guardia. L'attrazione però è reciproca, e Winter scopre che anche Rhys la corrisponde: l'attrazione li travolge, l'energia che sprigiona dal loro contatto diventa inspiegabile e pericolosa. Mentre delle aggressioni si verificano nella cittadina, anche Winter viene presa di mira e inseguita, una notte, nel bosco.
Winter si metterà alla ricerca della verità: la morte dei genitori, il malore della nonna, il misterioso ciondolo di cristallo che indossa fin da piccola e che in qualche modo la protegge, anche da Rhys: ma perché?

Qualche stralcio, per dare l'idea dello stile narrativo:

Era all'ospedale. Il ronzio dei macchinari che tenevano in vita la nonna era un rumore orrendo che sembrava lacerarle i timpani. La nonna continuava a rimanere immobile e Winter studiava il movimento quasi impercettibile e irregolare del petto, respiri lunghissimi, strascicati. Mentre si chiedeva se al precedente ne sarebbe seguito un altro, sentiva le lacrime rincorrersi sulle guance.
E d'improvviso fu troppo. Winter lasciò la stanza e si lanciò nel corridoio. Le mancava l'aria. Non riusciva a respirare.
Doveva fare in fretta... C'erano tante porte e non ricordava più da che parte fosse l'uscita. Ne varcò una a caso e si ritrovò sulle scale. Iniziò a scendere tre gradini alla volta, una rampa dopo l'altra.
Scale e ancora scale.
Salivano e scendevano e non arrivavano da nessuna parte.
Winter cominciò ad urlare.

Fu il suo stesso grido a svegliarla.
Con la tachicardia più violenta che avesse mai avuto, Winter barcollò fino al bagno per sciacquarsi la faccia, cercando di allentare la tensione.

"Dio", pensò Winter vedendolo, "devo avere un aspetto orrendo!"
Il peggio era passato e si sentiva svuotata e stranamente calma. Ma il pianto le aveva lasciato sul viso una devastazione di lacrime e mascara colato.
Il bambino infatti esitò per qualche istante. Le iridi di Winter erano dischi argentei e liquidi negli occhi arrossati, e brillavano di una luce talmente triste...

Si svegliò più stanca di quando era andata a dormire, avvolta in un bagno di sudore. Si sentiva indifesa, esposta, quasi che le ombre del sogno l'avessero seguita nella soffitta. La sua mano salì al collo per toccare la vecchia catenina d'argento.

Quel giorno, Winter entrò in aula a testa bassa. Dopo il modo in cui gli incubi l'avevano svegliata, contemplare le proprie occhiaie allo specchio le aveva dato un nuovo moto di sconforto. Circonfusi di quell'alone nero, gli occhi brillavano umidi e affossati.

Winter era immobile, come pietrificata. Non poteva fare altro che attendere, assordata dal martellare stesso del suo cuore, mentre la figura sottile e nervosa del suo aggressore avanzava verso di lei.
Non di nuovo!, supplicò con gli occhi dilatati dall'angoscia. Non era possibile, eppure stava succedendo ancora: la radura, il rumore dei passi, l'aria della notte che per la prima volta le faceva paura...
Non l'aveva sentito arrivare.
Riuscì a convincere il proprio corpo a muoversi, scattò veloce, ma mentre correva qualcosa di denso, vischioso, le appesantiva i vestiti, qualcosa di umido e caldo che impregnava la stoffa. Era sempre più pesante e le dava un senso di orrore.
Winter dovette fermarsi, si passò le mani sulla maglietta fino a sentirle bagnate. Il suo istinto sapeva cos'era, l'aveva capito sin dall'inizio, da quell'odore dolciastro, rugginoso...
Sollevò le mani al viso e urlò vedendole piene di sangue.
Ce n'era dappertutto. Impregnava il terreno rendendolo scivoloso, tutto il suo corpo ne era intriso...

Era possibile essere sconvolte dal ricordo di un amore che non era mai esistito? Che era divampato e si era consumato in un battito di ciglia?

Ciocche scure sfuggite all'acconciatura incorniciavano un viso di porcellana. Gocce d'acqua le scivolavano lentamente lungo il collo. Rhys si costrinse a dire qualcosa per distrarre la propria attenzione da lei. Sapeva che il suo sguardo doveva essersi fatto fin troppo intenso.
"Nemmeno io ero attento", mormorò chinandosi a raccogliere la borsa che le era sfuggita di mano.
Gliela porse e e loro dita si sfiorarono fuggevolmente, il contatto di un istante. Accadde così all'improvviso da strapparle brividi, da congelarle il pensiero. Era folle, inspiegabile, ma Rhys Llewelyn pervase in un momento ogni battito del suo cuore, ogni suo respiro, divenendo l'essenza stessa del suo sangue.
A Winter parve di annegare in acque tiepide e dolcissime, d'esserne pervasa in ogni scintilla della sua consapevolezza.

Rabbrividendo nell'aria novembrina, la ragazza cominciò a correre verso il bosco, nella speranza di accorciare il tragitto. Si immerse tra gli alberi, senza curarsi del pantano del sottobosco in cui continuava a sprofondare. L'aria era acre di muschio e di funghi tardivi, più umida e calda che in paese.
Winter passò in fretta sul tappeto di foglie cadute. Lasciò il sentiero e si inoltrò in mezzo alla vegetazione, guidata solo dal proprio senso dell'orientamento.
Non si era spinta spesso da quelle parti. Quando il suo percorso si interruppe su una brusca discesa si immobilizzò per decidere che direzione prendere. Non c'era vento, e in mezzo al ticchettio delle gocce tra i rami e ai continui richiami degli uccelli, riuscì a distinguere un rumore lontano di acqua corrente (...) Mentre avanzava lungo il greto del fiume, riuscì finalmente a scorgere un piccolo ponte di legno. Vi si diresse di corsa. Appena mise piede sulle assi, tuttavia, la sensazione di non essere sola le diede un brivido.
Camminò sul ponticello, lentamente, continuando a guardarsi attorno, mentre la nebbia sembrava inghiottire ogni rumore. Poi, le parve di vedere una sagoma appena distinguibile tra i tronchi degli alberi, un solo istante prima che tornasse a confondersi con le ombre.

