Brunella Gasperini: contributo di Elena


https://www.youtube.com/@ElenaM-o5v/posts

La mia amica e youtuber Elena (https://www.youtube.com/@ElenaM-o5v/posts) ha voluto omaggiare una delle sue scrittrici preferite: Brunella Gasperini (che io non ho letto).
Ospito volentieri il suo contributo qui, visto che nei post precedenti si è spesso parlato di autrici italiane del Rosa (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/10/storia-del-romanzo-rosa.html)


All'anagrafe Bianca Robecchi coniugata Gasperini, sceglie di firmarsi Brunella e questa scelta incarna perfettamente la sua poetica e la sua politica.

Milanese, classe 1918, fu capace di raccontare l'animo umano senza pregiudizi come poche sanno fare!

Scrittrice e giornalista, per venticinque anni si occupò della rubrica "Ditelo a Brunella" sulla rivista Annabella, dove rispondeva alle lettrici affrontando tematiche molto scomode per quegli anni, come il divorzio e la condizione femminile in Italia, utilizzando un linguaggio schietto, privo di sentimentalismi inutili, che arrivava dritto al cuore.

Erano anni in cui il matrimonio era l'unico obiettivo che le ragazze dovevano perseguire, per poi diventare delle brave madri e occuparsi del focolare domestico. Pertanto, la condizione essenziale per potersi sposare era la verginità, identificata socialmente dai segni del pudore e della modestia. (nota di Lunaria: tematica che era tipica anche di Liala e di altre scrittrici della prima narrativa Rosa: https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2018/12/dark-ladies-e-vergini-angeliche-il.html infatti queste autrici non riuscivano "a concepire qualcosa di diverso per la donna", anche se c'è da dire che alcune protagoniste femminili di Liala sono meno "tradizionaliste" di quanto ci si potrebbe aspettare a prima vista) 

Brunella lasciava divampare le discussioni epistolari su temi come la castità, i conflitti familiari ed esprimeva con fermezza la propria opinione. Moltissime ragazze si accostavano all'educazione sentimentale (badate bene sentimentale e non sessuale) proprio attraverso la posta del cuore, dove ricevevano i primi rudimenti su come una signorina per bene dovesse comportarsi nelle varie occasioni.

Brunella voleva insegnare alle ragazze che era arrivato il momento di rovesciare il canone mettendo sotto accusa le apparenze per esaltare i contenuti, quali l'onestà dei sentimenti e la limpidezza degli intenti e sottolineava che la dignità della donna non deriva dall'uomo, ma è intrinseca nella donna stessa. Dunque, le ragazze dovevano imparare ad inseguire i propri sogni, piantare in asso i fidanzati di cui non erano innamorate e non aver paura di rimanere sole.

Era una donna che non si risparmiava affatto nel suo lavoro. Il suo numero telefonico, essendo presente sull'elenco, veniva preso d'assalto dalle lettrici e Brunella rispondeva a tutte le telefonate che riceveva, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

"Ero io quella" è stato il primo romanzo che ho letto dell'autrice, dopodiché, estasiata dalla sua penna semplice ma illuminante, non ho esitato a recuperare tutti gli altri!

La protagonista è Nicoletta, una ragazza che vive tra due realtà opposte, una ricca ma frivola, l'altra modesta e reale. Sarà una forza invisibile a cambiarle la vita, come avviene di solito, se soltanto si è disposti ad accoglierla.

Vi lascio un piccolo estratto:

"Tra poco verranno a chiamarmi e io non sarò pronta. Sarò ancora qui ferma davanti alla finestra aperta sul lago, ad aspettare chissà che cosa. 

Ci sono le stelle, fuori. È di nuovo agosto.

Ricordo una ragazza che le sere d'agosto se ne stava distesa lì fuori, con le dita intrecciate sotto la nuca, a guardare le stelle cadenti e a pensare a un ragazzo che forse non avrebbe visto più. Qualcuno le aveva detto che non era una donna, ma venti possibilità di donna, e lei aspettava, con tutti i suoi punti interrogativi che salivano verso quel vecchio cielo, aspettava di sapere quale di quelle venti donne sarebbe poi saltata fuori.

Ero io, quella."

La sua narrativa si mantiene ancora dentro i confini del romanzo rosa, estendendo l'inquadratura ad amici, parenti e al contesto sociale, anziché prendere in considerazione solo la coppia. Quanto all'obiettivo, non è mai stato quello di sovvertire l'ordine familiare ma di rifondarlo attraverso un rinnovamento dei modelli.

Sarà per questo motivo che i testi che la rappresentano appieno sono quelli autobiografici, in cui ci parla di sé, dei suoi amici e dei suoi adorati animali.

È un vero peccato che tra le nuove generazioni il nome di Brunella Gasperini  circoli poco (per non dire proprio per niente). Sono passati tanti anni dall'epoca in cui è vissuta... si sono fatte scoperte, passi avanti nella scienza, nella medicina, nell'informatica, ma c'è stata anche moltissima regressione, oltre all'utilizzo maldestro di strumenti che potrebbero farci progredire parecchio e che invece sortiscono il risultato opposto. Ma la regressione più preoccupante riguarda il genere umano: pensiamo di esserci emancipati e invece ci uccidiamo come bestie feroci assetate di sangue... altro che educazione sentimentale...

Se solo ci fosse ancora Brunella e i suoi consigli... in compenso rimangono i suoi romanzi ed è per questo che vi invito a rileggerli o a scoprirli per la prima volta.

Ogni anno il 7 gennaio accendo una candela per lei, nel giorno della sua morte prematura a soli sessant'anni, per un infarto.

Ricordiamola sempre a gran voce: non si può mettere Brunella in un angolo!