Twilight: recensione al libro e al film

Nell'attesa di pubblicare tra qualche giorno la recensione al "Bacio d'Argento" (romanzo degli anni '90 che anticipava le atmosfere Urban Fantasy),  https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2025/04/il-bacio-dargento-recensione.html

ripubblico la mia recensione a "Twilight", uscita in origine anni fa su un altro mio blog, perché così sarà possibile fare un confronto tra "Il Bacio d'Argento" e "Twilight".

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Nota bene: in questa recensione vedremo solo il primo libro della saga di "Twilight"

Per prima cosa, confutiamo subito un diffuso clichè, forse il primo che viene in mente: che "Twilight" di Stephenie Meyer sia un libro "solo per ragazzine", meglio se "bimbominkie": è tanto fastidioso e ingiusto crederlo quanto il credere che "per conoscere la filosofia si debba andare all'università." Certo, è vero che nel e del fenomeno "Twilight" alcune "Twilighters" (così si chiamano le fans della serie) siano effettivamente frivole e vanesie, ma di per sé questo non significa che tutte le lettrici lo siano (né ragazzine né frivole).

Detto questo, diciamo subito che "Twilight" non è un capolavoro; difatti, chi ha letto classici come "Carmilla", "Clarimonde", "Le Horla" (e solo per nominare alcuni racconti brevi), classici che infarciscono, a ragion veduta, antologie come queste

noterà che "Twilight" ha uno stile espressivo-sintattico facile ed immediato, da "teen ager di scuola media": insomma, niente virtuosismi barocchi ed atmosfere decadenti, sepolcrali e gotiche (caratteristiche degli autori di cui sopra), tanto più che nel romanzo di Stephenie Meyer manca sia l'erotismo (molto spesso declinato nel feticismo) sia l'elemento orrorifico sia - incredibilmente - i riferimenti cimiteriali. Non sono questi i punti di forza del romanzo. Anzi, francamente, gli oltranzisti fondamentalisti dell'Horror non possono che detestare i vampirelli belli, buoni e vegetariani (e che sbrilluccicano al sole!)  che animano le pagine del romanzo (412 pagine, mentre i volumi successivi ne hanno anche di più). 

Sì, è comprensibile che Edward & company scatenino le ire di costoro.

Ma, 12 anni dopo (la Meyer lo scrisse nel 2005...) è possibile commentare, questa volta senza l'isteria delle bimbeminkia infoiate che fanno brusio di sottofondo, il fenomeno "Twilight"?

Bhè, proviamoci. Per quanto mi riguarda, all'epoca, ignorai volutamente il romanzo nonché i film (di cui vidi solo il primo, e solo l'anno scorso...), e ammetto che ero piuttosto prevenuta; vedevo le mie compagnucce di banco esaltarsi per questo romanzo e per "il bono" del film, e facevo spallucce. Diciamo che francamente io mi esalto, fino a farmi avere attacchi di tachicardia, per cose tipo Shelley, Novalis, Tarchetti, Macpherson, Maupassant, e difficilmente riesco ad apprezzare cose che non siano verniciate di uno spesso strato di nero pece trasudante sudari e avelli... e in "Twilight" tutto questo non c'è. E quindi?

Bhè, non siamo dalle parti dell'horror, questo è chiaro. Piuttosto, siamo dalle parti del romanzo rosa per teen agers, arricchito con qualche elemento che doveva essere horror (il vampiro) ma che è stato stemperato e annacquato fino a diventare altro. Ed è proprio questo il punto, e in un certo senso, il punto di forza di Stephenie Meyer; anche se c'è da dire che la Meyer non inventa quasi nulla: difatti, già in tempi non sospetti (1994/1997) la celeberrima serie di romanzi rosa Harmony aveva fatto uscire romanzi romantici con protagonisti maschili "non umani": https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2022/06/le-trame-degli-harmony-sesto-senso.html anzi, probabilmente è stata Rebecca Flanders la prima madrina dell' "Urban Fantasy" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/gabriel-limmortale-di-rebecca-flanders.html perché la Nostra già scriveva romanzi negli anni '80, e il bellissimo "Gabriel l'Immortale" era del '94 (vedi la mia recensione https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2017/07/gabriel-limmortale-di-rebecca-flanders.html) e la serie "Harmony Sesto Senso" aveva pubblicato molte altre autrici che miscelavano l'elemento suspense/soft horror ad una "trama amorosa".