Pochi sapevano... lei stessa ci aveva messo tutti quei mesi a capirlo. Ma poi a che scopo ricordare se agire era impossibile? Improvvisamente si sentiva vecchia e inutile, uno scrigno di ricordi tristi che sarebbero morti con lei.
"A cosa serve testimoniare?", aveva chiesto prima di compiere 10 anni.
Il nonno le aveva rivolto uno dei suoi sguardi severi.
"Per trasmettere", era stata la sua risposta.
Forse solo adesso ne capiva il senso.

Stare tra le braccia di Rhys le dava una sensazione meravigliosa e quasi sconosciuta che era dolcissimo esplorare. Lo desideravano entrambi da tanto - ogni sguardo scambiato, ogni parola, ogni sorriso - ma avevano dovuto tacerlo a lungo.
Il tempo pareva essersi fermato tra le vecchie rovine, e Winter sentiva le mani fresche del vampiro attorno alle sue, stringerla con lo stesso desiderio inesperto e timido che provava lei.
Era tutto perfetto. Per una volta una bolla di cristallo sembrava proteggerli.
I capelli di Rhys le sfioravano la fronte e, mentre osservava la calda sfumatura rossa dei suoi occhi, il cuore le batteva fortissimo...
Poi sangue. Sangue che lacrimava dalle sue ciglia, macchiando l'alabastro puro del viso, sangue che colava tra le sue labbra mentre lo sguardo si spegneva.
Winter sorresse il corpo del vampiro, piangendo quando la vita lo lasciò.


Commento critico all'opera: "Winter" di Asia Greenhorn è ascrivibile al genere "Urban Fantasy", portato alla ribalta dal più celebre "Twilight"e che nel giro di pochi mesi ha portato ad un'invasione di saghe & trilogie tutte basate su una storia d'amore tra un'umana e un vampiro/licantropo/angelo caduto o - tanto per variare - storie di ibridi (sirene, vampire, licantrope...) che devono salvare il mondo da qualche associazione criminale intenzionata a portare caos e distruzione.
"Winter" non si discosta da questo canovaccio, che ormai è davvero abusato e spremuto fino all'osso, tanto che possiamo parlare di un vero e proprio trend commerciale, che ripropone persino copertine sempre con la stessa grafica:





Diventa difficile quindi giudicare l'onestà di questa moda (chi ha buona memoria si ricorderà anche di analoghe mode musicali: Power Metal, Nu Metal, Symphonic Metal...); solitamente, si arriva alla saturazione dell'offerta e alla conseguente implosione del trend col risultato che nei mercatini dell'usato i libri meno celebri del genere, e che pure hanno tentato di "cavalcare l'onda saltando sul carrozzone dell'Urban Fantasy" si troveranno a prezzi irrisori e saranno solo i nomi "più celebri" a vivere di rendita (e nella memoria del pubblico).
Fatta questa doverosa premessa, focalizziamoci ora su "Winter". Come ho detto, il libro si ascrive in pieno nell'Urban Fantasy, seguendo tutti i cliché letterari di tale genere (dalla copertina con dama gotica, alla storia d'amore contrastata tra un'umana e un vampiro, ovviamente buono e innamorato) per cui, non brilla né per originalità né per innovazione (ammesso e non concesso che un genere come l'Uban Fantasy, di per sé già così esile dal punto di vista culturale e concettuale, rivolto a teen agers e per sua stessa impostazione, rinchiuso in steccati ben precisi, possa ammettere una qualche evoluzione o innovazione). Tuttavia, se l'originalità non è il suo punto forte (ma questo vale anche per tutti quei romanzi usciti dopo "Twilight", "Fallen" e la saga infinita dei "Diari dei vampiri" creata da Lisa Jane Smith), c'è da dire che tutta la prima parte, dove l'Autrice ci presenta Winter e il suo arrivo a Cae Mefus, risulta ben architettata e orchestrata, nel ritmo e nei dialoghi. Curiosamente, ciascun capitolo (ben 101) è formato da appena 2-3 pagine e questo rende la lettura veloce (anche troppo). Un calo di tono e un certo impaludamento lo si avverte soprattutto nella terza parte, quella conclusiva: è come se si avvertisse che l'Autrice "abbia il fiato corto", e infatti i combattimenti tra vampiri e umani, il rapimento e la chiusa finale sono esigui e sintetici, come se l'Autrice avesse avuto fretta di chiudere il libro "allungando il brodo". Trattandosi comunque di un libro che viaggia sulle 400 e più pagine, questa scelta espressiva lascia un po' perplesse, anche perché si sarebbe potuto evitare tutte queste pagine e "finire prima" la vicenda. Un altra pecca, a mio parere, sono i personaggi antagonisti, i vampiri che danno la caccia a Winter, (ben poco delineati, dal punto di vista psicologico, tanto che non sempre si riesce a stare dietro all'intreccio della vicenda, capendo "chi fa cosa a chi"), ma forse questa è una scelta voluta, infatti il finale lascerebbe intendere un seguito, e quindi potrebbe essere che i personaggi in questione (la società dei vampiri contrapposta alle "Famiglie" umane) vengano sviluppati meglio in un secondo eventuale seguito alle avventure di Winter. Comunque, tolto il purtroppo inevitabile accostamento ai "diktat concettuali di Twilight" (per inciso, un libro che mi è piaciuto pochissimo e che trovo davvero sopravvalutato in modo imbarazzante), la vicenda che Asia Greenhorn racconta non è male, e svolge il suo compito: intrattenere con una lettura di svago, con belle e delicate scene d'amore dal taglio "teen". Ci si affeziona ai personaggi, a Winter e a Rhys; certo, qui non c'è traccia di horror (gli omicidi sono narrati con tono decisamente "soft", Rhys e i suoi amici sono "vampiri buoni") e il romanzo è espressamente in linea con le aspettative del target a cui è rivolto: adolescenti di 12, 14 anni; il che non significa che una 30-40 enne non possa apprezzare tale atmosfera ricordandosi i primi amori tra i banchi di scuola...

