"Il Lupo e la Colomba" di Kathleen Woodiwiss


In tempi remoti, quando i druidi vagavano per le foreste settentrionali d'Inghilterra e tenevano i loro sabba al chiarore incerto della luna, un giovane uomo innamorato di battaglia e violenza studiò le arti della guerra fino a divenire invincibile.  Il giovane, che si era dato per nome "Il Lupo", depredava la gente, piegandola ai suoi voleri. Col tempo le sue gesta giunsero all'orecchio degli Dei sull'alta montagna tra la terra e il Valhalla. Odino, signore degli Dei, inviò un messaggero a distruggere il ribelle che esigeva tributi dal popolo e sfidava il fato. I due si incontrarono e incrociarono le spade, e la loro battaglia infuriò per una quindicina di nuove lune dalle bianche scogliere del sud alle spoglie coste rocciose del nord. Il guerriero si dimostrò all'altezza della sua fama: nemmeno l'inviato di Odino riuscì a batterlo, e dovette tornare alla montagna ad ammettere il suo fallimento. Odino rifletté a lungo e a fondo sulla questione, poiché era scritto che chiunque avesse sconfitto un messaggero degli Dei si sarebbe guadagnato la vita eterna sulla Terra. Odino rise, e i cieli sopra il lupo tremarono. Poi l'aria fu squarciata da lampi accecanti e fragorosi tuoni; il giovane, impavido, rimase dov'era, con la spada sguainata.  "Così ha vinto la vita eterna", ruggì Odino in tono di scherno, "e stai di fronte a me con la spada pronta al combattimento, ma la stoltezza non è mai stata una virtù e io non posso lasciarti qui libero di compiere le tue insane imprese. Avrai la tua immortalità, ma dovrai sottostare ai voleri di Odino per fare uso della tua conquista." Odino scomparve con un ultimo scroscio di risa, e un fulmine colpì l'arrogante lama sfoderata. Un pennacchio di fumo si innalzò lentamente al cielo. Là dove si trovava il giovane, ora era accucciato un grosso lupo di ferro incandescente, con un ringhio rabbioso congelato sulle labbra. Si dice che in una profonda vallata vicino al confine con la Scozia ci sia una radura dove si trova la statua di un lupo di ferro, bruno di ruggine, ricoperto di rampicanti aggrovigliati, le zampe verdi di muschio. Si dice che quando la battaglia infuria nella regione l'imponente lupo si animi e divenga un guerriero - coraggioso, forte, invincibile e selvaggio. E ora le truppe di Guglielmo attraversavano la Manica, re Harold accorreva dal nord, e la guerra si faceva prossima...

***

28 Ottobre 1066

Il clangore della battaglia si era ormai sopito. Le grida e i lamenti dei feriti si erano spenti a uno a uno. La notte era quieta e il tempo pareva come sospeso. La luna autunnale, tinta di sangue e affaticata, splendeva sopra l'indistinto orizzonte, e il distante ululato di un lupo in caccia attraversava come un brivido il cuore della notte, appesantendo il misterioso silenzio che incombeva sulla regione. Coltri di nebbia fluttuavano attraverso la palude sopra i corpi dilaniati dei caduti. Il basso muro di terra, debolmente sostenuto da pietre, era ricoperto dall'eroico sudario degli uomini massacrati.  Un ragazzo di non più di dodici anni giaceva accanto al padre. Oltre a questo macabro scenario si ergeva la grande sagoma del castello di Darkenwald, con la sua unica torre di guardia svettante contro il cielo. All'interno del castello, Aislinn sedeva sul pavimento coperto di tappeti davanti alla poltrona sulla quale suo padre, l'ultimo signore di Darkenwald, aveva governato il suo feudo.



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