Per cui Stephenie Meyer non inventa (quasi) nulla. Ma c'è un ma: i romanzi Harmony "Sesto Senso" (o "Emozioni Pericolosamente Insieme") non erano pensati per adolescenti, e avevano, come protagoniste, donne adulte (sedotte da uomini adulti, naturalmente). La Meyer, invece, ambienta la vicenda nel mondo degli adolescenti di 16 anni, alle prese con scuola & genitori. E si sa quanto a quell'età ci si senta incomprese e necessitanti di evasione psichica...


Perciò a me non stupisce che "Twilight" sia diventato un fenomeno di marketing e di merchandise: 




quando si è adolescenti si vuole far parte di un mondo che sia alternativo e allo stesso tempo un antidoto alla (banale o difficile, e spesso entrambe le cose) realtà di tutti i giorni; ed è consolante potersi sentire parte di una micro-realtà costruita sui propri desideri e bisogni che accomuni "tutti quelli come te" e ti faccia sentire meno sola.

Più che non lo stile espressivo (ma neppure la trama, ad essere oneste) a coinvolgere è proprio il contesto concettuale che rispecchia la vita di una teen ager nella media: la paura di essere brutta, goffa e cretina, di non avere amici, di non essere considerata da nessuno, sullo sfondo di una famiglia assente o divisa (Bella è figlia di due divorziati, e la madre ha già trovato il sostituto...), le noie scolastiche, i primi flirt. Per questo per certe adolescenti "Twilight" è tanto entusiasmante: è scritto e parla "la loro lingua"; viceversa, alle lettrici dai 30 anni in su la lettura, il più delle volte, provocherà noia, un senso di "già vissuto" o piuttosto, palese nostalgia della vita sui banchi di scuola.

Ma analisi nostalgica a parte, cosa c'è di buono nel romanzo?

Come ho detto, paradossalmente il fatto che l'Autrice "rinnova" la figura del vampiro: francamente non credo che nessuno mai prima di lei avesse pensato a "vampiri glitterosi" sotto il sole, ma neppure a scene del genere:






che associate alla figura del vampiro (di per sé paludata in cliché da Polidori in poi, escludendo poche varianti) risultano originali. A questo aggiungiamo una copertina che "resta in testa" e che invoglia al "prendere in mano il libro",


come la famosa mela della tentazione biblica...?




E che ha generato una miriade di cloni, non solo "graficamente parlando" ma anche a livello di canovaccio:




RECENSIONE ALLA SAGA CINEMATOGRAFICA DI "TWILIGHT": I PRO E I CONTRO DI UN FENOMENO COMMERCIALE


Che senso ha recensire dei film sfracella-botteghino come quelli della saga di "Twilight"?

 

Non molto senso, a prima vista: difatti le die-hard fans, le Twilighters, se ne strafregano dei commenti critici, le più frivole e in fregola tra loro valutano la mera avvenenza estetica - che, a distanza di un decennio, non c'è più -, e i fans dell'horror già schifano "Twilight". Per giunta, recensire qualcosa che ormai è vecchio di dieci anni e che a suo tempo fece versare fiumi di inchiostro, fa già puzzare di naftalina tutto l'articolo. 
E pur consapevole di questo, ci tengo comunque a dire la mia su questo fenomeno commerciale; perché facendo la fatica di andare oltre l'ovvio "è piaciuto tanto alle teen agers perché gli attori erano boni", si possono evidenziare cose che ad un'analisi superficiale sfuggono.

Ho diverse cose da far notare. La prima, e più banale, è che "Twilight" è a tutti gli effetti una baracconata commerciale fatta per vendere andando a titillare "i bisogni emotivi femminili", esattamente come l'altra baracconata commerciale del 1997, "Titanic", che inaugurò la di Caprio-mania. E chi aveva 12 anni all'epoca se le ricorda ancora le copertine del "Cioè" con il nostro Leonardo di Caprio che campeggiava ovunque su maxiposters ed adesivi per la gioia delle adolescenti infervorate.
 

 
Per quel periodo ci fu la Titanic-mania, dove non si vedeva né si parlava di altro. Poi decadde e si passò ad incensare altro: Matrix. E poi Matrix decadde e si passò ad esaltare altro: Il Signore degli Anelli. E via così. Ogni annata ha le sue mode. 
Anche "Twilight" non fa eccezione. E potrei citare molte altre cose che ebbero un successo enorme, durarono un po' e oggigiorno nessuno se li cag@ più:

Sic transit gloria mundi...
 