In conclusione, "Winter" è un libro adatto per intrattenere svagando la mente della lettrice, un libro che, tutto sommato, per quanto si porti appresso quella fastidiosa zavorra sotto la sferza di "Twilight", si ha voglia di leggere fino alla fine, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo (io ci ho messo circa 2 mesi a leggerlo tutto), magari prima di addormentarsi o nei ritagli di tempo (alla fermata del pulman, mentre si aspetta ecc.). 
Certo, come ho scritto nella premessa, il genere Urban Fantasy è quello che è: a voi la scelta se amarlo o disprezzarlo. Io sono abituata a spaziare tra generi, e di tanto in tanto leggo qualche romanzo a tema Urban Fantasy:



http://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2018/10/recensione-dark-heaven-la-carezza.html



http://intervistemetal.blogspot.com/2018/10/recensione-twilight.html



http://intervistemetal.blogspot.com/2018/09/recensione-la-ragazza-del-vampiro.html






Storie e personaggi sono spesso intercambiabili tanto che si ha l'impressione di trovarsi sempre di fronte allo stesso libro e alla stessa autrice... sotto pseudonimi diversi. Comunque, dal momento che un prodotto cartaceo o musicale non deve per forza essere sempre originale per essere apprezzato, (anche perché ormai credo che ci sia ben poco da "innovare e scoprire") consiglio di leggere "Winter" a tutte coloro che cercano un libro che faccia compagnia e che intrattenga in queste interminabili notti d'inverno.







Recensione a "Innamorata di un angelo"



Trama: "Una mattina ti svegli e sei un'adolescente. Così senza un avvertimento, dall'oggi al domani, ti svegli nel corpo di una sconosciuta che si vede in sovrappeso, odia tutti, si veste solo di nero e ha pensieri suicidi l'84% del tempo.
E io non facevo eccezione".
Questa è Mia, 16 anni, ribelle, ironica, determinata, sempre pronta ad affrontare con tenacia le incertezze della sua età: scuola, compagni, genitori separati, e un rapporto burrascoso con la madre single che la adora, ma è una vera frana in fatto di uomini. Mia insegue da sempre un grande e irrinunciabile sogno: entrare alla Royal Ballet School di Londra, la scuola di danza più prestigiosa al mondo, dove le selezioni sono durissime e il costo della retta è troppo alto per una madre sola. A complicare la sua vita c'è l'amore per Patrick, il fratello della sua migliore amica, un ragazzo così incantevole e unico da sembrare un angelo, che però la considera una sorella minore. La passione per la danza e quella per Patrick sono talmente forti ed indissolubili che Mia non sarebbe mai in grado di rinunciare a una delle due. Fino a quando il destino, inevitabile e sfrontato, la metterà davanti a una delle più dolorose e difficili scelte della sua vita.
"Innamorata di un angelo" è una commovente favola moderna raccontata con travolgente e sottile ironia, intrecciando il reale al sorprendente e all'inaspettato.

Commento di Lunaria: "Innamorata di un angelo" è il primo libro di una trilogia (i seguiti sono "Il mio angelo segreto" e "Un amore di angelo")


e quindi una recensione senza aver letto gli altri due volumi può rendere solo vagamente l'idea del concept, che viene sviscerato pienamente nei seguiti.
(e che, ora come ora, ignoro)

Premesso questo, veniamo al dunque.

Con una copertina e un titolo che "scippano" l'estetica a romanzi del genere Urban Fantasy alla "Fallen" (la dama gotica in nero in copertina e il riferimento all'angelo)




ma che non hanno niente da spartire col suddetto genere (*) se non per una blanda concessione al soprannaturale, alquanto sintetica, citando i tarocchi, e un finale alquanto strano (che, suppongo, avrà una spiegazione nel seguito), "Innamorata di un angelo" è un romanzo incentrato sulle problematiche familiari e sentimentali di Mia, una sedicenne che (non ho dubbi) molte lettrici di quell'età (e anche di qualche anno più piccole) troveranno molto rappresentativa della loro età.

Già, ma chi non ha (più) 16 anni? Bhè, il discorso è lo stesso che facevo parlando di "La ragazza del vampiro" di Heather Brewer:


sono libri pensati esclusivamente per un target di ragazzine, scritti con un "occhio verista" sulla loro realtà e che parlano il loro linguaggio; difficile che una quarantenne o cinquantenne "viva la realtà di Mia" o "la pensi come lei", ma di per sé sono libri che possono essere letti anche da chi 16 anni non li ha più da un pezzo, a patto di non avere pretese di chissà quale "profondità lessicale e concettuale" (per questo tipo di esigenze letterarie ci sono altri libri...).
Detto questo, e considerato che io stessa ero scettica nel mentre che mi leggevo le prime venti\trenta pagine (**) devo ammettere che la storia si fa via via più intrigante e che rispetto ad altre scrittrici, l'Autrice sceglie uno stile narrativo frizzante ed umoristico che spesso serve a sdrammatizzare (vabbè, non è che si debba leggere 24 ore su 24 roba con lo stile deprimente nero pece alla Sergio Quinzio, ci sta anche fare qualche lettura con un libro dallo stile sbarazzino e teen); i capitoli più interessanti, almeno per una lettrice che ricerchi "un po' il dramma", sono soprattutto gli ultimi, quando comincia a subentrare la sfortuna e la disperazione nella vita di Mia (in tal senso gli ultimi 5 capitoli sono quelli che mi hanno "preso di più", e che ho letto tutto d'un fiato, ma lì lo stile si fa cupo, tragico e riflessivo, in antitesi con l'atmosfera sbarazzina e scanzonata dei capitoli precedenti), protagonista che ormai si lascia alle spalle (nolente) le frivolezze festicciole da teen ager pasticciona e simpatica che hanno caratterizzato il libro per più di 100 e passa pagine su eventi come interrogazioni scolastiche, genitori che fanno la predica, shopping, pettegolezzi da teen e balbettamenti da primo flirt (l'autrice si diverte ad inserire particolari umoristici come fiati che sanno di cipolla e cerette disastrose).
C'è da dire che non sono narrate in maniera noiosa (e vanno preso per quello che sono, ovvero istantanee "veriste" verosomiglianti della vita di una teen ager nella media, dei giorni nostri) ma che ad una lettrice "ultratrentenne o cinquantenne" forse potranno provocare un moto di malinconia e nostalgia, visto che tutto quel brio e quelle speranze che hanno Mia o l'amica Nina, noialtre residuate del tempo-che-fu non le abbiamo più... Ma come già dicevo per "La ragazza del vampiro", anche "Innamorata di un angelo" ha un effetto "anti-age" e ci\vi ringiovanisce meglio di una crema all'acido ialuronico... almeno fin tanto che sarete immerse nella lettura (ma il rischio è quello di sentirsi anche dei "pachidermi rimasti al paleolitico" dopo aver letto di adolescenti che flirtano per sms e ascoltano musica con l'i pod...).

