Adesso era tardi. Il mare si oscura, perdeva la sua lucentezza: qualche luce che pareva lontana, era solo fosforescente, immobile, e non poteva indicare il cammino. Dov'era la sua casa? Forse era scomparsa veramente: e la fanciulla camminava in una delle fiabe care alla sua infanzia. Che importa, ormai, tornare a casa, avere una casa? Un'ombra apparve dinanzi a lei, immobile: le parve di conoscerla, anche se non era che un'ombra. O forse non poteva esservi altro abitatore, in quel mare oscuro e incommensurabile? Non si sorprese quando una voce disse: "è Lei, non è vero? L'ho aspettata stamani, tanto..." La voce era commossa, piena di tenerezza e di gioia. L'ombra era così vicina, che le sue mani nude si trovarono chiuse nelle due mani inguantate, strette.
(...) Si fermarono al limitare della nera muraglia di querce. Si vedeva una fosforescenza piccola e debole, una finestra illuminata. Egli disse soltanto, prima di lasciarla: "Cara".
Poi le lasciò le mani, le prese la testa fra le mani e la baciò sulla bocca.