Tuttavia, nel voler creare baracconate commerciali che faranno miliardi non c'è niente di male. è legittimo, tanto quanto fare del Noise giapponese alla Merzbow o del Raw Black Metal registrando la performance su cassetta in una cantina senza luce, per un demo che ascolteranno in quattro gatti in tutto il mondo. Voglio dire, non c'è niente di male nel voler essere commerciali e nel voler vendere (e chi è obiettivo riconosce che esistono anche cose commerciali fatte bene), purché non ci si ammanti di pretese virtuosistiche e di nobiltà pauperistica che suonerebbero pacchiane ed ipocrite. Del resto, a dare fastidio degli Iron Maiden non è il loro essere miliardari e girarsene su un jet privato ma il loro spacciarsi come "amici dei quartieri bassi" finti-poveri amici dei poveri, insomma, vestiti con jeans ed una t-shirt. 
Per cui, in tal senso c'è onestà nel "Twilight-pensiero": l'Autrice e i vari registi che ne hanno diretto le riproposizioni cinematografiche non hanno mai spacciato il loro prodotto come "opera geniale di una drammaticità esistenziale degna di un Cioran". Se si capisce questo punto della questione, si può già valutare il fenomeno Twilight nella giusta prospettiva: è un prodotto realizzato per svagare e far soldi e in tal senso assolve egregiamente il suo compito. 
Del resto, anche a voler fare gli anti-commerciali a tutti i costi, paradossalmente, spesso si finisce per scivolare in una sorta di "anti-commerciale che vende un botto"...


Per cui, persino per queste band all'apparenza "anti-commerciali" si potrebbe lanciare la stessa accusa che si rivolge a "Twilight": sono anch'essi prodotti creati ad hoc per vendere ad un certo target ben preciso. 
 
Ma pure roba (cacofonica?) e decisamente meno commerciale nel senso di "meno ascoltabile" dei Dimmu Borgir, come il Power Noise, vende, perché qualcuno, nel vasto mondo, roba come Morgenstern e Converter se la compra anche, per cui dall'inghippo "tutta l'arte e anche ciò che è o vorrebbe essere anti-arte VENDE" non se ne esce, neppure prendendo come metro di paragone roba anti-commerciale per definizione come potrebbe essere un cd di Noise giapponese.

Insomma, è un po' una situazione beckettiana da teatro dell'assurdo.

Quando un intero gruppo di persone è così


appare chiaro che "essere così"


vuol dire "essere originali e fare la differenza" in quel contesto.

Per cui lanciare strali del genere "Twilight è una schifezza fatta per vendere! è consumismo!!!" non ha molto senso; anche il Noise giapponese vende a qualcuno, anche ciò che è anti-commercio come il Raw Black Metal ha creato un'estetica che vende a qualcuno.

Veniamo ora agli aspetti più "subliminali" del fenomeno-Twilight, sia per i libri sia per i film (ma il quarto ancora non l'ho visto). 


Rispetto alla stragrande maggioranza delle femmine, non seguii "Twilight" "quando era sulla cresta dell'onda", con orde di teen agers arrapate e urlanti al seguito. All'epoca lo giudicavo una cretinata fatta per piacere a ragazzine frivole, giudicandolo più da come si comportavano le femmine che avevo intorno che non per il prodotto in sé, che non avevo letto. 
Tendenzialmente questo è un errore molto frequente in chi bazzica "cose estreme e anticommerciali": si tende a criticare in maniera maligna a priori una tal cosa che è conosciuta da molti (Nightwish, Him, Evanescence, Linkin Park...) solo per il gusto di sembrare "alternativi", "elitari", perché più che infastidire il prodotto in sé, che neanche si conosce, infastidisce il pubblico che lo segue: le bimbominki@. 
E devo dire che in effetti più che dalle baracconate palesemente commerciali io sono infastidita dalla frivolezza e pochezza di chi li segue. Commenti del tipo "Ville Valo quanto sei bono\Edward  ke gran figo che 6 4ever!", per intenderci.

Sicché all'epoca non mi interessai minimamente a "Twilight", essendo più interessata a leggermi roba tipo Cioran o Herzen.