Leggerò gli altri due libri? La risposta è nì.
è una trilogia pensata per adolescenti (e non per vecchie cariatidi che sniffano tutt'altro genere di roba letteraria...) che parla "il loro linguaggio" con il loro punto di vista, sebbene, presumo, negli altri due volumi Mia "diventerà adulta per forza" e potrebbe acquistare complessità esistenziale (con relativo registro stilistico più drammatico e meno "teen"); ci ho messo qualche settimana a finirlo tutto leggendo un capitolo al giorno (la mole è di 376 pagine e forse si sarebbe potuto ridurle a 150 o 200, perché certi capitoli o disgressioni sono "un po' impaludanti" e non aggiungono niente al "succo" della vicenda ma suonano come ridondanti riempitivi) ma devo dire che mi sono affezionata a Mia, alla sua simpatia, alle sue battute di spirito, e negli ultimi capitoli ho provato empatia e sofferenza per lei. E poi sì, mi ha fatto anche l'effetto "la vorrei come sorellina minore".
Devo dire che però Patrick, come personaggio maschile, mi ha lasciata del tutto indifferente (non che non sia descritto bene, l'Autrice ha caratterizzato psicologicamente sia lui sia la sorella Nina o vari personaggi secondari, però trovo più affascinanti personaggi maschili "più tenebrosi" come possono essere quelli pensati per romanzi rosa "più da adulta" come "Dopo Mezzanotte" di Teresa Medeiros (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/11/dopo-mezzanotte-di-teresa-medeiros.html); ma è comunque difficile che anche le teen ager che stravedono per Edward di "Twilight" - e siamo ben lontani dal romanzo rosa piccante!  - proprio perché "bel tenebroso pericoloso e tormentato" possano stravedere per Patrick, che è costantemente presentato in maniera zuccherosa come un "angelo di bontà", e questo può causare un effetto un po' stuccante e artefatto)

Quindi, in conclusione: "Innamorata di un angelo" è un romanzo molto leggibile, a tratti coinvolgente e con uno stile frizzante, adolescenziale, umoristico, che vira, negli ultimi capitoli, in pagine drammatiche rese molto bene. Certamente, se cercate la complessità linguistica degna di un Torquato Tasso, la decadenza di un Tarchetti o di un d'Annunzio, bhè, andate altrove.
Chi invece avrà voglia di "tuffarsi" nella visione e nell'Io narrante di una sedicenne dei giorni nostri, lo troverà coinvolgente, frizzante e si affezionerà ai personaggi, ridendo con loro, di loro ma anche provando compassione per i loro drammi (che in fondo, sono i drammi esistenziali che toccano tutti, prima o poi: la rottura di un rapporto sentimentale, la delusione, la morte...).
A questo punto non mi resta che vedere un po' come prosegue la vicenda di Mia negli altri due volumi... per valutare nel complesso questa trilogia.  Anche se data la mole (anche gli altri due libri sono voluminosi) sono letture che affronterò più in là (ora sono affaccendata nelle mie solite letture sepolcrali)

Intanto vi lascio comunque i passaggi più emozionanti.

"Dormimmo abbracciate senza il coraggio di parlarci. Come se temessimo di sbriciolare la nostra infanzia, trovandoci ad affrontare, impreparate, un'adolescenza più grande di noi. La sentivo soffrire fra le mie braccia, ma non potevo fare mio quel dolore, avevo già la mia parte di amore non corrisposto con cui fare i conti"

"Smettila di giudicarmi sempre, sei troppo piccola per sapere come gira il mondo! Non è tutto bianco e nero come credi tu, ci sono una quantità di grigi compromessi che neppure ti immagini e che bisogna imparare ad affrontare per andare avanti (...) Anch'io a sedici anni sognavo l'amore puro e perfetto, qualcuno che vivesse per me e solo per me e che mi amasse in maniera totale, esclusiva, per sempre, ma poi ci si scontra con la realtà, che è molto meno romantica della fantasia, e questa realtà è fatta di esseri umani che hanno delle debolezze, esseri umani che fanno errori, come sposare la persona sbagliata, e non puoi condannarli per questo!"

"Non era un problema, è vero, ma mi dispiaceva tantissimo averlo perso. Era un ragazzo speciale e avrei voluto continuare a uscire con lui e divertirci senza niente di più, e non nascondo che avrei voluto continuare a essere corteggiata e riempita di attenzioni, ma non era giusto fargli credere qualcosa che non ci sarebbe mai stato."

"Intendo che, quando trovi la tua anima gemella, senti dentro di te una sensazione di pace e di benessere talmente intensa, da avere l'impressione di essere finalmente arrivato a casa. Ti sembra di conoscere quella persona da sempre, da un'altra vita magari, e ti rendi conto che prima di lei non c'era niente, solo l'attesa di ritrovarla. E dopo che vi siete rincontrati, potresti non vederla per un anno e non cambierebbe niente fra voi due, perché sai di poterti fidare completamente e anche senza anello e senza matrimonio sai che quella è la tua persona ed è solo tua. Per sempre."


(*) Almeno il primo volume; gli altri due non so... Può anche essere che siano a sfondo Urban Fantasy.

AGGIORNAMENTO, FEBBRAIO 2021: Ora che ho letto tutta la trilogia riconfermo che gli elementi soprannaturali sono pochi anche nel II e III volume, con Patrick che si limita a dialogare con Mia e niente più.

(**) Non conoscevo questa autrice, anche se avevo già visto le copertine della trilogia; ho letto "Innamorata di un angelo" solo perché rientrava nell'offerta del "prendi 3 libri usati e paghi 5 euro"; tre libri per 5 euro era un'offerta che mi "attizzava" e così li ho scuciti per i primi due libri della saga di "Fallen" (che peraltro non mi fa impazzire, ma sono una collezionista e ci tengo ad avere tanti libri...) e visto che mancava un terzo libro da scegliere, tra tutti ho preso "Innamorata di un angelo", visto che la copertina è alquanto suadente e "spicca", e pensavo fosse un altro libro del genere Urban Fantasy.



AGGIORNAMENTO SCRITTO A FEBBRAIO 2021, DOPO CHE HO FINITO DI LEGGERE LA TRILOGIA


Il seguito, "Il mio angelo segreto", è quello che mi è piaciuto di meno, per via di certe pagine puerili dove Mia si comporta come una bambina viziata e capricciosa, nei dialoghi con Patrick, e anche lui scende al suo livello (bastino le pagine dove i due battibeccano sulle "fidanzate che Patrick ha avuto prima di Mia"); per intenderci, cose del tipo "non ti parlo più, gnè gnè gnè"; la trama si risolleva solo verso il finale.

Qui riporto gli stralci che mi sono piaciuti di più.

"In realtà credo che l'unica ragione per cui si esca dal coma sia lo sfinimento. Quando veniva a trovarmi Carl, invece, tutto tornava ad essere spaventosamente triste e reale. (...) A sedici anni non dovrebbero capitarti cose del genere, a sedici anni dovresti solo pensare a essere felice e realizzare tutti i tuoi sogni e non essere testimone della morte del tuo ragazzo, la persona più dolce, più buona e generosa del mondo, che annega per salvare il tuo cane. Una morte così stupida per qualcuno che amava il mare e il suo Paese così tanto da imbarcarsi nella Marina Militare Britannica a neanche vent'anni. Nina mi riteneva responsabile, e come potevo darle torto? Anch'io mi ritenevo responsabile della sua morte, per quello avevo voluto farla finita buttandomi nelle stesse acque gelide che avevano inghiottito lui, ma evidentemente non ci ero riuscita, ed ero sempre lì o almeno c'era il mio spirito intrappolato in un corpo immobile che si consumava giorno dopo giorno."

"Tutto si poteva risolvere.
Tutto.
Tranne la nostra morte."

"Non si giudicano mai le persone senza conoscerle, mi ripeteva sempre Patrick, e anche quando le conosci non hai mai il diritto di imporre loro le tue scelte sulla base della tua esperienza."

Il terzo romanzo, "Un Amore di Angelo" è migliore del secondo, con personaggi interessanti e pagine che passano dal comico\umoristico al drammatico. 
La mole dei tre romanzi resta davvero eccessiva, e secondo me la vicenda avrebbe guadagnato ritmo se si fosse sfoltito un po' il numero delle pagine.

"Aveva ragione di nuovo. 
Del resto, la differenza tra un disastro e un'avventura è solo una questione di attitudine."

"Scambio d'identità" di Suzanne Brockmann (Harmony Emozioni)


Trama: è stata una terribile fatalità, eppure l'agente di polizia Jim Keegan non riesce ancora a darsi pace: per un assurdo scambio di persona, alcuni criminali hanno ucciso il fratello al posto suo. Ma adesso basta con i rimorsi, deve assolutamente reagire. Deve farlo soprattutto per Emily, la donna che ama e che ora si trova in pericolo per aver denunciato alle autorità una banda di trafficanti di droga. Jim vuole aiutarla, ma come può fare senza rischiare la sua vita? L'unico sistema potrebbe essere quello di fingersi...

Commento di Lunaria: "Scambio d'identità" di Suzanne Brockmann è un romanzo discreto, di leggera trama poliziesco, ma che non risulta molto incisivo sotto questo aspetto. Qualche "pausa morta" che rende fiacco il ritmo, che solo nel finale acquista una verve adrenalitica e scattante. Nettamente migliori le scene introspettive, i dialoghi tra Jim ed Emily (specialmente la rievocazione del doloroso passato di Jim). Del tutto irreale la "pretesa", che suona artefatta, di Jim che "lascia Emily, ma in realtà resta innamorato di lei per sette anni". Sette anni di assenza sono decisamente troppi!, per avvalorare l'idea che "ma in realtà Jim è sempre stato innamorato di lei".

Gli stralci più belli: "Jim quella sera non aveva intenzione di spingersi oltre un unico, castissimo bacio. Ma un solo bacio non gli era bastato, e così l'aveva baciata di nuovo. E poi ancora. L'aveva attirata a sé, e la morbidezza del suo corpo l'aveva fatto impazzire [...] Mentre l'assaporava, Jim le aveva affondato le dita nei capelli. L'aveva baciata a lungo e ripetutamente, fino a quando si era sentito girare la testa e aveva cominciato a incontrare qualche difficoltà di respirazione. Avrebbe potuto andare avanti a baciarla per ore, giorni, accidenti, perfino per settimane intere, ma lei si era tirata indietro. [...] Non aveva mai detto a Emily di amarla. Nemmeno in quel meraviglioso, indimenticabile fine settimana che avevano trascorso insieme, quando aveva perso il controllo e aveva fatto l'amore con lei. Neanche in quell'occasione aveva pronunciato quelle parole. Se lei avesse lontanamente immaginato i suoi veri sentimenti sicuramente non gli avrebbe permesso di uscire dalla sua vita senza lottare. E soprattutto avrebbe capito subito che le cose crudeli che le aveva detto mentre la stava lasciando erano state solo dettate dalla paura e dal dolore.

Adesso Emily stava piangendo, e dai suoi occhi uscivano delle grosse, calde lacrime cariche di rabbia. [...] Emily sentì evaporare ogni impulso di ribellione non appena si ritrovò avvolta dalle sue braccia. Nonostante questo, però, le lacrime continuarono copiose. Dei singhiozzi la scossero e lei si ritrovò a non desiderare altro al mondo che di poter stare contro la calda solidità offertale dal torace di Jim. Se chiudeva gli occhi, poteva fingere di essere tornata in qualche modo a quando aveva diciotto anni. Poteva fingere che lui l'avesse veramente amata, che... Le dita di lui le affondarono delicatamente nei capelli, e lei avvertì la familiare ondata di calore che aveva sempre provato quando lui la toccava in quel modo. Erano proprio la sua gentilezza, la sua tenerezza, che l'avevano sempre conquistata e ancora la conquistavano.