Mi pare di aver letto il primo libro di Twilight solo nel 2014 e non lo trovai niente di eccezionale. Non lo avevo neanche acquistato ma noleggiato in biblioteca e ci misi diverso tempo per leggerlo: non mi "prendeva". Così, dimenticai presto tutta la faccenda. Al libro diedi una risicata sufficienza. Passarono diversi anni, fino a che non vidi in vendita a 1 euro (!) il dvd e così fui "convinta a vederlo" visto che in pratica era regalato; devo dire che il film pur non facendomi stravedere, mi fece passare un'ora di intrattenimento e così decisi di rileggere il libro - di cui avevo vaghi ricordi - solo nel 2017, per vedere se il film era stato coerente con esso, e devo dire che ad una seconda lettura già mi piacque di più; per giunta comprandoli all'usato, tutti i libri della saga li ho presi a 2 o 3 euro. 



Avendoli letti tutti e quattro posso dire che continuo a trovare il primo poco più che sufficiente, e il secondo, terzo, quarto più avvincenti. 

Tutto sommato, però, pur avendolo rivalutato a distanza di così tanti anni, devo dire che non stravedo per questo prodotto, come non stravedo neanche per la saga rivale "Fallen", pur avendola letta tutta: nel genere Urban Fantasy preferisco immensamente la Touched saga. (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/08/la-touched-saga-gli-stralci-piu.html) o altri (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2025/03/ombra-di-velluto-urban-fantasy.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2025/03/rose-blood-recensione.html)(https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2025/03/blood-magic-recensione.html)
 
E anche parlando dei film, anche dal punto di vista prettamente estetico, trovo assolutamente irritanti i protagonisti, legnosi oltre ogni dire; 


forse solo il "licantropo Jacob" si salva un po' per la recitazione, anche se solo un'orba non si renderebbe conto che "lo hanno messo dentro" solo perché ha (aveva) un bel faccino e un fisico da palestrato, e non certamente perché stiamo parlando di un attore da premio oscar.


Per cui, penso di essere una delle poche femmine che di questi film NON apprezza l'estetica dei protagonisti - il look di Bella, poi, con quei maglioncini scialbi marroncini, felpine e quadrettoni grunge-style, mi provoca quasi l'orticaria... 😵- ma che trova immensamente ben fatte solo le scenografie, per intenderci, le scene ambientate nella foresta e sulla scogliera rocciosa, sulla spiaggia sempre "soffocata" da una cappa oscura di un cielo grigio antracite, i prati fioriti, gli acquitrini e le paludi, la distesa innevata, il muschio sui tronchi e sui sassi, la bruma, la pioggia, l'umidità...

Fotogrammi tratti dal primo e dal terzo episodio:




















 
ecco, in tal senso devo dire che la saga di "Twilight" è stata davvero spettacolare: nella scelta o ricostruzione digitale dei paesaggi che fanno da sfondo al vociare\abbracciarsi dei protagonisti che, ad una critica oggettiva, è alquanto banale e scontato; ma i paesaggi, bhè, quelli sono belli da mozzare il fiato, ricordando quasi un dipinto di Friedrich, e suscitando un certo senso del Sublime.


 
Difatti le scene che trovo più soporifere sono proprio quelle che si svolgono in casa o a scuola... mentre curiosamente quando il film mostra il paesaggio così immenso e incontaminato, mi pare quasi di percepirne la bruma e l'umidità proprio sulla pelle... effetto curioso, che direi che pochi film mi hanno trasmesso. Per cui, penso che il discorso della scenografia sia già il punto di forza del film e potrebbero ammetterlo anche i detrattori più feroci.

Ma è ovvio che di un film non si può valutare solo l'aspetto tecnico-scenografico; è la trama che dovrebbe "fare la parte del leone".
La trama. Di Twilight. Bhè... che posso dire?
Di per sé la trama è inesistente ed inconsistente. Si esaurirebbe in un racconto di manco dieci righe, figuriamoci le 682 pagine di "Breaking Dawn"...

La verità è che in "Twilight" non c'è neanche un rapporto amoroso tra un maschio e una femmina. Si amano senza che ci sia niente in comune ad unirli. Non c'è una motivazione logica che giustifichi un innamoramento così forte. Bhè, usando la fantasia l'Autrice ha trovato una giustificazione: "l'odore succulento di Bella" fa innamorare Edward di costei. E lei si innamora di lui perché è bellissimo. 
Punto e stop. Più frivola di così, la love story... Ma è proprio qui che si fa sentire la zampata che non ti aspetti: la storia d'amore di "Twilight" è improntata ai dettami cristiani: l'Autrice infatti è una mormona.

Per cui: Bella non è sexy, ma trasandata, sfatta, senza make up, perennemente - nel film - coi denti sporgenti dalle labbra che fanno tanto l'espressione "mezza ebete" e anche lo sguardo non è dei più attenti, facendo l'effetto "pesce lesso". 