Quando lui approfondì il bacio, Emily si sentì sciogliere. Si sentì le ossa diventar liquide, sentì il suo corpo modellarsi contro quello di lui mentre Jim la attirava fra le sue braccia, continuando a baciarla. [...] Emily poté sentire il suo sesso turgido premuto contro di lei mentre Jim la baciava nuovamente. La voleva disperatamente: questo era innegabile.

Emily sospirò quando le coprì un seno con la mano, quando le accarezzò un capezzolo con le dita. Gli si sfregò contro, calda di desiderio e inebriata da un fuoco di emozioni così intense che la lasciò quasi senza fiato.






"Quando l'amante è il diavolo" di Stephanie James (Bluemoon)


Trama: Proprio mentre stava per introdursi furtivamente in un cottage deserto su una spiaggia dell'Oregon, Emelina Stratton vide materializzarsi dal nulla un uomo e un dobermann. E strano a dirsi, Julian Colter, l'uomo in questione, aveva lo stesso aspetto calmo e minaccioso del suo cane: un tipo abituato a comandare, che riuscì ben presto ad avere Emmy in suo potere. Non era difficile credere alle chiacchiere che circolavano sul conto di lui. Al villaggio dipingevano Julian come un pezzo grosso della mafia, costretto momentaneamente a nascondersi, in attesa che si calmassero le acque. Emmy, però, era disperata e solo Julian era in grado di aiutarla... ma a un prezzo. Era sicura che avrebbe potuto pagare il proprio debito, qualsiasi cosa lui le avesse chiesto, finché Julian non le rivelò quel che voleva da lei...


Commento di Lunaria: "Quando l'amante è il diavolo" di Stephanie James ha un titolo davvero suadente, e una trama che lascerebbe presagire di trovarsi di fronte ad un romanzo rosa "a tinte thriller", ma alla prova della lettura non mantiene ciò che sembra suggerire. Di per sé, è scritto bene (in particolar modo le scene sentimentali e qualche dialogo azzeccato), però mancano delle vere e proprie pagine di suspense, che viene solo accennata; Julian non è delineato in profondità (o comunque, non con tinte "thriller", che lo avrebbero caricato di mistero in un gioco di "è quel che sembra\chi è davvero", che avrebbe stuzzicato un po' la fantasia della lettrice) e anche l'indagine a sfondo poliziesco che Emmy e Julian mettono in atto non è avvincente, non ha "brio", risulta piuttosto piatta.
Abbastanza coinvolgenti le pagine d'amore, tanto che sono la parte migliore della trama, a discapito della vena gialla\poliziesca che è molto debole e scontata, e non sa intrigare. C'è anche qualche lentezza narrativa che appesantisce un po' il ritmo, nella parte centrale del libro. Poco più che sufficiente il finale.


Gli stralci più belli:

"Insieme bevvero in un brindisi silenzioso. Per un lungo momento si udì solo lo scoppiettare del fuoco e il battito del cuore di Emelina, che non riusciva a staccare gli occhi dal volto di Julian. Quest'uomo è la personificazione del demonio, continuava a ripetersi. O forse di Dracula. La leggenda dice che quelle creature esercitano un fascino particolare sulle donne... A quel pensiero Emelina si sentì mancare il respiro. Oh, no! gridò silenziosamente dentro di sé, no! Sentirsi attratta da Julian Colter? No, mai!
"A che cosa sta pensando, Emmy?"
"Che quando si fa un patto col diavolo, ci vuole molto sangue freddo", rispose lei onestamente."

"Ma l'espressione del viso di lui la lasciò impietrita. Vide la profonda curiosità e il lampo di desiderio represso che avevano invaso i suoi ardenti occhi scuri, e sentì tutta la propria sensualità tornare bruscamente alla vita, lasciandola senza difese. Julian colmò in un istante il breve spazio che li separava e senza sforzo la prese tra le braccia."

"Hai già trovato il coraggio di cenare col diavolo", sussurrò Julian con voce profonda, abbassando la bocca verso di lei, "vediamo se hai anche il coraggio di baciarlo"
Emelina era seduta sulle sue ginocchia, e lo fissava con una specie di incredula meraviglia. L'attrazione che aveva già sospettato di provare per lui era adesso terribilmente viva e reale. Mio Dio, pensò tristemente, perché doveva capitarmi proprio con quest'uomo?

Sentendola  ritrarsi Julian la strinse di nuovo a sé, e con un sussulto Emelina fu acutamente consapevole di quel forte corpo maschile contro cui si era abbandonata. Ancora una volta si disse che avrebbe dovuto rompere subito la sottile ragnatela di seduzione in cui lui la stava avvolgendo, ma nel medesimo istante in cui le sembrò di aver trovato la forza di allontanarsi, Julian trovò il gancio del reggiseno e lo aprì. Le mani di lui si impadronirono del suo seno, e di nuovo Emelina gemette, questa volta per il desiderio che cominciava a serpeggiare dentro di lei. Perché doveva sentirsi tanto attratta da un simile individuo?
Perché, tra tutti gli uomini, proprio Julian Colter doveva riuscire ad abbattere le difese che avevano resistito per anni? [...] Ma evidentemente non aveva mai provato una vera tentazione. Quello sì che era un invito difficile da rifiutare: che strana sensazione di debolezza e nello stesso tempo di ardore selvaggio Julian stava risvegliando in lei! Julian Colter era pericoloso non soltanto per la sua professione, ma anche per l'incredibile effetto che aveva su di lei.

"Hai scavato dentro di me un vuoto doloroso, Julian. Non sapevo che il desiderio potesse diventare dolore, finché non ho conosciuto te."



"Segreti di Mezzanotte" di Jennifer St. Giles (serie Classic Mystère)


Trama: I sogni di Cassie Andrews ogni tanto raccontano il vero, ma purtroppo sono sogni di morte. Quando le visioni riguardano la cugina Mary, scomparsa dal castello dei Killdaren, in Cornovaglia, dove lavorava come istitutrice. Cassie sente che la sua morte non è accidentale. Decisa ad indagare, si fa assumere come cameriera al castello, e ben presto si ritrova affascinata dal tenebroso padrone di casa, Sean Killdaren, un uomo che vive solo di notte e sul quale grava una maledizione. Nonostante Sean non desideri coinvolgere la giovane nella propria vita, l'attrazione che fra loro nasce è troppo forte per essere repressa...