 
è costantemente soggetta a cadute e scivolamenti, necessita di protezione maschile: difatti è imbranata. E qui aleggiano gli insegnamenti di san Paolo sulla donna "sottomessa" e "marito capo della donna". 
Ma attenzione: essendo cristianeggiante, "Twilight", è anche coerente: il maschio in questione, Edward,  è "uno che la pensa all'antica" (espressione che rubo ai dialoghi del film...): per cui, niente sesso senza essere sposati. E difatti il rapporto sessuale durante il quale Bella viene deflorata avviene solo nel quarto libro (con relativa finalità procreativa accettata senza abortire, of course) e - rullo di tamburi! - senza alcuna descrizione dell'atto fisico. Ebbene sì: in 682 pagine nessuno fa sesso concreto, con tutto quello che implichi il farlo, ma tutto avviene molto discretamente e solo "suggerito", quasi per "fecondazione astrale" modello vergine Maria. Non c'è neanche mezzo riferimento a penetrazioni dolorose che lacerano imeni non eccitati ma neppure orgasmi concretamente detti.


Perché di fatto la cosa grottesca di "Twilight" è che seppur privo di riferimenti sessuali da romanzo rosa,  esattamente come altri romanzi del genere - e anche più spinti - è etichettabile come "pornografia per donne" perché titilla i desideri sentimentali di tante donne e giovanissime - quei bisogni psico-erotici che diversi uomini trova una gran rottura di palle - come "l'anello di diamanti, il ballo galante, il sentirsi coccolata, il sentirsi importanti e protette".


A suscitare polemiche, soprattutto tra quelle donne non più teen agers che "non credono ai principi azzurri" sono stati proprio questi elementi: la femmina-Bella, sempre in pericolo, sempre imbranata, senza alcuno scopo esistenziale che non sia "l'amare Edward, stare sempre appiccicata a lui". 
E che quando lui la lascia, brutalmente, nel secondo capitolo, inizia a farsi del male masochisticamente pur di vederlo; e il maschio-Edward, che "in modo subdolo" condiziona Bella a diventare "come lui la vuole": moglie. 

Pur riconoscendo vere queste critiche - ma vabbè, che vi aspettavate da una cristiana mormona?? che scrivesse di accoppiamenti da g*ng-bang?!? - voglio però sfatare l'eccessiva preoccupazione di talune: accusare "Twilight" di promuovere la violenza sulle donne perché "lei ama uno che vuole berle il sangue e la controlla costantemente come uno stalker, è possessivo e invadente" è assurdo tanto quanto ritenere che i cd dei Cannibal Corpse promuovano istinti omicidi.
 
Difatti, checché ne dicano i cristiani che berciano di "PERICOLO ROCK SATANICO!!!", tirando fuori l'unico spauracchio che possono tirare fuori per gettare m*rda sulla musica Metal, cioè "le bestie di satana", onde poi tacere delle violenze che subiscono "gli alternativi" https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Sophie_Lancaster che osano mettersi una t-shirt Metal, un pentagramma, una croce rovesciata, vittime di bullismo e pestaggi per strada (intimidazioni che pure io subisco da anni)


A gente come il cattolicissimo Ante Pavelić non è stato necessario, per fare quello che ha fatto, "ascoltarsi i Cannibal Corpse" (no, il Brutal Death Metal manco esisteva quando Pavelić con i suoi amichetti, dopo aver assistito alla messa cattolica, andavano in giro a stuprare, mutilare, sgozzare tutti quelli che non erano croati cattolici... quindi non si può dare la colpa al "rock satanico", questa volta...)  

Per cui no, "Twilight" non è la causa della violenza sulle donne. Come non lo è neppure la pornografia. Del resto, se per davvero una donna accettasse "una love story con un uomo come Edward che la sorveglia anche mentre lei dorme e la fa sequestrare quando lei vuole andare a trovare l'amico", la causa non è "Twilight", ma una mancanza di ego nella donna in questione, e, a monte, l'educazione e le esperienze infantili subite oltre al fatto ovvio che è la donna in questione che non ha la forza per cambiare se stessa, facendo un profondo lavoro di introspezione psichica. (Ne abbiamo parlato tante volte recensendo i vecchi romanzi Rosa problematici: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/11/non-e-amore.html )

Per il resto, oltre a non essere un romanzo rosa, giacché manca tutta la parte carnale-erotica pur solleticando i bisogni erotici-sublimati femminili, "Twilight" non è manco un horror: vampiri buoni e vegetariani. Pare una barzelletta. E difatti in "Twilight" non c'è neanche del vero vampirismo, anche se qualche vampiro che ammazza degli umani c'è (James, Victoria...) e agli ambigui "Volturi" hanno lasciato un look e un'aura un pochino più inquietante... ma vabbè, non stiamo di certo parlando di horror splatter.