Commento di Lunaria: Esattamente come "Dopo Mezzanotte"
http://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/11/dopo-mezzanotte-di-teresa-medeiros.html
anche "Segreti di Mezzanotte" di Jennifer St.Giles delinea un'affascinante figura maschile, complessa e tormentata, "giocando molto" su un fascino notturno e vampiresco, almeno per tutta la prima parte del libro.
L'Autrice mescola alla trama anche una certa vena gialla (due donne sono morte e sembra che qualcuno cospiri nell'ombra) e una leggerissima aura soprannaturale che aleggia impalpabile (maledizioni di antiche regine irlandesi? sacrifici commessi dai druidi?) a tratti decisamente horror-erotica (gli stralci del libro "Potenti vampiri e loro amanti", che Cassie legge all'amica Bridget). Il tutto forma un romanzo avvincente, dal ritmo sostenuto, con ottime descrizioni (del paesaggio marino, del cupo castello cui si svolge gran parte della vicenda, i personaggi principali e secondari...), monologhi e dialoghi profondi (le riflessioni dedicate alla morte dell'amata cugina della protagonista sono struggenti e percepiamo tutto il dolore di Cassie). Molto intense le scene erotiche e l'intreccio seduttivo-amoroso, tra il tormentato e il non-detto, di Cassie e Sean. L'uso della prima persona come io narrante aumenta la tensione e l'emozione che viene trasmessa fedelmente alla lettrice, che non può che immedesimarsi.
C'è da dire che comunque non a tutto c'è proprio risposta, o non tutto è descritto nei dettagli, perché probabilmente l'Autrice pensava ad un seguito (se non con protagonisti Sean e Cassie, col fratello di Sean e le sorelle di Cassie...) e quindi a riprendere in modo più approfondito questa fantomatica "Maledizione del Drago" che aleggia per tutto il romanzo.
In conclusione, un ottimo libro, ben descritto, ben narrato, con personaggi intensi e capaci di emozionare. Se avete amato Adrian Kane di "Dopo Mezzanotte", troverete altrettanto irresistibile Sean Killdaren...


Gli stralci più belli

Rimasi senza fiato e indietreggiai davanti al ritratto a figura intera sopra la mensola di un imponente camino di pietra.
Gli occhi verdi dell'uomo, di un vibrante realismo, mi fissavano direttamente da sotto le scure sopracciglia, che sovrastavano un naso cesellato e una mascella squadrata (...) Era la prima volta che vedevo una persona ritratta alla luce lunare. Mentre lo studiavo, mi chiesi se quell'uomo avesse bisogno della notte per nascondere peccati che non voleva fossero conosciuti. Una luna ossessiva e un inquietante cielo nero accentuavano la tetraggine del suo carattere.

L'uomo mi aveva intrappolata in una rete di consapevolezza dalla quale non potevo scappare. Tremavo ogni volta che chiudevo gli occhi e rivivevo l'attimo in cui l'avevo visto per la prima volta, il suo tocco, l'intonazione della sua voce, e la seduzione del suo profumo. Occupava la mia mente, i miei pensieri, specialmente di notte. Un uomo così pericoloso sembrava capace di qualsiasi cosa. E allora perché avevo questa curiosità di rivederlo che non se ne andava, qualunque cosa facessi per scacciarla?

Il vento mi sferzava, gettandomi indietro i capelli, premendomi addosso il vestito e carezzandomi il corpo con la delicatezza decisa di Sean Killdaren. Lui mi ricordava il mare, così potente, così cupo, e sapevo che sarei stata perduta se mi fossi addentrata nelle sue profondità. Eppure era così bello, così affascinante, che non sarei stata in grado di sottrarmi a lui.

Tese una mano, mi tolse la cuffia e mi passò un dito sul collo, scatenandomi il fuoco in posti che non sapevo neanche esistessero. Avevo la sensazione che i seni mi si fossero gonfiati e fossero diventati più pesanti e vogliosi. Mi si mozzò il fiato quando scese col dito lungo la clavicola fino al centro del petto e si fermò sui bottoni del vestito. Poi con abilità aprì i primi due. Era certa che da un momento all'altro sarei svenuta, o avrei preso fuoco. Ne sbottonò altri due. Non potevo respirare né muovermi. (...) "Respira, Cassie. Non ti lascerò andare via facilmente."
Scostò i lembi del vestito, mi prese per i fianchi e mi attirò a sé, facendo scorrere lo sguardo su ciò che aveva messo allo scoperto. (...) Ogni paura che poteva provocarmi e ogni dubbio svanirono quando il desiderio che provavo si tradusse in un bisogno quasi ossessivo di essere baciata. (...) Il potere della sua brama mi consumava man mano che i baci diventavano più profondi, più esigenti, più appassionati. Poi si staccò e prese a baciarmi la gola, facendomi reclinare sul suo braccio.

Mi sentivo pronta a rinunciare a tutto pur di stare con lui, di placare il mio desiderio bruciante, e la sua sofferenza (...) eppure volevo con tutta me stessa sperimentare con lui tutte le cose che una donna non sposata non avrebbe dovuto pensare e tanto meno bramare ardentemente. Lui per me era come il tenebroso principe di un mondo misterioso al quale non potevo e non volevo resistere.

"Non voglio che sia così"
"Non c'è un altro modo. Io vivo all'ombra di una maledizione che morirà con me."
"Cosa intendi dire?"
"Hai sentito le voci che corrono. La Maledizione del Drago. Quando nascono due gemelli Killdaren, uno è destinato a uccidere l'altro."
"Non può essere vero. è solo una leggenda... come quella dei vampiri."

Sospirai e mi si chiusero gli occhi mentre le mormoravo che era quasi l'alba e che doveva dormire. La successiva cosa di cui fu consapevole era che era mattina e che Sean aveva nuovamente riempito di seduzione i miei sogni. Questa volta ballavamo sotto le stelle, sulla sabbia resa argentea dalla luna, prima che i suoi baci ci conducessero a un letto di argento e di rose.