C'è da far notare comunque che nel quarto libro tutta la parte della gravidanza anormale ha qualche leggera tinta horror che potrebbe ricordare, molto alla lontana, "Rosemary's Baby" (ma solo per un attimo).
Per il resto, è la solita propaganda cristiana del "La vita è sacra! Non si abortisce mai! Neanche se stai schiattando perché hai un feto che si sta nutrendo di te facendoti morire di inedia!"

Non ho visto il quarto film, ma sembra che la scena della gravidanza sia stata alquanto disturbante; comunque nel libro era quasi a tinte horror. Ma vabbè, la Meyer non è Clive Barker, ma neppure Poe.

Per il resto, che un supposto maschio di 17 anni ESIGA che una ragazzetta di 18 anni si sposi con lui e lei accetta perché "non sa dire di no" e perché il sesso - e solo penetrativo, non penserete di certo che sia ammesso il c*nnilingus! - si fa solo da sposati per fare figli è in linea con la mentalità cristianoide dell'Autrice (che comunque, è una brava narratrice e non è "pesante"); ci sarebbe stato da stupirsi se avesse scritto il contrario, piuttosto...   

Per il resto, ad evidenziare una certa "volontà di potenza" in Bella, si potrebbe citare il suo voler diventare vampira per essere finalmente "figa", senza più limiti umani... ma è poca cosa, considerato che in fondo anche da trasformata, Bella resta semplicemente una cristiana camuffata da donna emancipata.


Più che boicottarlo, come grida qualcuno, "Twilight "andrebbe piuttosto decostruito facendo riflettere le giovanissime su un punto reale e molto importante: la storia dell'amore di Bella ed Edward non è realtà e non lo dovrebbe neanche diventare. Non è amore rinchiudersi in un rapporto soffocante con una persona possessiva ed essere prive di qualsiasi autostima ed individualismo. E non c'è niente di romantico nella gelosia eccessiva di Edward. In altre parole: non idealizzare "il principe azzurro" e "stare bene con se stesse" autorealizzandosi anche in altro che non sia solo il "moglie e madre" (quasi a discapito della propria vita: Bella che si lascia morire pur di far vivere il feto abnormale e non deludere il marito Edward è misoginia cristiana allo stato puro; ma questo non mi impedisce di ammettere che comunque il libro è ben narrato)

Per cui, in conclusione, "Twilight" resta un buon prodotto commerciale, fatto per "far svagare" certe menti femminili, per un'ora e qualcosa di film con relativo merchandise. E ci può stare. 
 
Soddisfa un bisogno femminile estetico, psichico che si pasce di certe cose. Tanto quanto un video porno soddisfa un bisogno maschile estetico, fisico che si pascia di altre cose.
 
La vita vera di un rapporto a due, però, nella realtà, è tutt'altra cosa. Ma questa riflessione vale anche per un video pornografico o qualsiasi film d'azione, violento, horror: fin tanto che si sa distinguere la realtà dalla fantasia e viceversa, va tutto bene. Quando si pensa che "nella vita vera si vuole amare Edward\nella vita vera si vuole dilatare analmente tutte le donne\nella vita vera si può saltare da un palazzo all'altro come fa Van Damme\nella vita vera si può sgozzare una prostituta", bhè, allora sì che questo è seriamente preoccupante.

P.s. Ho letto anche lo "spin off": "La breve seconda vita di Bree Tanner"


 
che però non mi ha molto emozionato. Si percepisce che è stato scritto "stiracchiando" una storia che aggiungesse un tassello al "Twilight-world" e che le fans avrebbero comprato all'istante...

P.s 2. i maligni suggeriscono che prima o poi "sentiremo anche le avventure della figlia di Bella..."
 

P.s 2 Aggiornato al 2025: e intanto è già uscito da un bel po' anche "Midnight Sun" (che però non ho letto) oltre che la "rivisitazione" (con la mela verde in copertina!)








P.s 3 Chi ha voglia di VERO vampirismo, si legga il mio post https://intervistemetal.blogspot.com/2017/12/symphonic-black-metal-e-vampirismo-le.html