"Adesso pensa solo al piacere che voglio darti."
Con un rapido movimento m'infilò le mani sotto i fianchi e mi sollevò fino a che solo le mie spalle restarono contro il terreno e la sua faccia fu...
"Santo cielo!", esclamai, "Cosa mi stai fa..."
"Ti assaporo". Mise la bocca sulla mia femminilità, stuzzicandomi con le labbra e leccandomi, facendomi piagnucolare per l'intensità del godimento che provavo... (...) "Sean!", gridai quando spirito, anima e corpo si levarono al di là delle stelle raggiungendo un'acceccante luce di estasi tanto squassante che non vidi più nulla, e la mia mente si svuotò.

"Sì", dissi, inginocchiandomi anch'io davanti a lui, prendendogli il volto fra le mani e avvicinandolo al mio. Ora ero consapevole appieno di ciò che prima non avrei potuto capire. "Sì, condividerò con te la luce della mia anima nell'oscurità." Poi lo baciai, offrendo il mio cuore e la mia vita a qualsivoglia destino saremmo riusciti a ricavare per noi da un luminoso futuro all'ombra delle stelle.



P.s qui riporto gli stralci più belli dello pseudobiblion "Potenti vampiri e loro amanti"

La donna entrò nella tetra chiesa di pietra, timorosa di ciò che avrebbe potuto trovare, ma troppo sola nella vita per rinunciare a parlare di nuovo con quell'uomo. In precedenza mentre pregava davanti all'altare per ottenere l'amore che non aveva mai conosciuto, era arrivato lui. Si era inginocchiato davanti all'altare e aveva pregato ad alta voce, quasi allegramente, invocando il sangue benedetto dell'Agnello. I suoi modi disinvolti con Dio l'avevano indotta a smettere di pregare. L'aveva studiato, notando il suo abbigliamento, tutto nero, con un tocco di bianco conferito dal colletto (...) Dopo aver parlato per un po', lui si era alzato, accennando a un incontro importante. Poi, prima di andarsene, l'aveva invitata a raggiungerlo quella notte stessa per pregare di nuovo. E lei lo aveva fatto. (...) Esitò per qualche istante, osservando la luce che tremolava sulle pareti. Poi, dopo essersi guardata alle spalle, cominciò a scendere i gradini (...) invece di provare paura, si sentì spinta verso di lui, attratta dalla sua solitudine che eguagliava la propria. Con passo incerto, si avvicinò e toccò le parole sconosciute e le forme geometriche scolpite sul sarcofago. (...) Presa da un impulso irresistibile, mise entrambi le mani sulla pietra. Le vibrazioni cominciarono a scuotere il sarcofago e, in un'esplosione di luce, il coperchio si sollevò. L'uomo che aveva incontrato poco prima, ancora riccamente vestito di nero, si drizzò.
"Sei venuta" disse afferrandola per le braccia, con un atteggiamento ancor più tenebroso di prima. Lei urlò, spaventata dalla luce minacciosa dei suoi occhi. Lui sorrise, mettendo in mostra i canini aguzzi. "Non temere. Il tuo piacere sarà grande. Come lo sarà il mio."
Cercò con le labbra la vena pulsante della sua gola e lei gemette.

[...]

Invece di affondare i denti nel collo della donna, il vampiro passò le labbra sulla vena pulsante e le sfregò delicatamente la pelle coi canini. "Sento il calore del tuo sangue, Milady. Posso quasi gustarne l'abbondanza. Mi fai ribollire il sangue per il piacere della caccia e il bisogno di una compagna", disse il vampiro, attirandola nel suo letto di velluto fino a che lei fu in ginocchio fra le sue gambe. Anche la donna lo sentiva, sentiva il suo calore, sentiva il richiamo del desiderio che provava per lei. Aveva conosciuto solo il disprezzo per la sua semplicità, il peso del rifiuto e il morso della solitudine. (...) "Guardami", le ordinò.La spinta crescente del desiderio che provava lei stessa la indusse a cedere. Sollevò lo sguardo, e lui le sorrise, fissandola negli occhi con un'intensità che le arrivò all'anima.
"Sei mia, mia bella". (...) "Chi siete?" sussurro lei.
"Chiamatemi Armand. E come Salomone banchettò col suo amore, così farò io con voi per l'eternità." Le abbassò il vestito dalle spalle mettendo a nudo il seno e le pulsazioni del suo cuore. Poi si chinò ad assaporare la morbidezza cremosa delle sue carni.

[...]

"Chi siete?"
Lui sorrise, mostrando i denti aguzzi.
"Drago, un vampiro che non ha bisogno di una nazione né della ricchezza, ma solo dell'amore di una donna. Una donna che mi ami per me stesso e non per l'immortalità che rende grevi i miei giorni."

[...]

Mi s'inginocchiò accanto, lo sguardo bruciante che mi attraversava gli indumenti. "Ti offro tutto ciò che sono e tutto ciò che ho. Vieni con me stanotte."
(...) Si alzò in piedi e mi prese fra le braccia. "Sei mia. Non ci sono scuse questa volta."
Come aveva già fatto, mi trasportò velocemente lungo il corridoio fino alla sua camera, ma questa volta mi depose sul letto delicatamente. Chinatosi, mise la labbra sulle mie.

[...]

La giovane regina si girò, scostandosi con animo straziato da Drago, l'uomo che l'avrebbe strappata alla sua gravosa vita virginale per darle l'immortalità, l'unico del cui amore sincero sarebbe stata sempre certa.Tutti gli altri la volevano per un'altra ragione, per il potere, per la ricchezza o per diventare re. SOlo lui l'avrebbe amata per quello che era.
"Andate, vi prego. Per noi non ci sarà mai felicità. Sono vincolata a questa vita e voi a un'altra."
"Sette notti, mia regina vergine. Un'altra settimana per convincervi che il mio amore vale tutto ciò che vi lascereste alle spalle."
(...) Con le lacrime che le scendevano, lei gli premette le dita sulle labbra e lui ne mordicchiò delicatamente le punte con i canini, attento a non lacerare la pelle facendo sgorgare il sangue che desiderava disperatamente mescolare al proprio. Avrebbe potuto forzarla, premere la bocca assetata sulla sua gola e farla propria. Ma così avrebbe distrutto quella parte di sé che lo rendeva capace di amare.